Nel 2020 il mondo è stato scosso da una pandemia che ha trovato tutti impreparati. In termini di letalità, la componente anziana della popolazione è stata la più colpita, ma l'impatto sociale ed economico ha investito in particolare quella più giovane. Le conseguenze rischiano di essere particolarmente gravi nel nostro paese. Come documentato nelle edizioni precedenti del Rapporto Giovani, l'Italia presentava già preoccupanti fragilità e diseguaglianze nei percorsi formativi, professionali e di vita delle nuove generazioni. Ma ricadute rilevanti si hanno anche sulla dimensione del disagio sociale, della salute mentale, dell'insicurezza nei confronti del futuro. Le nuove generazioni mostrano tuttavia una grande capacità di resilienza, che trova riscontro nell'atteggiamento personale e nella partecipazione sociale, ma anche in un possibile protagonismo favorito da Next Generation Eu. Come hanno vissuto il 2020 i giovani italiani? Com'è cambiata la frequenza in classe e nei corsi universitari? Quale impatto sulle scelte formative? Quali conseguenze sulle prospettive occupazionali e sulle modalità di lavoro? Cosa ne è stato e ne sarà dei loro progetti di vita? Come hanno reimpostato il loro modo di leggere la realtà e quali spazi di reazione e azione positiva individuale e collettiva intravedono? Quali diseguaglianze rischiano di inasprirsi? Obiettivo del volume è contribuire a capire come cambiano condizioni oggettive e attese di fronte a un evento inatteso e di grande portata che proietta tutti in un mondo diverso. Nella consapevolezza che proprio le nuove generazioni hanno maggiormente da perdere, ma anche da guadagnare nel nuovo scenario, tutto ancora da costruire, del post pandemia.
Nell’Antico Testamento, l’alleanza di Dio con Mosè del libro del Deuteronomio diventa fatto identitario per Israele.
Nel Nuovo Testamento siamo di fronte a una «nuova alleanza», per secoli interpretata come il superamento di quella con il popolo originariamente eletto, secondo una logica sostituzionista, e solo di recente reinterpretata, grazie al concilio Vaticano II, in continuità con l’alleanza stabilita da Dio con Israele.
La sezione della rivista dedicata alla “Vita della Chiesa” interpreta l’alleanza come alleanza con il creato.
La natura e l'umano. Quale rapporto? a cura di Ennio De Bellis Presentazione di Francesco Totaro, La natura e l'umano: quale rapporto? Introduzione di Ennio De Bellis Parte prima Carlo Cirotto, L'editing genetico e l'idea di natura umana in biologia Adriano Fabris, L'orizzonte umano nell'epoca della rivoluzione digitale Paolo Gamberini, Natura oltre l'antropocentrismo Barbara Henry, Postumanesimo, transumanesimo, umanesimo digitale. Le ragioni di una necessaria chiarificazione concettuale Mario Micheletti, Natura e naturalismo nella visione dell'umano: un approccio critico . Il "ritorno del soggetto" Parte seconda Sezione A Natura, cultura, persona umana, norma, ecologia integrale, teologia Giovanni Bombelli, Natura e persona. Decentramento antropologico tra istanze "neoumaniste" e proiezioni etico-politico-normative Ennio De Bellis, L'idea di natura per l'uomo. Causalità e ontologia nella riflessione fra XV e XVI secolo Giovanni Salmeri, La teologia ha bisogno di un'idea di natura? Leopoldo Sandonà, Ecologia umana e integrale. Possibili intrecci con alcune figure della contemporaneità filosofica Marcella Serafini, L'umano come natura e trascendenza. Il rapporto uomo-natura alla luce di una ecologia integrale in prospettiva francescana Stefania Zanardi, Natura e uomo nella riflessione di Ralph Waldo Emerson Sezione B Umano, neuroscienze, intelligenza artificiale, filosofia della vita, critica del riduzionismo Michele Indellicato, Ripensare l'umano e le neuroscienze. Linee di una prospettiva olistica Markus Krienke, Individuum est ineffabile. Perché la "singolarità" resterà un'utopia Andrea Lavazza, Le neuroscienze e la "vera" natura dell'umano Flavia Silli, L'attualità dell'anti-riduzionismo bergsoniano nella tematizzazione del rapporto uomo-natura Daniela Verducci, La natura umana nella fenomenologia della vita di A.