"Sono raccolte in questo volume le lettere dirette da Luigia Tincani, fondatrice dell'Unione S. Caterina da Siena delle Missionarie della Scuola, ad alcune delle prime sorelle e a talune aderenti esterne dell'Unione. Lettere della vigilia, o anche lettere di fondazione, possiamo chiamarle, dal momento che si riferiscono alle origini dell'Istituto, essendo datate fra il 1917 e il 1924, anno dell'approvazione diocesana della nuova famiglia religiosa. Lettere di un singolare livello spirituale, che rivelano una cultura, una maturità spirituale, una padronanza della psicologia religiosa, certamente non comuni da parte di una giovane professoressa appena trentenne, com'era in quegli anni la Tincani. Queste lettere, se costituiscono in primo luogo una storia singolare di anime avviate a una nuova e speciale consacrazione di vita religiosa e di testimonianza apostolica, non di meno mostrano anche la storia di quel risveglio spirituale e culturale che animava una parte del mondo cattolico d'inizio secolo, via via più consapevole di dover superare le posizioni organizzative e apologetiche del passato per nuovi modelli di spiritualità personale e di presenza nella società, specialmente nel campo della cultura e della scuola." (Dall'Introduzione di Nicola Raponi)
La storia degli ordini monastici e religiosi costituisce un capitolo essenziale della storia sociale e politica, oltre che naturalmente della storia ecclesiastica e spirituale, del Medioevo; basti pensare al ruolo centrale che monaci e religiosi hanno avuto nel definirsi della struttura della Chiesa, su cui hanno esercitato una profonda e durevole influenza. Fra i vari problemi storici che Pacaut contribuisce ad illuminare, il più controverso è senz'altro quello concernente il nodo psicologico della vocazione religiosa, alla quale, a seconda dei tempi e degli individui, è stato di volta in volta attribuito il significato di una "fuga mundi" o di una preparazione spirituale all'azione. Al di là della sfera propriamente religiosa, i monaci svolsero in tutti i campi una funzione importante, nel pensiero come nell'arte, nelle istituzioni come nell'economia e nell'affinarsi del "fare tecnico". Accanto alle grandi personalità (San Benedetto, San Colombano, San Francesco, San Domenico), le grandi organizzazioni, soprattutto i Benedettini e i Cluniacensi, furono determinanti, grazie alla loro capacità speculativa e alla loro forza di irradiamento, per l'evoluzione della cultura medievale.
Descrizione dell'opera
Tra arte e religioni il legame non è nuovo. Nella reciproca implicazione dell’una e dell’altra, lungo i secoli della storia umana si sono consumati tra loro diversi modelli di rapporto, non sempre rispettosi dell’autonomia delle singole sfere. Oggi tuttavia è possibile incrementare le connessioni senza generare subalternità, anzi, il rapporto tra estetica e teologie, arte e religioni sta conoscendo una nuova era di stimoli reciproci che espandono il campo di creatività nei rispettivi saperi.
Su questa ipotesi è stato pensato il convegno internazionale sul rapporto tra arte e religioni, estetica e teologie (Trento, 25-26.5.2005), di cui il volume presenta la documentazione. Esso ha privilegiato un’ottica interreligiosa, nella convinzione che nessuna tradizione religiosa possa appropriarsi in maniera esclusiva dell’esperienza estetica e del fatto artistico, ma che ciascuna possa invece testimoniare a proprio modo l’universalità del senso estetico e la sua adeguatezza a comunicare l’esperienza di fede.
Sommario
Prefazione (A. Autiero). I. Pratiche d’arte. Elogio della follia. Divagazioni intorno a un quadro che amo (R. Laffranchi). I sogni del giullare (S. Mair). II. Arte e religioni. La parola fatta immagine. Considerazioni sull’estetica nel pensiero ebraico antico (G. Veltri). Arte e visione alla luce dei Vangeli (A. De Santis). Poesia e mistica in Islam (G. Scattolin). III. Snodi, visioni, prospettive. L’arte della comunicazione cristiana della fede (P. Lia). Teologia e arte nella società mediatica. Nuove immagini di un antico rapporto (G. Larcher). Immagine e ombra: la dialettica dell’analogia alla base della capacità iconica (P. Giannoni). Arte, verità e vita. Sulla relazione tra l’estetica e la filosofia della religione (M. Eckert). IV. Estetica e teologie. Il bello - il vero - il sacro. Ricostruzioni filosofico-teologiche (W. Lesch). Sentire per credere: soggettività estetica, rivelazione, fede. Alcune riflessioni conclusive (D. Zordan).
Note sul curatore
Davide Zordan ha conseguito il dottorato in teologia sistematica presso l’Institut d’Études Théologiques di Bruxelles nel 2004. Attualmente è ricercatore presso il Centro per le Scienze Religiose dell’Istituto Trentino di Cultura, dove si occupa del rapporto tra la teologia fondamentale e l’estetica come teoria dell’esperienza. Tra i suoi interessi specifici, il legame tra la religione e il linguaggio cinematografico.
Bene. Finalmente ce l'avete fatta. Avete coronato il sogno di una vita. Siete diventati Papa. E adesso? Non crederete mica che il lavoro di Papa consista solo nell'affacciarsi al balcone, la domenica e le feste comandate, e salutare la folla di piazza San Pietro? Niente affatto, Santità. Fare il Papa è un lavoro complicato, complicatissimo. Primo, il Vaticano: un labirinto, un dedalo di vicoli, piazze, palazzi, e dentro i palazzi stanze più o meno segrete, corridoio, ballatoi. Secondo, l'abbigliamento: mica che uno si sveglia alla mattina e si veste come gli pare. Eh no, ogni giorno ha la sua tonaca, e a seconda di appuntamenti, ospiti, ricorrenze dovrete cambiare l'abito. Che non farà il monaco, però aiuta. Terzo, i simboli: croci, anelli, pastorali; e poi ancora le cariche (Vicario di Cristo, Pontefice Massimo, Vescovo di Roma, Capo dello Stato), e gli impegni, e i collaboratori. Per aiutarvi quando sarà il momento della vostra salita al Soglio Pontificio, una guida, anzi la guida completa di ogni informazione utile, aneddoti e consigli, oltre a disegni, grafici e piantine che vi serviranno per orientarvi. E nel caso, remoto, non riusciate a farvi eleggere, potrete comunque dare buoni consigli ai fortunati neopapi.
Tra Sette e Ottocento si crea e si rafforza una sorta di leggenda nera sulla giustizia del papa, espressione della generale decadenza italiana. Ma quale era veramente il rapporto con i tribunali laici ed ecclesiastici di uomini e donne comuni, di nobili, di religiosi e di intere comunità soggette al potere papale? Scavando nel ricco materiale inedito degli archivi giudiziari, negli atti dei processi e in numerosi carteggi dell'epoca, Irene Fosi ricostruisce le sfaccettature del governo della giustizia, percorsi individuali e vicende esemplari. Si disegna così un quadro sfumato e complesso, dove trovano spazio violenza e repressione, moderazione e clemenza.
Il presente volume è il catalogo della mostra che si tiene dal 22 novembre 2006 al 25 febbraio 2007 presso Palazzo Braschi a Roma.