Scrittore classico per formazione e per stile, Sulpicio - nato verso il 360 in Aquitania da famiglia nobile e ricca, noto per aver scelto, dopo la morte della moglie, una vita ascetica alla sequela di san Martino di Tours - si pone nella tradizione della prosa d'arte latina. Oltre agli scritti dedicati a san Martino (la Vita di Martino, i Dialoghi e le Lettere) che ebbero una straordinaria fortuna nella cultura religiosa e letteraria del Medioevo, Sulpicio scrisse anche le Cronache, che abbracciano la storia sacra dalla creazione del mondo ai suoi tempi. Le Cronache - che si caratterizzano, rispetto alle opere precedenti dello stesso genere, per una più accentuata sensibilità filologica e storica - dopo un sommario della storia di alcuni popoli antichi (caldei, assiri, ebrei, egiziani, greci, romani), presentano tavole sincroniche accompagnate da brevi notizie sui fatti della storia universale, a partire dalla nascita di Abramo (2016-2015 a.C.). Lo scopo dell'opera di Sulpicio è di «istruire gli ignoranti e convincere le persone colte», e dunque introdurre ai libri sacri senza però venir meno alla necessità della lettura della Bibbia. Il passato narrato da Sulpicio deve servire a fornire insegnamenti per il futuro, soprattutto grazie alla testimonianza dei santi e della loro vita ascetica. Nel contempo, le Cronache sono una preziosa miniera di informazioni per la conoscenza della cultura e della mentalità dell'epoca a cavallo tra il IV e il V secolo, in particolare dell'eresia ariana e del movimento priscillianista.
Attribuito per lungo tempo a Gregorio Magno, questo Commento al Primo Libro dei Re è in realtà opera di un monaco del XII secolo, Pietro Divinacellus, che nell'esegesi del testo biblico si sarebbe ispirato agli scritti di Gregorio Magno. Si tratta di un'acquisizione recente, degli anni Novanta. Del testo la prima traduzione in lingua moderna è quella curata da A. De Vogué per le Sources Chrétiennes e terminata nel 2004. La presente, prima traduzione italiana, è dunque la seconda in assoluto e si riferisce ai sei libri che coprono un commento ai primi sedici capitoli circa del Primo Libro dei Re che vengono identificati con il Primo Libro di Samuele. Consapevole della polisemia del testo biblico, Pietro Divinacellus, partendo dalla comprensione del senso letterale, accede al senso tipico - con il quale fatti e personaggi dell'Antico Testamento vengono letti come profezie e prefigurazioni del Nuovo - che diventa a sua volta fondamento del senso morale.
L'indice analitico generale è uno strumento utile, anzi necessario per chi voglia rintracciare le linee del pensiero e della vita intellettuale e spirituale di Agostino, un Autore singolare di ingegno superiore, grande per la scienza e la vastità degli scritti. Il presente indice riprende tutti gli indici particolari di cui sono dotati i singoli volumi dell'Opera Omnia di sant'Agostino. Tale materiale è stato raccolto tramite informatizzazione, archiviato, rielaborato, controllato e ordinato. Complessivamente, le voci, o lemmi, in stretto ordine alfabetico, sono oltre 5.500, esclusi i nomi propri e le sottovoci. L'intento è quello di dare la maggiore facilità di trovare informazioni alle molte categorie dei lettori di Agostino, a chi lo ama, a chi lo studia, a chi ne parla, a chi lo commenta, anche a chi lo discute.
La composizione del Commentario a Matteo si colloca nel periodo compreso tra il 244 e il 249, nell'ultima stagione della vita che Origene trascorse nella città di Cesarea di Palestina. Eusebio parla di venticinque tomi origeniani sul Vangelo di Matteo; di questi, la tradizione testuale ne ha trasmessi soltanto otto in versione greca comprendenti il commento da Mt 13, 36 a 22, 33. Opera della maturità, di grande originalità, ricchezza e complessità, portata a compimento al termine di una vita spesa nella riflessione, nel commento e nell'insegnamento della Parola, si colloca nell'ambito dell'attività didattica origeniana. È essenzialmente organizzata sulla sequenza del dettato evangelico, attraverso la scomposizione continuata del testo in unità abbastanza brevi, i lemmi, a cui fa seguito l'interpretazione; interpretazione retorico-grammaticale e storico-scientifica. Il presente tomo è il primo di 4 volumi.
Il nucleo del lavoro proposto nasce come una stesura di una relazione destinata al convegno internazionale "Colloqui sulla dignità umana", tenutosi all'Università di Palermo. Dopo il capitolo introduttivo "Nichilismo: atti e fatti", il volume è diviso in sette parti dedicate ognuna a sette prospettive: l'"Apologia" di Socrate: il male e l'ingiusto; il "male radicale" (Kant): la verità come metafora e menzogna (Nietzsche); il soggetto, il male e l'in-giusto, atti e fatti nella bioeconomia, la forma della morte come vita; Nietzsche e Pirandello: i concetti come vergogna, patologia del flusso della vita; il nichilismo giuridico: Nietzsche e Pirandello; vivere la vita nella morte del soggetto e del diritto; la forma-morte del diritto nell'uomo, animale mal riuscito.
