Questo testo breve, agile, ma volutamente completo ripercorre la vicenda storica e di spiritualità sociale delle sorelle Cittadini: figure che hanno arricchito di santità la Chiesa bergamasca nella prima metà del secolo XIX. Lo Spirito Santo si è servito di due povere orfanelle, abbandonate dal padre e private della mamma - cresciute alla "scuola" di san Girolamo Emiliani - per farne due educatrici e maestre ricche di un autentico amore di madri, tanto da diventare "mamme" e guide alla vita per tante bambine e fanciulle della loro epoca, che non avrebbero avuto occasione di miglioria sociale e possibilità lavorativa.
Intercedere per chi soffre è un’opera di misericordia. Per Papa Francesco, una delle più belle forme di evangelizzazione: è proseguire l’azione di liberazione Gesù nella storia, il quale abbraccio e guarì il dolore, la malattia, il lutto, il peccato.
Possiamo esercitare questo ministero? Come e con chi farlo? In quali contesti? Con quale metodo e dentro quali limiti?
Partendo dal fondamento biblico della preghiera d’intercessione nell’Antico e nel Nuovo Testamento, l’Autore affronta le dinamiche del dolore fisico e spirituale; il pericolo di affidarsi alle sette, all’esoterismo, al satanismo, alla negromanzia; alcuni aspetti sensibili, alle volte controversi, come le terapie non convenzionali, la guarigione dell’albero genealogico, l’imposizione delle mani, il ruolo dei laici.
Alla luce del Magistero della Chiesa, si offre una proposta per una pastorale integrata dell’intercessione, attraverso la via sacramentale, carismatica e comunitaria. Grazie anche all’esperienza sul campo del Rinnovamento nello Spirito Santo, il testo prova a rispondere, senza improvvisazioni e regole precostituite, all’invito di Papa Francesco a che la Chiesa, tutta, sia davvero un “ospedale da campo”.
Il venerabile Giuseppe Bartolomeo Menochio (1741-1823) è stato un vescovo agostiniano in un periodo particolarmente turbolento per lo Stato della Chiesa. Il papa Pio VI era morto in prigione, dopo essere stato arrestato da Napoleone. Il suo successore, Pio VII, chiamò Menochio a Roma come "sacrista" e suo confessore personale. Anche Pio VII venne arrestato da Napoleone e portato in esilio, e il vescovo Menochio rimase a Roma a dare una luminosa testimonianza di fedeltà alla Chiesa. In questo volume vengono pubblicati di Atti di una giornata di studi che si è tenuta presso il Pontificio Istituto Patristico Augustinianum. Gli interventi dei vari relatori, esperti in diverse discipline storiche, hanno offerto un’analisi approfondita non solo del contesto storico, ma anche degli aspetti più intimi della vita, dell’operato e della spiritualità del venerabile.
Quanti Babbi Natale ci sono sparsi qua e là! Si organizzano per distribuire i regali fino ai confini del mondo. E chi sono i loro amici più fedeli in questa incredibile avventura? Una divertente filastrocca natalizia che svela i segreti della notte più magica e misteriosa dell’anno. Età di lettura: da 4 anni.
Una delle voci più alte della poesia del Novecento, eppure sono state indagate più le migliaia di lettere inviate, le decine di suoi viaggi, i tanti incontri intellettuali e sentimentali, che la fluviale produzione poetica. Chi fu davvero questo omino praghese che scrisse sempre in tedesco (e in francese dall’ultimo rifugio svizzero)? Perché viene etichettato come mistico, anche se dal suo Dio e dai suoi angeli ebbe solo conflitti e ansie? Troppi editori l’hanno proposto come decadente, senza ampliarne la reale conoscenza. Lo scavo stesso delle enigmatiche Elegie ha finito per limitarne l’impatto. Raffinato, ma mai crepuscolare, certamente la prima guerra mondiale ne segnò per sempre scelte e ispirazione. Questa antologia di 60 poesie vuole aiutare a costruire un nuovo rapporto col lettore. Non è solo cronologica, ma per temi anche sorprendenti: Amanti, Angeli, Creature, Il dolore di Dio, Persona e altri. Accanto a due testi sulla filosofia/psicologia di Rilke e sulla sua tumultuosa vita, presentiamo qui anche nove delle decine di Rime di Michelangelo Buonarroti tradotte per proprio esercizio da Rilke, nonché una splendida sua versione de L’Infinito di Giacomo Leopardi.
