«Per anni ha scritto delle critiche sui giornali, senza cavarne altro che inimicizie ed errori tipografici» ha detto di sé Flaiano nel 1946. In realtà, dopo aver imparato il mestiere sul campo - tanto che, ricorda, circolava la frase «Questi giovani si fanno una cultura sui propri articoli» -, è stato, a partire dal 1939, un recensore cinematografico acuto e beffardo, pacato e intransigente, raffinatissimo dietro lo schermo della nonchalance, sempre ostile alle falsità e alle insulsaggini: a tutti quei film, insomma, che «presuppongono, di regola, un pubblico eccessivamente tardo di comprendonio» o che «rendono confortevole l’esistenza, allo stesso titolo dei treni rapidi, delle automobili, dei termosifoni». A suscitare l’entusiasmo di chi, come lui, conosceva intimamente il lavoro di soggettista e sceneggiatore (basti pensare alla prodigiosa e tormentata collaborazione con Fellini), e andava al cinema per sgranchirsi «l’immaginazione e la visione morale del mondo», erano piuttosto film come Verso la vita di Renoir, Ombre rosse di Ford o Monsieur Verdoux di Chaplin, «in cui tutto porta il marchio così semplice e raro del genio». Non solo: in un paese dove è lecito essere anticonformisti solo «nel modo giusto, approvato», Flaiano ha saputo esserlo sino in fondo, come dimostra l’irresistibile giudizio riservato a Orson Welles: «i suoi personaggi appartengono a quella categoria che mangia il pollo con le mani non per maleducazione, ma per eccesso di carattere, per prepotenza di immaginazione e di volontà!».
La preghiera è uno dei sublimi tesori della tradizione cristiana, poiché ci mette direttamente in contatto con il Dio creatore, salvatore e santificatore. E ci fa entrare in profonda intimità con colui che ci trasforma dal di dentro e orienta la nostra vita verso il bene, il buono, il bello. Per vivere l’intimità silenziosa e profonda con Dio abbiamo bisogno di punti di riferimento e queste pagine - un piccolo prezioso vademecum sulla preghiera - in brevi capitoli, come gemme estratte dalla lunga tradizione cristiana, ci aiuteranno a scoprire i vari aspetti della preghiera per far fruttificare questo tesoro.
Stupefacente, moderna, Ildegarda di Bingen non è solo tra i più grandi mistici del Medioevo, è anche musicista, autrice di settanta sinfonie e acuta studiosa. La sua opera ci parla del posto dell’essere umano nel cosmo, di rispetto per l’ambiente, di dietetica, di guarigione, del ruolo della donna: tutta una sapienza medievale da riscoprire. Nata nel 1098 in Germania, rimane sconosciuta fino all’età di quarant’anni nel suo convento sulle rive del Reno. Poi trascrive le mirabili visioni che ha fin dall’infanzia. Subito il libro suscita passioni e controversie in tutta Europa, prima di ottenere l’approvazione del papa, dei vescovi e di Bernardo di Chiaravalle. Da allora per Ildegarda si profila un destino straordinario. Continua a scrivere e i suoi tre libri di visioni, fra cui il celebre Scivias, descrivono un universo infinito, in perpetua espansione, in linea con quello degli attuali astrofisici e i suoi due trattati di medicina dolce sono ancora oggi fonte autorevole. Così, senza il paraocchi della logica e del razionalismo, lontana da qualunque concezione meccanica, Ildegarda di Bingen incarna meravigliosamente un altro sapere, intuitivo e visionario.
