Primavera 1915. Gabriel Bagradian, un armeno da tempo stabilitosi all'estero, è in visita nel villaggio natale con la moglie francese e il figlioletto quando il governo ottomano dà inizio alla deportazione e allo sterminio degli armeni. Bagradian si trova così a guidare l'eroica resistenza di alcune migliaia di armeni asserragliati sul monte Mussa Dagh. Grande poema corale brulicante di personaggi indimenticabili, "I quaranta giorni del Mussa Dagh", pubblicato ne1 1933, è una vibrata, profetica denuncia di tutti i genocidi della storia e un inno alla determinazione dell'uomo e alla sua capacità di resistere.
Uno strumento per la meditazione quotidiana basato sulle letture del giorno, che si arricchisce dei ritratti di santi e beati e delle testimonianze di chi vive e mette in pratica gli insegnamenti del testo evangelico, quale stimolo a informare di esso il proprio vissuto. Un utile contributo che si avvale inoltre, di significative note esegetiche, diretto a chiunque desidera che la propria vita non sia solo esteriorità, ma sia fondata su una ricchezza interiore.
In questo numero:
CINA
Col cuore in pace
(Intervista con Joseph Han Zhi-hai di Gianni Valente)
CHIESA
Lettera agli amici, nove anni dopo
(di Gianni Valente)
NIGERIA
Il terrorismo venuto da lontano
(di John O. Onaiyekan arcivescovo di Abuja)
CRISTIANESIMO
La preghiera, i miracoli, la verginità di Maria, l’umanità di Gesù
(Benedetto XVI in Avvento e a Natale)
NOVA ET VETERA
Sulla concupiscenza. Il desiderio cattivo e il desiderio buono
(di don Giacomo Tantardini)
«La fede domanda»
(Alcune frasi sulla preghiera di Luigi Giussani)
Tutti i giorni della vita eterna
di Pier Giorgio Liverani.
La vita eterna è generalmente concepita come qualcosa di assolutamente inconoscibile e, in ogni caso, lontana in tutti i sensi dalla nostra vita quotidiana. Così pensata, la nostra “eternità” ci si presenta con l’aspetto misterioso e quindi un po’ pauroso del non conosciuto. In realtà ,e a parte la considerazione pacifica che la nostra eternità s’inizia già con il concepimento, una vita cristiana consapevolmente vissuta rende possibile sperimentare già “quaggiù” alcuni momenti di vita eterna. Preghiera, parola di Dio, Eucaristia ci mostrano la realtà dell’estrema e sperimentabile vicinanza di Dio. L’’Imm n’ El, il Dio con Noi (o, letteralmente, “Con noi Dio”) è una realtà di tutti i giorni della nostra attuale eternità.
destinatari
Un utile sussidio di meditazione per persone cristianamente impegnate.
autore
Pier Giorgio Liverani, veronese, laurea in giurisprudenza, giornalista e scrittore. È stato direttore di «Avvenire», di cui è attualmente opinionista. È direttore responsabile del mensile «Sì alla vita» del Movimento per la Vita Italiano e dei «Quaderni di Scienza & Vita» e membro del direttivo del Centro di Orientamento Pastorale e della Redazione di «Orientamenti pastorali». Collabora a varie riviste cattoliche. È membro del Consiglio Nazionale degli Utenti presso l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni.Tra i suoi libri: Aborto anno uno, Dizionario dell’antilingua, La società multicaotica con il Dizionario dell’Antilingua, tutti con l’Editrice Ares; Essere o non essere telegenitori?, Dehoniane.
Il testo nasce dalla riflessione, condotta ormai da diversi anni dal Gruppo Eventi - un'associazione di volontariato romana di cui Livia Crozzoli Aite è, insieme con altri, fondatrice -, sull'esperienza della perdita e del lutto. Per dare sostegno concreto alle persone che hanno perso una persona cara sono sorti i gruppi di auto-mutuo aiuto, nei quali chi ha subito una perdita può confrontarsi con l'esperienza altrui, traendone conforto e dandone a sua volta. Il volume, che raccoglie il contributo di numerosi relatori intorno alla realtà dei gruppi di auto-mutuo aiuto, si articola in tre parti. Nella prima parte sono presi in considerazione i punti teorici essenziali. Nella seconda parte sono descritte le problematiche che incontrano i familiari, siano essi bambini, adolescenti o adulti, che si confrontano con la perdita di una persona significativa per la propria vita. Nella terza parte sono raccolte le testimonianze di persone che hanno partecipato ai gruppi di auto-mutuo aiuto e le riflessioni dei facilitatori, legate alle loro personali esperienze di attivazione e conduzione di un gruppo. Tra le Appendici a chiusura del volume, utile è l'elenco dei gruppi di auto-mutuo aiuto presenti in Italia.
