«È vivo nell’uomo il desiderio di conoscere il senso e la dinamica degli eventi personali e comunitari in cui si trova implicato. Vorrebbe sapere prima quel che succederà poi, così da non essere colto di sorpresa. Gesù però non ha mai assecondato questa curiosità. Gesù ci esorta a non investigare inutilmente su ciò che è riservato a Dio, che è appunto il corso degli eventi».
Giovanni Paolo II
Chi è il mago? Possono i maghi sfasciare le fatture? Azione del demonio o malattia? I sintomi delle presenze malefiche, il mondo delle sette, e tanti altri argomenti sono trattati in questo libro con un linguaggio semplice, a volte addirittura ironico, per informare il lettore su tutto ciò che è bene conoscere e sapere. Partendo dal presupposto che il futuro è solo nelle mani di Dio, verità fondata sulla nostra fede e dimostrata evidenza quotidiana, si offriranno ulteriori prove tratte dalla cronaca e dagli eventi recenti per ribadire, come se ancora ce ne fosse bisogno, che nessun uomo può anticipare il futuro!
Ognuno di noi, ferito dall’odio, dalla violenza, dalla sofferenza o dall’insoddisfazione ha più che mai bisogno di sperimentare l’efficacia del Sangue redentore di Cristo. Quel Sangue che, sparso non invano, porta in sé tutta la potenza dell’amore di Dio è pegno di speranza, di riscatto, di riconciliazione, di guarigione e di liberazione dal male. Torniamo a quel Sangue versato attraverso questa completa raccolta di preghiere.
Lo strumento più efficace per ottenere liberazione e guarigione è costituito dal sangue di Cristo sparso per noi.
lettere e documenti delle sue opere come testimonianza del carisma vincenziano della carita. Le lettere, le conferenze e i documenti relativi alle sue opere costituiscono la testimonianza del generarsi del carisma vincenziano della carita. Il piano dell'opera prevede la p ubblicazione nella traduzione italiana dei 12 volumi dell'o pera omnia pubblicata negli an
Come nei libri precedenti, anche qui i testi presentano alcune risposte scientifiche ad interrogativi intorno ad alcune questioni bibliche.
la grande originalita di maurice zundel, la sua ricerca costante della profondita delle cose e degli esseri, emerge da questi suoi scritti.
E' il quinto volume della collana. Come nei precedenti, i testi presentano delle risposte scientifiche su alcune questioni bibliche. Tutti i temi immaginabili sulla bibbia sono gia stati trattati, studiati, investigati, e hanno una risposta, la migliore che si possa offrire al punto delle attuali ricerche. Tutte le difficolta, gli enigmi, le apparenti contraddizioni, le questioni insolite, le sfide storiche e geografiche gia sono state poste e risolte, per quanto possibile. Tuttavia, e nonostante questa prolifica produzione, la gente, il popolo semplice, i laici, i catechisti, non se ne sono accorti, non hanno accesso alle nuove scoperte e non conoscono molto di qu
Questi volumi raccontano, in modo attualizzato e con un linguaggio adatto ai bambini, i famosi personaggi biblici. La veste grafica dei volumi e i disegni di tanti validi illustratori fanno di questi racconti un'avvincente narrazione, proponendo al piccolo lettore un'immagine concretizzata di questi noti personaggi biblici. Sarebbe molto bello se fosse l'educatore stesso a leggere il racconto al suo bambino!
l autore intende rispondere all inquietante domanda sulla sofferenza concepita come prova di dio, che fa parte ancora dell universo mentale di tanti credenti cristiani. IL LIBRO SI SOFFERMA SU ALCUNI TESTI BIBLICI DELL'ANTICO TE STAMENTO, PER INTERPRETARLI ALLA LUCE DEL NUOVO, SUL TEMA DE PARTE, L'AUTORE DIMOSTRA QUA NTO SIA ERRONEA LA CREDENZA POPOLARE DELLE PROVE" DI DIO; NELLA SECONDA PARTE VUOLE SPIEGARE COME IL LIBRO DI GIOBBE NON CONTIENE ANCORA LA RISPOSTA CRISTIANA DI FRONTE ALLA SOFFERENZA; LA TERZA PARTE E`INCENTRATA SULLA PERSONA DI GESU`E SUL VERO SENSO DELLA SOFFERENZA E DELLA MORTE, COSI`COME E`PRESENTATO NELL'ATTUALE RIFLESS IONE TEOLOGICA. I TRE CAPITOLI SONO CORREDATI DI ALCUNE DOMANDE CHE POSSONO AIUTARE LA RIFLESSIONE E LA MEDITAZIONE TANT"
Sette secoli fa, fra il 1303 e il 1305, Giotto, su commissione del banchiere padovano Enrico Scrovegni, affresca la Cappella intitolata a Santa Maria della Carità. Questa piccola chiesa romanico-gotica, concepita inizialmente per accogliere lui stesso e i suoi discendenti dopo la morte, è oggi considerata un capolavoro della pittura del Trecento italiano ed europeo e una delle massime espressioni dell'arte occidentale. Nella pittura di Giotto tutto - dalle corrispondenze verticali e orizzontali alle prospettive architettoniche, dal simbolismo dei colori a quello dei numeri - partecipa dell'avvenimento di Dio che si fa uomo. Un fatto storico che Giotto ha messo in scena perché attraverso i colori e le immagini i fedeli potessero meditare sulla vita di Maria e di Gesù, sulla sua morte e resurrezione, sul proprio destino di libertà in vista del Giudizio Universale.