La singola persona e il potere delle istituzioni sociali e politiche sono i poli in tensione di ogni ordine sociale. Qual è il ruolo della società e dello stato? Quali sono le condizioni della libertà della persona? Frank S. Meyer risponde con una sintesi dichiaratamente filosofica delle verità presenti in modo peculiare nel crogiolo della civiltà occidentale la cui massima gloria è l'affermazione del valore trascendente della persona, ciò che fonda e orienta la sua libertà. Questo è il lascito che il conservatore deve preservare, approfondire e sempre purificare. Tre saggi scelti, a carattere biografico, storico e filosofico, di alcuni fra i suoi maggiori alleati intellettuali delineano la figura e integrano la riflessione di un uomo coraggioso e complesso, interprete e difensore dell'Occidente.
È prassi giuridica per il Vescovo di Roma inviare delegati incaricati di rappresentarlo, ossia di surrogarne le mansioni e le autorità conferite in qualità di supplenti. In questo libro si esamina, in modo tanto scrupoloso quanto dettagliato, l’evoluzione dell’istituto di accreditamento e rappresentanza, restituendo alla figura del legato, così come a quella del Pontefice, il ruolo apostolico che le compete. Questo ruolo viene spesso sminuito da chi ne appiattisce la ricchezza teologica e giuridica, riducendolo a un piano di mera diplomazia o di accentuazione personale. Si discute della storia dell’istituto legatizio attraverso diciannove passaggi, dai messi conciliari del IV secolo agli apocrisiari bizantini, fino a percorrere il diritto canonico medievale e giungere alle nunziature moderne, con l’emergere internazionale della nuova figura degli ambasciatori.
Non si può comprendere l’Italia di oggi senza conoscerne il passato e indagare gli snodi storici che hanno costruito, nei secoli, la sua identità. È con questa convinzione che Ernesto Galli della Loggia e Paolo Mieli tracciano in queste pagine un articolato disegno della storia italiana ed europea degli ultimi duecento anni, in una sintesi essenziale quanto rigorosa. Qual è stato il ruolo di Cavour nel processo di unificazione nazionale? Come si è affermato il comunismo in Russia durante la Prima guerra mondiale? Quali condizioni hanno favorito l’ascesa di Mussolini e Hitler? Come si è potuta compiere la tragedia della Shoah e perché la Guerra fredda ha dominato il secondo Dopoguerra? Queste Brevi lezioni partono dai moti carbonari e dalle guerre d’indipendenza contro l’Impero austriaco per arrivare alla Seconda Repubblica, attraversando le grandi cesure del Novecento: le ideologie dominanti, i conflitti mondiali. Fino al secolo americano, alle sfide della globalizzazione e alla crescita del ruolo internazionale cinese. Il frutto di questa cavalcata è un racconto dei grandi eventi, dei personaggi centrali e delle tensioni irrisolte tra le aspirazioni dell’età moderna e le sue inevitabili contraddizioni. Con l’intento di offrire una chiave di lettura del passato, utile per orientarsi tra le incertezze del nostro presente.
Quando guardiamo un’opera d’arte, spesso sperimentiamo una risposta emotiva, ma le cause delle nostre reazioni sono complesse. La conoscenza del perché rispondiamo proprio in questo modo all’arte affonda le radici nella scienza - nella psicologia e nella biologia. Ma come scaturiscono tali risposte? Il nostro cervello è una macchina creativa che apporta a qualsiasi immagine certi processi innati e universali correlati alla percezione sensoriale, ma anche processi di ordine superiore legati alle nostre esperienze personali, ai ricordi e alle emozioni. Comprendere come questi processi cerebrali inconsci interagiscono per creare la nostra risposta all’arte è una delle grandi sfide per l’attuale scienza del cervello. L’esplorazione di Kandel s’impernia sui capolavori di Leonardo, Giorgione, Tiziano, Goya, Manet, Klimt, Chagall, senza dimenticare figure di illustri scienziati che hanno contribuito alla comprensione di come noi esperiamo l’arte. Con oltre 100 immagini in bianco e nero e a colori.
