San Francesco aveva una spiccata predilezione per il Padre nostro. Nella sua profonda unione con Gesù Cristo sentiva spontaneo, irresistibile il bisogno di pregare come lui, con le sue stesse parole...Per accompagnare ogni giorno della settimana, in queste pagine, viene proposto il suo prezioso commento al Padre nostro. Semplice, intimo, profondo.
Pietro ha sette anni e due sogni nel cassetto: incontrare il papà che non ha mai conosciuto e guarire da una malattia. La confidenza con il dolore gli ha però concesso una sensibilità speciale: sa rallegrare come nessun altro i medici che incontra in ospedale e un senzatetto, che gli insegna che ogni giorno può concludere la propria giornata dipingendo il ricordo più bello, anche nei momenti più tristi. A sostenerlo nelle lotte quotidiane c’è la giovane madre Aurora, che ha sacrificato tutto per lui e che nascostamente nutre ancora la speranza di un amore. Tra questi chiaroscuri, un giorno compare Tommaso, un giovane medico che ha una particolare sintonia con Pietro. Un incontro imprevisto può dare una nuova direzione alla vita?
Dimenticate l’immagine del Poverello stereotipato. Ilarino Felder vi conduce nel cuore del Medioevo cavalleresco per svelare la vera, affascinante identità di San Francesco d'Assisi: non un rinnegato del suo tempo, ma il suo più nobile compimento. San Francesco, Cavaliere di Cristo, propone una lettura originale e profonda che interpreta il Santo alla luce dell’ideale cavalleresco. Con rigore storico e fine sensibilità spirituale, l’opera dimostra come l’esperienza umana e culturale della cavalleria non fu da Francesco rigettata, ma trasfigurata e portata a compimento in una forma nuova e radicale: il servizio totale a Cristo, l'Imperatore celeste. Attraverso un attento esame delle fonti agiografiche e del turbolento contesto storico del XII-XIII secolo, l’autore ricostruisce il cammino che conduce Francesco dai sogni di gloria terrena alla solenne consacrazione. La povertà, l’obbedienza e l’amore evangelico diventano le sue nuove armi, la croce il suo stendardo. Questa monografia, un classico intramontabile degli studi francescani, restituisce con forza la fisionomia unica del Santo: non propagandista dell’ecologismo e del pauperismo, ma appassionato imitatore di Cristo, non cavaliere della spada, ma eroe dello spirito, capace di unire nobiltà d’animo, ardore cavalleresco e la più radicale fede evangelica.
Semestrale della Facoltà Teologica dell'Emilia-Romagna.
Il numero 3/2026 di Limes, in uscita l’11 aprile, è dedicato alla guerra tra America, Israele e Iran, e s’intitola In trappola. Il volume fa il punto sulla (non) strategia israelo-americana, sulla riorganizzazione dei poteri all’interno della Repubblica Islamica e sulle conseguenze globali del conflitto, tra economia, energia e potenziali nuovi fronti di guerra. Nella prima parte, intitolata Nel fortino iraniano, il volume si concentra sul fronte persiano, analizzando sia la strategia di Teheran sia il modo in cui la Repubblica Islamica si è riorganizzata internamente. In particolare, l’analisi sarà centrata sul ridimensionamento della leadership religiosa e sulla assoluta centralità dei pasdaran, destinata a sopravvivere alla guerra e a informare di sé l’Iran del futuro. Nella seconda parte, Israele-Usa, per mano nel burrone, il volume analizza la prospettiva americana e quella israeliana. Gli articoli di questa sezione analizzano le visioni strategiche che hanno portato America e Stato ebraico a ingolfarsi in una guerra che difficilmente potranno vincere. E che apre a una nuova configurazione mediorientale, dominata dalle crescenti tensioni israelo-turche. Nella terza e ultima parte - La guerra allarga Caoslandia - il volume fa il punto sulle conseguenze globali della guerra, da un punto di vista energetico, economico e strettamente strategico. Al centro di questa sezione vi sono dunque gli effetti della chiusura di Hormuz, le ripercussioni del conflitto sul Golfo e la possibilità che le ostilità si allarghino coinvolgendo altri attori regionali.
«Guardavo la scena e non riuscivo a credere che una bulgara come me fosse seduta alla destra del presidente degli Stati Uniti.» Dalla Sofia degli anni Trenta alle macerie del dopoguerra, dall’esilio all’America del boom, fino alla Roma del giornalismo internazionale: Maria Kiselova Romersa racconta la propria esistenza come un lungo viaggio attraverso la grande Storia. Nipote del Generale Kiselov, eroe della Prima guerra mondiale, e figlia di un avvocato coinvolto nella diplomazia bulgara, Maria vede crollare in un solo giorno il mondo dell’infanzia: l’arresto del padre, la persecuzione comunista, la fuga, la povertà. Ma proprio da quel crollo nasce la sua seconda vita: costruita con il lavoro, la tenacia e l’incontro con Luigi Romersa, celebre giornalista e compagno di un’avventura umana e professionale straordinaria. Con lui, Maria incrocia figure che hanno segnato un’epoca - da Perón a Lyndon Johnson, da Tito a Salvador Dalí - e restituisce in queste pagine il ritratto vivido di un secolo in movimento.