L’opera rappresenta un’impresa di tipo nuovo, in quanto esposizione completa della storia della Chiesa elaborata insieme da storici delle grandi confessioni cristiane, secondo i più moderni criteri storiografici. L’Introduzione all’edizione italiana è di Alberto Melloni.
Dalla quarta di copertina:
La Storia ecumenica della Chiesa, in questa nuova edizione, è stata sottoposta ad una radicale rielaborazione che ha mutato sotto vari aspetti la sua forma originaria, inclusa una nuova periodizzazione.
L’opera rappresenta un’impresa di tipo nuovo, in quanto esposizione completa della storia della Chiesa elaborata insieme da storici delle grandi confessioni cristiane, secondo i più moderni criteri storiografici.
Un manuale nuovo per lo studio e un libro di lettura, aggiornato al periodo attuale, in tre volumi:
1. Dagli inizi al Medioevo
2. Dal basso Medioevo alla prima età moderna
3. Dalla Rivoluzione francese al 1989 (in preparazione)
Un’ampia e magistrale introduzione che rivisita le grandi questioni che hanno segnato la comprensione della chiesa lungo la storia. Il testo pone a fondamento dell’ecclesiologia le categorie di comunione e di sacramentalità. Quest’ultima, in particolare, permette di affrontare la complessità della chiesa intesa come istituzione.
Dalla quarta di copertina:
Partendo dall’avvenimento esistenziale e teologico che ha significato il concilio Vaticano II (1962-1965), e più in concreto la sua costituzione dogmatica sulla Chiesa, Lumen gentium, si propongono come fondamenti ecclesiologici le categorie di comunione e sacramentalità. Quest’ultima permette di affrontare la complessità della Chiesa ricuperando anche la categoria di istituzione in modo positivo, e cioè intendendola come quell’ambito comunitario-sacramentale dove si professa, si celebra e si testimonia la fede cristiana.
L’opera si struttura in modo sincronico. L’ampia introduzione generale rivisita le grandi questioni che hanno segnato la comprensione della Chiesa lungo la sua storia. In secondo luogo si offre una fondamentazione della Chiesa basata sulla sua radicazione in Cristo, sui nomi che la definiscono e sul principio ermeneutico della sacramentalità. Da ultimo, tre grandi temi si succedono e integrano la trattazione: la Chiesa come filiazione e fraternità in Cristo; la Chiesa come comunità; la Chiesa come società. L’opera si conclude con varie appendici, tra le quali è da segnalare una guida di lettura della Lumen gentium.
Recensioni:
[...] Strumento di studio e di consultazione, il volume raccoglie indubbiamente una molteplicità di informazioni e di dati bibliografici, che possono risultare utili soprattutto per i cultori della materia e, in una certa misura, anche per chi si sta introducendo nello studio dell'ecclesiologia. La presentazione degli argomenti, in cui convergono elementi già certi e questioni aperte sulle quali l'A. non manca di prendere posizione, è inframmezzata da alcune note, nelle quali trovano spazio ulteriori puntualizzazioni tematiche. Si tratta di un accorgimento utile, che permette di approfondire l'argomento, senza distogliere l'attenzione dalla tematica di fondo che il Piè-Ninot amplia altresì con suggerimenti bibliografici nel testo o nelle note a pie' di pagina.
S. Mazzolini, in La Civiltà Cattolica 3789 (maggio 2008) 301-303
Si tratta di una bella teologia, in cui il rigore del metodo e la ricchezza del percorso fanno pensare a una novità doverosa e sensata. Pensare altro per rimanere nella Tradizione.
Stella Morra, in Letture 647 (maggio 2008) 61
È bene sottolineare la coerenza interna dell'impostazione che permette inoltre di ripercorrere le questioni ecclesiali ed ecclesiologiche più rilevanti, lasciando in chiaro le scelte intellettuali dell'Autore nei diversi ambiti della problematica: cooriginarietà della Chiesa universale e delle Chiese locali, elezione dei vescovi, ruolo del laicato, ordinazione della donna, ecc. [...] Certamente, con questa attenzione costante alla realtà ecclesiale e all'elaborazione riflessa di questa realtà, l'A. supera di gran lunga l'obiettivo che si era proposto: offrire elementi di approfondimento per una riflessione teologica ed accademica appropriata che aiutino la rivitalizzazione pastorale della vita ecclesiale concreta.
S. Madrigal S.I., in Rassegna di teologia 49 (1-2008) 169-171
L'avventura del rapporto educativo. Il testo illustra gli aspetti fondamentali di filosofia dell'educazione a partire da un approccio di tipo fenomenologico e una prospettiva concreta. L'autrice si sforza di delineare gli elementi basilari che caratterizzano la formazione e i percorsi educativi, dall'ascolto e la comprensione dell'altro all'utilizzo di linguaggi idonei, soffermandosi, in modo particolare, su quanto caratterizza la specificita' del rapporto educativo.
Angelici personaggi celesti, com'e noto, si inserivano nella quotidianita del Santo di Pietrelcina e gli facevano compagnia. Uno dei suoi assistenti", in questo libro racconta tutto cio che ha sentito, visto e vissuto accanto a Padre Pio. "