Questo volume analizza il fenomeno della spiritualità del Sangue di Cristo, sempre più diffusa nella Chiesa postconciliare e profondamente radicata nella rivelazione e nella tradizione cristiana. L'analisi storica, che prende le mosse dai testi biblici, aiuta a comprendere anche la spiritualità moderna, a partire dalla figura di san Gaspare del Bufalo, fondatore dei missionari del Preziosissimo Sangue, fino al Concilio Vaticano II e alla sua ricezione articolata e problematica. Nello specifico, la ricerca esamina la spiritualità del sangue di Cristo secondo padre Winfried M. Wermter, religioso, dottore in teologia, specialista in spiritualità, guida di esercizi spirituali e missionario. Il tema, centrale per la sua esperienza e per la sua ricca e complessa dottrina teologico-spirituale, viene da lui approfondito durante i quasi cinquant'anni del suo servizio sacerdotale. Prefazione di Paolo Martinelli.
Il vasto territorio dell'Arabia romana, esteso dal Mediterraneo alla penisola arabica fino al mar Rosso, comprendeva le odierne Giordania, penisola del Sinai, parte della Siria e dell'Arabia Saudita. La provincia ebbe uno straordinario sviluppo nei secoli II e III, attraversata dalle arterie del traffico carovaniero e popolata da città come Bostra, Gerasa, Petra, di cui restano le monumentali vestigia. Gli imperatori bizantini incoraggiarono infatti l'evangelizzazione e l'Arabia conobbe un cristianesimo organizzato che ha lasciato numerose testimonianze architettoniche e artistiche. Il presente volume le raccoglie, le illustra, raccontando la storia, l'arte e la cultura delle popolazioni cristiane d'Arabia, dalle loro origini fino ai primi due secoli dell'Islam. Uomo del dialogo in Palestina, l'archeologo Michele Piccirillo con il suo approfondito lavoro di ricostruzione storico-archeologica ha inteso mostrare come in queste terre abbiano convissuto Islam, Ebraismo e Cristianesimo, offrendoci così uno spunto di riflessione e un monito per il nostro tempo.
Questa preziosa raccolta dal 1926 di splendidi aforismi ricorda per molti aspetti la prosa immortale del Profeta di cui costituiscono un complemento indispensabile. La scrittura rappresenta il vero centro d'interesse della raccolta, più personale, più stilisticamente elaborata e soprattutto più capace di proporsi come punto d'incontro tra due labilità elementari: la scrittura poetica, spuma del cuore, e la scrittura filosofica, sabbia della mente. Dall'arte alla religione, dalla libertà alla bellezza, dall'amicizia all'amore, sono i temi sui quali Gibran ci illumina.
Per la prima volta in volume una preziosa e poco nota riflessione del teologo protestante Karl Barth. Critico nei confronti della modernità, Barth cerca di restituire al protestantesimo una via di ritorno al cristianesimo originario. Ed è proprio in questo intervento che egli delinea la possibilità di un rapporto con Gesù al di fuori di ogni relazione con la Chiesa e con il cristianesimo. «Gesù non è l'ideologia cristiana - afferma il teologo - e l'ideologia cristiana non è Gesù».
In questi racconti Luigi Santucci fa riaffiorare dallo sguardo curioso dell'infanzia episodi buffi e fantasie, per esempio l'impresa di stipare in un'auto tutte le persone care per sfuggire a un cataclisma. Attraverso un filtro che sa tenere viva la prospettiva dell'infanzia si possono raccontare persino le imprese del primo veterinario della storia o, in una vivace messa in scena, ideata per la radio, il mondo dal punto di vista degli animali... Introduzione di Tabanelli Giorgio.
Torna di attualità in questi mesi un testo scritto da Hannah Arendt negli anni Settanta. Si tratta di un'originale riflessione sulla natura della politica e sul suo rapporto con la verità. Il libro - qui proposto con il testo originale a fronte - prende spunto dalla vicenda dei Pentagon Papers, documenti riservati del Dipartimento della difesa USA: nel 1971 alcuni stralci di quelle relazioni coperte da segreto di Stato furono trafugati e pubblicati sulle pagine del New York Times, rivelando all'opinione pubblica l'ammissione da parte del Pentagono dell'assoluta inutilità strategica dell'impegno americano in Vietnam.
Questa raccolta di saggi, che ha visto la prima edizione italiana nel 1973 e una seconda edizione aggiornata nel 1996, testimonia quanto nel pensiero di Gadamer sia stata centrale l'interpretazione di Hegel e la scoperta del suo rapporto con il pensiero di Platone. In questo confronto tra Gadamer e Hegel si inserisce inoltre il pensiero di Heidegger, che occupa un posto di rilievo nella lettura del rapporto tra Hegel e la filosofia greca. In appendice al volume, tre lettere di Heidegger a Gadamer.