Nonostante le perdite, la quantità di materiali censibili sotto il cartellino Dante per immagini è sterminata: una ricchissima produzione d'opere d'arte che dai margini dei libri si estende alle pareti di chiese e di edifici pubblici e a dipinti e disegni sui supporti più diversi, o si fa plastica realtà in bassorilievi e sculture a tutto tondo. A dar vita a questa straordinaria produzione hanno collaborato artisti anonimi e nomi fra i più illustri della storia dell'arte occidentale: i vari "Maestri" che fra Tre e Quattrocento con i loro minii fecero «ridere le carte» del «poema sacro», e poi Botticelli, Signorelli, Michelangelo, Zuccari, Reynolds, Füssli, Delacroix, Ingres, Rodin, Doré, Dalí, Rauschenberg, Guttuso, fino ai contemporanei Mattotti, Ferrari e Paladino. Per ognuno di essi «il Dante» è stato una sorta di pietra di paragone su cui misurarsi o al servizio del quale piegare competenze e sensibilità personali. «Le opere di Delacroix e di Scheffer, due veri e propri capolavori del primo Ottocento francese, esemplificano perfettamente il modo in cui queste generazioni di artisti figurativi "guardano" alla Commedia e al suo autore: dopo essere stato travestito da poeta neoplatonico nell'èra di Landino e di Botticelli, l'Alighieri diventa ora "le poéte romantique par excellence". In effetti gli artisti che tra fine Settecento e primo Ottocento sono tornati a leggere il poema e a darne traduzione visiva hanno appuntato prevalentemente l'attenzione sulle grandi personalità e sulle sventurate eroine, facendone veri e propri simboli visivi capaci di vivere di vita propria e di rappresentare, estratte definitivamente dal libro, passioni e tensioni eterne. E anche gli artisti che hanno ripreso a tradurre in immagini l'intera esperienza oltremondana del pellegrino Dante, o singoli episodi di quella storia, hanno focalizzato l'attenzione sulle reazioni emotive di lui e dei suoi interlocutori piuttosto che sulla valenza educativa o morale di quell'esperienza o sul peculiare statuto del poema sacro. La prima compiuta, splendida testimonianza di questo nuovo modo di guardare alla Commedia è affidata a un quadro realizzato tra il 1770 e il 1773 da sir Joshua Reynolds, uno dei piú grandi artisti inglesi - "Il conte Ugolino e i suoi figli nella Torre della Fame" -, che segna, dopo il silenzio del XVII secolo, il risveglio dell'interesse degli artisti, e non solo il loro, per l'opera di Dante, inaugurando una nuova èra, profondamente segnata dalla sua presenza nell'immaginario collettivo, oltre che nella produzione artistica e letteraria».
Il volume costituisce un'introduzione alla situazione delle Chiese cattoliche del Medio Oriente, nel momento in cui stanno per intraprendere una riflessione comune sul loro presente e sul loro futuro. È infatti prevista per il 10-24 ottobre 2010 l'Assemblea speciale del Sinodo dei vescovi sul tema «La Chiesa cattolica in Medio Oriente: comunione e testimonianza. "La moltitudine di coloro che erano diventati credenti aveva un cuore solo e un'anima sola" (At 4,32)», convocata da Benedetto XVI al ritorno dal suo viaggio in Terra Santa.
L'autore accompagna il lettore a conoscere la cristianità del Medio Oriente nella varietà delle sue Chiese, con le molteplici sfide che oggi sono chiamate ad affrontare. Presenta una panoramica di ogni Chiesa, nella sua caratteristica singolarità, ma anche nei suoi rapporti con le altre lungo la storia fino ai giorni nostri. Analizza quindi le principali sfide che si pongono a tutte loro e l'oggetto della loro missione, ovvero la testimonianza cristiana nelle società araba musulmana e israeliana ebrea: «Questa testimonianza a Cristo Gesù le impegna a contribuire, nello spirito dei suoi insegnamenti, all'edificazione delle proprie società in tutti i campi: politico, economico, sociale e culturale. Essa intende dare uno specifico contributo all'edificazione della giustizia e della pace» (dalla Prefazione).
