Il vento come inchiostro d'amore, come veicolo, che non conosce ostacoli, di pensieri, di desideri, di frasi a volte difficili da pronunciare persino con sé stessi.
Come ideale ponte che un cuore senza risposte getta in direzione di chissà quale luogo, confidando però che dall'altra parte ci sia qualcuno in attesa.
E capace di ascoltare.
"Questo primo Vangelo scritto non è un libro come tutti gli altri. È molto di più: vuole aiutare a vivere. La sua stessa composizione ce lo mostra. Marco non scrive una vera e propria storia di Gesù, sebbene si basi su fatti storicamente avvenuti. Egli sceglie di narrare una storia realmente accaduta ma che potesse aiutare tutti a sentirsi come partecipi di quanto era accaduto. Insomma, trasforma la vicenda storica di Gesù in un ‘buon annuncio' che riguarda tutti gli uomini. Questo piccolo libro, infatti, interroga chi lo legge e chiede una risposta. Si potrebbe dire che queste pagine rendono presente Gesù a chi le legge. O, se si vuole, rendono Gesù contemporaneo al lettore così come lo era per i discepoli". (dall'introduzione)
Galilea, 32 d.C. Elia è un ragazzo goffo, più incline a inciampare e rovesciare brocche di vino che a farsi notare per il suo coraggio. Mentre vende pesce al mercato di Cafarnao, sogna in silenzio una vita meno banale. Quando incontra Gesù di Nazaret decide di seguirlo per qualche giorno, convinto di assistere a prodigi che potrebbero cambiare il mondo — e magari anche lui stesso. Viaggiare con il Maestro, però, significa attraversare villaggi in fermento, assistere a guarigioni inattese ma anche camminare insieme a una comitiva di testimoni imperfetti: dal burbero e impetuoso Simone al cinico e calcolatore Giuda, fino alla luminosa Maria di Magdala, l'unica capace di vedere la bellezza nel disordine. Durante un viaggio di formazione di otto giorni, in cui le aspettative di gloria si scontrano con la fatica del quotidiano e dell'umano, Elia cerca il segno eclatante, fin quando il Maestro gli indica il vero miracolo: vivere l'ordinario in modo straordinario. Con uno sguardo fresco e una scrittura vivace, don Diego Goso racconta Gesù dal punto di vista dell'"ultimo arrivato", intrecciando ironia, tenerezza e profondità spirituale. Ne nasce un romanzo che offre il ritratto vivo di una sequela fatta di inciampi e rinascite, dove la straordinarietà di Dio irrompe nella quotidianità più semplice, a ricordarci che nessuno è inadatto per diventare discepolo.
Tito Brandsma fu carmelitano, professore e giornalista, saggista e poeta; e fu martire. Questa raccolta di testi cerca di mostrare almeno in parte la sua operosità e di rendere giustizia alle numerose sfaccettature del suo carattere indomito, che non si è piegato alla minaccia nazista ma che, anzi, l'ha portato a esporsi pubblicamente, consapevole ma incurante dei rischi. Questa variegata antologia, quindi, sapientemente introdotta da padre Luigi Borriello, si rivela lo strumento ideale per conoscere o riscoprire la figura di questo santo moderno che ha affrontato la vita e la morte con la devozione propria dell'ordine a cui apparteneva.
Questo libro di Cesario Milo, un poeta che scrive in prosa, è difficile da definire perché l'autore, rimanendo ben radicato nella Bibbia e trovando nella realtà le conferme a quel che dice, loda il compassionevole e il guerriero, la purezza come mezzo per vedere oltre le seduzioni del mondo e le folli notti d'amore con la sposa. Sussurra che il sogno più grande di un uomo viene direttamente da Dio e che anche Dio sogna. Afferma che nella vita non si può tollerare tutto, ma anche che il valore immenso di una persona comprensiva si capisce solo quando si è deboli. Questo libro è un viaggio in quel canto nuovo che è ogni anima che ama Dio. Cesario Milo non manca di ricordarci più volte - ed è evidente che egli ne ha fatto esperienza - la cosa più importante da conoscere nella vita: grazie all'infinita misericordia di Dio nulla è mai perduto; anche nelle tenebre più fitte Dio dà sempre a chi Lo invoca il raggiante pensiero che gli permette di tornare a vedere la vita non solo vivibile ma meravigliosa.
"Il nostro cammino di fede, guidato dallo Spirito, ci ha fatto capire che dovevamo manifestare in modo particolare il mistero di Cristo che condivide la vita dei poveri: questa è diventata così la nostra vocazione personale e il carisma che unisce la nostra Comunità Papa Giovanni XXIII"
In questa raccolta di messaggi, ricevuti dal mistico friulano "operaio dalla vigna del Signore", Maria SS. introduce le anime alla conoscenza del Divino Volere. Il volume contiene i messaggi ricevuti nel 2016 e nel 2017.
