Il volume pubblica gli Atti del Convegno di Studio promosso dalla Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale di Milano nel febbraio del 2009 e dedicato ai rapporti tra arte e fede, tra pensiero estetico e pensiero teologico. Il Convegno e i saggi qui raccolti hanno giocato consapevolmente su molti registri: il pensiero filosofico (Cacciari), la riflessione teologica (Sequeri), la cristologia dei volti (Verdon), l'arte contemporanea (Del Guercio), l'estetizzazione della vita sociale (Barcellona), la forma della chiesa nella città postmoderna (Dianich), la bellezza della ritualità cristiana (Piqué-Collado). Mirando così al rilancio di una nuova alle-anza tra arte e fede, la quale non solo ha dato origine al 60% del patrimonio artistico dell'umanità, ma ha iscritto nell'architettura, nella pittura, nella musica, nella letteratura, e anche nell'immaginario, nel gusto, nello stile e, più in generarle, nella cultura, l'esperienza della bellezza come forma di abitare il mondo e di en-trare nel mistero della vita.
La disciplina teologica propone di dare una proposta/risposta alla ricerca della fede, della verità seguendo l'invito di Pietro riportato in 1 Pt 3,15-16, testo programmatico, quasi mai preso nel suo insieme. L'espressione più adeguata del rapporto intimo e personale dell'uomo con Dio ci è data dal (ri)conoscimento reciproco in Gal 4,9. Questo lavoro vuole ricostruire e riproporrere il trattato teologico De Fide che guarirebbe finalmente la frammentazione del sapere nata con il divorzio tra riflessione ed esperienza.
Dopo il suo commento al Padrenostro, il sacerdote agostiniano e docente di Esegesi Biblica, Santos Sabugal, ci offre anche un valido contributo per analizzare quello che viene considerato il simbolo della Chiesa ieri e oggi, cioè il Credo. Il presente commentario al Credo, in particolare ci offre una spiegazione sia antologica (analizzando gli scritti dei Padri della Chiesa e il Magistero ecclesiale) ma anche biblico-teologica e infine personale.
Il percorso teologico contenuto in questo volume, partendo dal rinnovamento del teologare operato dal concilio Vaticano II e da alcuni dei principali teologi del '900 (H. de Lubac, Y.-M. Congar, H. U. von Balthasar, K. Rahner, J. Ratzinger), riprendendo alcuni percorsi filosofici (S. Kierkegaard, in particolare), intende ripensare i dati fondamentali, al fine di rendere teologicamente ragione del sorprendente mostrarsi, dirsi e darsi definitivo di Dio/Agape nella singolarità dell'evento cristologico.
Descrizione dell'opera
La densa avventura ventennale della Società Italiana per la Ricerca Teologica (SIRT) si inscrive nel percorso affascinante e articolato della teologia post-conciliare. Il suo intento è stato ed è quello di creare le condizioni di un confronto aperto e appassionato tra Chiesa e mondo, fede e cultura.
Nate lungo gli anni per la rivista Ricerche teologiche, espressione della SIRT, le interviste raccolgono le voci di figure di spicco e grandi personaggi che con i propri studi e a partire dalla propria prospettiva hanno contribuito alla ricerca teologica, non solo italiana, costruendo un interessante spaccato del cammino della teologia.
La galleria di persone, temi e testimonianze ecclesiali offerti dalle interviste aiutano a comprendere il clima del post-concilio e il farsi della teologia italiana, con una sua specificità determinata dal contesto geografico ed ecclesiale.
Sommario
Presentazione: un po' di storia per l'occasione (G. Giorgio). Introduzione (C. Dotolo). La questione della salvezza. Intervista a Zoltán Alszeghy sj (A. Amato). Il patrimonio storico e teologico del cristianesimo antico. Intervista a Manlio Simonetti (E. dal Covolo). La prima donna nella Curia romana. Intervista a Rosemary Goldie (C. Militello). Una morale cristiana attenta alla dimensione storica. Intervista a Joseph Fuchs (R. Fisichella). Visuale d'insieme sul senso ultimo delle cose. Intervento di Cipriano Vagaggini osb. (C. Militello). La liturgia fra traditio e progressio. Intervista ad Adrien Nocent (C. Militello). Interpretare la Scrittura. Intervista a Francis J. Moloney sdb. (A. Amato). Il rapporto tra mistica e istituzione nella Chiesa. Intervista a Benedetto Calati osb. (C. Militello). Intorno a una "teologia italiana". Intervista a mons. Luigi Sartori (C. Militello). L'eredità dei Padri della Chiesa. Intervista a Enrico dal Covolo (Gruppo redazionale di «Feeria»). Il rapporto tra fede e cultura. Intervista a Crispino Valenziano (A. Di Maio). Per una teologia al femminile. Intervista a Kari Elizabeth Børresen (E. Giannarelli). La ricerca storico-teologica al femminile. Intervista a Romana Guarnieri (C. Militello). Il ruolo della teologia in un mondo che cambia. Intervista a Rino Fisichella (C. Dotolo). L'evento escatologico del Cristo. Intervista a Marcello Bordoni (V. Battaglia). Il mistero di Cristo. Intervista ad Angelo Amato sdb. (E. dal Covolo). Una filosofia cristianamente ispirata. Intervista a Peter Henrici (A. Di Maio). Un cattolico protagonista della politica italiana. Intervista a Vittorio Citterich su Giorgio La Pira (G. Pasquale). A servizio dell'ecumenismo. Intervista a Giovanni Cereti (C. Aiosa).
