Una fonte cruciale per comprendere a fondo la vita e la personalità di Charles de Foucauld, specialmente prima della conversione, rivelando la sua formazione, i suoi gusti giovanili e il suo spirito esploratore. Le lettere a Gabriel Tourdes, amico di Strasburgo e Nancy, sono una fonte preziosa per conoscere Charles de Foucauld, in particolare prima della sua conversione. Esse rivelano la sua formazione, la sua cultura intellettuale, i suoi gusti giovanili, il suo stato d'animo durante gli anni di sregolatezza e incredulità, il suo modo di affrontare la carriera militare e la vita di esploratore... e mettono in luce le sue grandi qualità di cuore e la sua fedeltà nell'amicizia. Queste lettere ci accompagnano a riflettere anche sulla qualità dei legami che possiamo costruire nella nostra esistenza e a considerare quanto un legame di amicizia possa sostenere il cammino umano e di fede, accompagnare i momenti di gioia e sofferenza, portare felicità e allontanare la solitudine. (Dall’introduzione) «Parleremo della nostra amicizia, che sarà durata quanto la nostra vita, e che, almeno per me, sarà stata una delle cose più dolci… È bello sapere attraverso una lunga esperienza che si può assolutamente contare su un’anima… è così che tu conti su di me e io conto su di te.».
Di fronte alla sfida dell’incessante frenesia e crescente velocità della vita moderna, questo libro propone di ritrovare l’arte perduta di fermarsi, di rallentare il passo. Vivendo bene una giornata, cioè accogliendo la sua unicità, entrando nella sua lentezza, possiamo celebrare la sua santità. La necessità di riscattare il tempo e assaporare la vita, per il credente in Gesù Cristo, deve trovare espressione concreta in pratiche specifiche, di cui l’autore invita a riappropriarsi: l’osservanza del riposo sabbatico, il culto del giorno del Signore, la preghiera mattutina e serale, la preghiera dei Salmi, gli impegni presi "un giorno alla volta", la preghiera per il pane quotidiano, la compagnia a tavola, l’ospitalità, l’attenzione alla presenza di Dio. Per un cristiano, ogni nuovo giorno dovrebbe essere vissuto come un "sacramento" della grazia di Dio.
Cosa dire della vecchiaia in un tempo in cui assistiamo a un’esaltazione nevrotica della vita nella sua "eccellenza"? La vita deve essere bella, perfetta, intelligente, ricca di successo. La vita conta se appare, se maschera gli anni cancellando le rughe... La vecchiaia può trovare accoglienza, a patto che sia truccata. Contro l’immaginario comune che la considera niente più che una stagione di decadenza e di tristezza, l’autore cerca di risignificare questa età della vita mettendone in luce la bellezza e la ricchezza. Perché la presenza degli anziani può portare uno sguardo più sapiente sui tempi della vita e della grazia!
"Si può essere felici se si è grati. La gratitudine viene prima. La gratitudine è un modo di guardare, una possibile attitudine di vita che può dilatare spazi interiori di libertà. Di libertà e di gioia". Che cos’è la gratitudine? Da dove nasce? Perché parlarne? Per che cosa posso ringraziare? L’autrice, attraverso alcune suggestioni e spunti, tratti dalle pagine della Scrittura, che non hanno la pretesa di essere esaustivi, prova a rispondere a queste domande con la speranza che anche il lettore si lasci interrogare da questa disposizione interiore.
"La tolleranza autentica fiorisce non in spazi ermeticamente separati, ma in un intreccio rispettoso ove la verità dell’uno dialoga concretamente e attivamente con la verità dell’altro. Il principio di tolleranza, dunque, non vale a giustificare tutto. Non tutto è tollerabile!". In una società attraversata da una forte tendenza a chiudersi e a considerare la diversità una minaccia, occorre riscoprire il valore della tolleranza non come semplice sopportazione della differenza, ma come disposizione a entrare in dialogo con essa, per maturare nella libertà e nel rispetto reciproco. E andare oltre, in un cammino di avvicinamento e conoscenza dell’altro mai finito.
La cartella contiene 4 schede attive per ciascuna Domenica di Avvento: il testo del Vangelo del giorno domenicale con le attività pratiche legate a quel testo. Ogni Domenica ha il suo adesivo che alla fine del percorso comporrà il presepe (4 adesivi per ogni settimana di Avvento). Un calendario di Avvento formato A3, dal 30 novembre fino al 25 dicembre, con un impegno per ciascun giorno di Avvento. Il linguaggio è semplice, le meditazioni brevi e le proposte pratiche sono accessibili a tutte le età. Una forma bella e concreta per parlare di Vangelo anche ai più piccoli. Un sussidio utile per catechisti, genitori ed educatori. Uno strumento che aiuta i bambini a vivere l’avvento con il cuore con attività pratiche adatte a loro. Età di lettura: da 7 anni.