Con il romanzo Inseguendo un’ombra Andrea Camilleri ci trasporta nella Sicilia del 1400, per raccontarci la storia di un uomo che nel corso della sua vita assume tre diverse identità. Samuel Ben Nissim, giovane ebreo di Caltabellotta, è coltissimo e ha una vera vocazione per le lingue. Rifugiatosi in un convento di frati viene istruito nella fede cattolica e prende il nome di colui che lo tiene a battesimo, il conte Guglielmo Raimondo Moncada. Dalla Sicilia a Roma, e poi ancora in fuga, assume una nuova identità, Flavio Mitridate, riuscendo ad avvicinare un umanista come Pico della Mirandola. Un viaggio avventuroso tra il Mediterraneo, Roma, la Germania, tra intellettuali, cortigiani e criminali, nel tentativo di afferrare l’essenza di un uomo camaleontico. La sua vita - sostiene lo scrittore - «è fatta da una serie di riflettori ben concentrati: lo beccano in piena luce, poi sparisce, sparisce nel nulla; ricompare con un altro nome, un’altra veste, un altro ufficio. Anni di silenzio, poi altro nome, di nuovo in luce: insomma un personaggio di un fascino straordinario, e non è un caso che Leonardo Sciascia lo definisca un’ombra». Camilleri si tuffa nel racconto di quest’anima tormentata e oscura, e ricostruisce la vita di Samuel Ben Nissim /Guglielmo Raimondo Moncada / Flavio Mitridate «come se fosse non realmente esistito, ma come un’invenzione interamente partorita da me. E del resto invenzione non viene da invenire, che in latino significa riscoprire, ritrovare?».
La fama di Marco Polo è legata alle sue esperienze di viaggio in Oriente e alla descrizione della civiltà cinese contenute ne "Il Milione", fonte di meraviglia per tutta Europa. Ma dopo il suo ritorno a Venezia, avvenuto nel 1295, cosa fece? Questo libro lo svela utilizzando una serie di nuovi documenti fino a ora sconosciuti e ne ricostruisce la storia. Le fortune accumulate con il suo lunghissimo viaggio in Asia consentono alla famiglia Polo di costruire subito un imponente palazzo nella piccola contrada di San Giovanni Grisostomo, posta nel cuore della città. Marco diventa uno dei protagonisti del commercio locale e internazionale. Produce tessuti, e la seta, il più pregiato, induce lui e la sua famiglia a chiedere il trasferimento a Venezia di una folta comunità di esperti artigiani e imprenditori provenienti da Lucca, città leader in Europa nel settore. Ma la storia non finisce qui: le stoffe asiatiche, per cui si era disposti a pagare una follia, devono essere cremisi. È il colore più ambito e ricercato ma se ne ignora la tecnica. La comunità di emigrati lucchesi a Venezia decide allora di mandare un giovane fino in Persia per scoprire come ottenerlo. Sarà proprio la diffusione rapida di questa scoperta che permette alle manifatture italiane di competere con successo sui mercati globali nel Quattrocento. Luca Molà racconta così una storia inedita che guarda a Marco Polo come a un protagonista importante dello sviluppo economico veneziano e italiano, capace di mettere a frutto le conoscenze acquisite nei suoi viaggi.
Il ‘Patto Atlantico’ è il Santo Graal dell’Occidente. I soci fondatori condividevano un tratto comune: usurpavano, o avevano appena perso, un dominio coloniale. Ma alla metà del Novecento, quando nacque la NATO, il mondo colonizzato era in rivolta. Non era facile riproporre il vecchio predominio senza cambiare il linguaggio. Così le parole propinate al mondo furono ‘libertà’ e ‘democrazia’, usate spesso come utensili intercambiabili. Ripulito il linguaggio, l’Occidente poté dare avvio al sanguinoso sforzo di ri-colonizzare i continenti che stava perdendo. Ma il resto del mondo non rimase inerte. Per guerreggiare unito, l’Occidente ha bisogno di un ‘nemico’. Sulla carta geografica il ‘nemico’ ogni tanto cambia posto e lo stesso Occidente a sua volta si sposta: fino al paradosso, quando ‘nemico’ è un pezzo dello stesso Occidente. La metafora del ‘porcospino d’acciaio’, cara al vertice della UE, ci prospetta un apocalittico finale di partita: tetro lascito della ‘civiltà occidentale’.