Questo volume offre una ricognizione approfondita sul senso della teologia secondo san Tommaso d'Aquino. Partendo dall'analisi e dal commento della prima questione della Summa Theologiae, vengono esaminati i passi in cui Tommaso si riferisce alla teologia, il rapporto di quest'ultima con la sacra dottrina e la rivelazione, le caratteristiche che la definiscono come disciplina, il senso del suo darsi e il metodo del suo configurarsi. Sebbene radicata in un contesto storico e in un orizzonte categoriale molto distante dalla contemporaneità, la complessa e affascinante riflessione di Tommaso - considerata direttamente alla luce dei suoi testi più che attraverso le interpretazioni - si rivela sorprendentemente attuale. Essa offre strumenti preziosi per comprendere la realtà della teologia, affrontando temi centrali come il rapporto tra fede e ragione, la natura speculativa e argomentativa del sapere teologico, la dimensione soprattutto esistenziale e salvifica della rivelazione, e il valore di una teologia il cui contenuto è Dio stesso, a partire da ciò che Egli ha rivelato di sé.
Nel 1688 vede la luce a Venezia una rara edizione delle Estasi maddaleniane dal titolo "La Vita e Ratti di S. Maria Maddalena de' Pazzi", oggetto della presente ricerca. Edito da un curatore anonimo, che ha accesso ai manoscritti custoditi nel monastero fiorentino di Santa Maria degli Angeli, luogo di vita della Santa, l'importante volume offre, dopo la biografia di Vincenzo Puccini del 1609, una nuovo e più ampio canone dell'esperienza mistica maddaleniana.
Il libro raccoglie alcune lettere di Cirillo, patriarca di Alessandria, indirizzate al patriarca di Costantinopoli Nestorio e ad altri personaggi. Il curatore aggiunge alcune repliche di Nestorio e commenta con competenza gli antichi testi inquadrandoli nella temperie religiosa dell'epoca, quando il rigore dottrinale e l'impeto polemico innervano i delicati rapporti fra le Chiese, fra le scuole teologiche e fra le autorità ecclesiastiche e il potere imperiale. Al centro del dibattito, una delle questioni fondamentali della fede cristiana: l'incarnazione di Cristo, un tema di estrema attualità anche oggi. Sullo fondo, il concilio di Efeso del 431 in cui questa questione fu affrontata. Nello stile della collana "Vetera sed Nova-, il volume propone una selezioni di brani in una traduzione moderna e curata: parole di grande forza, capaci ancora oggi di scuotere il lettore.
Ripensare un autore come Bonaventura vissuto 800 anni fa non significa soltanto ricostruire dal punto di vista storico-critico le fonti del suo pensiero o le modalità storiche del suo articolarsi in rapporto ai suoi contemporanei medievali, ma renderlo vivente anche per i pensatori contemporanei, perché il pensiero di Bonaventura diventa attuale se lo si mette in relazione con le questioni più urgenti della filosofia contemporanea. In questo volume Emmanuel Falque interroga il Breviloquium di Bonaventura con gli strumenti della fenomenologia husserliana, nella consapevolezza che nel modo francescano di dire Dio egli offra l'opportunità di parlare di Dio senza ridurlo a un oggetto di pensiero, alla causa sui aristotelica che fonda l'intera realtà. La relazionalità originaria di Dio è è considerata dal Falque come il presupposto di un oltrepassamento della metafisica, in cui Dio non sia più soltanto un "oggetto" del pensiero ma diventi la fontalità originaria dell'essere. Chiaro appare dunque il legame del pensiero del Falque con l'interpretazione heideggeriana della metafisica occidentale come onto-teo-logia, ben evidenziato dal curatore dell'opera, Pierfrancesco Stagi, nella sua introduzione.
Quando Teresa compie la sua offerta lo fa con poche parole, durante la Messa del 9 giugno 1895, festa della SS. Trinità.
Ma fin da subito ella prevede la diffusione dell'Atto di offerta, comunicandolo prima di tutto alla sorella Celina. Per questo fu necessario per lei redigere un testo scritto, che potesse anche essere sottoposto all'autorizzazione de superiori.
In questo libro, suor Antonella Piccirilli fa commentare l'atto di offerta e di consegna della sua vita all'Amore soprattutto da Teresa stessa, attraverso altri suoi brani, che ci rivelano il cammino che la conduce all' offerta di sé e ampliano o confermano ogni parte del suo atto di Offerta come Vittima di Olocausto all'Amore Misericordioso del buon Dio.
La prima parte del libro è dedicata a come Teresa intende e vive la preghiera.
La seconda parte commenta in dettaglio l'Offerta all'Amore Misericordioso.
Questi Sermoni sono l'unica testimonianza scritta dell'insegnamento del predicatore francescano. Studioso del Nuovo Testamento e dei Padri, Jean Vitrier (1456-1516) propone un rinnovamento spirituale dell'individuo che trova realizzazione in una vita comunitaria ispirata al modello evangelico. Profondo ed erudito, Vitrier ha ereditato i principi spirituali dell'Osservanza francescana, sviluppandoli in dialogo con le riflessioni nell'ambito dell'Umanesimo cristiano. Questi otto sermoni seguono il ciclo liturgico della Pasqua e permettono di cogliere appieno il cuore del suo pensiero spirituale. Per la forza del suo carisma spirituale, Vitrier è stato ricordato particolarmente nella Lettera 1211 di Erasmo, definita anche Vita di Jean Vitrier e qui riportata in appendice.
