Tra l'abbondante letteratura dedicata alla poliedrica figura di Edith Stein soprattutto dopo la sua canonizzazione nel 1998 da parte di Giovanni Paolo II - sono pochi gli studi che hanno affrontato il suo pensiero in prospettiva teologico-fondamentale, individuando la linea di continuità che lega le ricerche filosofiche prima della conversione e quelle successive relative alla metafisica e ai commenti delle opere dei grandi mistici carmelitani Teresa d'Avila e san Giovani della Croce, Tiziana Caputo ricostruisce in modo originalissimo con metodo storico-genetico e con un approccio teologico-fondamentale l'itinerario intellettuale che porta Edith Stein dallo studio della fenomenologia alla filosofia cristiana da Agostino a Tommaso, fino all'approfondimento dell'esperienza mistica. Tre vie che si rivelano come altrettante vie a Dio e che questo volume presenta in una analisi che offre un contributo a disegnare il sofferto itinerario di ricerca della verità da parte della Stein fino al sovranamente personale incontro con il Dio cristiano.
Il presente saggio è frutto della ricerca dottorale dell'A. Il tema indagato è quello della spiritualità laicale. La ricerca si muove quindi a partire dalla questione della spiritualità, ritenuta fondamentale per favorire nei laici una piena consapevolezza della propria vocazione e per formare ultimamente laici non solo generosamente impegnati, ma anche cristianamente maturi. A fronte delle numerose, e a volte contrastanti, pubblicazioni al riguardo si è ritenuto opportuno affrontare le domande di fondo: "cos'è spiritualità?"; "quale spiritualità riguarda i fedeli laici?". L'indagine si svolge interpellando il Vaticano II, il concilio che per primo ha dedicato attenzione alla figura laicale, che di essa si è interessato soprattutto per stimolare una maggior vita spirituale, che ha costituito contemporaneamente una sintesi della teologia precedente e suggerito sviluppi nuovi per la riflessione successiva.
Il volume propone, secondo il metodo della lectio divina, la lettura vocazionale di Fil 1,12-2,18, nel contesto della celebrazione dell'anno dedicato all'Apostolo Paolo. Nel ripercorrere il messaggio teologico e l'opera missionaria dell'Apostolo viene sottolineata la "dimensione vocazionale" della sua evangelizzazione, radicata in una personale espe-rienza di Cristo. Paolo invita i cristiani di Filippi a non scoraggiarsi nella testimonianza del Vangelo, e a perseverare nell'impegno di trasmettere la Parola di Dio a tutti. Una tale testimonianza, sul piano personale e comunitario, fa risaltare la grandezza della vocazione cristiana, che Paolo trasmette ai suoi destinatari con tutta la forza e la ricchezza della sua umanità.
Dalle conversazioni che Giuseppe Barbaglio (nel 2003) e Aldo Bodrato (quest’anno) hanno avuto in una giornata di giugno nell’isola di Sant’Erasmo, a Venezia, è ricavato questo insieme di testi, offerti al lettore come strumento per pensare non banalmente il presente della fede cristiana. Nella varietà degli studi, degli approfondimenti e delle sensibilità testimoniati in queste pagine il lettore potrà trovare infatti indicazioni, piste di ricerca e forse anche stimolo per non soccombere all’ovvietà, veicolata da parole usurate, come, appunto, “storia, fede e risurrezione”.
"Quando ho cominciato ad amare Dio più di tutto, allora in questo amore per Dio ho trovato anche il mio prossimo, e in questo stesso amore per Dio anche i miei nemici sono diventati per me degli altri esseri, sono diventati creature di Dio." (archimandrita Spiridon). Questo libro, nato dallo studio di documenti degli archivi statali e delle carte inedite dello stesso Spiridon Kisljakov (1875-1930), vuole essere un invito alla lettura dell'esistenza di un uomo spirituale e, attraverso di essa, offrire uno scorcio dall'interno su una delle esperienze cristiane più straordinarie che la chiesa di Kiev, e la chiesa russa nel suo insieme, conobbe tra la fine dell'impero degli zar e il definitivo consolidamento del regime staliniano.
L’immagine di Dio nell’uomo
non è un dato di fatto legato alla creazione,
ma la vocazione costitutiva dell’alleanza,
è la chiamata a essere a imitazione di Dio:
come lui amanti in piena gratuità,
fedeltà e compassione.
Queste pagine scaturiscono da un’idea originale: la teologia biblica deve essere il grembo entro cui cresce la riflessione teologica, poiché quest’ultima non è nient’altro che interpretazione del linguaggio simbolico della Bibbia. Il linguaggio figurato ha un peso determinante nel parlare biblico su Dio: di Dio si dice che ha occhi e mani, che ha passione e tenerezza. E questo ci conduce a un’immagine di Dio del tutto differente da quella del Dio dei filosofi: un Dio soggetto, invece che un Dio oggetto, un Dio persona, invece che un Dio forza, un Dio per l’uomo, invece che un Dio in sé.
