Attraverso il pio esercizio della Via Lucis, i fedeli ricordano
l’evento centrale della fede – la Risurrezione di
Cristo – e la loro condizione di discepoli che nel
Battesimo, sacramento pasquale, sono passati dalle tenebre
del peccato alla luce della grazia.
La Via Lucis è il modo nuovo di esprimere la gioia
pasquale: Cristo è il centro della vita del mondo. Sorta in
tempi recenti come naturale coronamento della Via
Crucis, la Via Lucis ne ricalca la configurazione, infatti si
presenta con quattordici tappe, che vanno dal sepolcro
vuoto, primo segno della Pasqua, alla Pentecoste, suo
frutto eccellente.
Oggi più che mai, c’è bisogno che la Pasqua non sia più
solo una festa di calendario, ma uno stile di vita.
Lungo la Via Lucis la Madre di Gesù continua a restarci
accanto e a dirci “Fate quello che vi dirà”.
È uso recitare la Via Lucis nel Tempo di Pasqua
Giuseppe Sarto (1835-1914) fu eletto Papa con il nome di Pio X nel 1903, dopo essere stato parroco, vescovo di Mantova e patriarca di Venezia. Custode dell'integrità della dottrina della fede, ha legato il suo nome soprattutto al Catechismo da lui promulgato e largamente utilizzato fino in epoca recente. Fu instancabile promotore della partecipazione all'Eucaristia anche dei fanciulli. È Santo dal 1954. Questo libretto ne racconta la vita e le opere.
Il presente volume contiene gli Accordi firmati dalla Santa Sede nei primi dieci anni del XXI secolo, ed è la continuazione della Raccolta di Concordati, 1950-1999, volume pubblicato nel 2000 sempre dalla LEV. In particolare l'Autore (docente nella facoltà di Diritto Canonico presso la Pontificia Università della Santa Croce) oltre a Paesi di antica tradizione concordataria, come Germania, Austria, Italia, Malta, Portogallo e Spagna, inserisce nel suo lavoro Paesi Est-europei che hanno superato l'esperienza del socialismo e hanno intrapreso la via concordataria, (quali la Slovacchia, la Lettonia, la Slovenia, Bosnia-Erzegovina, Albania). Sono infine presenti le convenzioni con due soggetti non statali, l'Organizzazione per la Liberazione della Palestina e l'Organizzazione dell'Unità Africana. Il libro è di particolare interesse per gli studiosi di Diritto Canonico, di Rapporti Internazionali e per le biblioteche.
Queste pagine attingono a piene mani dalle Fonti francescane e guidano il lettore alla scoperta del vero volto del Santo di Assisi.
Composto successivamente al Concilio di Efeso del 431 d.C. il Commento al Cantico dei Cantici costituisce il primo lavoro esegetico di Teodoreto di Cirro. Opera in cinque libri, tale commento si caratterizza per la profonda influenza origeniana che spiega l'interpretazione prettamente allegorica del testo biblico. Precede i libri un ampio prologo in forma di lettera indirizzata ad un amico vescovo, forse Giovanni di Germanicia, nel quale Teodoreto si propone di dimostrare il carattere ispirato del Cantico. Contro quanti infatti considerano il testo biblico un dialogo d'amore profano, l'Autore legge le espressioni bibliche in senso spirituale e non carnale: lo sposo e la sposa sono Cristo e la Chiesa. Nell'interpretazione dello sposo il Commento evidenzia talvolta la natura umana di Cristo, in altri momenti l'esistenza di due nature, divina e umana, divenendo così un documento importante della cristologia duofisita di Teodoreto.
Per aiutarci a capire la vita e le opere straordinarie di Gonxhe Bojaxhiu - Madre Teresa (1910-1997), questo libro illustrato ne indaga anzitutto le radici: la sua famiglia, la sua nazione, la sua educazione religiosa. Nella seconda parte viene affrontato il periodo "dell'oscurità", quando Madre Teresa seppe dare il meglio di se stessa, cioè l'amore a tutti e per tutti, mettendo da parte la propria sofferenza, la solitudine, le sfide di ogni genere, curando e dando un senso profondo alla sofferenza, al dolore, alla morte. A cent'anni dalla nascita, la figura della Beata Teresa di Calcutta appare sempre più un esempio per ogni cristiano alla ricerca della vera essenza del Vangelo.
Nato in provincia di Bologna nel 1916, Antonio Quadri entrò giovanissimo nell'Ordine dei Servi di Maria assumendo il nome di Venanzio Maria. Prima di giungere al giorno del desiderato sacerdozio, un morbo improvviso lo portò alla morte nel 1937, a soli 21 anni. Angelo di purezza, Venanzio cercò la perfezione assoluta nei piccoli doveri quotidiani. Tutta la sua vita, pur semplice e nascosta, fu caratterizzata dall'amore a Gesù e a Maria che si esplicitava nella completa dedizione di sé nell'umiltà, nella carità, nel sacrificio. E' in corso la causa di beatificazione.
Questo volume offre una lettura multidisciplinare sulla Sindone, quel misterioso e affascinante documento che non cessa di stupire chi lo esamina. Gli autori hanno riassunto in un linguaggio accessibile e piano, ma anche con rigore e precisione, quanto l'indagine storico-scientifica ha scoperto fino a oggi.
Il volume raccoglie materiali di alcuni corsi di esercizi spirituali tenuti dall'autore, apprezzato predicatore, negli ultimi anni. Pensati per una comunità di religiose, possono rappresentare un valido aiuto per tutti coloro che vogliono intraprendere un cammino di crescita nella fede. Temi delle sette "giornate" di esercizi sono la vocazione, la preghiera, il peccato e la misericordia di Dio, la vita religiosa, l'Eucaristia, il dono dello Spirito, il discernimento...
Il testo presenta un saggio di escatologia.
Giuseppe Cafasso (1811-1860) è stato, insieme a Giuseppe Benedetto Cottolengo, Giovanni Bosco, Leonardo Murialdo, uno dei grandi "santi sociali" torinesi dell'Ottocento. Non fu parroco, ma formò tanti parroci e preti diocesani tra cui Don Bosco: il suo merito storico è di essere stato formatore di formatori e di preti santi. Fu l'unico grande santo prete dell'Ottocento piemontese a non aver fondato congregazioni religiose: la sua fondazione, non meno importante e feconda, fu la scuola di vita e di santità sacerdotale realizzata con il suo insegnamento e il suo esempio. E' passato alla storia soprattutto come "prete dei carcerati", per la sua opera di assistenza misericordiosa nelle prigioni, anche nelle ultime ore dei condannati a morte. Per questo è stato proclamato patrono dei carcerati.