Il volume raccoglie due testi inediti di don Tonino Bello pronunciati in occasione di una visita in Etiopia a consacrate missionarie. Il tema qui sotteso è quello del paradosso di un Amore che ci attende e ci precede,argomento che troviamo articolato nella figura di Zaccheo (Lc 19,1-10),in quella di Maria alle Nozze di Cana (Gv 2,1-11). È un Dio che anticipa, che vede e ci attende là dove ancora non siamo, questo dipinto da don Tonino nelle presenti pagine. E illuminati da quello stesso amore sono anche gli occhi di Maria,donna dell’attesa per eccellenza,che qui si fa anticipatrice di un mondo nuovo,della Nuova Alleanza. “È Maria colei che percepisce il dissolversi del mondo antico e,anticipando l’ora di Gesù,introduce sul banchetto della storia non solo i boccali della festa,ma anche i primi fermenti della novità. Festa e novità irrompono su espresso richiamo di lei!”
AUTORE Antonio Bello(per tutti, affettuosamente, don Tonino, 1935-1993) è stato vescovo di Molfetta dal 1982 e presidente nazionale di «Pax Christi» dal 1985. Pastore affettuoso e attento,radicale fu il suo impegno per la pace, la giustizia e la solidarietà.Ispirata la sua opera di commentatore delle Scritture e maestro spirituale.Tra le più recenti pubblicazioni: Cirenei della gioia (Cinisello Balsamo 20004); Maria, donna dei nostri giorni (Cinisello Balsamo 200114) e Servi inutili a tempo pieno(Cinisello Balsamo 2003).Insieme a Giuliana Martirani ha pubblicato con Paoline Editoriale Libri Fotografie dal futuro. Le Beatitudini come stile di vita(20052)
Questo libretto spillato,attraverso l’immagine e la parola poetica,intende aprire un varco privilegiato alla bellezza,che si propone qui come «legge di vita». L’intento è quello di condurre il lettore a stupirsi della quotidianità, della semplicità,delle piccole cose. «Andiamo di fretta»,dice l’autrice,«spesso stressati e bombardati da messaggi legati alle urgenze di enormi interessi economici, la cui legge è quella di incentivare l’accumulo dei beni di consumo.Ciò che su questa strada perdiamo è la gioia di vivere l’attimo,il quotidiano,il creato con le sue ricchezze». Il libretto è un invito a «coltivare» la consapevolezza, ad aprirci alla gioia e alla vita,da cui può sgorgare la lode al Creatore.Questo è semplicemente vivere! Questo è diventare capaci di stupore. “È nella bellezza che il mondo sarà salvato,ma salverà il mondo quella bellezza che si concretizzerà come spazio e manifestazione dell’Invisibile e come ricostruzione della verità dell’uomo”. (Pavel Evdokimov)
AUTRICE Maria Pia Giudici, suora salesiana, è nata aViggiù (VA) il 30 settembre 1922.Ha insegnatolettere e si è interessata dei problemi educati-vi circa i mass media. Da molti anni vive a S.Biagio, uno dei primi dodici piccoli monasteridell’Occidente. Con altre consorelle si dedicaall’approfondimento orante della Parola, acco-gliendo chi vuole aprirsi a questa esperienzanello Spirito.Ha unito a queste attività quella dipubblicista collaborando a diverse riviste escrivendo diversi libri, di cui ricordiamo Angeli(Roma 1984),tradotto in diverse lingue. Con Paoline ha pubblicato Il viaggio irrinunciabi-le. Lectio divina sul passaggio dalla dispersioneall’essenzialità(2007).
Edizione italiana a cura di Flavio Dalla Vecchia
Uno strumento fondamentale per lo studio delle origini cristiane. L’Autore analizza il Nuovo Testamento per svelare le strategie messe in atto onde illustrare il mistero di Cristo sfuggendo al pensiero gnostico. E fa luce su alcuni aspetti del pensiero di Paolo e Giovanni che, in qualche misura, hanno subito l’influsso del linguaggio e dell’immaginario gnostici.
Dalla quarta di copertina:
Il dibattito sul rapporto tra il Nuovo Testamento e la gnosi, intesa come movimento o come sistema concettuale, anima da tempo la ricerca sulle origini e sullo sviluppo della teologia cristiana. Dibattito reso ancor più intenso con le scoperte di Nag Hammadi che hanno permesso di accedere a testi gnostici ebraici e cristiani.
