Giuseppe Lazzati si mette alla prova come giornalista commentatore de "Il Giorno", grande quotidiano nazionale, non clericale. Un ruolo per molti versi inedito e, da un certo punto di vista, azzardato per una persona che per buona parte della sua vita aveva svolto il mestiere di professore. L'ex rettore dell'Università Cattolica ci consegna una sequenza di articoli significativi su temi di grande attualità - raccolti per la prima volta in un volume - che hanno il pregio della chiarezza espositiva accompagnata da un altrettanto chiaro ordito dottrinale che orienta il lettore ben oltre la superficie degli eventi commentati, senza mai abbandonarlo nel dubbio di aver capito cosa voleva dire l'articolista.
Un prezioso cartonato che raccoglie e approfondisce la catechesi dell'Arcivescovo. Per una conoscenza profonda del sacramento del Battesimo, capace di affrontare la questione cruciale del diventare e rimanere cristiani. In più, un'appendice per la riflessione, la preghiera, l'ascolto della Parola. [...] I testi pubblicati permettono una ripresa più ampia e completa degli interventi dell'Arcivescovo in risposta alle domande sul Battesimo: da dove viene il Battesimo? Perché battezzare un figlio? Perché con il Battesimo si entra a far parte della Chiesa? Come spiegare al figlio il dono ricevuto? Come essere testimoni del proprio Battesimo? Oltre alla ricchezza della riflessione, che attinge abbondantemente alla liturgia del sacramento del Battesimo, il cardinale ha voluto indicare alcuni testi dei Padri della Chiesa e del Magistero per la meditazione personale e per la trasformazione della riflessione in preghiera [...] Questo testo è anche un invito a entrare nella trasmissione della fede da parte di tutta la comunità cristiana. L'arcivescovo Dionigi Tettamanzi spesso è ritornato nei suoi interventi a richiamare questa responsabilità di tutta la comunità cristiana.
In questo libro, l'autore individua ed espone in tutte le sue espressioni lo "spirito" animatore dell'intera opera milaniana, e lo fa da un punto di vista critico e rigoroso sul piano della ricerca scientifica. Dopo un'ambientazione storica e biografica di don Milani, vengono infatti studiate l'ispirazione ideale e la formazione spirituale, che hanno caratterizzato gli scritti e l'azione di Lorenzo Milani. Il cuore dell'indagine è dedicato all'esplorazione della dimensione spirituale del pensiero e dell'opera del priore di Barbiana, con le risorse della fenomenologia delle religioni e della ricerca teologica. L'eredità pedagogica di Lorenzo Milani, in particolare, viene colta nella dimensione sociale e religiosa, e nell'opzione per i poveri, che tanto dibattito suscitò all'epoca e provocò incomprensione e contestazioni al parroco di Barbiana. Le conclusioni mettono in evidenza quella che viene ritenuta dall'autore la migliore e più significativa eredità milaniana, ossia la secolarità e aconfessionalità della scuola, nate dalla radice della sua fede, e il "metodo collettivo" del lavoro didattico nel possedere la parola.
La carità è figlia dell’impassibilità;
l’impassibilità è il fiore della praktiké;
la praktiké, a sua volta,
poggia sull’osservanza dei comandamenti;
di questi è custode il timore di Dio,
che è un prodotto della retta fede.
La via della praktiké, la via delle virtù, è ciò che Evagrio vuole delineare in quest’opera indirizzata agli anacoreti, agli asceti che vivono soli nel deserto, ma nella quale ogni uomo riconoscerà descritte le proprie paure, le proprie ossessioni, le proprie sconfitte, ma anche le proprie aspirazioni più nobili. Attraverso un attento esame di ciò che ostacola il cammino di sequela, l’autore suggerisce un metodo per sostenere la lotta contro le potenze avversarie, le passioni, i vizi, attingendo dall’insegnamento dei padri e della Scrittura. Solo chi attraversa questa lotta quotidiana può giungere alla purificazione e raggiungere il fine a cui essa tende: la conoscenza di Dio. Di Evagrio – monaco nel deserto egiziano nel iv secolo – le nostre edizioni hanno già pubblicato Contro i pensieri malvagi. La presente opera, uno dei classici della spiritualità cristiana, è arricchita da un ampio commento di Gabriel Bunge, uno dei maggiori esperti di Evagrio, noto per i suoi saggi Akedia: il male oscuro, Vino dei draghi e pane degli angeli e Vasi di argilla.
In una Palermo preda di una interminabile crisi idrica si consuma la tragicomica epopea di una donna quasi normale, sempre sull'orlo di una crisi di nervi. Le giornate di Arianna si consumano nell'impari lotta contro motorini dell'acqua, autoclavi, recipienti di raccolta, idraulici minacciosi, gang di ladri che rubano impianti idrici. Ritagliati sul modello dei cartoon, i personaggi sono comparse trasognate che riescono a trasformare in una serie di divertenti gag la misera realtà della metropoli tenuta in scacco da un invincibile immobilismo sociale. Lo sguardo ironico, talvolta spietato, della protagonista trascina il lettore per i dodici capitoli di questo racconto scanzonato, arrabbiato, assetato.
