Non un libro, ma un'esperienza: un piccolo ma intenso cammino per approdare ai doni dello Spirito Santo partendo dai sette vizi capitali, passando per le virtù. Si sente spesso parlare di problemi, vizi, difficoltà, allergie, incapacità. Ma non ci aiuta parlare dei problemi, quanto cercare le soluzioni. Il male è sempre un bene mancato. Trovare il bene e praticarlo toglierà il male. Ma il bene, cioè la pienezza della vita, è come la Terra Promessa: dono e conquista, Grazia di Dio e collaborazione nostra. Il presente libro è un viaggio per vincere il male con il bene, per essere felici, cioè diventare ciò che siamo in Cristo.
Nella nostra esistenza la morte resta l'evento ineluttabile per eccellenza, anche se oggi si vive come se si fosse immortali. La morte viene rubata all'uomo, come se fosse qualcosa di osceno, e la nostra vita rischia di non avere più un confronto con il momento della propria finitudine. Il libro è una forte - e insieme consolante - reazione alle ideologie dell'edonismo che confina l'esperienza della morte nello spazio degli emarginati o della incoscienza.
Riccardo Lencioni, medico e professore universitario, conosciuto a livello internazionale per l’attività di ricerca che ha condotto nel campo delle nuove tecnologie per la cura dei tumori e conduttore di una popolare trasmissione di medicina su Radio Maria, racconta in prima persona l'eccezionale storia della sua conversione: «Ero lontano dalla fede ormai da molto tempo il giorno in cui sono entrato in una chiesa per il funerale di un'amica di famiglia. Qui ho vissuto l'esperienza che in un istante ha stravolto la mia intera esistenza, dando inizio ad un nuovo cammino, nel quale il mio passo incerto è stato guidato da indizi straordinari. Ho avuto una formazione scientifica, sono medico e professore universitario: mai avrei immaginato che quanto mi è successo potesse realmente accadere. Ho atteso molti anni prima di assolvere il debito di renderne testimonianza, perché il mio racconto fosse sostenuto dalla prova del tempo. In questo lungo percorso, ho dovuto vincere tutti i pregiudizi che avevo e lasciare spazio allo stupore. Perché la vita è davvero per sempre».
Il Cantico di frate Sole è una perla della letteratura mistica universalmente conosciuta. Eppure, ha ancora molto da svelarci. In questo saggio, il vescovo di Assisi, Domenico Sorrentino, ne propone una lettura sorprendente e innovativa: partendo dalla fine. Sono le ultime strofe, infatti, a racchiudere il cuore nascosto di questo meraviglioso inno. Come in un «canone inverso», Sorrentino rovescia la lettura tradizionale e si sofferma subito sulle strofe finali, dedicate al perdono, al dolore e a «sora nostra Morte corporale». Qui, la melodia del Cantico arriva a toccare la condizione umana in tutta la sua fragilità. È un invito a guardarsi dentro, nel profondo dell'animo. Non a caso, ci svela l'autore, queste strofe «della soglia» furono composte nel vescovado di Assisi - a differenza delle prime, composte a San Damiano - e in un periodo particolarmente doloroso: lì, tra le spesse mura episcopali, san Francesco ha dovuto confrontarsi con la sofferenza fisica e la «grande notte dello spirito». Ma non se n'è lasciato travolgere, anzi, ha trovato la forza di aggiungere dei versi inaspettati, rendendo il messaggio del Cantico ancora più profondo e variegato. Una lode al creato che non si limita agli elementi cosmici, ma abbraccia il dramma dell'esistenza. Accanto a questa profonda meditazione, l'autore ci racconta il retroscena di alcuni eventi cruciali che hanno orientato la composizione del testo: dalla storica riconciliazione tra il vescovo Guido II e il podestà di Assisi, mediata da Francesco attraverso l'aggiunta della strofa del perdono, alla profonda meditazione sulla morte, accolta non come nemico ma come «sorella».
