Questo libro si rivolge a quanti hanno subito un lutto e cercano un senso a ciò che è accaduto, a chi vive una malattia grave e teme il momento del decesso, o anche a chi si domanda cosa accade quando si muore. Scopriranno, grazie alla sorprendente coincidenza delle esperienze di persone diverse tra loro per cultura, sesso, etnia e religione, che la morte in realtà non esiste. Si tratta solo del passaggio in un'altra dimensione, dove i nostri amati defunti ci accolgono festosi: essi sono sempre stati accanto a noi, ma con una vibrazione differente. Il testo offre un'ampia panoramica delle esperienze che si possono avere dopo la morte, sia nelle NDE - Near Death Experience, l'esperienza di persone che si risvegliano dopo un coma o un decesso momentaneo - che dopo aver oltrepassato la soglia della morte definitiva. In tutte queste esperienze di incontro ravvicinato con l'altro mondo si fa l'esperienza - appena si esce da quello che essi definiscono tunnel - di essere tornati alla vera casa, e che la vita terrena sia stata una scuola necessaria per l'apprendimento e l'evoluzione personale.
Questo piccolo libro rappresenta il terzo e ultimo volume di un trittico dedicato alla cristologia e soteriologia della Summa Theologiae di San Tommaso d'Aquino. Dopo aver approfondito la persona e le due nature di Cristo ed essersi poi soffermati sui misteri cristologici dal concepimento alla trasfigurazione, in queste pagine si affronta l'analisi della passione, morte e sepoltura, discesa agli inferi, risurrezione e ascensione, glorificazione e giudizio finale di Cristo. L'analisi del mistero pasquale e del compimento dell'opera di redenzione rappresenta infatti il coronamento della riflessione dell'aquinate, che coniuga una cristologia "dall'alto" con una soteriologia "dal basso".
Bonifacio è una figura centrale dell'Alto Medioevo, annoverato tra i padri fondatori dell'Europa per la sua instancabile opera di conversione della Germania al cristianesimo e il consolidamento dei legami tra Papato e potere Franco. Questo libro, narrativo e storico, ripercorre la sua straordinaria vita attraverso i carteggi originali, rivelando gli aspetti più umani e spirituali del santo, fino al sacrificio estremo del martirio. Con geniale intuizione Bonifacio realizzò il concetto di "acculturazione" e "inculturazione" presso i popoli ai quali predicò il Vangelo, uno snodo decisivo per la nascita di una nuova identità culturale e geopolitica europea, tra Tardo Antico e Alto Medioevo. Un tributo a una figura straordinaria, che unisce la dimensione umana e spirituale alla profonda influenza dell'evoluzione del pensiero monastico e religioso, capace di plasmare il cuore del Medioevo e la cultura del nostro continente.
Qoelet: nero diamante nel cuore della Bibbia. Qoelet: colpo di dadi nel piano di Dio. Qoelet: rapina di ogni norma, razzia nei sacri paramenti, santo sconquasso. Qoelet: il caos nell'armonia celeste. Tra i grandi moralisti di ogni era - da Laozi a Seneca, da Epicuro a Confucio, da Solone a Lucrezio - Qoelet, "colui che prende la parola", è il più duro, quello che non ci offre scampo. Il mondo è vanità, godi di ciò che hai perché stessa sorte di dolore grava sul giusto come sul perverso; stesso nulla, dopo questa vita, è preparato per l'uomo come per la bestia; la Storia è un cumulo di insensatezze, il consiglio del sapiente è pari a quello dell'idiota. Qoelet confonde le menti - i padri esegeti hanno discusso a lungo sulla liceità della sua ispirazione - provoca, rovescia cattedre e parlamenti: crepita nel suo dire l'oro di un eroismo solitario. Spaventoso, è vero. Eppure, comprendere che tutto è vano ci permette di amare tutto, come fosse la prima e l'ultima volta, quella aurorale, a bonifica di baci, tra salvezza e schianto. Per la prima volta nel contesto editoriale italiano, Qoelet è presentato in tre traduzioni, di diversa ispirazione, per sperimentarne l'abisso e i suoi diversi significati.