Sommario
Prefazione (M. Sabbah). 1. La Chiesa cattolica nel Medio Oriente. 2. Il Medio Oriente: i segni dei tempi e dei luoghi, ieri e oggi. 3. Le origini delle Chiese cattoliche del Medio Oriente. 4. L'uniatismo: prospettiva cattolica e prospettiva ortodossa. 5. Cenni sulle antiche divisioni. 6. La Chiesa maronita. 7. La Chiesa caldea. 8. La Chiesa melkita/melchita. 9. La Chiesa armena cattolica. 10. La Chiesa sira cattolica. 11. La Chiesa copta cattolica. 12. La Chiesa latina nel Medio Oriente. 13. Quali differenze tra la Chiesa cattolica latina e le Chiese orientali cattoliche? 14. Le caratteristiche comuni tra le Chiese orientali cattoliche. 15. L'ecumenismo in Medio Oriente: ieri. 16. L'ecumenismo in Medio Oriente: oggi. 17. Le sfide comuni. Appendici.
Note sull'autore
PIER GIORGIO GIANAZZA (Cerro Maggiore [MI] 1945) parte giovanissimo per la Terra Santa, ove nel 1973 viene ordinato sacerdote nei salesiani di don Bosco. Laureato in filosofia e teologia, insegna queste materie da oltre trent'anni (Istituto Teologico di Cremisan a Gerusalemme, Università di Betlemme, Centro superiore di studi filosofici-teologici di Harissa in Libano). Oltre a una sessantina di articoli, sia di teologia che di divulgazione, sulla Terra Santa, ha pubblicato presso le EDB Guida alle comunità cristiane di Terra Santa. Diversità e fede nei luoghi di Gesù (2008) e Temi di Teologia Orientale. 1 (2010).
C'è chi fa una torre di stuzzicadenti, chi monta un gigantesco puzzle fotografico e chi costruisce fiori con plastica e cartone presi dalla spazzatura. E una gara di creatività che ha organizzato la direttrice di una scuola per gli allievi delle quinte classi. Vincerebbe sicuramente il migliore, se non ci fosse in una squadra chi ha deciso di barare... Età di lettura: da 9 anni.
Le città si aprono intorno a chi le attraversa come un paesaggio e si chiudono come una stanza, diceva Benjamin. Ed è cosi per il narratore di questo libro, un nigeriano che torna nel suo paese dopo quindici anni vissuti a New York. È fuggito da Lagos quasi di nascosto, per motivi misteriosi forse anche per lui: certo c'entrano la morte del padre e un risentimento mai elaborato per la madre. Ecco, rabbia e amore sono la coppia che definisce il rapporto con la sua città: una metropoli enorme, brulicante di vite e di storie in una quantità che stordisce, avamposto della modernizzazione globale e allo stesso tempo calviniana città invisibile. Il testo è accompagnato da diciannove fotografie dell'autore, diciannove immagini che fanno da controcanto ai capitoli come una storia parallela, diversa eppure puntata verso la stessa direzione: sia le parole sia le immagini, in fondo, si interrogano sugli ostacoli della visione. Lagos è una città difficile da vedere, nelle foto di Cole appare spesso sfocata, nascosta dalla griglia di un recinto, da una tenda, da un finestrino offuscato dalla pioggia, dalla ragnatela di un vetro rotto. Allo stesso tempo le parole del narratore (studente di medicina e aspirante scrittore come il protagonista di "Città aperta") sono, è vero, di una lucidità che confina con la spietatezza, ma anche segretamente fessurate dalla malinconia, dall'irrequietezza, dal rancore di chi è stato tradito. Un appannamento dello sguardo che è quello proprio dell'amore.
È diventata emblematica la serenità che papa Francesco riesce a trasmettere con il suo sorriso. La domanda di fondo è: come possiamo imitarlo e trovare anche noi quella stessa pace? Questo libro è suddiviso in 365 brevi capitoli corrispondenti ai 365 giorni dell'anno ed è pensato per intraprendere un percorso con Francesco. A ogni giorno, infatti, corrisponde un brano tratto dai discorsi e dagli scritti del papa, con la scrittura semplice e immediata che contraddistingue i suoi interventi rivolti ai fedeli. Attraverso le parole di Francesco, sarà possibile avvicinarsi agli insegnamenti più propriamente religiosi, ma anche a una ricerca della pace interiore, con suggerimenti sui pensieri positivi che aiutano a raggiungerla, con azioni e scelte che costruiscono serenità per noi e per gli altri. Nei giorni delle festività e degli appuntamenti dell'anno liturgico, saranno le riflessioni del papa ad accompagnare le ricorrenze più importanti, e il suo insegnamento saprà indicare la strada per un anno di amore e di speranza.