Con un contributo documentato e ampio, il lavoro di Schmithals – qui presentato in edizione italiana, che aggiorna quella tedesca – aiuta a definire i termini del problema, le sue radici storiche e soprattutto illumina circa i risultati della ricerca contemporanea.
Il lettore è invitato a percorrere il Nuovo Testamento scoprendo le strategie messe in atto dai suoi autori per illustrare il mistero di Cristo. Pur dimostrando che il Nuovo Testamento non include alcuno scritto gnostico, Schmithals riesce in modo convincente a scoprire tra gli avversari di Paolo esponenti di tale dottrina allo stato nascente, facendo luce inoltre su aspetti del pensiero paolino e giovanneo che, in misura maggiore o minore, hanno subito l’influsso del linguaggio e dell’immaginario gnostici.
Uno strumento fondamentale per lo studio delle origini cristiane.
Un’incisiva riflessione sulla sfida della vita spirituale, in particolare sulla chiamata a imitare l’esempio di Cristo nello svuotamento-abbassamento della sua condizione divina. Per introdurre il lettore a un simile percorso, Nouwen passa in rassegna quelle che chiama “discipline della formazione spirituale” e si sofferma in particolare su Chiesa, parola di Dio e impulsi del cuore.
Dalla quarta di copertina:
In questo breve libro Henri Nouwen presenta un’incisiva riflessione sulla sfida della vita spirituale, in particolare sulla chiamata a imitare l’esempio della “via dell’abbassamento” di Cristo. Questa vocazione è duramente contestata dalla costante esaltazione della “via dell’ascesa”, che riporta alla mente le tentazioni affrontate da Gesù nel deserto: essere “potenti, importanti, spettacolari”. Per prepararci a questo percorso Nouwen descrive le “discipline della formazione spirituale”, rappresentate dalla Chiesa, dalla parola di Dio e dagli impulsi del nostro cuore.
«La prima volta che mi sono imbattuto nell’espressione di Henri Nouwen “la via dell’abbassamento”, mi ha colpito come un’espressione radicale, paradossale e profondamente vera. Il suo richiamo al messaggio di Gesù va contro quasi ogni aspetto della vita moderna, ma ignorarlo ha portato alla maggior parte dei problemi urgenti che oggi dobbiamo affrontare: il riscaldamento globale, la povertà e un profondo senso di alienazione. Forse non è troppo tardi per cambiare, e Henri Nouwen ce ne ha indicato la via» (Philip Yancey).
Un grande biblista esplora le origini del cristianesimo per attingere impulsi utili a noi oggi. Perché la Chiesa? Chi vi appartiene? Come può mettersi a servizio di Dio e degli uomini? La Chiesa ha un futuro? L’autore non pretende di dare risposte risolutive; intende piuttosto aiutare a capire meglio quel messaggio gioioso di cui la Chiesa vive.
Dalla quarta di copertina:
Perché esiste una Chiesa? E chi vi appartiene? E come questa Chiesa può mettersi a servizio di Dio e degli uomini? Ed ha un futuro?
Molte risposte, molte aspettative ed esperienze, tante speranze e tante delusioni. È inevitabile un ripensamento sulla base delle origini neotestamentarie: un ritorno a Gesù di Nazaret, al modo di credere dei primi cristiani.
Thomas Söding illustra importanti approcci partendo dagli scritti del Nuovo Testamento: non per fornire ricette idonee a risolvere i problemi che oggi ci angustiano, ma per far capire meglio quel messaggio gioioso di cui la Chiesa vive.
Un grande biblista esplora le origini del cristianesimo per attingere impulsi per il presente.
«Se non si respira con la lunga tradizione della Chiesa e non ci si lascia sollecitare dallo spirito genuino degli inizi, non si sarà in grado di stabilire una diagnosi veritiera, né una terapia efficace a curare i mali che affliggono i cristiani di oggi in crisi di identità» (Th. Söding).
«Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico…»: è una storia di compassione quella raccontata da Gesù. Yves Saoût si impegna a rileggerla: svolge una ricerca appassionata sul testo evangelico e sulla straordinaria posterità della parabola nella nostra cultura, dai Padri della Chiesa fino agli autori moderni. E ieri come oggi la figura del buon Samaritano torna a incarnare il supremo mistero dell’amore disinteressato.