Note sui curatori
Carmelo Dotolo è docente straordinario di teologia delle religioni nella Pontifica Università Urbaniana e visiting professor nella Pontificia Università Gregoriana. È presidente della Società Italiana per la Ricerca Teologica (SIRT). Tra le sue pubblicazioni: La teologia fondamentale davanti alle sfide del "pensiero debole" di G. Vattimo, LAS, Roma 1999; The Christian Revelation. Word, Event and Mistery, The Davies Group Publishers, Aurora, Colorado 2006; Un cristianesimo possibile. Tra postmodernità e ricerca religiosa, Queriniana, Brescia 2007; Abitare i confini. Per una grammatica dell'esistenza, Transeuropa, Massa 2008.
Giovanni Giorgio è docente di filosofia teoretica presso la Pontificia Università Lateranense di Roma e presso l'Istituto Teologico Abruzzese-Molisano di Chieti, di cui è preside. È direttore della rivista scientifica «Ricerche teologiche» di Roma, organo della Società Italiana per la Ricerca Teologica (SIRT), di cui è segretario. È coordinatore di redazione della rivista «Prospettiva persona» di Teramo, espressione del Centro di Ricerche Personalistiche che ha sede nella stessa città. Tra le sue pubblicazioni: Il Dio ultimo come origine della verità. Saggio sul pensiero di Martin Heidegger, Dehoniane, Roma 1998; Il pensiero di Gianni Vattimo. L'emancipazione dalla metafisica tra dialettica ed ermeneutica, Franco Angeli, Milano 2006; Spiegare per comprendere. La questione del metodo nell'ermeneutica di Paul Ricoeur, Valter Casini, Roma 2008.
DESCRIZIONE: Un celebre passo di San Tommaso, nella Summa contra Gentiles, afferma che Dio non può violare il principio di non contraddizione. Una convinzione non solo della teologia cristiana ma di gran parte della filosofia occidentale, da Parmenide ad Emanuele Severino, in cui il principio di non contraddizione scalza Dio come fondamento primo e afferma l’eternità di ogni ente. Una convinzione messa in discussione dai lavori di Carlo Arata, a partire da Ego sum qui sum. La Gloria di Dio, e ripensata analiticamente nei saggi di questo nuovo libro. Saggi ove l’autore non solo discute, con rigore teoretico, l’ontologia neoparmenidea di Severino, mostrandone tanto l’acume logico quanto le aporie, ma anche il pensiero di Gustavo Bontadini. Per Arata, se preso sul serio, Dio è «l’esaustività di ogni significato», non tollera alcun condizionamento e si sottrae di diritto alla normatività del principio di non contraddizione. Una prospettiva che mette in discussione ogni forma di teologia razionale, e, ponendo un aut aut tra Dio e la filosofia, invita la stessa filosofia a riflettere sui suoi princìpi primi.
COMMENTO: Un libro che mostra come l'autentico pensiero di Dio - nella sua Signoria - debba andare al di là delle leggi della logica che governano il pensiero ocidentale. Confrontandosi con Emanuele Severino, è insieme un testo di filosofia e di alta spiritualità.
CARLO ARATA è professore emerito di filosofia teoretica dell’Università di Genova. Ha insegnato Istituzioni di filosofia all’Università Cattolica di Milano e, successivamente, Filosofia Teoretica presso le Università di Macerata e di Trieste. Fra le sue pubblicazioni: Lineamenti di un ontologismo personalistico (Marzorati, Milano 1955), Persona ed evidenza nella prospettiva classica (Marzorati, Milano 1963), Evidenza ed essere (Marzorati, Milano 1964), Discorso sull’essere e ragione rivelante (Marzorati, Milano 1967), L’aporetica dell’intero e il problema della metafisica (Marzorati, Milano 1971). Presso la Morcelliana: Ego sum qui sum. La Gloria di Dio, Brescia 2004.
Con la collaborazione di
Hans-Dieter Mutschler e Michael Sievernich
Dalla quarta di copertina:
La fede cristiana nella creazione è superata dalla teoria dell'evoluzione?
In cosa consistono il significato profondo e la bellezza, ancora oggi affascinante, della fede cristiana nella creazione? È possibile mostrarne anche la verità? Le intuizioni su Dio e sul mondo che troviamo nel testi biblici e nei grandi pensatori che hanno riflettuto sulla fede nella creazione (come, per esempio, Agostino, Tommaso d'Aquino, Guardini) contribuiscono a umanizzare l'essere umano? E per andare alla radice della questione: Dio continua veramente ad agire nel mondo? Se sì, in che modo? Ma allora come possiamo conciliare le tante forme del male, presenti in questo mondo, con la bontà del Creatore? Cosa ci offre in più la fede cristiana nella creazione rispetto alle spiegazioni del mondo che provengono dalle scienze della natura? Qual è il suo contributo per un'etica ecologica? È in grado di dare impulsi positivi al dialogo Interculturale (per esempio nei confronti dell'islam)?
A tutto questo Medard Kehl dà risposte fondate e comprensibili, senza eludere nessuna questione.
Un'opera chiara, informata in particolare sui dibattiti scientifici, rigorosa, che affronta anche questioni di attualità.