Un vivace racconto che attualizza, per i ragazzi, la vita di Mose.
Il titolo del libro riporta le ultime parole pronunciate dal discepolo che Gesù amava: le ha rivolte a Pietro, dopo la pesca miracolosa che ha segnato l’ultima manifestazione di Gesù Risorto, avvenuta sulla sponda del mare di Tiberiade (Gv 21,1-23). Queste parole sono una confessione di fede e un invito a immergersi nelle misteriose profondità di Gesù contenute e custodite nel Nuovo Testamento, con al centro i Vangeli.
Questo libro coniuga una grande umanità con una grande spiritualità; spiritualità non come evasione né sovrastruttura, ma come anima dell’umano, che getta luce - una luce calda e per molti versi risolutiva - sui nostri rapporti, offrendo chiavi importanti per vivere l’ineludibile diversità fra l’uomo e la donna, fra i caratteri, le abitudini, l’educazione ricevuta, in modo non conflittuale ma costruttivo. Con commenti e testimonianze di Anna Maria e Danilo Zanzucchi.
Il sentimento religioso dà vita ad una particolare esperienza dell'uomo di natura spirituale basata sulla fede o sulla comune credenza in un determinato patrimonio di valori dogmatici e dottrinali. Al di là delle sue specifiche estrinsecazioni personali, che possono assumere forma individuale o collettiva, la religiosità umana esprime una speciale "percezione" dell'Essere Supremo e delle realtà soprannaturali, e si proietta in maniera "pluridimensionale" sull'intera esistenza della persona umana, permeandone con la sua "forza vitale" (potenzialmente) ogni dinamica o vicenda temporale. Prova significativa della proteiforme manifestazione e "pervasività" dello spirito religioso è offerta dall'universo giuridico, nel quale le prime ed iniziali manifestazioni formali e materiali del diritto presentavano connotazioni di natura essenzialmente religiosa, ed erano circondate da un alone di "sacralità" che conferiva loro una rituale "solennità", insieme ad una particolare "autorità". Tanto che gli originari sistemi di relazione fra Stato e istituzioni religiose si basavano propriamente - sia pure con tonalità diverse - su una caratteristica fusione o sovrapposizione fra elemento civile e momento religioso, fra norma giuridica e precetto religioso, fra autorità politiche e soggetti confessionali. Il ruolo centrale riconosciuto alla «religione» nel quadro dell'evoluzione complessiva della civiltà umana sembra essere venuto meno nel momento in cui i principi del Cristianesimo - i quali hanno definitivamente distinto, sul piano istituzionale, fra «politica» e «religione», e, dunque, fra sfera temporale e dimensione spirituale - sono giunti ad un particolare punto di maturazione storica. Tale fenomeno sembra essersi verificato esattamente quando il pensiero cristiano si è in parte riversato in alcuni singolari movimenti di pensiero, di carattere umanistico, che hanno attraversato il cuore della storia europea dal Rinascimento in poi. L'affermazione di queste correnti ideali, le quali, insieme all'apporto di altri diversi fattori, hanno sostanzialmente contribuito alla formazione del "codice genetico" della civiltà "occidentale", è stata parallelamente accompagnata dal tentativo culturale di separare l'esperienza religiosa dalla vita dell'uomo. Tuttavia, nonostante il diffuso radicamento "intellettuale" di questa tendenza laicista, l'obiettivo di emarginare lo spirito religioso dal tessuto sociale non è stato completamente raggiunto. Anzi, ad un certo punto della sua parabola evolutiva, l'orientamento culturale teso a "marginalizzare" il fenomeno religioso dal punto di vista sociale è entrato in crisi per diverse ragioni, fra le quali principalmente quella di non sono essere stato in grado di offrire all'uomo dei solidi supporti assiologici di carattere "alternativo": ossia dei consistenti "criteri ultimi" di riferimento, capaci di sostituire validamente, nella comune "ricerca di senso" della vita e del mondo, gli ideali e i valori assoluti dello spirito espressi in modo rilevante dal patrimonio di fede delle diverse credenze religiose.