L’immagine del presidente Donald Trump circondato da una serie di pastori che con le mani alzate invocano su di lui la benedizione di Dio è una delle icone del fondamentalismo evangelico che, in questi anni, si è affermato ed espanso nei cinque continenti. Ma la sua storia non è recente e, dalla polemica antidarwiniana del primo Novecento alle teorie apocalittiche sul conflitto mediorientale che ci condurrebbero alla fine del mondo circolate in questi anni, il fondamentalismo evangelico mostra una lunga e complessa storia che questo volume cerca di ricostruire. All’origine il fondamentalismo evangelico fu una teologia e, soprattutto, un modo di leggere la Bibbia; nel tempo, organizzatosi in associazioni e radicatosi in alcune chiese evangeliche, è diventato anche un soggetto religioso e politico in grado di incidere nello spazio pubblico, anche nel Sud globale.
Chiara è donna del suo tempo, ma lasciandosi abitare da Cristo è diventata una donna contemporanea ad ogni tempo.
Per questo a quasi otto secoli dal suo transito è ancora possibile ripercorrere la sua testimonianza e riportare lo sguardo su di lei attraverso i testi che la raccontano e le opere che la rappresentano.
Questo lavoro, articolato in due macro-capitoli, si sofferma anzitutto sulle fonti testuali della santa, per arrivare, in secondo luogo, a mettere a confronto le diverse tipologie iconografiche.
Sarà così possibile mostrare come l'immagine della sua santità venga plasmata sull'esempio della Vergine Maria: Chiara diventa donna nuova e modello per altre donne proprio per questa sua conformitas mariana.
«San Francesco d'Assisi non riteneva necessario che i suoi frati seguissero particolari percorsi di studio, se non finalizzati alla crescita spirituale.
Tuttavia è ormai acquisizione comune della storiografia moderna e contemporanea il fatto che alcuni tra i discepoli del santo di Assisi siano all'origine di diversi indirizzi filosofici e teologici, presenti da tempo nei manuali di storia della filosofia, che consentono oggi di parlare di una scuola filosofica francescana, come Ernesto Dezza fa in questo prezioso e ben documentato manuale.
Nell'Introduzione, l'Autore spiega il percorso scelto: otto autori, di primaria grandezza intellettuale, vengono trattati con profondità soprattutto per le loro tesi aventi ricadute esplicite sul piano filosofico, sempre ricordando che si tratta di figure di maestri in sacra teologia, ciascuno dei quali ha chiara la differenza tra teologia e filosofia e valorizza la filosofia nelle sue specificità».
Mentre il ministero di Gesù cresce, sempre più persone vogliono ascoltare ed essere guarite dall’uomo che dichiara di essere il Messia. Alcuni sono curiosi, mentre altri restano critici e diffidenti nei suoi confronti. Eppure tutti loro, incontrando Gesù, vengono trasformati per sempre. Vieni a conoscere da vicino i discepoli e seguili tra le strade della Galilea vivendo insieme a loro le guarigioni miracolose, gli scontri con le autorità religiose, le crescenti preoccupazioni degli ufficiali romani per la popolarità di Gesù e, soprattutto, la personificazione dell’Amore.
La società contemporanea affronta una profonda crisi del concetto di fedeltà in un contesto culturale che eleva la libertà a valore primario. Ciò solleva una questione fondamentale: l’amore può configurarsi come oggetto di un vincolo obbligatorio? La problematica richiede un’analisi del significato stesso di libertà e della sua articolazione nella sfera decisionale, nonché una riconsiderazione del concetto di amore, frequentemente identificato con la dimensione emotiva. Le radici di questa crisi affondano in una cultura che privilegia il benessere materiale e la gratificazione immediata, generando confusione tra soddisfazione momentanea e autentica libertà. Nell’ambito ecclesiale, inoltre, si tende a percepire la fedeltà come un’imposizione esterna della norma ecclesiastica che vieta la poligamia e sanziona l’adulterio. La fedeltà, tuttavia, trascende queste concezioni riduttive. Essa costituisce una proprietà intrinseca della relazione coniugale, un vincolo che scaturisce da un atto d’amore e da una scelta libera di donarsi integralmente all’altro. La fedeltà rappresenta una promessa che si radica in un momento specifico ma si attua progressivamente attraverso l’esercizio della libertà. Il percorso coniugale, pur costellato di difficoltà, manifesta la dignità della libertà nell’impegno a mantenere la parola data. Compete alla comunità sociale ed ecclesiale valorizzare la bellezza del matrimonio, che esercita un’attrazione universale poiché bellezza e verità possiedono una forza attrattiva intrinseca. Il presente volume, che raccoglie i contributi della VII Giornata di Studio del Centro di Studi Giuridici della Famiglia della Pontificia Università della Santa Croce, intende essere un contributo a questo approfondimento della fedeltà matrimoniale.
«Cessi il fragore delle bombe»
Incarnare la democrazia nella vita e nelle speranze dei giovani
Wikipedia compie 25 anni
La crisi del Camerun anglofono
Giosuè, un libro controverso
Il discorso di papa Leone XIV al Corpo diplomatico: la questione antropologica al centro della politica
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La pittura del Beato Angelico rivisitata