Un viaggio affascinante tra le fontane di Roma che ci permetterà non solo di scoprirne la bellezza ed i segreti, ma che ci condurrà anche attraverso luoghi dove ha preso vita e si è stratificata la millenaria storia di Roma. Una città che ha sempre avuto un rapporto profondo e viscerale con la natura sacra e profana di questo magico elemento. L'acqua ha infatti da sempre fecondato questa città come un sistema di vasi sanguigni che hanno dato linfa al corpo e all'anima di Roma e dei suoi abitanti. Grazie agli acquedotti costruiti dal genio ingegneristico dei Romani, l'acqua si è insinuata nel tessuto urbano attraverso le antiche condotte, per poi prendere vita e manifestarsi nelle innumerevoli mostre d'acqua, fontane, abbeveratoi,ninfei, bagni e terme. E attraverso la storia di queste fontane conosceremo così la storia delle piazze e delle vie, dei palazzi e delle ville che le hanno accolte, e incroceremo le storie e i destini degli uomini e delle donne che hanno occupato la scena di questo incredibile racconto che è la storia di Roma. Oltre 150 bellissime foto, realizzate dall'autore per l'occasione, contribuiscono a rendere questo volume ancora più prezioso
Gioconda detta Giò ha trentacinque anni, una storia familiare complicata alle spalle, un'anima inquieta per vocazione o forse per necessità e un unico, grande amore: Leonardo. Che però l'ha abbandonata. Smarrita e disperata, si ritrova a vivere a casa dei suoi nonni, morti a distanza di pochi giorni e simbolo di un amore perfetto. La notte di San Valentino, Giò trova un biglietto che sua nonna aveva scritto all'angelo custode, per ringraziarlo. Con lo sconforto, ma anche il coraggio, di chi non ha niente da perdere, Giò ci prova: scrive anche lei al suo angelo. Che, incredibilmente, le risponde. E le fa una promessa: avrò cura di te. L'angelo ha un nome: Filemone, ha una storia. Soprattutto ha la capacità di comprendere Giò come Giò non si è mai compresa. Di ascoltarla come non si è mai ascoltata. Nasce così uno scambio intenso, divertente, divertito, commovente, che coinvolge anche le persone che circondano Giò. Uno scambio che indaga non solo le mancate ragioni di Giò: ma le mancate ragioni di ognuno di loro. Perché a ognuno di loro, grazie a Filemone, voce dell'interiorità prima che dell'aldilà, sia possibile silenziare la testa e l'istinto. Per ascoltare il cuore. Anche e soprattutto quando è chiamato a rispondere a prove complicate, come quella a cui sarà messa davanti Giò proprio dal suo fedele Filemone, in un finale che sembrerà confondere tutto. Ma a tutto darà un senso.
La fitta corrispondenza tra Giulio Andreotti e Francesco Cossiga, pubblicata in questo secondo volume e risalente al periodo tra il 27 settembre 1990 e il 25 luglio 1991, è incentrata sulla crisi del Golfo e sull’operazione Gladio. La preoccupazione principale, a livello internazionale, dei due statisti è l’ultimatum imposto dalle Nazioni Unite all’Iraq di ritirarsi dal Kuwait, che apre la possibilità concreta di un coinvolgimento bellico in Italia. Dal carteggio emerge in particolar modo la figura di Cossiga, che tenta, con avvisi e raccomandazioni al governo, di trovare soluzioni che rendano compatibile la Costituzione e gli impegni militari che il governo è pronto ad assumere. Sul piano interno, stanno invece la polemica su Gladio e le accuse di alto tradimento e attentato alla Costituzione rivolte al presidente della Repubblica. Saranno poi alcune dichiarazioni su Gladio rilasciate da esponenti del governo a turbare maggiormente il quadro istituzionale e a spingere Cossiga, nel dicembre 1990, a minacciare di aprire una crisi istituzionale se Andreotti non avesse assunto una presa di posizione pubblica riguardo Gladio. Tra gli altri argomenti significativi, si legge dell’attacco del PDS nei confronti del capo dello Stato, del referendum per l’abolizione delle preferenze plurime nelle elezioni della Camera e delle origini del messaggio sulle riforme istituzionali inviato da Cossiga nel giugno 1991, in cui si mostrano i dissensi politici e personali con Andreotti e il senso di isolamento da alcuni settori della Democrazia Cristiana. La corrispondenza tutta tra i due statisti, toccando aspetti governativi, umani e istituzionali, restituisce le voci di due tra i maggiori protagonisti della vita politica italiana di quegli anni.
Figura evangelica di primo piano, Maria Maddalena costituisce fin dalla più antica tradizione l’immagine del processo di trasformazione che l’incontro con l’amore di Cristo attiva in coloro che si aprono a riceverlo. Nell’iconografia che la rappresenta confluiscono diverse figure di donne presenti nei Vangeli che costituiscono i tasselli di un vero e proprio itinerario mistico. Filo conduttore la passione d’amore in cui si fondono dolore e beatitudine, morte e vita, tenebra e luce, e che conduce in una dimensione al di là del bene e del male, in un sentire nudo che, mentre purifica, risveglia e rigenera. La comunione ardente che Maria vive con Gesù fa di lei la prima testimone oculare della resurrezione e colei che l’annuncia ai fratelli, da cui il titolo di Apostola degli Apostoli. Ella vede il Risorto perché suscitata a nuova vita dal tocco del suo amore puro. Il libro tratta in particolare l’aspetto della Maddalena penitente attraverso l’esperienza stessa dell’autrice che, nel suo cammino solitario, trova in questa figura il necessario sostegno per affrontare le asperità del deserto interiore. "Nei primi tempi che seguono la conversione, quando tutto inizia a vacillare, la mente, che sente minacciate le proprie strutture, si ritrova smarrita. Il dubbio prende a martellare, il conflitto interiore diviene feroce, lo spettro della follia incombe, mentre l'anima s'inoltra solitaria nell'ignoto. È in quel meraviglioso e terribile tempo che cominciai a sentire un fortissimo richiamo verso Maria Maddalena. Mi attraeva la sua immagine di convertita penitente nel deserto che sentivo particolarmente vicina alla mia solitaria esperienza di silenzio. E ancora di più mi colpiva il fatto che questa immagine fosse divenuta l'icona dell'Apostola degli Apostoli, di colei che era stata chiamata ad annunciare la resurrezione." (Antonella Lumini)