La Memoria in favore della libertà dei culti del teologo e letterato svizzero Alexandre Vinet (1797-1847) si presenta come un contributo imprescindibile nell'ambito dell'attuale dibatto italiano sulla separazione tra stato e chiesa, nonché in quello più ampio sulla laicità. Vincitore di un concorso bandito dalla parigina Società della morale cristiana e pubblicato nel 1826 a Parigi, è il primo contributo sistematico da parte protestante che proponga un modello civico per cui la chiesa e lo stato dovrebbero coesistere in modo assolutamente indipendente l'uno dall'altra. Si inserisce nel pieno del Risveglio protestante ottocentesco e contribuisce alla formazione di numerose Chiese libere in vari stati europei. La tesi centrale del libro è che la natura della società, che interessa lo stato, e quella della fede, di cui si occupa la chiesa, sono intrinsecamente diverse: la prima è sensibile ed esteriore e mira alla sopravvivenza degli uomini sulla terra; la seconda è spirituale ed interiore e mira al nutrimento e alla cura delle anime. Stato e Chiesa, essendo per natura e scopi così diversi, devono rimanere rigorosamente separati ed i diritti delle minoranze religiose di uno stato devono avere diritti pari a quelli delle confessioni più numerose. Il testo è preceduto da un saggio introduttivo del curatore, Stefano Molino, che lo colloca nel contesto teologico, sociale e politico del tempo.
L'impegno educativo esige che la fede cristiana diventi il cuore di una profonda spiritualità di chi educa. Oggi più che mai l'educazione si gioca soprattutto sulla testimonianza. Educando, saremo effettivamente e concretamente, e non solo a parole, testimoni di Gesù Cristo speranza del mondo e daremo il nostro apporto alla vita del paese collaborando al suo sviluppo materiale e culturale. Questo libro è sorretto dalla speranza di essere un piccolo stimolo nella realizzazione di questo grande sogno: a scuola in primo luogo, ma anche in famiglia e in ogni altro luogo di formazione.
Queste pagine, di densa spiritualità, innervate nei messaggi della Regina della Pace di Medjugorje, svelano con estrema chiarezza il ruolo d'intercessione e mediazione che Maria svolge nella Chiesa: «L'autore», annota nella Prefazione padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, «mostra come la Madonna che si manifesta nei messaggi di Medjugorje sia esattamente quella che conosciamo attraverso la Sacra Scrittura, il Magistero della Chiesa e la Liturgia. E', in ultima istanza, la Madre di Dio e la Madre della Chiesa che, in un passaggio decisivo della storia umana, come più volte ha richiamato Giovanni Paolo II, viene in soccorso dei suoi figli e dell'umanità intera» (pp. 288).
Francesco Rizzi, francescano dei frati minori, nato a Roma, vive a Medjugorje da diversi anni e accoglie i pellegrini e i sacerdoti italiani. Laureato in Economia e Commercio, ha la licenza teologica in Dottrina sociale della Chiesa; è sacerdote dal 1999 e professo solenne dal 1997. Su Medjugorje, ha già pubblicato il volume "Madre di Misericordia" (2006).
Nella vita si commettono sbagli. Il bisogno di chiedere perdono riguarda ogni realtà umana, ma a volte limitarsi a dire "Mi dispiace" non è sufficiente. Attraverso le loro ricerche e il lavoro svolto accanto a centinaia di persone, gli autori di questo volume hanno scoperto cinque aspetti o "linguaggi" fondamentali del perdono: Esprimere rammarico - Assumersi le proprie responsabilità - Cercare di rimediare - Pentirsi sinceramente Chiedere scusa. Con questo strumento è possibile individuare il proprio linguaggio principale del perdono, parlando i linguaggi delle persone amate. Un testo indispensabile per migliorare i rapporti interpersonali.
Questo libro si pone in continuità con il precedente "Giovani senza fede? Manuale di pronto soccorso per ricostruire con i giovani la fede" e apre la strada al successivo "Giovani e Chiesa. Ripensare la prassi cristiana con i giovani". Nel complesso, i tre volumi ripensano la pastorale giovanile per ricostruire con le nuove generazioni i processi dell'educazione alla fede e la prassi all'interno della comunità cristiana. Questo volume offre quasi un "romanzo della storia di Dio con l'uomo" scritto in dialogo con i giovani. Attraverso lo scambio di idee dell'autore con i suoi studenti, il rapporto tra teologia e comunicazione assume il volto di quella particolare antropologia teologica della comunicazione sviluppata nel testo.
Un gioco divertente per ripercorrere un anno di catechismo vissuto insieme.
Un vero e proprio album per aiutare i bambini a rivivere il giorno del loro Battesimo. Offre l'opportunità di incollare le foto del giorno del Battesimo e lo spazio per scrivere i propri dati, quelli di mamma e papà e dei padrini, i regali ricevuti, i segni del rito, pensieri e riflessioni... Può essere completato dai genitori o dai padrini e regalato al bambino quando sarà in grado di capire, oppure dal bambino stesso con l'aiuto dei genitori, come catechesi sul Battesimo.