Questo libro cerca di amplificare la voce di un Angelo ascoltata in sogno da un giovane discendente del Re Davide. Per Giuseppe, figlio di Giacobbe - come per Francesco di Pietro di Bernardone o per Giovanni Bosco e vari altri - obbedire a quel sogno ha significato entrare nella grandezza e divenire affidatari di una storia meravigliosa. Prendendo come esempio il papà terreno di Gesù, il volume propone un cammino per apprendere a non sprecare la bellezza, per aprirsi ad accogliere la grazia, per custodire ciò che è prezioso e nutrire ciò che salva. Alla scuola di un uomo tanto solido quanto umile, tanto forte quanto docile, possiamo imparare l'arte della custodia della vita, quella altrui e quella propria, quella naturale come quella dello Spirito. Egli è quel padre che manca a questa generazione e che dobbiamo riscoprire e ridiventare. Un percorso utile a chiunque, uomo o donna, voglia apprendere l'arte di accogliere e vivere le cose grandi che gli sono riservate.
Gli autori insegnano la recita di un nuovo rosario: "il rosario della liberazione". Recitando con fede questo rosario, basato sulla parola di Dio, si ottengono grazie straordinarie, guarigioni incredibili. Se lo preghi vedrai la gloria di Dio!
La guarigione dell'albero genealogico o intergenerazionale è una opportunità offerta ai cristiani per riconoscere e guarire le influenze familiari che ci vengono dal passato e che hanno ripercussioni anche nel futuro. La guarigione intergenerazionale ci induce a pensare alla possibilità che le azioni e gli avvenimenti negativi dei nostri antenati possano, in qualche modo, introdursi nella nostra trasmissione genetica e causare sofferenza nelle generazioni future. Compito della guarigione intergenerazionale è interrompere la connessione esistente con le origini dolorose. Consiglio al lettore di porsi serenamente davanti al Signore chiedendo di rivelare la Sua verità circa la guarigione intergenerazionale.
Ci sono poi le maledizioni generazionali. [...] Si sciolgono attraverso l'Eucaristia, le celebrazioni eucaristiche. Le Messe di guarigione genealogica sono Messe in suffragio delle anime degli antenati. Questo atto di carità verso i nostri antenati giova molto a noi e rientra nel mistero di solidarietà. Perché la celebrazione eucaristica ha una forza potente di scioglimento delle maledizioni, sia generazionali, sia locali, sia anche personali.
Padre Francesco BAMONTE (esorcista):
L'eredità medianica: Come c’è tra i fedeli una comunione alle cose sante, ai beni spirituali e una comunicazione del bene gli uni agli altri, allo stesso modo ci sarebbe una partecipazione, quasi una ripercussione, dei danni spirituali degli uni agli altri, particolarmente di quelli a cui eravamo legati più strettamente nel nostro albero genealogico, come genitori, nonni, bisnonni, zii, ecc.; per cui, anche se non siamo responsabili dei loro peccati, è bene chiedere perdono a Dio, oltre che dei nostri, anche dei loro peccati, e pregare perché essi e noi abbiamo “pace in Dio” e perché ogni influsso negativo del passato che permane nel presente sia annullato, dal momento che i peccati del passato permangono come tentazione nell’oggi. […]
Questo libro si propone di insegnare a pregare per le persone che in qualche modo sono legar a noi tramite vincoli familiari o affettivi o con semplici legami di amicizia e con i quali è difficile relazionarsi come ad esempio: bambini ribelli, iperattivi, tossicodipendenti, alcolisti, persone autistiche, persone affette da malattie terminali, autoimmuni o incurabili, perone in coma, malati mentali o persone che hanno bisogno di conversione. Si può pregare per coloro che sono vicini o lontani, non importa la distanza.
Il Messale delle domeniche e feste 2026 è pensato per aiutare a partecipare attivamente alla liturgia, grazie alle accurate introduzioni alle singole feste. Contiene tutti i testi liturgici del nuovo Messale e del Lezionario delle domeniche e feste, dal primo gennaio fino all'ultima domenica di dicembre 2026. Le letture e il Vangelo sono introdotti da brevi spiegazioni per chi vuole preparare o continuare a casa la riflessione sulla Parola. Le introduzioni alle celebrazioni, le preghiere dei fedeli e i commenti alle letture e al Vangelo sono curati da Mirko Montaguti.