Questo non è un libro di teologia. Non è nemmeno un libro per chi preferisce le cose di Chiesa spiegate con toni elevati da sermone classico. Perché qui le cose vengono affrontate di petto, senza girarci troppo attorno, col linguaggio colloquiale che ci vuole per farsi capire da tutti, giovani in testa. Sono proprio dei giovani veri, in carne e ossa, ad aver affidato le loro domande a questo testo, pretendendo risposte senza filtri. Pertanto, non stupitevi se l'autrice è una donna, laica, che scrive sui social e non ha all'attivo una laurea in teologia. Però la voglia di capire le cose in cui dice di credere sì, ce l'ha come ogni adulto che si rispetti. Qui troverete spiegato, tra i tanti argomenti trattati, perché mai i sacerdoti non possono sposarsi; che ruolo ha avuto la Chiesa nell'inquisizione e nelle crociate; cosa saltava in testa ai santi che si autoflagellavano; per quale assurdo motivo bisogna chiamare Sua Santità un Papa pure quando si comporta da impostore. Il tutto suffragato da prove, documenti, citazioni evangeliche. Perché, nonostante il linguaggio informale, qui si parla di cose serie, senza fare sconti a nessuno.
San Francesco è uno dei santi più venerati e stimati dalla cristianità e non solo. È davvero unico, perché la sua testimonianza di vita è di grande attualità ed efficacia ancora oggi. Il suo messaggio infatti può rianimare la società, cioè può davvero ridarle un'anima cristiana attenta ai valori veri: la gratitudine verso Dio e il prossimo, la valorizzazione dei fratelli e delle sorelle, la solidarietà, l'impegno per la pace e la riconciliazione, la cura del creato, la ricerca dell'essenzialità.
«A trent'anni dal mio primo colloquio con Padre Pio, alla vigilia dell'anno centenario della Sua nascita, rendo pubblici questi appunti, in segno di gratitudine a colui che è stato l'artefice della mia trasformazione spirituale. La misericordia di Dio mi affidò al grande Cappuccino con il quale ho percorso un lungo tratto della mia vita, certamente il più bello; e mai potrò ringraziare abbastanza per questo»
La pastorale della salute si colloca oggi tra gli ambiti più sensibili e decisivi della missione della Chiesa. Essa è chiamata a testimoniare il Vangelo mediante una presenza capace di prossimità, ascolto, accompagnamento e discernimento. Il presente manuale si propone come introduzione alla teologia pastorale della salute, pensata in modo particolare per operatori e volontari impegnati in questo ambito, che spesso svolgono il loro servizio con grande dedizione, ma da integrare con una formazione teologica sistematica. L'obiettivo è quello di fornire coordinate fondamentali, categorie di lettura e strumenti di orientamento, capaci di sostenere una prassi pastorale più consapevole, ecclesialmente fondata e teologicamente illuminata.
La vita è un bel dono che genera una storia, lunga o breve che sia, dal momento in cui scaturisce al suo compimento, un termine naturale di cui l'uomo non può mai disporre per un motivo semplice: nessuno è signore o padrone della vita di un altro essere umano, ma tutti ne siamo a servizio. Questo volume intende fornire un utile strumento di formazione e aggiornamento per un futuro migliore, per tutti quanti siano interessati - secondo l'insegnamento di san Giovanni Paolo II - ad «agire a favore della vita», tanto in ambito pastorale quanto scientifico, e a «contribuire al rinnovamento della società mediante l'edificazione del bene comune».
