Maria, tra i testimoni del Vangelo, è unica: il suo fiat, il suo ruolo nella salvezza, la sua vita con Gesù e il suo influsso sulla prima comunità cristiana la rendono una maestra che, con le sue parole, i suoi silenzi e i suoi gesti, insegna che cosa significhi essere veri discepoli.In ognuno dei sedici capitoli di cui è costituito il volume, l'autore si cala nel tempo e nel mondo in cui è vissuta Maria, raccontandone la storia dal di dentro, facendo rivivere dialoghi e sentimenti che immagina abbiano segnato la sua esistenza; quindi propone un'attualizzazione dell'episodio narrato, con un linguaggio concreto e coinvolgente, e infine suggella la «contemplazione» con una preghiera in tema.
Il volume presenta barzellette e brevi storie umoristiche – con particolare attenzione al mondo religioso ed ecclesiastico – raccolte per tematiche disposte in ordine alfabetico. Questa pratica struttura consente la ricerca delle barzellette per occasioni opportune. Si spazia da «Adamo ed Eva» a «diavolo», da «creazione» a «matrimonio», da «professioni» a «santi» e «soldi», per citare solo alcuni dei temi affrontati. Il volume è idealmente il seguito del precedente Per ridere sul serio (2008).
Punti forti
Il testo, dietro la battuta divertente, cerca anche di comunicare – senza fare del moralismo – alcuni insegnamenti utili per la vita attraverso una pratica struttura alfabetica.
Destinatari
Ragazzi e adolescenti.
Autore
Pier Giorgio Gianazza (Cerro Maggiore MI 1945), seguendo una precocissima vocazione missionaria, a soli sedici anni è partito per il Medio Oriente, dove nel 1973 è stato ordinato sacerdote. Appartiene alla congregazione salesiana di don Bosco. Conseguita la laurea in filosofia e la licenza in teologia, insegna soprattutto all’Istituto teologico di Cremi "San Gerusalemme", all’università di Betlemme e al Centro superiore di studi filosofico-teologici di Harissa (Libano). Le sue ricerche riguardano specialmente l’Oriente cristiano, l’islamismo e l’ebraismo. Dal 1961 vive in Medio Oriente. All’umorismo ha dedicato tre volumi: "Quando ridono gli angeli" (2000), "Risate in sacristia" (2003) e "Per ridere sul serio. Barzellette dalla A alla Z", quest’ultimo edito da Paoline nel 2008.
Questa raccolta di articoli del prof. Giuseppe Lorizio sprona a pensare il "nesso" fra il kérygma, ovvero il nucleo essenziale della fede cristiana custodito nella Parola di Dio, e il kairós, ossia il tempo presente, che è sempre "propizio" per accogliere l’annuncio della vita nuova in Cristo. E questo "presente", contemporaneamente lento e veloce, ci sfida a riflettere sulle sue pericolose alternanze e contraddizioni umane, ma anche a trovare in esso quella speranza che va oltre ogni orizzonte terreno.
Nato dalla vita quotidiana di una comunità monastica benedettina, questo libro vuole offrire a ogni comunità cristiana e a ogni famiglia di battezzati l'opportunità di riscoprire e di praticare la preghiera a tavola.
Il viaggio umano e spirituale di Papa Leone XIV, Robert Francis Prevost, dagli Stati Uniti al Vaticano, passando per il Perù, nel ritratto di Giorgio Dell'Arti, uno dei più grandi biografi e narratori italiani. L'opera, ricca di dettagli inediti, racconta lo straordinario percorso umano e spirituale che lo ha condotto fino al soglio pontificio. Ritenuto «il meno americano dei cardinali americani», riservato e prudente, nominato cardinale e prefetto al dicastero dei vescovi da papa Bergoglio, nel discorso ai fedeli in Piazza San Pietro, ha citato e ringraziato Francesco e ha ripetuto per ben cinque volte la parola «pace». Papa Prevost è il primo pontefice agostiniano e statunitense della storia, per il dialogo e il sociale, per i ponti fra i popoli che, con il nome di Leone XIV, si prepara a proseguire il cammino del papa sociale della Rerum Novarum. L'autore, coniugando rigore storico a una narrazione avvincente, porterà il lettore nei momenti chiave della vita del Papa, dalle strade di Chicago alle missioni in Perù, fino all'elezione al soglio pontificio. Arricchito da aneddoti personali, testimonianze, e una narrazione fluida, questo libro permetterà di comprendere la sua visione e di prevedere il suo impatto sulla Chiesa.
Guardarsi attorno, saper scorgere nelle persone, nelle meraviglie improvvise della natura, nei fatti belli e brutti della quotidianità, nelle pieghe del tempo che scorre i significati profondi dell'esistenza, i motivi per sperare, la spinta a guardare lontano e a riscoprire il senso della vita. È quello che fa l'autore di questo libro, un uomo, un prete, un vescovo, un innamorato di ciò che fa di ogni donna e ogni uomo un essere umano. Egli si ferma a riflettere sulle giornate trascorse, a cercarne il sapore, a trovarvi le tracce di cristianesimo. Così chi legge viene accompagnato, pagina dopo pagina, a far proprio un modo di guardare il mondo che aiuta a ritrovare la propria umanità. Un modo di guardare il mondo che aiuta a scoprirne o riscoprirne la bellezza. Abbiamo bisogno di riscoprire la bellezza del cristianesimo: è una bella notizia, comunica libertà, alimenta i desideri più profondi, genera sogni, riaccende la fiducia.
