Quando il Cardinale Ratzinger divenne Papa Benedetto XVI dovette imparare a farsi amare, ad aprirsi al pubblico, a dialogare col mondo. La prova non fu deludente. La sua timidezza piacque. Durante il suo pontificato ha dato tesori di teologia, di spiritualità, di santità. Ci sono state anche scelte infelici: uomini e tempistiche non sempre indovinate. Come Mosè giungerà al fiume Giordano e non entrerà nella terra promessa, guardando dal monte Nebo la terra santa, così Benedetto XVI, illuminato dalla grazia di Dio, lascerà il pontificato che, non può definirsi un fallimento ma un'«Incompiuta».
Perché noi sentiamo Leonardo così vicino e così presente e vivo? È un artista che può determinare soggezione, perché nessuno dubita che Leonardo abbia un genio che lo rende diverso dagli altri uomini; però, quella di Leonardo è una diversità che non comporta lontananza e distacco. Questo accade, credo, perché Leonardo è un artista imperfetto. Leonardo assomiglia a noi uomini che non siamo geni assoluti. Ciò che caratterizza Leonardo è un continuo sforzo di capire il mondo, di sperimentare ma senza mai arrivare a compimento e senza mai scegliere una disciplina in cui manifestare o portare a compimento tutta la sua capacità. Il tentativo in lui è stato sempre più urgente che non la realizzazione. Il pensiero più forte e importante che non la realizzazione. Leonardo è il genio dell’imperfezione, un geniale dilettante. Forse è questo a rendercelo così vicino: sapere che in fondo ha sbagliato.” Vittorio Sgarbi
Nel cinquecentesimo della morte di Leonardo, sulla scia di uno spettacolo che ha registrato i teatri di tutta Italia, Vittorio Sgarbi compone un ritratto inedito di Leonardo, raccontandone le imprese e le opere, il contesto artistico in cui è cresciuto e la straordinaria risonanza che ha avuto lungo i secoli, fino a Duchamp, fino a Dalì, fino a noi. Leonardo. Il genio dell’imperfezione Vittorio Sgarbi
“Per Vittorio Sgarbi l’arte ubbidisce al suo fine se è poesia, e la poesia è qualcosa che una volta corteggiava il sublime e che oggi lui chiama anima.” – Angelo Guglielmi
“Sgarbi suggerisce e fa conoscere una congerie di pittori, scultori, architetti, designer, tutti magnifici, che rappresentano il telaio storico-culturale dell’arte del nostro tempo.” – Italo Zannier
Tratto dallo spettacolo teatrale che ha conquistato tutta l’Italia.
La novità di quest’opera è la focalizzazione sul tema del Paradiso, senza dimenticare l’indispensabile legame con il peccato originale. Si ripercorre in ordine cronologico l’intera opera del Vescovo di Ippona, confrontandosi allo stesso momento con le interpretazioni presenti nella bibliografia critica. L’accento è posto, comunque, sull’analisi dei testi agostiniani: si tratta di leggere Agostino con gli occhi di Agostino stesso. In tal modo, a quanti invocano una sorta di “de-agostinizzazione” della teologia, si può rispondere indicando la strada di una decisa e saggia “re-agostinizzazione” della protologia.
Don Massimiliano Bianchi, nato nel 1978, ordinato presbitero dell’Arcidiocesi di Milano nel 2004, ha ottenuto la Licenza (2016) ed il Dottorato (2021) in Storia della Teologia alla Facoltà di Lugano. Nominato Missionario della Misericordia da papa Francesco, ha svolto tale ministero in Italia, Francia e Germania.
Vista in una lunga prospettiva storica, la costruzione dell'Europa comunitaria si arricchisce di significati culturali e politici e riesce più facile comprendere i termini entro i quali si pone oggi, nel passaggio dall'Europa economica a quella politica, il problema dell'identità europea. La narrazione copre il cosiddetto "tempo storico" e termina nel momento in cui, con la firma dei trattati di Roma, giunge a compimento l'opera dei "padri fondatori". È alle basi poste allora, con grande consapevolezza della necessità di superare i nazionalismi e creare un nuovo stile di convivenza fra i popoli della Piccola Europa, che occorre rifarsi oggi per recuperare il senso della meta, la finalità politica dell'integrazione europea. Senza una vera unione politica, fatta d'identità di politica estera e di difesa e di leadership coesa, non si cementa la solidarietà e non si sviluppano i valori comuni.
La persona e l'opera del Servo di Dio Antonio Bello sono caratterizzate da una dimensione costitutiva: il francescanesimo. Appartenente all'Ordine Francescano Secolare, don Tonino ha spesso citato gli scritti e i gesti di Francesco d'Assisi, e si è rifatto in modo esplicito all'esempio del santo, come nel memorabile viaggio di pace a Sarajevo. Questo libro è perciò dedicato a illuminare la componente francescana di una luminosa figura contemporanea di santità.