Apparecchio alla morte, un classico della spiritualità, non è un libro sulla fine, ma un manuale per vivere pienamente!
Tra i movimenti filosofico-religiosi che caratterizzarono la civiltà greco-latina dell'età imperiale, e quindi il Medioevo e il Rinascimento occidentali, una particolare attenzione ricevette un complesso di dottrine risalenti al II - III secolo d.C. e contenenti l'insegnamento di un sapiente egiziano, che aveva il nome di Ermete Trismegisto. Si trattava di una filosofia religiosa originata nell'Egitto del III-I secolo a.C, che conservava elementi della tradizione religiosa egiziana più antica, e ben presto tradotta in greco. Inizialmente non oggetto di particolare attenzione da parte della cultura pagana, invece questi testi anonimi furono accolti dal cristianesimo nella sua diffusione nel mondo antico: l'insegnamento di Ermete fu considerato come una conferma della rivelazione di Cristo, e successivamente, la rivelazione (segreta) di Ermete Trismegisto fu considerata non più una conferma, ma un antichissimo preannuncio di quella cristiana, dando origine ad una proliferazione di testi ermetici 'tecnici' (cioè magici, astrologici, alchemici etc.) e testi 'filosofici' che furono a lui attribuiti. È questa una storia dell'ermetismo come filosofia religiosa che fece parte a buon diritto della cultura occidentale almeno fino al sedicesimo secolo, allorquando cominciarono a sorgere alcune voci di scetticismo nei confronti della genuinità egiziana, che non spensero del tutto l'aura di esotica religiosità e l'ansia di riscoperta del mondo antico propri del Medio Evo e del Rinascimento.
La ricerca svolta da Luke Johnson mira a illustrare come la tradizione secolare della polemica cristiana antipagana, che relega nel demoniaco le pratiche religiose dei propri vicini, non sortisce altro effetto che mettere in ombra lo stato effettivo delle cose non solo nelle diverse religioni, ma nel cristianesimo stesso. In quest'ultimo i modi d'essere religiosi in passato e oggi sono nella sostanza i medesimi di quelli che s'incontrano nella prima «religione universale» con cui i cristiani entrarono in contatto ed ebbero a confrontarsi: il paganesimo dell'impero romano, con il quale condivisero sensibilità, usanze, istituzioni e anche linguaggio. Il secondo volume dell'opera - dedicato al secondo e terzo secolo - si chiude con ricchi indici (delle fonti, degli autori moderni e analitico).
In occasione del diciassettesimo centenario del Concilio di Nicea del 325, il volume esplora il Simbolo niceno e la sua eredità secondo due direzioni principali: la prima riguarda gli aspetti liturgici e catechetici del Simbolo nei commenti latini dei Padri della Chiesa tra IV e V secolo; la seconda è incentrata sulla ricezione moderna del Simbolo, con un'attenzione particolare nei confronti del ruolo svolto dai gesuiti nella diffusione del Credo e degli altri simboli di fede (apostolico tra tutti), nei secoli XVI-XIX, in alcuni contesti extra-europei in cui si svolse la catechesi missionaria dei gesuiti. La specificità di questo tema di ricerca e delle discipline coinvolte ha consentito di massimizzare i vantaggi della multidisciplinarietà, esibendo una profonda sinergia tra i diversi contributi offerti nel volume e consentendo di comprendere come la formula del Credo sia stata modellata in diversi contesti e di come, a sua volta, essa stessa abbia plasmato quei contesti.
In questo volume padre Tito Paolo Zecca, profondo conoscitore di santa Gemma Galgani, ricostruisce in modo documentato e ricco la storia di uno scontro, durato anni, tra santa Gemma e il diavolo. Chiappino - così Gemma chiamava il diavolo in modo pittoresco, beffardo e spregiativo - si è manifestato a lei in più forme e in più modi, per una guerra senza tregua, durata fino alla fine della vita della giovane, senza soluzione di continuità, senza esclusione di colpi e giungendo a compiere gesti e azioni clamorose, come tentare di bruciare i suoi scritti. Lei ha lottato a viso aperto, forte dell'amore di Cristo che vince ogni tenebra! La storia di Gemma e della sua lotta è importante anche per il nostro presente, perché il diavolo continua ad agire anche oggi: fa di tutto per ingannare, dividere e portare il male, come L'Autore chiarisce nella strana intervista che chiude il volume.
Giovanni da Capestrano dedicò la sua esperienza religiosa al progetto di restaurare il "regimen christianorum" a partire dal ristretto territorio degli Abruzzi, che nel '400 era situato ai confini settentrionali del Regno di Napoli, fino ai confini più lontani dell'Europa centrale. Per realizzare tale progetto Giovanni da Capestrano pose al servizio della monarchia pontificia la sua incessante attività di predicatore e scrittore e soprattutto la sua straordinaria formazione giuridica frutto della frequentazione dello Studio perugino sotto la guida del maestro Pietro degli Ubaldi. (dall'introduzione di Andrea Bartocci)
Il libro raccoglie i contributi di Marco Bartoli, Roberto Lambertini, Luca Loschiavo, Jadranka Neralic, Letizia Pellegrini, Diego Guaglioni, Filippo Sedda e del curatore Andrea Bartocci presentati in occasione della Giornata internazionale di Studio tenutasi a Teramo il 17 Aprile 2013