El derecho canónico se concibe a menudo como el conjunto de leyes eclesiásticas y, en consecuencia, su estudio se entiende como una actividad que consiste en memorizar cánones. Se reconoce la utilidad de estas normas para establecer la necesaria disciplina eclesiástica, pero se teme que puedan reducir la libertad de los fieles, aprisionar la vida eclesial en rígidos esquemas organizativos, oponerse al dinamismo pastoral y llegar a negar la práctica de la misericordia. Al mismo tiempo, el momento actual muestra la necesidad de que la Iglesia disponga de medios para prevenir y remediar los diversos escándalos que la asolan. De este modo el derecho canónico se acepta como un mal menor. Este libro pretende ofrecer una visión distinta del derecho en la Iglesia: su estudio no versa sobre la ley eclesiástica, sino sobre lo que es justo en la Iglesia. Partiendo de este postulado, el estudio del derecho canónico se concibe como la iusti atque iniusti scientia en la Iglesia. La presente obra no pretende, por tanto, exponer las normas vigentes, sino proponer las nociones jurídicas fundamentales que permitan comprender las exigencias primarias de justicia que existen en la vida de la Iglesia. Para ello, se estudian las realidades de la Iglesia (personas, instituciones, asociaciones) bajo el aspecto de la justicia. El propósito de este libro es introducir al estudio del derecho canónico mediante la reflexión sobre la dimensión de justicia inherente a las relaciones intraeclesiales, sin pretender agotar una parte específica de la ciencia canónica. Lo justo en la Iglesia es hoy una noción clave que permite respetar a las personas y a los carismas, otorgando a cada uno de los fieles sus derechos. El texto aborda algunos temas básicos como la naturaleza del derecho en la Iglesia, su historia, las relaciones entre la Iglesia y la sociedad civil, los principios jurídicos constitucionales de la Iglesia, los derechos y deberes fundamentales de los fieles, la dimensión jurídica del fenómeno asociativo en la Iglesia, el estatuto jurídico de los ministros sagrados, los perfiles jurídicos de la vida consagrada y el gobierno justo en la Iglesia. Los autores esperan que el estudio de la dimensión de justicia inherente a la realidad eclesial ayude a comprender mejor el misterio mismo del Pueblo de Dios.
Una proposta di preghiera per avvicinarsi al Natale. A partire da una pagina di Vangelo, con racconti e riflessioni che prendono spunto dalla vita reale dei ragazzi. Mentre la Porta Santa del Giubileo sta per chiudersi, è proprio il momento in cui inizia un nuovo viaggio. A raccontare questa avventura è Angelo, un ottimo osservatore, insieme ai suoi inseparabili amici: Giacomo, allegro, vivace e molto curioso…Pietro, così testardo, ma che idee geniali sa tirare fuori! Francesca, un vulcano, piena di energia, Paola, con la testa fra le nuvole e i pensieri che toccano il cielo. Si parte dalla Porta Santa aperta da Papa Francesco nel Carcere di Rebibbia a Roma, per arrivare in nove giorni, fino al Duomo di Milano, dove arriveranno proprio la notte di Natale! Metti tutto l’occorrente nello zaino e porta Gesù con te, per tutto il mondo! Primo giorno: Roma, Carcere di Rebibbia. Nello zaino… libertà Secondo giorno: Orvieto, Monastero di San Bernardino. Nello zaino… fedeltà Terzo giorno: Assisi. Nello zaino… bontà Quarto giorno: Loreto, Santa Casa di Nàzaret. Nello zaino… gioia Quinto giorno: In treno. Nello zaino… speranza Sesto giorno: Ravenna, Casa delle culture. Nello zaino… amore Settimo giorno: Parma, Mensa della Fraternità di Caritas. Nello zaino… gentilezza Ottavo giorno: Milano, basilica di Sant’Eustorgio. Nello zaino… fede Nono giorno Milano, Duomo. Nello zaino… pace per il mondo. Età di lettura: da 6 anni.