La nostra storia ha visto e vede la costruzione di cattedrali,santuari,complessi parrocchiali, monasteri, conventi, cappelle sparse ovunque nelle città e nelle campagne:un grandioso fenomeno che ha coinvolto e coinvolge teologi e architetti. La teologia e l'architettura solo di rado si sono intrecciate in modo sistematico:l'intento di questo libro è di portare finalmente al pensiero la loro relazione organica e vitale. Severino Dianich,uno dei più autorevoli teologi italiani,è convinto che la teologia non può che trarre grande giovamento dalla riflessione sulle chiese,perché non è possibile che l'immensa mole di edifici,nella sua incredibile varietà e ricchezza di forme, non abbia nulla da dire a proposito della complessiva esperienza della fede. Anche per questo il libro si compone al contempo di testo e di immagini,conducendo il lettore in un viaggio della mente tra le più belle chiese del mondo.
AUTORE
Severino Dianichè nato a Fiume nel 1934 e dal 1958 è prete della diocesi di Pisa. Laureato in teologia alla Pontificia Università Gregoriana ha insegnato in diverse università ed è stato professore ordinario di ecclesiologia e cristologia alla Facoltà di Teologia di Firenze,dove ha promosso e diretto un Master in Teologia e Architettura di Chiese. La sua ricerca,infatti,negli ultimi dieci anni si è orientata sui problemi della relazione fra espressioni artistiche e riflessione teologica. Con Timothy Verdon ha curato per le Edizioni Dehoniane di Bologna una raccolta di studi sulla Trinità del Masaccio e,assieme a Gianni Cioli e Valerio Mauro,un'opera collettanea sulla cattedrale di Orvieto.Ha dato corsi e tenuto seminari su questi temi nella Facoltà di Architettura di Valle Giulia a Roma, nella sede di Ravenna dell'Università di Bologna,nella Facoltà di Architettura dell'Università Cattolica di Lima (Perù).Della sua vasta bibliografia basti ricordare La chiesa mistero di comunione,edito da Marietti e ripubblicato innumerevoli volte,Chiesa in missione ed Ecclesiologia. Questioni di metodoe una proposta delle Edizioni Paoline, Il Messia Sconfitto. L'enigma della morte di Gesùedito da Piemme,il Trattato sulla chiesa,scritto assieme a Serena Noceti,pubblicato dalla Queriniana.
Il volume è compreso di supplemento e non è vendibile separatamente.
Non possiamo far finta di niente: o liquidare l’Uomo, o ribellarci alla società del guscio, alla società del lustrismo. Non è da saggi rassegnarsi al fatto che il look valga più di una laurea, che le facce contino più delle idee, che la statura sia più importante della levatura! Brutti del mondo alla riscossa! Non già per esaltare la bruttezza, ma per ricordare che vi è ben altro oltre il canone estetico; per gridare che ogni passo in avanti deve essere preceduto da un passo al di dentro perché non si trasformi in un passo all’indietro.
L’Amore non sa solo di zucchero. L’Amore va guadagnato. L’Amore va costruito. L'Amore fa fiorire. l’Amore fa miracoli. Queste pagine sono state scritte perché tutti gli innamorati siano ‘pazzi’, ma non ‘stupidi’, siano ‘maturi’, non ‘cotti’!
Questo libro raccoglie brevi messaggi di fede tratti dagli scritti di san Francesco di Sales. Sono pagine dense di dottrina e di consigli pratici, e comprendono anche tre delle più celebri parabole del Santo, che amava legare il pensiero a immagini che dessero ragione delle difficoltà di percorso e aiutassero a superarle in atteggiamento evangelico.
"Le esperienze degli ultimi dieci anni mi fanno pensare che una riflessione sulla santità della Chiesa è un argomento molto attuale, ma non può essere impostato senza guardare l'esperienza dei fedeli e le condizioni in cui essa avviene. Adesso la velocità delle notizie e della vita moderna, almeno in una parte non piccola del mondo, può inibire o distorcere la riflessione sull'esperienza credente. Come de Salis indica, l'esperienza di santità e peccato nella stessa Chiesa che comincia a camminare nel terzo millennio è alquanto paradossale e suscita degli interrogativi nei cristiani. Il teologo portoghese offre in questo studio una risposta serena e basata sull'esperienza credente, che illumina la vita attuale e può certamente contribuire al chiarimento di alcune domande che sorgono spesso nei fedeli. [&] Sono convinto che questo libro non è una autogiustificazione dell'esperienza dell'autore, né un esercizio di erudizione teologica. È, piuttosto, un passo in avanti verso un'ecclesiologia che tenga conto della spiritualità e dell'esperienza della Chiesa attuale" (dalla Prefazione del cardinale J. Saraiva Martins).