Un vademecum pensato come compagno di viaggio per il tempo di Quaresima, simile a un diario di bordo per chi desidera avventurarsi nelle profondità dello spirito. Pur richiamando il titolo dell’opera di Verne, fra Vincenzo Ippolito suggerisce però un percorso diverso: non un racconto d’avventura esteriore, ma un dialogo intimo che esplora le regioni remote dell’anima nella solitudine e nella preghiera. Questo cammino di quaranta giorni invita a ordinare la valigia del cuore, svuotandola dal superfluo per seguire Cristo nel deserto, poiché riconoscere le proprie schiavitù e muovere verso la libertà è un’opera complessa, paragonabile all’esodo di Israele. Attraverso il simbolismo biblico del numero "quaranta", che accomuna le esperienze di trasformazione di Noè, Mosè, Elia e Gesù, il libro offre uno spunto di riflessione quotidiano per un cambiamento autentico. Fra Vincenzo esorta a non costruire sui fragili propositi della volontà umana, bensì a fidarsi completamente di Dio, lasciandosi condurre dallo Spirito verso una terra promessa di libertà interiore. Meditare con cura queste pagine significa permettere al Signore di trasformare il cuore di pietra in cuore di carne, mutando il vagare nel buio in un pellegrinaggio sicuro verso la luce e la gioia della Pasqua.
Di fronte alla sfida dell’incessante frenesia e crescente velocità della vita moderna, questo libro propone di ritrovare l’arte perduta di fermarsi, di rallentare il passo. Vivendo bene una giornata, cioè accogliendo la sua unicità, entrando nella sua lentezza, possiamo celebrare la sua santità. La necessità di riscattare il tempo e assaporare la vita, per il credente in Gesù Cristo, deve trovare espressione concreta in pratiche specifiche, di cui l’autore invita a riappropriarsi: l’osservanza del riposo sabbatico, il culto del giorno del Signore, la preghiera mattutina e serale, la preghiera dei Salmi, gli impegni presi "un giorno alla volta", la preghiera per il pane quotidiano, la compagnia a tavola, l’ospitalità, l’attenzione alla presenza di Dio. Per un cristiano, ogni nuovo giorno dovrebbe essere vissuto come un "sacramento" della grazia di Dio.
Durante la mia vita ho fatto molte battute scherzose e raccontato tante storielle ad amici, conoscenti e colleghi di lavoro, ma sempre occasionalmente. Fino a che qualcuno non mi ha detto: "Ma perché non scrivi un libro?" Ed è quello che ho fatto. Quest’opera racconta tante battute inedite, pensieri e barzellette più o meno divertenti e lo fa mentre ripercorre e parla di alcuni periodi della mia vita. Da un lato, la mia personale inclinazione per fare battute scherzose ha tratto beneficio dalla mia lunga frequentazione degli scanzonati e spesso irriverenti ambienti triestini. Dall'altro lato, la vita che ho trascorso per lunghi periodi come lavoratore pendolare durante la mia attività di ricercatore geofisico mi ha dato opportunità e stimoli per fare nuove battute e giochi di parole divertenti. L’opera parla di questi aspetti ed esamina il significato delle storielle raccontate commentando anche i procedimenti mentali usati per crearle.
L'Autore
Nato nel 1952 a Gorizia, dove risiede, ha svolto attività di ricercatore geofisico per oltre 35 anni. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali e di monografie su temi scientifici. Attualmente è congedato in pensione, ma continua a dedicarsi alla produzione scientifica. Oltre agli studi di geofisica, tra le sue passioni ci sono i giochi matematici, i giochi di parole e gli indovinelli. E infine, le barzellette.
CARLO ROCCHETTA. Presbitero, è stato docente stabile alla Facoltà Teologica di Firenze e docente invitato alla Pontificia Università Lateranense, ha fondato il Centro Familiare Casa della Tenerezza, con sede a Perugia. Ha pubblicato numerosi studi nel campo della spiritualità matrimoniale. Le opere maggiori nel campo tipicamente teologico sono: per le EDB, I sacramenti della fede, 2 voll. 2001; Il sacramento della coppia, 2001; Sacramentaria fondamentale, 2001; Teologia della tenerezza, 2000; Teologia della familia, Bologna 2013; per l'edizione Porziuncola: Senza sposi non c'è Chiesa, 2018; Lo stupore della corporeità, 2019: per l'edizione Città Nuova, Sposi amanti, 2019; per le edizioni San Paolo: La danza degli sposi, 2020; per le edizioni We Can Hope: Manuale di Teologia Nuziale della Tenerezza, 2022.
Questo volume si propone di elaborare una spiritualità della tenerezza nuziale in grado di aiutare gli sposi a diventare sempre più consapevoli del mistero unico che sono invitati a vivere e offre indicazioni affinché essi possano crescere nella dimensione dell' affettività, cioè di una tenerezza che è reciprocità, accoglienza e condivisione. Al termine di ogni capitolo, una serie di "schemi" consente di concretizzare i contenuti impostando una personalizzazione delgi argomenti.
Educare alla tenerezza significa far emergere un'attitudine che è già in noi e orientare la crescita nella direzione di una forma di vita che coinvolge la dimensione individuale, spirituale e corporea nella relazione con gli altri.
La Tenerezza si colloca in questa triplice direzione: sentire di essere amati, sentire di amare, inchinarsi all'infinita Tenerezza capace di restituirci a noi stessi.
"Il mese di maggio è il mese in cui più fervido ed affettuoso dal cuore dei cristiani, sale alla Madonna, l’omaggio della loro preghiera e della loro venerazione. Ed è anche il mese nel quale più larghi e abbondanti dal suo trono affluiscono a noi i doni della divina misericordia…". A Maria "si innalzano in questo mese mariano le suppliche per implorare con accresciuto fervore e fiducia le sue grazie e i suoi favori…".