L’Autore analizza il fenomeno del postumanesimo e la sua interazione con l’antropologia cristiana, osservando come le nuove tecnologie, in particolare l’Intelligenza Artificiale, si stiano sempre più imponendo, fino a provocare una mutazione neurologica con forti ricadute anche sul tema della fede. Nella seconda parte si esamina la possibilità di presentare i temi religiosi in modo nuovo all’homo calculans, ai seguaci del postumanesimo e a chiunque si dichiari indifferente. A fronte di questo scenario si pone la questione se una rinnovata antropologia fondata su un "umanesimo gesuano" possa arginare queste inquietanti derive. Si vaglia, infine, l’ipotesi se la riscoperta del Gesù terrestre possa stimolare i lontani e giovare ai credenti per rinverdire la loro fede nel Cristo.
In un’epoca in cui l’umanità si trova sospesa tra accelerazioni tecnologiche e crisi spirituali, nasce un libro unico: un’intervista immaginaria ma profondamente verosimile a Papa Francesco, realizzata attraverso l’ausilio dell’intelligenza artificiale. Il pontefice risponde, con il suo tono inconfondibile di tenerezza e fermezza evangelica, alle grandi domande del nostro tempo: la sfida dell’intelligenza artificiale, il dramma dell’indifferenza, la pace come dovere e promessa, la cura della casa comune, la crisi della fede, i nodi della liturgia, della famiglia e del ruolo della donna nella Chiesa. Diviso in tre sezioni — La Chiesa e i problemi sociali, L’idea di Chiesa, La Chiesa e i problemi interni — il libro attraversa temi caldi e controversi: l’ecumenismo, la sinodalità, la misericordia, il celibato, la messa in latino, l’eutanasia, la maternità surrogata. In ogni risposta, si intrecciano la voce profetica di Francesco, la memoria viva della tradizione e la volontà riformatrice di una Chiesa che vuole "camminare insieme".
L'ermeneutica è la scienza dell'interpretazione ma con la svolta del pensiero moderno ha preteso di coincidere con la filosofia in quanto tale e di esaurire in sé le possibilità della ragione. Questa nuova ermeneutica è ormai stata assunta dentro la teologia cattolica sotto l'influenza di quella protestante e delle filosofie contemporanee, soprattutto di Martin Heidegger e Hans Georg Gadamer. Gli effetti sono però destabilizzanti a proposito delle fonti della rivelazione, dell'evoluzione del dogma, del rifiuto della metafisica, dei profondi cambiamenti nella teologia morale: tramite l'ermeneutica moderna si sono fatte strada nella teologia cattolica le conseguenze del "principio di immanenza" della filosofia moderna.
La teologia del XX secolo in ottanta testi tanto essenziali quanto chiarificatori: da Barth a Bultmann, da Bonhoeffer a Tillich, da Cullmann a de Lubac, da Congar a Daniélou, da Guardini a Rahner, da Metz a Gutiérrez, da Boff a Panikkar, da Küng a Moltmann, da Ratzinger a Kasper...
Leggiamo nella Premessa: «Se vogliamo scoprire la grandezza del sacerdozio ministeriale è necessario, prima di tutto, risalire alla fonte, cioè al mistero di Gesù, "l'apostolo e sommo sacerdote della fede che noi professiamo"» (Eb 3,1). Si tratta, dice l'Autore, «di una teologia viva, destinata a quanti desiderano approfondire la propria vita cristiana », dal momento che il ruolo della teologia è quello di «servire i credenti, aiutarli a ricevere in misura maggiore tutta la sapienza che ci viene dal Padre in Gesù, in cui "sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza"» (Col 2,2). Nato da un ciclo di conferenze tenute durante l'anno sacerdotale 2009- 2010, il testo mantiene lo stile discorsivo, chiaro e immediato dell'approccio orale, senza per questo rinunciare a precisione e profondità teologiche. Percorrendo la Parola di Dio (Isaia, Ebrei, Apocalisse, vangelo di Giovanni), il testo aiuta a riscoprire l'origine e il senso del sacerdozio ministeriale e del sacerdozio regale dei fedeli, in un tempo come questo segnato da difficoltà e confusione.
Cosa ci aspetta dopo la morte? Che cosa dobbiamo temere o sperare? siamo destinati al nulla o a un altro tipo di esistenza? Che cos’è «la vita del mondo che verrà»? Sono domande che da sempre inquietano l’umanità e a cui la Bibbia offre risposte sorprendenti, tutt’altro che immediate. Gérard Billon e Sophie Ramond ci guidano in un affascinante viaggio attraverso l’Antico e il Nuovo Testamento, rivelando come la speranza nella vita dopo la morte si sia sviluppata gradualmente all’interno della fede biblica. Partendo dall’esperienza di liberazione del popolo d’Israele dalle forza del male e della morte nell’Antico Testamento, gli autori esplorano le prime timide aperture alla speranza nel libro di Giobbe, nei Salmi nella visione delle ossa inaridite di Ezechiele: lì l’idea di una risurrezione per i giusti inizia a farsi strada. Con l’avvento del Nuovo Testamento, la figura di Gesù Cristo diviene la chiave di volta per comprendere il mistero della vita eterna: la sua risurrezione inaugura una speranza nuova per l’umanità, celebrata nel cuore della liturgia eucaristica con la proclamazione della sua morte, risurrezione e del suo imminente ritorno. Ripercorrendo con rigore filologico e chiarezza espositiva le Scritture, Billon e Ramond ci invitano a riscoprire la ricchezza e la complessità della tradizione biblica sull’aldilà, mostrando che se il nostro futuro si gioca davvero in ciò che viviamo oggi, allora la domanda "Quale vita dopo la morte?" è destinata a diventare "Quale vita prima della morte?".