"Quando perdiamo una persona cara, non perdiamo solo lei: perdiamo anche una parte di noi stessi. Ma, nel cuore dell’assenza, è possibile scoprire una presenza diversa, trasfigurata, più duratura". Questo è ciò che Henri Nouwen scrive al papà, a sei mesi dalla morte della mamma, in una lettera intima e luminosa, personale e ispirata. Sono sì parole nate dal dolore e dal lutto, a sono anche parole che non si chiudono nella sofferenza: diventano via di consolazione, ricerca di senso, apertura alla speranza. In un mondo che censura la morte, Nouwen esplora proprio la morte, insieme alla speranza in Cristo; indica i frutti inaspettati che possono seguire la morte di una persona amata e insegna come la vita del cristiano sia plasmata dal Venerdì santo e dalla Pasqua. In queste pagine, in definitiva, Nouwen ci accompagna con intelligenza, discrezione e sensibilità a fare amicizia con l’assenza, per imparare a vivere la perdita come passaggio, non come fine.
Per gran parte della sua esistenza, l’unica preoccupazione di Alberto è stata quella di essere bravo. Prima un bravo bambino, poi un bravo adolescente, quindi un bravo seminarista, e infine un bravo prete. E se l’esigenza di risultare così impeccabile avesse finito per schiacciarlo? Dalle primissime ferite dell’infanzia alle estati trascorse nella casa contadina dei nonni, Alberto cresce imparando prestissimo a adattarsi. A intuire l’umore degli altri e comportarsi di conseguenza, mettendo al secondo posto le emozioni. E quando entra in seminario, la buona condotta si fa corazza: preghiere interminabili all’alba, totale aderenza alle regole, quaderni pieni di appunti alla ricerca di una perfezione ascetica. Finché nella corteccia cominciano ad aprirsi le crepe. Ci sono le serate in cui un prete altrettanto giovane gli chiede a bruciapelo se è felice. C’è un’amica dai capelli ramati e un bacio dato d’istinto. Ci sono le porte della Chiesa che a volte si aprono e a volte si chiudono in faccia. Ci sono gli incontri con le persone, tante e diverse: dai detenuti del carcere ai ragazzi dell’oratorio, passando per i pazienti dell’ospedale e un fratello - il suo - che trova la fede, la perde e la rincorre ancora, mostrando ad Alberto che la via per il sacro raramente procede in linea retta. Mentre tutto scorre, Alberto sperimenta modi nuovi per parlare di Dio e soprattutto inizia a farsi delle domande: sul suo ruolo, sulla libertà, su tanto altro. Anche se queste domande rischiano di mettere in discussione ogni cosa e porgli il dilemma più grande della sua vita. In quest’appassionante autobiografia che si legge con il ritmo di un romanzo di formazione e la profondità di un diario spirituale, don Alberto Ravagnani affronta temi e solleva quesiti universali, capaci di toccare ognuno di noi. Come si riconosce un desiderio rimasto troppo a lungo nascosto? E che succede se scopri che Dio non ti vuole perfetto ma intero, comprese le debolezze e contraddizioni? È da queste fenditure, molto più che dalle regole, che prende forma La scelta.
«Lettura, meditazione, preghiera, contemplazione. Questa è la scala dei monaci, mediante la quale essi sono sollevati dalla terra al cielo». Così scriveva Guigo II, priore della Certosa di Grenoble, intorno agli ultimi anni del XII secolo. E questo continua ad essere l'esercizio d'ascesi a cui ogni monaco certosino è quotidianamente chiamato. Questo volume raccoglie i frutti spirituali di oltre nove secoli di contemplazione e li offre al lettore d'oggi alla ricerca di uno strumento di preghiera e meditazione. Da San Bruno di Colonia a Guigo I e II, da Marguerite d'Oyngt a Nicolò Albergati e ancora a Dionigi, Lanspergio, Le Masson e, più vicini a noi nel tempo, a Pollien, Simoni, Guillerand, Poisson, i brani proposti sono suddivisi per grandi temi che guidano il lettore nel suo cammino. Alla fine del volume un indice tematico e un denso profilo biografico di ciascuno degli autori presenti consentono di attraversare le pagine del libro anche secondo itinerari personali, che lasciano a chi le legge la libertà di costruire il proprio percorso. Il libro si propone, così, come un piccolo scrigno capace di rivelare i suoi innumerevoli tesori a chi voglia coglierli con cuore puro e aperto al dialogo con l'Assoluto.
