I testi qui per la prima volta raccolti rientrano nell'ampia ricerca che Ricoeur svolge su questioni di filosofia politica, dove la disamina del concetto di tolleranza (e dei suoi opposti) è condotta secondo la dialettica dell'et et: mostrare affinità e differenze tra i concetti e gli slittamenti di significato nei diversi piani del discorso. La tolleranza ha tre giustificazioni - politico-giuridica, culturale e teologica - e nasce come contingenza propria dell'età moderna, per poi diventare condizione di possibilità di una vita giusta. Nell'età post-moderna l'esito inatteso: la tolleranza rischia di scivolare nell'indifferenza. Di qui l'intollerabile, «ultimo rifugio di tolleranza pensata e voluta», paradossalmente esso stesso intollerante quando si erga a giustiziere dell'immoralità degli altri. La stessa indignazione necessita quindi di prudenza e mitezza: è un invito all'etica di compromessi ragionevoli. La tolleranza, in tal senso, resta una virtù incompiuta, un compito senza fine.
A partire dall’età moderna, da Montaigne a Leopardi, sino a oggi, Stratone di Lampsaco, allievo di Aristotele, è apparso figura emblematica di un filosofo che esautorava la divinità da ogni intervento nella natura. Sulla scorta di testimonianze antiche, in particolare di Cicerone, ciò è stato inteso come esaurimento e abbandono dell’aristotelismo. Ma un esame più accurato della documentazione antica mostra che Stratone, partendo da presupposti aristotelici e in polemica con filosofie a lui contemporanee - platonismo, stoicismo, epicureismo -, riprende e sviluppa tesi aristoteliche, pervenendo a prospettive originali su temi quali i rapporti tra la divinità e il mondo, la teleologia naturale, l’anima e la relazione tra sensazione e intelligenza nel vivente animale, nonché i processi di generazione e riproduzione, anche nel risvolto delle nascite mostruose.
Floribert Bwana Chui è un giovane martire africano. A 26 anni fu ucciso a Goma nella Repubblica Democratica del Congo per non aver ceduto a un tentativo di corruzione, che avrebbe avuto conseguenze sulla povera gente. La sua storia è quella di un giovane cristiano, animato dal Vangelo, che nella Comunità di Sant'Egidio scelse la via dell'onestà, del servizio ai poveri e della pace. In una società in cui la corruzione schiaccia la vita dei poveri e dei giovani, la sua resistenza nel nome di Gesù testimonia che vivere senza corrompere né lasciarsi corrompere è possibile. E necessario. Un racconto profondo, che interroga la coscienza e mostra che la fede può cambiare il cuore. E il mondo.
Due brevi, ma intense meditazioni che ci aiutano ad entrare con consapevolezza nella dinamica della vita del cristiano. Don Divo ci introduce in un cammino che ci porterà a vivere nel mondo gustando già una partecipazione alla beatitudine stessa di Dio, tutti raccolti, nascosti, affondati nel silenzio divino.
In queste meditazioni Divo Barsotti tratta delle virtù teologali in rapporto con le cosiddette virtù negative: l'umiltà e l'obbedienza. Il dono delle virtù teologali, per realizzare il suo fine - la partecipazione alla vita divina da parte dell'uomo - comporta necessariamente l'esercizio delle virtù negative. Sono queste, infatti, che aiutano l'anima a collocarsi da creatura davanti a Dio, nella verità di un autentico rapporto con Dio. Sta qui il fondamento della vita contemplativa: "Attraverso l'esercizio delle virtù teologali noi ci trasformiamo in Dio... Nella misura in cui tu fai posto a Dio nella fede, nella speranza e nella carità, tu divieni Dio stesso perché Dio vive in te".
Siniscalco, fine filologo e profondo storico del cristianesimo antico, nel suo percorso umano e scientifico ha tratto frutto dalla giovanile frequentazione di grandi maestri, mantenendo poi nella sua lunga e fortunata carriera un approccio aperto e curioso delle diversità, incentrato sull'incontro umano e intellettuale. Interessato all'interazione fra diverse tradizioni culturali e religiose, ha sempre guardato al fenomeno cristiano come una storia "in cammino", sensibile al contributo dei contesti via via attraversati. I suoi studi si sono così concentrati sulla diffusione del cristianesimo nell'Impero romano, sull'emergere delle Chiese orientali, sulla laicità e il martirio, e tanto altro ancora. In questo volume colleghi, amici e allievi si sono soffermati ciascuno su uno specifico profilo dell'uomo e dello studioso. Ne emerge un ritratto sfaccettato ed al tempo stesso unitario, che si spera possa consentire al lettore di cogliere la sapienza e la profondità del suo magistero.
La Bibbia è patrimonio culturale dell'umanità. Dopo il Nuovo Testamento, Ares pubblica i primi due volumi dell'Antico Testamento nell'unica edizione italiana curata dalla Facoltà teologica dell'Università di Navarra e con il testo latino della Neo Volgata a piè di pagina. L'opera è rivolta a chiunque voglia immergersi nel libro più importante della storia: il cardinal Giacomo Biffi definì la Bibbia di Navarra "un'edizione per l'uomo" sottolineandone l'ideale ampiezza di pubblico. Volume 1
La Bibbia è patrimonio culturale dell'umanità. Dopo il Nuovo Testamento, Ares pubblica i primi due volumi dell'Antico Testamento nell'unica edizione italiana curata dalla Facoltà teologica dell'Università di Navarra e con il testo latino della Neo Volgata a piè di pagina. L'opera è rivolta a chiunque voglia immergersi nel libro più importante della storia: il cardinal Giacomo Biffi definì la Bibbia di Navarra "un'edizione per l'uomo" sottolineandone l'ideale ampiezza di pubblico. Volume 2