Banksy, probabilmente lo street artist più famoso e al contempo schivo della storia, ha sempre voluto mandare un messaggio. Tutte le sue opere sono pensate per il piacere del pubblico, per suscitare pensieri critici o per denunciare problematiche sociali, non per un tornaconto personale di pochi ricchi, o per il profitto. Esistono però gallerie d'arte, collezionisti privati o semplicemente persone poco rispettose delle sue opere, che vedono in questi murales una fonte di guadagno. Oppure street artist rivali che la considerano quasi un gesto di sfida nei confronti della "vera arte" di strada. Questo volume raccoglie l'arte di Banksy, raccontata sotto una luce nuova: qui troverete tutte le sue creazioni più famose che purtroppo non possono più essere ammirate, perché effimere di natura, realizzate non su tele ma in strada, su muri, cartelloni pubblicitari, barche, porte... Distrutte dalla concorrenza, rimosse dalle autorità o semplicemente "rubate" per conto di qualche milionario, questi capolavori vengono descritti nel dettaglio, anche grazie a una splendida selezione fotografica. L'autore, grande appassionato dello street artist, descrive con precisione la storia di ogni singola opera, come e quando questa è comparsa nel mondo della street art, il suo significato e il motivo presunto o assodato della sua scomparsa, chi ne è stato responsabile e il suo destino ultimo. Errori, battaglie legali, furti e ricomparse in altri Paesi, semplici scaramucce con l'amministrazione locale si susseguono una dopo l'altra, circondando questi murales scomparsi con un'aura di mistero. Se siete appassionati d'arte, magari di opere e artisti contemporanei, che affrontano temi politici e attuali, ecco il volume che fa per voi: ripercorrete la storia di Banksy, con tutte le sue vicissitudini e potrete vantare di aver visto il celebre Topolino su un manifesto a Los Angeles. Nessuno vi potrà dire nulla: sono tutte opere scomparse!
Jacopa de' Settesoli, nobildonna romana del XIII secolo, emerge in queste pagine come figura chiave del primo francescanesimo e del Terz'Ordine, accanto a San Francesco d'Assisi. Sabrina Viti ne restituisce il profilo storico e lo spessore spirituale, mettendo in luce il suo ruolo attivo nella Chiesa, nella famiglia e nella società del tempo. Fu compagna nel cammino evangelico del santo, tanto da meritare l'appellativo di "Frate Jacopa". Questa amicizia e la sua appassionata partecipazione al momento della morte lo rendono un unicum nella storia: una testimonianza viva di fede, dedizione e spiritualità francescana (+ Domenico Sigalini).
S'innamorano di una sagoma di cartone o di un pretoriano in miniatura, odiano i bambini pur portandoseli in grembo, lasciano una donna ma ne restano imprigionati, vomitano amore e rabbia, si tagliano, tradiscono, si ammalano. Sono alcuni dei personaggi di questo strabiliante libro di Michela Murgia, un romanzo fatto di storie che si incastrano e in cui i protagonisti stanno attraversando un cambiamento radicale che costringe ciascuno di loro a forme inedite di sopravvivenza emotiva. "Una sera ti metti a tavola e la vita che conoscevi è finita." A volte a stravolgerla è un lutto, una ferita, un licenziamento, una malattia, la perdita di una certezza o di un amore, ma è sempre un mutamento d'orizzonte delle tue speranze che non lascia scampo. Attraversare quella linea di crisi mostra che spesso la migliore risposta a un disastro che non controlli è un disastro che controlli, perché sei stato tu a generarlo. In stato di grazia, come la grande narratrice di "Accabadora", Murgia scrive per tutti noi un libro estremamente originale che rimanda a una costellazione di altri grandi libri: "Il crollo" di Fitzgerald, "Lo Zen e il tiro con l'arco" di Herrigel e "L'anno del pensiero magico" di Didion.
Tra la fine del 2021 e l'inizio del 2022, don Maurizio Mirilli, allora parroco della Parrocchia del Santissimo Sacramento, a Roma, ha tenuto una serie di catechesi sulla Santa Messa, nelle quali esponeva ai suoi fedeli, in maniera semplice e approfondita, il grande mistero dell'Eucaristia, che è centrale nella vita cristiana. Per questo ne vanno continuamente approfonditi il significato e il senso, per viverlo appieno.
El presente libro constituye una perfecta introducción a los escritos y pensamiento de san Pablo, al conjugar la erudición con la exposición profunda y pedagógica. Si bien existen numerosos libros en español sobre los escritos o la teología de san Pablo, son, por el contrario, muy escasos los que exponen de manera sintética y accesible una visión global y de conjunto de la obra de este gran Apóstol. Este texto, por tanto, constituye una aportación importante y original al pensamiento en lengua española. La obra, con formato de manual, pero con estilo ameno y accesible, está constituida por tres partes. En la primera, el profesor Basevi, expone con detalle la vida y formación cultural de San Pablo; en la segunda, se tratan con detenimiento todos los escritos paulinos; y, por fin, en la tercera, y como conclusión de todo lo presentado hasta el momento, se describen los elementos centrales de la teología de S. Pablo. El libro se completa con dos interesantes anexos sobre el estilo literario en la antigüedad y las características de los estudios sobre san Pablo. Este completo texto puede ser empleado como manual de Sagrada Escritura pero también será de gran interés para todos aquellos a los que les ilusiona aprender o comprobar algún aspecto de los escritos, la vida o la teología de san Pablo.