San John Henry Newman (1801-1890), uno dei più grandi pensatori cristiani dell’Ottocento, sarà annoverato tra i Dottori della Chiesa da papa Leone XIV il 1° novembre 2025. Appassionato ricercatore della verità e convertito al cattolicesimo (1845), egli «diventa oggi un faro sempre più luminoso per tutti quelli che sono alla ricerca di un preciso orientamento e di una direzione sicura attraverso le incertezze del mondo moderno» (Paolo VI, 1975). Le sue opere arricchiscono la teologia, il suo cammino illumina le coscienze, la sua persona viene già venerata in tutta la Chiesa. Non sorprende, quindi, che il Santo Padre lo proclamerà Dottore della Chiesa universale. Il presente volume, di facile lettura, intende anzitutto offrire un breve tratto biografico e teologico di Newman. Fa poi sentire la sua chiara ed equilibrata voce su alcune questioni cruciali della vita ecclesiale: lo sviluppo della dottrina cristiana, la testimonianza dei fedeli, l’unicità della Chiesa, il significato della coscienza, le caratteristiche di un cuore apostolico. Appare così la straordinaria attualità della vita e del pensiero di questo teologo santo. Come scrisse l’allora cardinale Ratzinger nel 1990: «Newman appartiene ai grandi dottori della Chiesa, perché egli allo stesso tempo tocca il nostro cuore e illumina il nostro pensiero».
Il libro si divide in otto parti tra di loro interconnesse. La prima parte si concentra sul tema dell'Incarnazione partendo dall'affermazione del Logos giovanneo: «Il Verbo si fece carne». La seconda parte propone una presentazione sintetica della teologia del corpo di Giovanni Paolo II, seguita da una riflessione sull'Humanae vitae, il cui fondamento è il tema del corpo/carne. La terza parte riflette su Eros e Agape, sviluppandosi in rapporto alla Deus caritas est. Nella quarta parte, il riferimento è alle nuove scoperte della tecnoscienza con un excursus sulle neuroscienze. Le parti quinta, sesta, settima e ottava descrivono più analiticamente i fattori costitutivi del mistero nuziale: differenza sessuale; apertura all'altro: matrimonio e famiglia come soggetto di evangelizzazione e partecipazione all'edificazione della vita buona; procreazione e genealogia del figlio. Il libro si conclude con una serie di riflessioni sull'antropologia adeguata al mistero nuziale. Prefazione Michael Konrad.
Il libro propone una riflessione esegetica, teologica e spirituale sulle quattordici stazioni della Via Crucis. Si apre con un denso testo storico che inquadra il pio esercizio della Via Crucis dalle origini ai giorni nostri; prosegue con una introduzione che spiega il senso e le caratteristiche della Via Crucis a partire dai racconti evangelici della Passione; dopo una preghiera e meditazione d'ingresso, entra nel vivo della meditazione di ciascuna stazione; si chiude con una preghiera di conclusione.
A Montefano c’è una sorta di cantiere a cielo aperto. Si è autorizzati a pensare a lavori (pubblici) sempre in corso, ma queste pagine raccontano di altre prospettive. Il "cantiere" potrebbe essere metafora del Centro biblico in cui da oltre trent’anni vive e opera padre Alberto Maggi. Per alcuni è una sorta di culla dell’eresia, per altri un prezioso luogo in cui nutrire una fede adulta. Lì la gente arrivava e arriva, da ogni paese, da ogni luogo. Un tam tam che si è prolungato, rafforzato negli anni, creando come un’onda di energia che continua a stupire gli stessi frati che compongono questa piccola comunità. Quando chiedi a padre Alberto come si spiega questo fenomeno, lui sorride, alza le braccia e risponde: «È la fantasia del padreterno…». Da qui, da questa certezza e da questo luogo inizia il racconto della vita di Alberto Maggi. «Di lui si possono dire mille cose», afferma l’autore. «Ho pensato che quelle più interessanti, una sorta di sinossi della sua vita e del suo pensiero, potessero essere raccolte in un libro-intervista. Eccolo!».
L'autore dialoga con giovani interlocutori sulla fede cristiana, l'adesione alla quale non è data per scontata come sarebbe stato per le generazioni precedenti. Innanzitutto, perché interessarsi alle questioni religiose che confliggono con la verità scientifica? La realtà del male non si concilia con la Provvidenza, l'immagine tradizionale di Dio non favorisce il nostro rapporto con lui e i precetti evangelici appaiono un'utopia. Come si può credere che a ogni uomo si offra la prospettiva di un'altra vita, di una vita eterna? La fede cristiana può essere riscoperta quale bene prezioso e irrinunciabile proprio affrontando i dubbi ricorrenti, oggi ancora più radicali. Dubbi che non devono essere accantonati, ma accolti e affrontati, nella convinzione che, come sosteneva papa Francesco, «i giovani possono essere riconquistati alla fede solo per attrazione».
Scomparso a 99 anni, Luigi Bettazzi ne avrebbe compiuti 100 il 26 novembre. EDB lo ricorda pubblicando la sua ultima fatica: «Da tempo mi colpisce il discorso su Dio. E non solo quello tradizionale, trasmessomi dal catechismo e dalla teologia, ma quello in uso oggi, iniziato con "la morte di Dio" e continuato andando "oltre Dio"». Con queste riflessioni il vescovo emerito di Ivrea ha anticipato il suo incontro con la Persona che da sempre lo ha cercato e accompagnato rendendosi presente nella sua preghiera e nel suo impegno cristiano e umano.