Un lessico indispensabile per chi vuole comprendere e agire nel complesso mondo del bisogno e della solidarietà. Strumento prezioso per volontari, operatori e cittadini per costruire una comunità più inclusiva e fraterna. Per chi vuole rimanere sulla superficie, le etichette sono comode. Ma per scoprire la complessità del reale occorre rimettere in primo piano le persone. Presi per mano da Federico Faloppa, sociolinguista dal profilo internazionale, possiamo scoprire come la scelta del linguaggio contribuisce alla costruzione della realtà o alla sua mistificazione, partendo da contesti globali fino alla quotidianità delle relazioni che viviamo. Lo sa bene anche Paolo Brivio, che ha raccolto sul campo tredici storie per raccontare le fatiche e le speranze di chi trova nei servizi di Caritas Ambrosiana un porto sicuro dove approdare e ritrovare dignità. Mentre Piero Colaprico, nella Postfazione, invita a «recuperare il tempo del cuore» per tornare agli incontri che «ti cambiano il modo di ragionare, che ti aiutano a considerare il prossimo per quello che è». Un volume per ribadire che la scelta e la cura delle parole possono essere bussole nel difficile mestiere di raccontare il mondo. E prendersene cura. "Abbiamo un problema, quando le parole si fanno etichette. Quando erigono un pregiudizio a sentenza inappellabile. Quando ostacolano il confronto delle idee, anziché spianare la strada."
In questo libro intenso e lirico, Gabriele Pericolini condivide pensieri e frammenti di vita abitati da Dio. Con uno stile intimo e profondo, accompagna il lettore in un cammino dentro le ferite, le speranze e le domande che abitano ogni cuore umano. I fiori della magnolia è un invito a cercare il senso nel dolore, la luce nelle crepe e a riscoprire, nella fragilità, la possibilità dell’amore. Una testimonianza vibrante e sincera di fede, rivolta a chi desidera vivere con autenticità la propria esistenza.
Professore, giornalista, mistico, martire: Tito Brandsma, carmelitano olandese ucciso a Dachau, è una figura luminosa del XX secolo. Questo libro ne ripercorre la vita, il pensiero e la spiritualità, con particolare attenzione alla sua azione intellettuale, educativa e pastorale. Un profilo completo, nato in ambito accademico ma animato da profonda passione spirituale, che mostra come l’unione con Dio possa diventare testimonianza eroica nel cuore della storia. Un invito a riscoprire la forza mite della fede.
Nella Lettera Apostolica Desiderio Desideravi, promulgata il 29 giugno 2022, Papa Francesco esprime l'«ardente desiderio» che la liturgia non rimanga relegata agli esperti e a pochi addetti ai lavori, ma possa essere sempre più conosciuta, amata e vissuta da tutto il popolo di Dio. Sollecitati da questo testo, ci si è proposti di andare alla radice della questione e ci si è chiesti: ha ancora senso oggi, in un contesto sempre più segnato dalla secolarizzazione e dallo svuotamento delle chiese, parlare di liturgia? È ancora, il nostro, un tempo per celebrare? Sollecitati da queste domande provocatorie ma quanto mai pertinenti, un biblista che studia da anni tale ambito specifico e uno dei teologi e compositori più noti e apprezzati mettono a fuoco quelle che sono le componenti fondamentali del culto ebraico e cristiano, per rimarcare come oggi più che mai la dimensione liturgica non si collochi al di fuori della nostra vita, ma ne costituisca per tanti versi la parte migliore e più autentica.
Che cosa abbiamo proiettato, nella notte dell’umanità, sui volti dei nostri dèi e dee celesti? Quanto delle nostre paure, quanto del nostro desiderio? Vertice della ricerca filologica e storica di Károly Kerényi sulla genesi e le forme della mitologia, Gli dèi della Grecia è un classico contemporaneo, qui riproposto in una nuova edizione illustrata da Elisa Talentino. Consapevole che il mito non è un semplice racconto del passato, ma il tentativo di dare forma all’enigma dell’esistenza, Károly Kerényi ci guida nella scoperta e nella rilettura delle vicende divine dell’antichità greca, dalle origini del cosmo alle complesse genealogie dell’Olimpo: dalla sanguinosa lotta di Zeus contro il padre Crono per detronizzarlo alla profezia che condannò Metide, la sapiente prima moglie del re degli dèi, madre di Atena; dagli innumerevoli amori della dea dell’amore Afrodite alle tante guerre del dio della guerra Ares, fino alle crudeli vendette dei gemelli «terribili» Apollo e Artemide; dalle poco note - ma con ruoli di primo piano - Leto, Asteria, Nemesi, Anfitrite, Mnemosine, ai remoti Dattili, Cabiri e Telchini, passando per i Titani senza nome che un giorno decisero di sfidare gli dèi. Raccontando di ognuno l’origine e i simbolismi ricorrenti nelle varie epoche, Kerényi riesce a trasportarli attraverso la memoria collettiva nel nostro presente, a renderli figure vive: archetipi ancora capaci di parlarci e interrogarci. Questo libro è un accesso alla dimora degli immortali. Un’opera che ci restituisce le divinità greche nella loro pienezza, non come meri oggetti di studio, ma come forze che illuminano il rapporto dell’uomo con il mondo e con se stesso, invitandoci a guardare ai miti per quello che sono davvero: parabole senza tempo, chiavi di conoscenza.