Una letteratura 'mistica' e molto accessibile delle parabole, capace di renderle sperimentabili nel loro significato pi˘ profondo
Líopera di Adrienne von Speyr (1902-1967), mistica Svizzera, Ë molto vasta. A valorizzare ed editare i suoi lavori fu Hans Urs von Balthasar che strinse con lei un rapporto di profonda amicizia e straordinariamente fruttuosa collaborazione.
Da ragazza ella lottÚ per diventare medico e prendersi cura del prossimo. Líincontro con il teologo nei primi anni della seconda guerra mondiale favorÏ il suo ingresso nella Chiesa cattolica. Successivamente ricevette numerose ìgrazie misticheî incentrate sulla rivelazione della grandezza di Dio e sullíenormit‡ del suo amore attorno líincarnazione di Cristo. A sua volta si sforzÚ di far conoscere il contenuto della sua esperienza di Dio dettando brevi e puntuali spiegazioni dei libri della Bibbia.
Nellíopera che viene presentata, Adrienne spiega le parabole di Ges˘. Ella non ricorre alla filologia o alla sociologia, cerca bensÏ di interpretare le parole del Maestro di Nazaret nella luce dellíeternit‡. PerchÈ di questo vuole parlare Ges˘: della generosit‡ eterna di Dio che egli Ë venuto a rivelare e a lasciare in eredit‡ ai discepoli nel dono dello Spirito. Le parabole acquistano, di conseguenza, una profondit‡ nuova, sono uníanticipazione dellíEucarestia e della vita eterna. Una lettura sorprendente nel ricordo di un genio femminile donato allíumanit‡ e alla Chiesa. Adrienne
In occasione dell’Assemblea del Sinodo dei Vescovi, dedicata a «La Parola di Dio nella vita e nella missione della Chiesa» (5-26 ottobre 2008), il cofanetto propone in un unico CD formato MP3 le quattro conferenze di mons. Ravasi, già disponibili in audiocassette, che introducono alla lettura della Bibbia: 1. La comunità credente ascolta e legge la Parola (Neemia 8); 2. Metodi antichi e nuovi di lettura della Bibbia; 3. L’interpretazione cristiana delle Sacre Scritture; 4. La Parola di Dio nella vita della Chiesa.
Testo ebraico della Bibbia Hebraica Stuttgartensia. Traduzione interlineare italiana. Testo greco dei Settanta ed.Alfred Rahlfs. Testo italiano della Nuovissima Versione della Bibbia Dopo aver terminato i cinque libri della Torah,continua la prestigiosa pubblicazione della Bibbia Interlineare Ebraicacon i testi delle cinque Meghillot: Rut,Cantico dei Cantici,Qohelet,Lamentazioni,Ester. Il volume risponde alla crescente esigenza della lettura della Bibbia, e in particolare dell’Antico Testamento,nella lingua in cui fu scritto,oltre che l'interesse per lo studio dell'ebraico biblico.
La Bibbia è ricca di personaggi e di storie familiari:Caino e Abele,Noè,la torre di Babele,le piaghe d’Egitto,Mosè che apre il Mar Rosso,Davide che, con la sua fionda, abbatte Golia. Questi testi sono all’origine di numerose interpretazioni giudaiche e cristiane.Tra queste di grande valore è il Midrash, opera intellettuale,spirituale e letteraria redatta dai rabbini del primo secolo d.C.. Il Midrashè prima di tutto un modo di leggere,di comprendere e di interpretare la Bibbia che permette di andare oltre il senso apparente del testo e di accedere ai significati più profondi e nascosti.E’ un’interrogazione continua sul rapporto di Dio con il mondo, tra Israele e le nazioni, tra l’uomo e la sofferenza. Questo libro di José Costa propone un percorso di lettura di testi rabbinici che commentano cinquanta brani biblici tra i più conosciuti,intriganti e tragici.Una vera introduzione alla sconfinata ricchezza dell’universo dell’infinita interpretazione della Torah da parte dei Maestri ebrei che, di generazione in generazione hanno letto, commentato, vissuto gli insegnamenti di Dio attraversando testi e contesti.