Il cuore è uno dei simboli universali della vita affettiva, diffuso in molte civiltà sin dai tempi più antichi. Oggi, tuttavia, questo fondamentale simbolo richiama quasi unicamente un vago e impalpabile sentimentalismo, assai lontano dalla consistenza ontologica e dalla capacità di apertura alla trascendenza che l'immagine del cuore ha sempre teso a delineare. In questo breve testo, Hildebrand mostra come il "cuore" sia la sede di un'intensa attività vitale e affettiva, indispensabile per accedere alla conoscenza vissuta di tutta una serie di strati di beni e valori che compongono la realtà. Inoltrandosi nella via aperta da Max Scheler, Hildebrand offre uno dei maggiori contributi all'analisi fenomenologia di questa fondamentale sfera della persona umana, incidendo con apporti determinanti su una riflessione che ancora oggi è al centro dell'interesse filosofico. Il testo di Hildebrand, però, non contiene soltanto una raffinata analisi filosofica dell'affettività umana, ma anche una riflessione intima e meditata sul mistero del Sacro Cuore di Cristo, che aiuta a comprenderlo nella sua profondità teologica evitandone letture superficiali e sentimentalistiche.
Oltre a mostrarne l'importanza per le società e le culture, gli studi novecenteschi sull'archivio ci hanno insegnato a riconoscere i suoi profondi legami con la memoria e l'organizzazione umana. Del resto, l'archivio è in costante trasformazione essendo altrettanto legato alle dinamiche del web e alle risorse offerte dalle nuove tecnologie. Che cosa comporta l'influenza di questi fattori? In quali ambiti della realtà sociale e della cultura contemporanea l'archivio ha acquisito importanza e in quali ne potrà avere con le sue prossime trasformazioni? Come sarà l'archivio di domani? I saggi raccolti in questo volume offrono più risposte, attraverso l'elaborazione di due prospettive critiche: la prima dedicata alla condizione attuale dell'archivio, la seconda ad alcune sue applicazioni nella realtà sociale, con particolare attenzione per il ruolo della tecnologia. Saggi di: Maurizio Ferraris, Camilla Domenella, Riccardo Fedriga e Margherita Mattioni, Mariella Guercio, Tiziana Andina, Elisabetta Pallottino, Davide Dal Sasso, Alberto Salarelli, Gianmaria Ajani, Cristina Baldacci, Alessandra Donati, Elisabetta Modena e Marco Scotti, Carla Subrizi. Prefazione di Carlo Birrozzi.
L'articolo 8, comma 3° della Costituzione italiana è stato attuato per la prima volta nel 1984 con la sottoscrizione dell'intesa tra lo Stato e le Chiese rappresentate dalla Tavola valdese, grazie al ruolo della Chiesa valdese e di quella metodista per l'affermazione della libertà religiosa e per il riconoscimento dell'autonomia e dell'indipendenza degli ordinamenti confessionali nei loro rapporti con lo Stato. Per la definizione dell'istituto dell'intesa fu fondamentale il giurista Giorgio Peyrot, il cui contributo prese le mosse dall'esperienza del diritto interno della Chiesa valdese per proiettarsi poi in quella del pluralismo religioso e nell'attuazione dei principi costituzionali connessi. L'impianto di base dell'intesa costituì in seguito lo schema della successiva normativa bilaterale tra lo Stato e le altre confessioni religiose di minoranza. Interprete di un diritto ecclesiastico portatore di istanze geneticamente differenti rispetto a quelle contemplate fino ad allora, il pensiero di Peyrot si inserisce nel più ampio tema del modello di relazione tra Stato e confessioni religiose. Il volume ricostruisce e analizza le trattative che hanno condotto al testo del 1984 offrendo al lettore gli strumenti per comprendere le ragioni profonde di questioni relative alla libertà religiosa ancora aperte.