-T. Tymieniecka. Oltre la filosofia dell'essere Sezione C Tecnica, agire umano, polisemia e dinamismo della natura, etica Francesco Botturi, Tecnica, natura e desiderio Calogero Caltagirone, L'azione come "tra-termine" della relazione natura e persona Angelo Marchesi, L'umano di fronte alla "natura" Donatella Pagliacci, L'essere naturalmente artificiale. Il contributo dell'antropologia filosofica Mario Pangallo, La natura dell'uomo tra permanenza ontologica e contingenza storico-esistenziale Sezione D Relazione, intenzionalità metafisica, umanesimo del limite, paideia Giuseppe Bonvegna, La natura umana nell'era della seconda globalizzazione. L'autobiografia di Robert Spaemann Giuseppe Goisis, Padroni e possessori della natura? Mino Ianne, "Calcolare" e "ricercare". Nuances multifocali della personalità umana in Archita da Taranto Umberto Regina, Per un umanesimo esistenziale. Leopardi Damiano Simoncelli, Natura è relazione. Sul concetto di natura umana in Tommaso d'Aquino Sezione E Politica, eguaglianza, autonomia, critica del dominio Matteo Negro, Natura, eguaglianza e diseguaglianze Silvia Pierosara, L'idea di natura umana attraverso la lente dell'autonomia Cristina Rossitto, Il carattere dinamico della natura umana nella Politica di Aristotele Giovanni Turco, Prassi, natura e società. L'impostazione di Richard Rorty Simona Langella, Fra parate e colpi di fuetto. Vitoria e la teoria aristotelica della schiavità naturale
Introduzione
Editoriale
La nuova traduzione del Messale tra ironia e parodia (pag. 2)
Manuel Belli
Spigolature
Uno sguardo alla realtà… con un sorriso (pag. 5)
Studi
«Basta il libro!» (pag. 7)
Paolo Tomatis
Purché sia «valido»! (pag. 12)
Andrea Grillo
«Si fa quel che c’è scritto!». Equilibrio tra rubriche e «ars celebrandi» (pag. 17)
Valeria Trapani
«L’importante è leggere!» (pag. 22)
Domenico Messina
«Basta un tavolo e un leggìo!» (pag. 27)
Alberto Giardina
«Signore e Signori...» (pag. 32)
Pierangelo Chiaramello
«Faccio io, no tu no!» Straordinari ministeri per fare insieme eucaristia (pag. 37)
Serena Noceti
«Adesso vi spiego tutto» (pag. 44)
Vittorio Gatti, Gian Paolo Orsini
«Con questo Messale non si prega più!» (pag. 49)
Matteo Ferrari
Formazione
Ritualità della casa, ritualità della famiglia
1. Famiglia e chiesa (pag. 54)
Anna Morena Baldacci, Michele Roselli
L’espandersi disinteressato della vita
1. Camminare (pag. 61)
Giuliva Di Berardino
Corpo, spazio, rito
1. Abitare (pag. 67)
Luca Palazzi, Federico Manicardi
Asterischi
Messe e orazioni per varie necessità (pag. 73)
Silvano Sirboni
Inserto on line
Preghiere dei fedeli per il Tempo Pasquale
Riccardo Barile
Video Presentazione
Questa nuova edizione, aggiornata con tutte le ultime novità normative ed in particolare con le nuove norme in materia riordino della disciplina della difesa d'ufficio, è accompagnata da un ampio apparato di annotazioni e si conferma quale fondamentale strumento pratico per lo studio e il lavoro degli operatori del settore. La vasta selezione delle norme complementari comprende materie fra le quali: Amnistia e indulto; Equa riparazione; Giusto processo; Minorenni; Misure di prevenzione e antimafia; Patrocinio a spese dello Stato; Responsabilità amministrativa delle persone giuridiche; Violazioni finanziarie.
Limes, rivista italiana di geopolitica, diretta da Lucio Caracciolo, è stata da lui fondata nel 1993 e si è ormai affermata come uno dei più influenti e autorevoli luoghi di riflessione geopolitica in Europa. La data di fondazione è già in sé significativa: Limes nasce subito dopo il crollo del Muro di Berlino e dell'Unione Sovietica, in una fase di straordinari cambiamenti geopolitici in Europa e nel mondo. A differenza di altre riviste di geopolitica, Limes si basa sull'incrocio di competenze e approcci molto diversi. Ad essa collaborano infatti studiosi (storici, geografi, sociologi, politologi, giuristi, antropologi eccetera) ma anche decisori (politici, diplomatici, militari, imprenditori, manager eccetera), in uno scambio aperto di opinioni e in una feconda contaminazione di approcci. Salvo le opinioni apertamente razziste, in quanto tali avverse a un dibattito aperto e paritario, tutte le idee politiche e geopolitiche hanno pieno accesso alla rivista. Essa si fonda infatti sul confronto contrastivo di rappresentazioni e progetti geopolitici diversi o anche opposti. L'essenziale è che essi siano riconducibili a conflitti di potere nello spazio (terrestre, marittimo, aereo), e che siano quindi cartografabili. L'uso di cartine geopolitiche è quindi essenziale per sviluppare il confronto, e su Limes infatti la cartografia abbonda, senza peraltro nessun ammiccamento al determinismo geografico di moda nella geografia politica ottocentesca o anche in alcune scuole geopolitiche novecentesche. Esistono anche riviste sorelle in inglese (Heartland, Eurasian Review of Geopolitics) e in serbo croato (Limesplus).