AUTORE José Costa,è professore alla Scuola Superioredi Studi del Giudaismo e all’Istituto Rashi diTroyes. Specialista della letteratura rabbinica,ha lavorato sui testi escatologici del Midrash.
Tra le 112 voci raccolte nell'VIII volume del Grande Lessico dell'Antico Testamento molte sono di grande utilità per la comprensione della lingua, della storia e della religione dell'Israele antico. Alcune voci si distinguono per l'importanza che il termine trattato ha negli scritti della Bibbia ebraica, ad esempio re'sît (principio), rab e derivati (crescere), ruah (vento/vanità e anche alito/spirito/vita), rea' (prossimo), sar (principe), ecc. fino a sabbat (sabato) e saddaj / 'el saddaj, uno dei nomi divini. Di ogni parola presa in esame si approfondiscono gli impieghi secondo piani successivi, indicati nei sommari a inizio di ciascuna voce, così da illustrare e scandagliare i diversi significati che la singola parola viene ad acquisire sia in rapporto all'ambiente semitico sia nelle diverse parti del testo biblico. A facilitare la consultazione dell'opera, anche in questo volume parole e frasi in ebraico e in ogni altra lingua semitica sono riportate in traslitterazione e seguite dalla traduzione corrispondente.
«Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico…»: è una storia di compassione quella raccontata da Gesù. Yves Saoût si impegna a rileggerla: svolge una ricerca appassionata sul testo evangelico e sulla straordinaria posterità della parabola nella nostra cultura, dai Padri della Chiesa fino agli autori moderni. E ieri come oggi la figura del buon Samaritano torna a incarnare il supremo mistero dell’amore disinteressato.
Dalla quarta di copertina:
«Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico…»: sembra il racconto di un fatto di cronaca, una storia di indifferenza e di vigliaccheria. In due passano vicino a un uomo incappato nei briganti e rimasto ferito, ma non si fermano a soccorrerlo. È però una storia di compassione quella che Gesù racconta: ne è il protagonista un Samaritano che ha pietà di quel malcapitato e gli viene in aiuto. Paradossale, perché al tempo di Gesù i Samaritani erano considerati nemici, emarginati come dei paria.
Yves Saoût si impegna a rileggere questa storia nel contesto dei vangeli. Svolge una ricerca appassionata sulla straordinaria posterità della parabola nella nostra cultura, dai Padri della chiesa fino ad autori moderni di letteratura poliziesca; passa a esaminare persino l’azione umanitaria contemporanea su scala internazionale.
La parabola della banalità della violenza risuona dappertutto nel nostro mondo. Ma la figura del buon Samaritano rimane un mistero attivo: quello dell’amore disinteressato.
Lo scopo di questa lettura del libro di Giobbe è quello di capire e "riscattare" tutte le posizioni dei personaggi in gioco, compresa quella degli amici teologi, per evitare che alla oleografia del Giobbe paziente (e soltanto paziente), prevalente nella tradizione spirituale, si sostituisca quella del Giobbe contestatore (e soltanto contestatore), cara a tanti interpreti del Novecento.
Dt 28,69-30,20 è l'unico luogo della Bibbia ebraica in cui si fa menzione di un'alleanza stipulata da Mosè a Moab, prima di entrare nella terra, "oltre l'alleanza stretta all'Oreb". I due capitoli sono studiati da un punto di vista sincronico, tenendo conto della loro forma finale. Tale prospettiva consente di valorizzare il testo nel suo insieme, dando ragione delle apparenti tensioni, interpretate come elementi significativi di una penetrante visione teologica. Dopo una prima parte, nella quale, in particolare, viene presentato il confronto tra il formulario classico di alleanza e Dt 29-30, per far emergere le peculiarità del patto di Moab, la seconda sezione più ampia e consistente si occupa dell' analisi esegetica dei due capitoli. Gli elementi emersi sono posti a servizio della sintesi teologica (terza parte). Attraverso la sottolineatura delle caratteristiche proprie dell'alleanza di Moab, l'analisi permette di evidenziare che essa va interpretata nel suo insieme come la risposta deuteronomistica alla crisi costituita dall'esilio e collocata all'interno del contesto degli annunci profetici di una nuova alleanza. In questa luce l'alleanza di Moab acquista il significato di compimento dell'intenzione divina g1a rivelata all'oreb, in grado di superare il peccato e la disobbedienza di Israele.