Il noto teologo americano Scott Hahn e sua moglie Kimberly raccontano la storia appassionante della loro conversione al cattolicesimo. «Ci ha stupiti la profonda risonanza che il nostro libro ha suscitato... Anzitutto innumerevoli lettori cattolici ci hanno espresso la loro gioia nel riscoprire la verità e la bellezza della Chiesa... In secondo luogo, molti cristiani non cattolici ci hanno scritto per comunicarci quanti equivoci e distorsioni si erano chiariti leggendo il nostro libro. In terzo luogo, molti ex-cattolici ci hanno fatto sapere che avevano deciso di riconsiderare la scelta di abbandonare la Chiesa. Tutto ciò che riusciamo a dire è: Deo gratias!».
Il volume intende ricostruire e narrare, anche con la voce del diretto interessato, l'itinerario spirituale e intellettuale del sacerdote riminese e mostrare l'intuizione progressiva di un carisma, che oggi è lievito di Vangelo e di giustizia in oltre 42 Paesi del mondo. Il volume ne tratteggia il profilo umano e spirituale, mettendo in luce l'originalità della sua visione della storia, della sua profezia e del suo metodo teologico-pastorale, che ne hanno fatto una delle voci piÃ^1 autorevoli e controcorrente del '900. Ogni capitolo è costruito intrecciando testi del prete dalla tonaca lisa, eventi biografici e storici.
La preghiera è il cuore della vita cristiana. Pregare non è difficile, purché lo si faccia col cuore. La preghiera cristiana è semplice. Non ha bisogno di esercizi del corpo e di controlli della mente. È la preghiera dei figli che si rivolgono al Padre celeste, pieni di fiducia nel suo amore. È la preghiera che nasce dai bisogni, dalle difficoltà e dalle sofferenze della vita. Non vi è situazione che la preghiera non possa illuminare e riscattare. Non vi è uomo, per quanto caduto in basso, che non possa incominciare a pregare.
La preghiera è un tu per tu con Dio. Nessuno ti ascolta come lui. Tu gli parli ed egli ti risponde con le sue parole di luce e di consolazione.
Sappi che non preghi mai invano. Se preghi col cuore, al termine della preghiera ti sentirai diverso. Se prima eri agitato, ora sei calmo. Se prima eri in apprensione, ora sei fiducioso. Se prima eri debole, ora ti senti forte. La preghiera ti trasforma, perché Dio ti illumina con la sua luce e ti riveste della sua forza.
Dio esaudisce sempre, nonostante le apparenze contrarie. Tu persevera nella preghiera e lascia che egli agisca secondo la sua sapienza e la sua provvidenza. Non imporre a Dio le tue vedute, ma chiedi la grazia di un totale affidamento. Nel momento in cui incominci a pregare entri nella comunione dei santi. La tua preghiera entra nella sinfonia universale dell'amore. Tutti pregano con te e per te. La grazia incomincia a operare nell’istante medesimo in cui la preghiera sale dal tuo cuore.
Ci sono diversi modi di intendere e vivere quella fondamentale dimensione della vita di fede che è la preghiera. In questo libro, la preghiera cristiana ci appare come cammino di trasfigurazione di tutta la vita - ovvero di cose, volti, circostanze che gremiscono la carne ed il sangue del nostro umano vivere in questo mondo. Per l'uomo che ha la grazia di vivere in cristo e di cercarlo con semplice perseveranza, tutto a poco a poco, si trasforma in canto e viceversa il proprio canto, la propria preghiera si riempie di innumerevoli voci: il grido del falco ed il pianto d'un bambino, il gracchiare del corvo e lo stormire del vento - ogni voce diviene all'orecchio dell'anima orante eco della voce dell'amato che la cerca e della propria che cerca lui. Ogni volto umano diviene ai suoi occhi un'icona di Lui che le viene incontro - ora crocifisso, ora gioioso, ora glorioso.