Per non dimenticare e per non far dimenticare, Edith Bruck, a sessant'anni dal suo primo libro, sorvola sulle ali della memoria eterna i propri passi, scalza e felice con poco come durante l'infanzia, con zoccoli di legno per le quattro stagioni, sul suolo della Polonia di Auschwitz e nella Germania seminata di campi di concentramento. Miracolosamente sopravvissuta con il sostegno della sorella più grande Judit, ricomincia l'odissea. Il tentativo di vivere, ma dove, come, con chi? Dietro di sé vite bruciate, comprese quelle dei genitori, davanti a sé macerie reali ed emotive. Il mondo le appare estraneo, l'accoglienza e l'ascolto pari a zero, e decide di fuggire verso un altrove. Che fare con la propria salvezza? Bruck racconta la sensazione di estraneità rispetto ai suoi stessi familiari che non hanno fatto esperienza del lager, il tentativo di insediarsi in Israele e lì di inventarsi una vita tutta nuova, le fughe, le tournée in giro per l'Europa al seguito di un corpo di ballo composto di esuli, l'approdo in Italia e la direzione di un centro estetico frequentato dalla "Roma bene" degli anni Cinquanta, infine l'incontro fondamentale con il compagno di una vita, il poeta e regista Nelo Risi, un sodalizio artistico e sentimentale che durerà oltre sessant'anni. Fino a giungere all'oggi, a una serie di riflessioni preziosissime sui pericoli dell'attuale ondata xenofoba, e a una spiazzante lettera finale a Dio, in cui Bruck mostra senza reticenze i suoi dubbi, le sue speranze e il suo desiderio ancora intatto di tramandare alle generazioni future un capitolo di storia del Novecento da raccontare ancora e ancora.
Il Rapporto 2021 di italiadecide prosegue la riflessione avviata nel 2019 e dedicata alla fiducia reciproca tra pubblico e privato. Le relazioni di leale collaborazione tra operatori economici, organizzazioni e istituzioni sono la leva strategica per lo sviluppo del Paese. Opportunità e criticità di questa relazione sono qui analizzate in funzione della transizione ambientale. Questo processo, da un lato promette nuovi equilibri e nuove opportunità di crescita e di benessere, dall'altro lato comporta crescenti incertezze e timori per il futuro, conflitti di valori e di interessi, rischi di aggravare le disuguaglianze esistenti e di crearne di nuove. Per avviare concretamente e in tempi misurabili il Green New Deal è pertanto necessario riaffermare il dialogo e il reciproco riconoscimento tra società e istituzioni, per costruire una visione comune fondata sulla consapevolezza di una responsabilità diffusa. Alla base di questo processo c'è il rafforzamento della fiducia nella democrazia, indispensabile per costruire una cittadinanza sociale sostenibile.
A quante parti di noi siamo disposti a rinunciare per continuare a essere noi stessi? E soprattutto: dove abbiamo lasciato ciò che non ci siamo portati dietro? Quali case custodiscono in segreto o tengono in ostaggio i pezzi mancanti di noi? Per raccontare la vita di un uomo, l'unica possibilità è setacciare le sue case, cercare gli indizi di quel piccolo inevitabile crimine che è dire "io" sapendo che dietro c'è sempre qualche menzogna. Il libro delle case è la storia di un uomo - "che per convenzione chiameremo Io" -, le amicizie, il matrimonio nel suo riparo e nelle sue ferite, la scoperta del sesso e della poesia, il distacco da una famiglia esperta in autodistruzione, e la liberazione dal mobilio che per vent'anni si è trascinato dietro a ogni trasloco. Le case di Io sono tante. La prima è la Casa del sottosuolo a Roma, è sotto il livello della strada ma vi si sente ogni giorno il cannone che dal Gianicolo spara a salve contro la città. È lì che Io muove i primi passi a fine anni settanta, lì che si spartisce lo spazio con il resto della sua famiglia, lì che si rovesciano, dalla tv, le immagini di Aldo Moro sequestrato, del corpo di Pasolini rinvenuto all'Idroscalo. La storia di Io salta di casa in casa, su e giù per gli anni, tessere ciascuna di un puzzle che si costruisce tra l'ultimo quarto del millennio e il primo degli anni zero: è giovane amante di una donna sposata in una casa di provincia, infante che insegue una tartaruga a quattro zampe; è marito in una casa borghese di Torino, e bohémien in una mansarda parigina; adolescente preso a pugni dal padre in una casa di vacanza, e giovane universitario buttato sopra un materasso; e poi semplicemente un uomo, che si tira dietro la porta di una casa vuota. In questo romanzo costruito come una partita di Cluedo o un poliziesco esistenziale, Andrea Bajani scrive una prosa che si leva in poesia, sa di cielo e di angeli ma anche di terra e bruciato. È un viaggio, Il libro delle case, attraverso i cambiamenti degli ultimi cinquant'anni, nelle sue architetture reali così come in quelle interiori, i luoghi da cui veniamo e quelli in cui stiamo vivendo, le palazzine di periferia degli anni sessanta, lo sparo che cambia il corso della storia, e il bacio rubato dietro una tenda.