Fuoco e Misericordia offre un itinerario spirituale che ci conduce nel mistero del Sacro Cuore di Gesù, rivelazione dell'Amore divino e risposta al grido dell'uomo moderno. Una riflessione che spazia dalla teologia alle devozioni, dando eco alla voce dei mistici e dei santi, concepita non solo per chi vive una fede matura, ma anche per chi ne custodisce una scintilla nascosta o è in ricerca di un senso autentico. Nel Cuore trafitto di Cristo, centro ultimo e rifugio per ogni persona, si riscopre il calore di un Amore che accoglie la fragilità senza giudicare, la forza consolatrice che sostiene nelle prove, e la fiamma divina capace di riaccendere la speranza e una vita piena. Una lettura capace di parlare all'animo inquieto degli uomini e delle donne di oggi, invitando alla trasformazione interiore.
Protagonista e spettatrice degli eventi degli anni Settanta, l'Azione cattolica fu segnata dagli animatissimi dibattiti interni e dalla guida impressa dai presidenti nazionali (prima Vittorio Bachelet e poi Mario Agnes). Molte furono le tensioni provocate dall'unificazione organizzativa e soprattutto dal nuovo atteggiamento dell'associazione rispetto alla politica, e in particolare verso la Democrazia cristiana. Alla fine, più che un arretramento dalla scena pubblica, la "scelta religiosa" seguita al nuovo Statuto del 1969 fu un adattamento - ritenuto necessario - alle mutate condizioni della società e alle nuove traiettorie lungo cui l'Ac intendeva accompagnare il cattolicesimo uscito dal Concilio vaticano II. Addentrarsi nei "lunghi anni Settanta" dell'Azione cattolica - come è ora possibile attraverso i contributi presentati in questo volume - significa osservare con occhio critico un passaggio rilevante nella storia dell'Italia repubblicana e del cristianesimo. Le ricerche, svolte su documentazione d'archivio inedita e su moltissimi periodici, permettono così di scoprire protagonisti, luoghi e temi di una storia dalle origini composite e dagli esiti in parte imprevedibili.
L’8 settembre 1943 segna una profonda cesura nella storia d’Italia. Quel giorno rappresenta il tempo della scelta: l’implosione del regime fascista e il crollo delle istituzioni costringono gli italiani a confrontarsi con la propria responsabilità. Alcuni scelgono di combattere al fianco degli angloamericani, altri si astengono. Questo libro esplora il tentativo di ricostruire un esercito tra coloro che rimasero fedeli a Mussolini. Attraverso una rilettura della storia dell’esercito di Salò, dalla sua formazione alla sua sconfitta, si mettono in luce le contraddizioni di una società in crisi e si analizzano il consenso e la violenza del fascismo, contribuendo a una comprensione più profonda di questo periodo.
Il volume è frutto di un progetto di ricerca volto a offrire una storia «altra» delle università italiane durante il Ventennio fascista, facendo emergere la quotidianità di quelle istituzioni attraverso l'indagine condotta sugli archivi e, in particolare, su quelli universitari. Ne è scaturito un panorama che da Trieste a Palermo, fino a lambire l'esperienza coloniale, narra di un vissuto non sempre in linea con le indicazioni imposte dall'alto, offrendoci il quadro complessivo degli atenei italiani durante il regime, colti, concretamente, nella vita di ogni giorno, con riferimento a tutte le componenti della comunità accademica, verificandone l'adesione progressiva (o il grado di adesione) al fascismo. E ciò in linea con i più recenti orientamenti storiografici che sempre con maggiore convinzione tendono a cogliere il volto plurale e multiforme delle esperienze locali durante il Ventennio, al punto di parlare di fascismi.
Nella società dell’effimero, della velocità, dell’iperconnessione accade che si avverta la necessità di assentarsi da sé, di ritrarsi dalle richieste spasmodiche di efficienza dove la prestazione si fonde con l’azionismo e dove la parola scivola nella mera necessità di richiesta di contatto. Una ricerca d’impersonalità permeata dalla volontà di non concedersi più, se non sotto una sembianza neutra. Nel difficile sforzo di essere sé, molti individui preferiscono “fare il morto”, prendersi un periodo di vacanza dalle sollecitazioni di una società spettrale, vivere al minimo, come fossero degli eremiti del XXI secolo. In questo saggio, l’Autore descrive le varie forme di fuga da sé o blancheur che possono accadere a causa di un lutto, una separazione o in seguito a un licenziamento. Per non dire dei dolorosi annullamenti di sé quali la depressione, il burnout, il deficit di attenzione per arrivare a quell’intorpidimento progressivo che si chiama Alzheimer, e che è una fuga senza ritorno.