Generazioni di studiosi sono stati affascinati dagli esseni e sorpresi dalle affinità con il cristianesimo di questi "cristiani prima di cristo", il cui stile di vita è stato documentato solo dopo la scoperta dei rotoli del Mar Morto. Elia Benamozegh, importante rabbino italiano dell'Ottocento, vede negli esseni i predecessori della Quabbalah, la mistica ebraica, e nella loro storia una fonte ricchissima di elementi utili per spiegare l'origine del cristianesimo e la comunanza con l'ebraismo.
Come "dire Dio" alle nuove generazioni? Esiste ancora uno spazio per le grandi domande dell'esistenza? Dio è caduto nell'oblio o rimane in fondo a tutte le grandi questioni che agitano i cuori delle generazioni più giovani? Come affrontare la sfida di "dire Dio" in questo contesto? Alla luce della sua esperienza di insegnante di liceo, il professor Andrea Monda racconta e si racconta, cercando di individuare possibili chiavi per aprire il cuore delle nuove generazioni.
L'iperindividualismo contemporaneo costituisce una sfida per la Chiesa e per la società, soprattutto a motivo della dissoluzione dei legami sociali ch'esso comporta. La ricerca qui presentata verte sulla messa a punto di una risposta a questo fenomeno culturale che sorga dalla presenza stessa della Chiesa nella società. Alla descrizione del decorso del pensiero individualistico, condotta attraverso un'analisi genealogica che procede da Guglielmo di Ockham fino a Friedrich A. von Hayek, passando per Thomas Hobbes, John Locke e Adam Smith, segue il confronto critico con alcuni dei più incisivi esponenti della contemporanea teologia post-liberale (Stanley Hauerwas, John Milbank e William T. Cavanaugh). Attingendo al pensiero di san Tommaso d'Aquino e al contributo dell'attuale ricerca sociologica, il volume intende mostrare come la deriva individualistica occidentale possa essere arginata attraverso la generatività che 'ridonda' dalla vita di grazia della Chiesa, in vista di una feconda cultura della fraternità. «Concretamente» scrive Mauro Magatti nella Postfazione «ciò significa che, di fronte ai difficili passaggi d'epoca in cui siamo immersi, la Chiesa è chiamata a recuperare il suo volto originario, materno e accogliente, capace di tessere unità a partire dalle differenze».
Concesio vuole la sua parte nella vita di Giovanni Battista Montini. Non solo perché vi nacque... È lì che il "mondo stupendo", "questa scena affascinante e misteriosa" si rivelò al suo sguardo innocente e tranquillo, incapace di scorgervi brutture, ma solo bellezza, perché "riverbero della prima unica Luce..."». Queste poche righe, spigolate da una lontana biografia su Paolo vi, non sono più solo un auspicio. E anche il paese natale del pontefice, dove aprì "gli occhi alla luce del sole" e nacque "alla grazia nel battesimo" - come sintetizzò Giovanni Paolo ii in visita a Concesio il 26 settembre 1982 - è diventato familiare a molti. Queste pagine si rivelano un invito a visitare Concesio, sempre più meta di pellegrini e turisti. Testi e immagini introducono il lettore a questo luogo costellato di tracce e simboli della presenza di Paolo VI, ma, prima ancora, lo avvicinano alla figura e al pensiero del Papa Santo che portò a compimento il Concilio Ecumenico Vaticano II. Una guida, soprattutto spirituale, per ripartire là dove per Giovanni Battista Montini tutto è cominciato.
«Educazione» e «formazione» sono concetti tra loro sinonimi, analoghi, opposti, o interdipendenti? Servono per distinguere due realtà pedagogicamente differenti, oppure sono solamente il frutto di un dispositivo linguistico, che muta di significato a seconda dei contesti, dei processi o dei pedagogisti di riferimento? In quest'ultimo caso, però, non si rischierebbe di compromettere la saldezza epistemologica della pedagogia come teoria e pratica dell'educazione, in quanto nemmeno capace di concordare sui pilastri concettuali essenziali del proprio costituirsi? Il volume intende rispondere a questi interrogativi attraverso la testimonianza di alcuni tra i più autorevoli pedagogisti italiani, allo scopo di avviare un confronto sulla possibilità di individuare un «lessico pedagogico», se non condiviso, quantomeno chiaro e criticamente consapevole sia delle proprie possibilità sia dei propri limiti. Interventi di: Massimo Baldacci, Antonio Bellingreri, Giuseppe Bertagna, Franco Cambi, Enza Colicchi, Michele Corsi, Vincenzo Costa, Rita Fadda, Umberto Margiotta, Francesco Mattei, Franca Pinto Minerva, Maurizio Sibilio, Giancarla Sola, Giuseppe Spadafora, Carla Xodo. Corredano il volume le schede di sintesi ("Quando vi è educazione, quando vi è formazione secondo la mia pedagogia") a cura dei dottorandi in Formazione della persona e mercato del Lavoro dell'Università di Bergamo.