John Reed era un giornalista americano non particolarmente noto. Tuttavia la sorte gli concesse di trovarsi a Pietroburgo, di assistere in prima persona ai momenti decisivi della Rivoluzione d'Ottobre e di conoscerne i protagonisti. Un libro che racconta l'entusiasmo per quella che doveva essere l'inizio della palingenesi del genere umano. Introduzione di Rossana Rossanda.
Nella storia politica dell'Italia unita - spesso contrassegnata da un'inequivocabile tendenza al trasformismo ideologico dei suoi protagonisti non è poi così azzardato rintracciare un evento, un fatto, una data capaci di segnare un vero e proprio spartiacque tra un "prima" e un "dopo". Quella presa in considerazione da Antonio Di Pierro in questo libro è una data che ha condizionato l'intera storia europea del Novecento, inaugurando il secolo delle dittature. Il 28 ottobre 1922 è un sabato molto piovoso. Benito Mussolini - che ha fondato i Fasci italiani di combattimento appena tre anni prima, dopo essere stato un leader del massimalismo socialista - ha scatenato l'insurrezione armata: le sue camicie nere sono state mobilitate e marciano su Roma per conquistare il potere con la forza. "Marciare", un termine improprio. Il grosso dei fascisti conta di arrivare nella capitale in treno. Gli squadristi si sono impadroniti di numerosi convogli - soprattutto in Toscana e nella notte li hanno messi in movimento verso l'obiettivo prefissato. Obiettivo che, almeno per quella giornata, non riescono a raggiungere perché i militari hanno divelto i binari o fatto deragliare alcuni vagoni, tagliando così alle colonne fasciste la strada verso la capitale. A quel punto, la marcia su Roma può dirsi conclusa con una cocente sconfitta. Il governo si è riunito in piena notte e ha approvato lo stato d'assedio. L'esercito ha assunto i pieni poteri...
Questo commento al Lezionario ambrosiano nasce dalla celebrazione domenicale e festiva dell’Eucaristia, e ne conserva il carattere colloquiale ed esistenziale. Il commento aiuta a inquadrare le Letture nel contesto liturgico e storico, a cogliere il contenuto essenziale del messaggio e ad attualizzare la Parola nel quotidiano. Queste brevi meditazioni possono essere un piccolo aiuto per la crescita personale e per una partecipazione più consapevole ai Santi Misteri. Il piano dell’opera A ciascun giorno la sua Parola prevede: il commento al Lezionario feriale del I anno e il commento al Lezionario feriale del II anno, con le Feste del Signore e le Memorie dei Santi; il commento al Lezionario festivo dell’Anno A, B e C.
Prefazione del card. Angelo Scola
“La distizione tra différence e différance non è la stessa che separa l’oralità dalla scrittura. Nella différance non si tratta solo del tempo,
ma anche dello spazio. È un movimento in cui la distinzione dello spazio e del tempo non era ancora avvenuto: la spaziatura, divenire-spazio del tempo e divenire-tempo dello spazio, differenziazione, processo di produzione di differenze ed esperienza dell’alterità assoluta”.
Jacques Derrida
Prendendo le mosse dal concetto di iterabilità, collegandolo alle moderne tecnologie e alle questioni etiche che ci impongono, in quest’intervista del 2001, Derrida attraversa molti nodi problematici della sua filosofia – la traccia, il resto, la rimanenza, il supplemento, il fallogocentrismo e la sua necessaria decostruzione, la distinzione tra différence e différance e quella tra oralità e scritturala – e della sua biografia – il controverso rapporto con la sua ebraicità, la “difesa” di De Man e il “caso” che ne è seguito, le sue posizioni riguardo al “nazismo” di Heidegger – producendo un intreccio molto interessante tra vita e pensiero, filosofia e biografia, che troverà nella letteratura un suo grande punto di forza e una felice sintesi.
Jacques Derrida (El-Biar 1930 – Parigi 2004) è considerato tra i massimi filosofi contemporanei, padre della decostruzione. Ha diretto dal 1983 l’École de Hautes Études en Sciences Sociales di Parigi. Tra le sue molteplici opere, ricordiamo Della Grammatologia, Introduzione all’origine della geometri di Husserl e, per le edizioni Mimesis, Il tempo degli addi, «Il faut bien manger» o il calcolo del soggetto e Marx & Sons.
Samantha Maruzzella laureata in Estetica con una tesi sull’alterità e il desiderio mimetico nell’opera di Jacques Derrida e René Girard. Si occupa prevalentemente di filosofia contemporanea, con particolare attenzione alla decostruzione e alla fenomenologia. Ha pubblicato un saggio sul nesso economia e sacrificio (Lithos 2008) e ha curato la traduzione di «Il faut bien manger» o il calcolo del soggetto (Mimesis 2009).
Contenuto
I consacrati oggi stanno vivendo giorni di grazia e insieme di grande prova, nei quali non è dato loro di leggere con chiarezza il presente e quindi di proiettarsi nel futuro. In tale frangente, hanno soprattutto il compito di ritrovare fascino per guadagnare in credibilità. «Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre» (Ger 20,7; cf. VC 19). La vita consacrata è una vita «afferrata» da Cristo, «toccata» dalla sua mano, «raggiunta» dalla sua voce, «sorretta» dalla sua grazia (cf. VC 40), possibile solo come esperienza di seduzione. Un testo per tutti, consacrati, laici e presbiteri, perché mostra come sia avvincente la riflessione sulla vita consacrata. Interventi di: Paola Bignardi, Amedeo Cencini, Sabina Fadel, Francesco Lambiasi, Ugo Sartorio.
Destinatari
Per tutti, consacrati, laici e presbiteri.
Autore
Maria Marcellina Pedico delle suore Serve di Maria Riparatrici insegna alla Facoltà Teologica Marianum (Roma), è membro dell’Associazione Mariologica interdisciplinare italiana, fa parte del Consiglio direttivo della PAMI, dirige la rivista «Consacrazione e Servizio» dell’Unione Superiore Maggiori d’Italia (USMI). Tra i suoi scritti ricordiamo: La Vergine Maria nella pietà popolare (1993), In lode di Maria splendore di bellezza (2005). Ha curato la pubblicazione degli Atti del 17° Colloquio internazionale di mariologia (2005) dal titolo Lo sguardo di Maria nel mondo contemporaneo (2005) e del volume Dio seduce ancora. Identità e attualità della vita consacrata. Figure – Parole – Testimonianze. Prefazione di Francesco Lambiasi (2011).