Dilexi Te è la prima esortazione apostolica di Papa Leone XIV, documento incentrato sull’amore verso i poveri, in continuità con l’enciclica Dilexit Nos di Papa Francesco. Un testo rivolto a tutti i cristiani. «Avendo ricevuto come in eredità questo progetto, sono felice di farlo mio - aggiungendo alcune riflessioni - e di proporlo ancora all’inizio del mio pontificato, condividendo il desiderio dell’amato Predecessore che tutti i cristiani possano percepire il forte nesso che esiste tra l’amore di Cristo e la sua chiamata a farci vicini ai poveri». «L’amore per i poveri è un elemento essenziale della storia di Dio con noi e, dal cuore stesso della Chiesa, prorompe come un continuo appello ai cuori dei credenti». Un’edizione speciale che si avvale della Guida alla lettura di Mons. Vincenzo Paglia.
Cosa accadde nella notte in cui Gesù consumò l’ultima cena con i discepoli? Spezzare il pane e versare il vino, il dono del corpo e del sangue di Gesù sono i due gesti più crari e solenni per tutti i credenti. In un vero e proprio dossier Ermenegildo Manicardi rintraccia in cinque testi - gli elementi che possono contribuire a una più attendibile ipotesi storica sui doni che Gesù ha voluto fare nell’imminenza della sua morte.
Nella grande varietà di argomenti propria delle lettere che furono scritte dal Vescovo di Ginevra tra il settembre 1610 e il maggio 1615, raccolte in questo terzo volume, si ritrovano «gli insegnamenti teologici e i consigli spirituali, ma pure i suggerimenti per ben organizzare l’incipiente istituto della Visitazione [fondata proprio nel 1610] e per strutturarne la governance, le osservazioni per precisarne la regola, la richiesta di aiuti per dar adito a nuove presenze religiose in diocesi e nel più vasto ducato sabaudo…, le considerazioni di tipo politico e il confronto con i notabili locali e con i governanti di mezza Europa (il duca Carlo Emanuele I di Savoia, la madre del re di Francia Maria de’ Medici, il re Luigi XIII, l’imperatore di Germania Mattia), oltre che col papa e con i cardinali della curia romana, o con le più eminenti personalità spirituali di quel tempo (basti pensare a Pierre de Bérulle)… In queste lettere la luce del Vangelo, pur venendo dall’alto, non resta esterna alla storia e al mondo, ma illumina il corso storico degli avvenimenti e il mondo dal loro interno, rendendoli così attendibilmente decifrabili e - soprattutto - rendendone realisticamente possibile il riorientamento in senso cristiano» (citazioni dall’Introduzione di Massimo Naro).
Cosa rende grande un personaggio e lo offre alla memoria eterna? Federico II fu l'«ultimo imperadore delli Romani», secondo Dante, per l'altissima consapevolezza del proprio ruolo di guida dell'umanità. Questo profilo critico ne misura la statura attraverso gli eventi in cui anche il mito si fa storia. Costruendo uno Stato, Federico assecondò rivoluzionari cambiamenti dell'epoca, in un sistema in cui tutto converge: diritto, politica, edilizia pubblica, nuove idee di nobiltà, scienza, poesia.
Chi è davvero Gesù Cristo così come emerge dall’Evangelo di Maria Valtorta? È una figura edulcorata, fantasiosa, distante dalla concretezza dell’uomo e dalla verità della fede? Oppure l’opera valtortiana ci restituisce, con forza sorprendente, il Cristo vero Dio e vero Uomo, centro della storia e fondamento della salvezza? Per rispondere a queste domande l’Autore affronta con rigore teologico la figura di Gesù come appare negli scritti della mistica viareggina e ne analizza gesti, insegnamenti e scelte, misurandoli continuamente con la dottrina della Chiesa e con il metodo della scienza galileiana, che tanta parte ha avuto negli studi recenti sull’attendibilità dei testi. Il risultato è una lettura capace di illuminare insieme la figura di Gesù e l’intenzione profonda dell’Evangelo: condurre ogni uomo all’incontro personale con il Cristo vivo, contro ogni riduzionismo e contro ogni spiritualità vaga o sentimentale.