«E voi chi dite che io sia?» è la domanda che Gesù rivolge a ogni uomo e ogni donna, ad ogni comunità che crede in lui. Ed è con lo stesso atteggiamento di ricerca sincera del proprio rapporto con il Signore risorto e di conoscenza del suo mistero d'amore che i fedeli ambrosiani accolgono il Nuovo Lezionario, in uso in tutte le chiese della diocesi dalla prima domenica di Avvento. La nuova scelta di letture domenicali e delle principali feste dell'anno liturgico B, viene accompagnata da questo testo, proposto dall'Azione Cattolica ai propri soci e a tutti i fedeli delle parrocchie. Qui ciascuno potrà trovare un commento e delle domande che aiutano a comprendere il tema dominante della domenica o della festa, interrogandosi poi su come la parola di Dio interpella la propria vita quotidiana e sollecita la testimonianza cristiana. È il metodo della lectio divina, tanto caro alla tradizione della Chiesa ambrosiana, attraverso il quale la parola, che accompagna la vita delle comunità e dei singoli credenti nel corso dell'anno, penetra e vivifica dall'interno i giorni della nostra esistenza. La preghiera finale, tratta dai maestri della spiritualità o dal salmo proclamato nel giorno, completano l'itinerario spirituale personale scandito dal tempo liturgico.
In quest'opera, l'autore offre una lettura del racconto del Giardino dell'Eden come quella della chance di immortalità a breve termine accessibile all'uomo, ma rapidamente perduta. Alcuni studiosi dell'Antico Testamento già da tempo hanno riconosciuto che l'interpretazione tradizionale del racconto su Adamo ed Eva non può reggere se sottoposta a un'analisi rigorosa del testo. Tuttavia, essi non sono riusciti a formulare un'interpretazione alternativa che rivaleggi con la forza della lettura tradizionale o che risulti importante per un'ampia gamma di questioni d'esegesi biblica e di teologia. La nuova interpretazione di James Barr è probabile susciti scalpore fra i tradizionalisti e rallegri quanti sono insoddisfatti del pensiero tradizionale. Centrale per il libro l'accento posto sulla funzione dell'idea di immortalità, comunemente concepita come un tardo apporto greco e non biblico nel pensiero cristiano. La riflessione sull'immortalità porta anche a una riconsiderazione dell'idea che della morte attesta la Bibbia ebraica, di quella dello sheol, il mondo infero per gli Ebrei, e di quella dell'anima stessa. L'autore mette in evidenza l'importanza del tempo per la Bibbia ebraica e il concetto della "lunghezza dei giorni", mostrando che la minaccia non era rappresentata tanto dalla morte in sé, quanto dalla modalità del suo accadere.
Che cosa ci dice il Nuovo Testamento dei tre più noti discepoli di Gesù Cristo? Quali sono le leggende su di loro nate e diffuse nel corso dei secoli? Pietro fu veramente crocifisso a testa in giù? Maria Maddalena era una prostituta? Paolo era davvero calvo e con le gambe arcuate? In questo saggio, Bart D. Ehrman, una delle massime autorità mondiali nel campo degli studi biblici, distingue nettamente tra fatti e credenze, presentando con chiarezza ed efficacia i complessi problemi storiografici che emergono dalla tradizione legata a questi tre personaggi. Scopriamo, così, che non esiste alcuna fonte attendibile che attesti che Maria Maddalena fosse una prostituta o che si sia unita in matrimonio con Gesù Cristo. Allo stesso modo, non esiste nessuna prova sicura sulla forma del martirio di Pietro né sull'aspetto fisico e sulle presunte capacità soprannaturali di Paolo che, secondo Ehrman, sono il frutto di leggende volte ad accrescere il valore della predicazione del santo.
Don Franco Mosconi, monaco camaldolese, priore dell'Eremo di S. Giorgio di Bardolino (Verona), è uno dei più apprezzati biblisti e conferenzieri italiani. Con linguaggio semplice e vivo commenta in queste riflessioni alcuni dei più importanti passi del Vangelo di Giovanni: "La Samaritana", la "parabola del buon Pastore", "L'Ultima cena", "il Processo" e "Pilato".