L'evangelista Giovanni non racconta l'istituzione dell'Eucaristia ma ci regala alcune pagine uniche e originali, che desiderano avvicinare il lettore al cuore stesso di Gesù. Tra queste emerge senza dubbio il discorso di addio, che occupa i capitoli dal 13 al 17. Negli ultimi, intensi momenti della sua vita, Gesù istruisce i suoi discepoli per aprirli alla comprensione del mistero della sua passione, morte e risurrezione. Tra i più studiati e discussi del Nuovo Testamento, questi capitoli giovannei hanno spesso dato l'impressione di essere un "mosaico in frantumi", i cui pezzi sono accostati senza ordine. Al contrario l'autore, che ha lungamente studiato la questione, presenta le ragioni che inducono a ritenere l'addio di Gesù un "discorso scritto con ordine".
Un'analisi dei primi tre Vangeli che prende il via da due approcci privilegiati: quello storico e quello letterario, con ampio ricorso ai risultati dei metodi narrativi. L'obiettivo è quello di determinare al meglio non soltanto lo stile e la forma di ogni Vangelo, ma anche le sue preoccupazioni teologiche, per metterne in luce la comprensione della figura di Gesù e la concezione della vita comunitaria. In questo modo si rivelano i primi lineamenti di una cristologia e di una ecclesiologia talvolta ancora esitanti. Infine, si presenta qualche esempio di questa teologia in costruzione con le sue conseguenze morali, offrendo un'analisi di brani sinottici con al centro i temi della vocazione, della preghiera e del comandamento dell'amore. Questo volume si propone come un'introduzione che non esaurisce tutte le problematiche legate ai tre Vangeli, ma che serve soprattutto da stimolo per continuare ad attingere alla straordinaria ricchezza di testi che tanto hanno influito nella storia della chiesa.
Lutero riteneva che la Lettera di Giacomo avesse il peso di una «lettera di paglia». Essa invece non manca di audacia né di invenzione; nel suo stile controllato e immaginoso mescola veemenza, serietà e ironia, proponendo una comprensione della fede attraverso l'immagine di una «traversata».L'autore è un artigiano della lingua - il suo greco è uno dei migliori del Nuovo Testamento - e un poeta. Ma chi era precisamente Giacomo? Il «fratello del Signore»? San Girolamone ne dubitava e gli esegeti di oggi ancora di più, ma la Lettera è stata accolta dalla Chiesa come espressione della Parola diDio. Essa vibra di Vangelo. E ne cerca l'impatto nelle relazioni comunitarie e sociali. Il volume prosegue la traduzione italiana dei Cahiers Évangile, noti a livello internazionale quali strumenti preziosi per lo studio e la pastorale.
Il volume raccoglie, insieme ai Vangeli delle domeniche e delle solennità, il commento di poco più di un minuto curato per tre anni al Radiogiornale della Radio Vaticana: è un servizio semplice! Spesso offre solo una provocazione a chi desidera un breve incontro con la bellezza e la ricchezza del Vangelo. Del Vangelo della domenica. Nel commento si è sempre privilegiato l'aspetto kerigmatico - di buona notizia - del Vangelo, prima di tutto e sopra tutto, e sempre in relazione al contesto liturgico nel quale il Vangelo è proclamato.
ll commentario di Thomas C. Oden alle epistole a Timoteo e Tito si fonda sulla tradizione interpretativa classica: esegeti quali Atanasio, Giovanni Cristostomo, sant'Agostino, san Girolamo, nonché Lutero, Calvino e Wesley, ne sono per l'Autore i migliori interpreti, non solo perché più vicini nel tempo, ma per il minore debito verso le teorie speculative e la maggiore attenzione alla tradizione condivisa.
Ancora assai discusse al tempo dello storico ecclesiastico Eusebio di Cesarea, le epistole "cattoliche" - universali, indirizzate alla chiesa in generale - appartengono da molto tempo al canone di tutti i cristiani.
Non solidamente attribuibili agli apostoli da cui prendono il nome, ma anche considerate esempi di fede autentica, sono spesso sconosciute ed erroneamente considerate di secondaria importanza.
"Nonostante le evidenti tensioni con la società dell'epoca, gli autori di queste antiche lettere rimangono fiduciosi nella possibilità, per i cristiani, di vivere in quel mondo. Noi, oltre a cercare di capire ciò che dicevano alle chiese del i secolo, dobbiamo provare a intenderne le voci come una sfida per la nostra condizione".
L’apostolo Paolo procedeverso la fine della sua missione. Dopo essere stato costretto a fuggire daEfeso, sale a Gerusalemme, dove viene arrestato. Inizia qui il capitolo finaledella sua vita, segnata da nuove tribolazioni che lo porteranno a Roma, ove,nella capitale dell’impero pagano, la Parola raggiunge la sua meta finaleiniziando il suo cammino nel tempo, verso le generazioni future.
Gli Atti non ci dicono comesi conclude la vita di Paolo. Il finale aperto sottolinea che a importare non èpiù ora l’apostolo, ma la Chiesa, una Chiesa chiamata ad aprirsi al mondo e anon rimanere ostaggio della tradizione.
«Questa introduzione al Nuovo Testamento non si rivolge solo ai credenti, ma a tutti. E perciò non ne affronta lo studio alla luce di un determinato punto di vista confessionale. Lo affronta invece in una prospettiva storica, alla ricerca di che cosa possiamo sapere dei contenuti del Nuovo Testamento, dei suoi autori, dell’epoca in cui scrissero e delle questioni che cercarono di affrontare. Nella convinzione che un’indagine storica di questo tipo si riveli preziosa per tutti, credenti e non».
Il testo del Vangelo che accompagna l'anno del Giubileo della Misericordia nella traduzione in lingua corrente (TILC), con il commento esegetico-spirituale del biblista salesiano Mario Galizzi alle tre "parabole della misericordia" del capitolo 15 di Luca: la pecora smarrita, la moneta ritrovata e il padre misericordioso. Per vivere l'Anno della Misericordia alla luce della Parola.
Molte sono le parole che fanno "rumore" poche sono quelle che cambiano la vita. Non serve cercare tra la moltitudine, serve concentrarsi sul poco per trovare se stessi. Il vero problema dell'uomo di oggi è il lasciarsi guidare passivamente da ciò che proviene dall'esterno. La persona passiva perde il proprio senso di identità. Le parole e la vita di Gesù ci guidano, come una moderna psicoterapia, verso la ricerca di sé, accrescendo il proprio benessere per una vita serena e migliore.
Il vangelo di Luca - conosciuto anche come Vangelo della Misericordia - nella nuova traduzione ufficiale della Conferenza Episcopale Italiana da portare sempre con sé.
Già a partire dalla fine del II secolo la tradizione cristiana attribuisce il terzo Vangelo a Luca, colto medico proveniente dal mondo ellenista e nativo della città di Antiochia, in Siria.
La composizione del testo, avvenuta probabilmente in Grecia, è tardiva.
Quando l'evangelista scrive, già "molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti" e la descrizione lucana della distruzione di Gerusalemme, coincidente con quella proposta dagli storici del tempo, fa pensare che il terzo Vangelo sia stato scritto dopo la caduta della città, quindi tra il 70 e l'80 d.C. I destinatari sono cristiani di mentalità greca ai quali Luca spiega le consuetudini giudaiche, omettendo sistematicamente parole dure nei confronti dei pagani e ponendo in evidenza la portata universale della buona notizia.