Come psicologo di lunga esperienza ho potuto vedere sempre, in ogni stato psicofisico, la presenza di un qualcosa di inquietante, di oscuro, di profondo, che si oppone al raggiungimento del benessere interiore. Anche quando il paziente è in uno stato di grazia, anche quando il suo cervello è cullato dal ritmo alfa (il ritmo della quiete) e produce endorfine (le molecole del benessere), lì vicino c'è il Nemico tentatore che lo spinge a ritornare tra le braccia del ritmo beta (il ritmo degli stati di veglia) e di essere lui il protagonista del suo destino, senza fidarsi di quella quiete illusoria. Cos'è questa tendenza a distruggersi, a «farsi del male»? Gli studi finora condotti su questo tema hanno portato a galla una miriade di intuizioni, quasi tutte geniali e interessanti, ma nessuna esaustiva. In questo saggio cercheremo di gettare un po' di luce in questo mondo misterioso che, ad ogni passo, apre orizzonti sconfinati. Non dobbiamo scoraggiarci per questa condizione umana di «continua lotta». Ho visto molte persone piegare il loro Satana e farlo ritornare nella sua tana. Esso resterà sempre con noi ma senza essere capace di insinuarsi nell'immunità che ci siamo conquistati. Se ci siamo «vaccinati» in modo giusto, con iniezioni di luce pura (ideali, valori, senso della vita, sviluppo dell'autotrascendenza che è in noi) riusciremo sempre a non farci azzannare dai suoi velenosi morsi. Se seguiamo l'istinto di vita, se voliamo alto col pensiero, se riusciamo ad amare in modo donativo, se sviluppiamo le nostre attitudini artistiche e riusciamo a dialogare col Mistero che ci circonda, Satana in questi spazi eterei non ci segue.
Il volume è stato oggetto di una completa revisione, per recepire le molteplici novità legislative intervenute dalla pubblicazione della precedente edizione.
In particolare, questa nuova edizione è aggiornata alla disciplina del Codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza (d.lgs. 12.1.2019, n. 14), come modificato - da ultimo - dal d.lgs. 17.6.2022, n. 83 (di attuazione della Direttiva Insolvency).
L'elezione del vescovo di Roma ha una storia lunghissima. Il successore di Pietro viene eletto prima per designazione, poi dal clero e dal popolo e solo con l'XI secolo da un ristretto numero di elettori cardinali che, dalla metà del Duecento, vengono messi «sotto chiave» perché provvedano a nominare un nuovo papa. Un meccanismo elettorale soggetto a ritocchi e aggiustamenti, ai quali, in età moderna, si aggiunge il segreto che, nella società in cui tutto è social, ha paradossalmente reso intrigante questa singolare elezione. L'immensa responsabilità dei porporati non è scegliere il più pio, il più dotto o il più furbo: ma chi può esercitare un ministero di unità e di comunione. Un lavoro storico minuto su questa lunga parabola studia l'evoluzione e analizza il funzionamento dei conclavi, specie quelli del Novecento, con fonti inedite, carte diplomatiche, diari e testimonianze, non ultime quelle contraddittorie dello stesso papa Francesco. Uno studio storico senza pari, che a differenza delle opere giornalistiche o di seconda mano, ricostruisce minuziosamente norme e svolte, processi e prassi, funzioni e riti. Conclude il saggio un'analisi della permanenza e della metamorfosi della meccanica del conclave e delle ragioni per cui una sua riforma, che papa Francesco non ha ancora fatto, corre il rischio di manipolazioni e interferenze che oggi non verrebbero più dai regnanti cattolici come nel XIX secolo, ma dai social del XXI secolo. E con davanti un'agenda, nell'autunno del papato di Bergoglio, nella quale i grandi nodi irrisolti - il ministero, la formazione, la trasmissione della fede - rimarranno le questioni su cui saranno scelti i suoi successori fino a quando un futuro concilio non se ne occuperà.
Cristologia nei Padri della Chiesa e cristologia nella riflessione dei filosofi: il volume parte da una panoramica sulla cristologia nella storia del cristianesimo dei primi secoli, con un'attenzione particolare alle origini, agli sviluppi, ai dibattiti principali e ai più significativi protagonisti. In seguito mette in luce come la riflessione cristologica proposta in ambito filosofico nell'epoca moderna (che il gesuita Xavier Tilliette ha opportunamente definito "cristologia filosofica") affondi le proprie radici nella cristologia patristica, di cui è non solo erede, ma anche originale interprete. I tredici saggi che compongono questo volume contribuiscono a delineare un quadro sulla cristologia patristica e sulla cristologia filosofica che integra, in modo innovativo, gli approcci storico, filosofico, teologico e letterario.
Per offrire uno strumento utile e finora inedito, nell'Anno del Giubileo 2025, un Anno in cui molte persone, giovani e adulte, si mettono e si metteranno in pellegrinaggio, viene proposta una Guida ad ampio respiro per un viandante che desidera immergersi nel patrimonio bimillenario della Fede sui percorsi antichi e sempre nuovi. Si avrà così la possibilità di comprendere chi è veramente il pellegrino e di cosa va in cerca, qual è la ragione del pellegrinaggio e perché continua ad essere una pratica fondamentale nella Chiesa, facendo luce, attraverso una declinazione sia concettuale che spirituale, su una realtà perenne e incrollabile. Il pellegrino, protagonista di queste pagine, è colui che ha per meta i Luoghi Sacri Sabaudi e che percorre strade e sentieri dei diversi territori dove sono presenti chiese, abbazie, basiliche, santuari legati a Casa Savoia, da Torino al Portogallo, da Assisi alla Svizzera, da Loreto a Vicoforte, da Napoli a Oropa, da Milano alla Sacra di San Michele... Questa Guida, caratterizzata da studi storico-artistici e corredata da un attento apparato fotografico, ha lo scopo di scoprire lati divenuti inediti e rendere noti gli straordinari templi della cattolicità, offrendo allo stesso tempo una chiara lettura di cosa rappresentano i diversi cammini di Fatima, di Oropa, dei Sacri Monti, delle vie micaeliche, sindoniche, lauretane, borromiane, francescane...