Questo libro parte, motivandolo, dall’assunto che Tommaso sia un pensatore radicalmente e coerentemente teocentrico e sviluppa su un piano storico-critico l’idea che la sua dottrina della predestinazione sia dottrina della creazione. La tesi che si attribuisce a Tommaso è quella di un ordine morale del mondo finalizzato, al pari di quello metafisico, alla manifestazione della gloria del Creatore. Rimessa al centro della sua riflessione, questa tesi sembra restituire al pensiero di Tommaso e al finalismo teologico che lo sostanzia una impressionante coerenza logica e speculativa, capace di intersecare con mirabile sistematicità Aristotele e Vangelo, metafisica ed escatologia.
Perché le chiese si svuotano? E per quale motivo, invece, fioriscono i corsi di meditazione e mille discipline che pretendono di avere un rapporto con lo spirito? Che cosa cercano i nostri contemporanei? Perché le religioni ufficiali non sembrano capaci di intercettarne i bisogni? Per rispondere a queste domande nessuno è più adatto di Marco Vannini, il grande studioso di Meister Eckhart e della tradizione mistica dell'Occidente. Le sue risposte conducono dritte a una conclusione: non è entrata in crisi la fede, ma la credenza, cioè quell'insieme di contenuti su cui si basa l'apparato dogmatico delle religioni. La sete di assoluto è sempre viva e forse soltanto l'esperienza della mistica è in grado di soddisfarlo.
Intento di Fortunato e quello di suscitare nel lettore la devozione religiosa e l'amore verso Dio, attraverso il racconto dei mirabilia dei protagonisti.
Dio ci parla attraverso la sua Parola, per mezzo della natura, degli eventi o tramite le persone. Ma non riusciamo a comprendere le sue parole se non siamo capaci a farle echeggiare nella nostra intimità. Tutto diventa Parola, invece, se impariamo a leggere la nostra parabola personale. Le parabole contenute in questo volume sono storie che l'autore ha ascoltato negli anni del suo primo incontro con la fede, quelli dell'adolescenza, e poi ha trasformato, arricchendole con riflessioni, digressioni e dialoghi, in veri e propri racconti, a corredo dei quali propone agili approfondimenti esistenziali, esegetici e spirituali che accompagnano il lettore nella meditazione. Come tutte le parabole, anche quelle qui proposte possono essere raccontate ai bambini e ai ragazzi, ma sono scritte fondamentalmente per i grandi e per grandi(re), cioè per diventare grandi, per apprendere l'arte di osservare la realtà nelle sembianze di una fiaba.
L'opera esplora la complessa storia dei simboli di Nicea e di Costantinopoli a 1700 anni dalla celebrazione del primo concilio ecumenico, del quale il Credo niceno - attraverso quello di Costantinopoli - rappresenta l'eredità di più lunga durata, rimanendo sempre un punto di riferimento per le chiese. I contributi seguono lo sviluppo di questa «formula» a partire dal IV secolo, cioè dalla prima redazione del Simbolo nel 325, fino all'età contemporanea, attraverso le diverse tradizioni delle chiese, la trasmissione liturgica, letteraria, canonica, e missionaria, prestando attenzione agli aspetti filologici, paleografici, musicali e materiali. Il volume abbraccia così l'intera parabola del Simbolo niceno e niceno-costantinopolitano dalla tarda antichità, attraversando l'età medievale e poi moderna fino ai più recenti sviluppi del dibattito teologico. Alla ricostruzione storico-critica di questo percorso fanno da complemento una serie di exempla che nella loro particolarità restituiscono la trasversalità della storia di un testo e di una professione di fede trasmessi attraverso una molteplicità di lingue e tradizioni per approdare in contesti culturali, religiosi e sociali diversi, fino a innestarsi nella vita della maggioranza delle chiese.