Dalla quarta di copertina:
«Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico…»: sembra il racconto di un fatto di cronaca, una storia di indifferenza e di vigliaccheria. In due passano vicino a un uomo incappato nei briganti e rimasto ferito, ma non si fermano a soccorrerlo. È però una storia di compassione quella che Gesù racconta: ne è il protagonista un Samaritano che ha pietà di quel malcapitato e gli viene in aiuto. Paradossale, perché al tempo di Gesù i Samaritani erano considerati nemici, emarginati come dei paria.
Yves Saoût si impegna a rileggere questa storia nel contesto dei vangeli. Svolge una ricerca appassionata sulla straordinaria posterità della parabola nella nostra cultura, dai Padri della chiesa fino ad autori moderni di letteratura poliziesca; passa a esaminare persino l’azione umanitaria contemporanea su scala internazionale.
La parabola della banalità della violenza risuona dappertutto nel nostro mondo. Ma la figura del buon Samaritano rimane un mistero attivo: quello dell’amore disinteressato.
Lo scopo di questa lettura del libro di Giobbe è quello di capire e "riscattare" tutte le posizioni dei personaggi in gioco, compresa quella degli amici teologi, per evitare che alla oleografia del Giobbe paziente (e soltanto paziente), prevalente nella tradizione spirituale, si sostituisca quella del Giobbe contestatore (e soltanto contestatore), cara a tanti interpreti del Novecento.
Posta sotto i riflettori dell'intelligenza e della critica, la pratica religiosa deve inesorabilmente manifestarsi come modesto vettore di socializzazione, con vaghe opportunità consolatorie, incline però alle radicalizzazioni del fanatismo superstizioso e del dogmatismo intollerante? Se la nostra coscienza si lasciasse pazientemente sorprendere dalle congiunture più straordinarie e feriali del vivere - nelle quali l'uomo nasce e muore, genera e lavora, crea e fallisce, ama e soffre - forse scoprirebbe la singolare custodia che la religione offre alla libertà. Proprio in quelle congiunture la libertà cerca le ragioni della propria speranza e le riceve in dono dai suoi legami: da quelli che l'assicurano al senso della vita a Quello che la rassicura della preziosità di sé, accendendo gli indizi di una sua provenienza e di un suo destino non di questo mondo.
Un volume che mette al centro la famiglia come crocevia necessario e privilegiato della vita della Chiesa e della società. Gli autori portano il contributo della loro competenza (biblica-teologica, educativa e pastorale) o della loro esperienza personale.
Due specialisti, di C.S. Lewis e di letteratura inglese, prendono per mano il lettore per guidarlo nel mondo fantastico e ricco di significati del secondo episodio de "Le Cronache di Narnia, II principe Caspian". La guida illumina i personaggi, i risvolti di senso che Lewis ha previsto per essi, e ricostruisce la stesura di questo capolavoro della letteratura fantastica. I lettori che hanno familiarità con gli scritti di Lewis si troveranno anche a riflettere sulle implicazioni morali e spirituali delle vicende dei quattro protagonisti dell'avventura.
Se oggi si parla di crisi del modello culturale occidentale, le radici di questa crisi vanno rintracciate nella storia delle idee degli ultimi due secoli. È in particolare nel periodo tra la prima e la seconda guerra mondiale che si assiste a una chiara presa di coscienza di questa crisi. Come sosteneva lo storico inglese Arnold Toynbee, una cultura decadente e in crisi può ancora avere un futuro grazie all'opera di minoranze creative e personalità eccezionali. L'autore vede proprio in quei pensatori cristiani tra le due guerre, oggetto del presente studio, quella minoranza creativa e quelle personalità eccezionali che, avendo coscienza della crisi, si adoperarono a trovare possibili soluzioni. Si tratta ovviamente di posizioni e punti di vista assai diversi tra loro, ma tutti con il comune denominatore di individuare il superamento della crisi nell'abbandono del modello antropologico della modernità e nel recupero delle radici cristiane della cultura. Lo sforzo di questi pensatori appare oggi più che mai attuale. Il recupero delle radici cristiane dell'Europa, come ha sostenuto a più riprese anche papa Benedetto XVI, sembra sempre più l'unica via d'uscita dallo stato di apatia e di perdita di identità in cui è caduta la cultura occidentale.
Un libro illustrato, che con poche parole mette a fuoco, in modo semplice, temi complessi quali: che cosa è successo al mondo bellissimo creato da Dio? Chi deve prendersi cura del creato e delle sue creature? Lo stile è quello di un dialogo con Dio: "Mio caro Dio, io credo che l'aria dovrebbe essere pura, come tu l'avevi creata". "E Dio dice: lo credo anch'io"...