Da Lumen Gentium a oggi, la teologia della Chiesa ha attraversato la trasformazione più profonda del suo intero millennio recente. Questo Manuale di Ecclesiologia Sistematica raccoglie quel cammino e lo restituisce in forma organica al lettore italiano: studenti dei cicli istituzionali, dottorandi, docenti, pastori e operatori del dialogo ecumenico e interreligioso. Articolata in otto Parti e sedici Capitoli - dal mistero della Chiesa nell'eterno piano di Dio fino alla pienezza escatologica della Gerusalemme celeste - l'opera affronta in modo sistematico la fondazione cristologica e pneumatologica della Chiesa, la sua natura teandrica, la sacramentalità universale di salvezza, le quattro note, la struttura ministeriale e sinodale, la missione nel mondo e il dialogo con le altre tradizioni cristiane e religiose. Cinque scelte metodologiche dichiarate ne fanno uno strumento originale nel panorama manualistico contemporaneo: la via media tra metodo discendente e ascendente, l'integrazione strutturale della teologia ortodossa, la valorizzazione della tradizione italiana accanto a quelle tedesca e francese, l'ermeneutica anti-supersessionista del rapporto con Israele, la sinodalità come categoria sistematica trasversale recepita dal XVI Sinodo dei Vescovi (2023). Tre Appendici - fonti magisteriali, modelli ecclesiologici, cronologia dogmatica - completano un apparato critico multilingue (latino, greco, tedesco, francese, inglese) che fa di questo volume un riferimento stabile per lo studio e la ricerca.
Il filo rosso della maturità - frutto di un lungo cammino interiore che l'autore ha percorso con fedeltà e riservatezza - connette i brevi capitoli che conferiscono al libro una struttura a frammenti, eterogenei tra loro ma ricercati e genuini nello stesso tempo. In queste pagine, la dimensione religiosa è presente in modo sobrio, naturale, mai moralistico: una fede che attraversa la vita, che scorre come una sorgente umile e vivificante. È un testo che si può leggere d'un fiato; ma è sostando tra un frammento e l'altro che si comprende come, dentro esperienze solo apparentemente sparse, si intravede l'unità, silenziosa e tenace, di una vita.
In quest'ultimo libro fra Benigno, con la passione che lo contraddistingue e con una trattazione chiara ed esaustiva,-si rivolge agli uomini di scienza che non credono nell'esistenza del diavolo e delle possessioni diaboliche.
Forte della vasta esperienza maturata nei venticinque anni di attività esorcistica, ci presenta nei dettagli e con dovizia di particolari alcuni dei casi più eclatanti di possessione diabolica che ha trattato e risolto con successo e li sottopone all'attenzione degli uomini di scienza, con l'obiettivo di avviare un dialogo tra scienza e fede. Professoressa Aurora Buscemi
A scrivere e ad interpellare "gli uomini di scienza che non credono quelli che credono" è un uomo di fede, fra Benigno, frate francescano, filosofo, teologo e, da oltre un quarto di secolo, esorcista che dedica le sue attività e le sue energie ad un vasto campionario di uomini donne sofferenti alla ricerca di una ragione del loro dolore e alla ricerca soprattutto di un sollievo.
Questo uomo di fede interpella i lettori "uomini di scienza" seguendo un metodo empirico: ci introduce direttamente in questo mondo particolare presentandoci i fatti e dando voce ai posseduti e e ai loro familiari, così il libro si intesse di numerose cronache e testimonianze di storie vissute. Dottoressa Lina Scro.
Lo scrittore Andrea Camilleri in un'intervista di Enzo Biagi disse che i siciliani hanno "la voglia di capire gli altri". Credo che fra Benigno, come ogni buon esorcista della sua regione e e del resto dell'Italia, faccia propria questa aspirazione sia verso gli afflitti che cercano un ascolto e una benedizione sia nei confronti di tutti quegli esponenti del mondo scientifico che, credenti O meno, non prendono in considerazione problemi spirituali, compresi quelli di natura diabolica. E lo vuole fare attraverso queste pagine in dialogo. Dottor Alberto Castaldini
L'elezione di Leone XIV introduce diverse novità nella storia della Chiesa, ma una spicca su tutte: è il primo papa proveniente dagli Stati Uniti. Il suo insediamento è avvenuto nel contesto di una rottura dell'ordine internazionale liberale creato dopo la fine della Seconda guerra mondiale, che porta con sé una serie di incertezze riguardanti non solo l'asse transatlantico, ma anche i rapporti tra la Chiesa e il mondo, e all'interno della Chiesa globale. Un mutamento epocale che deriva dalla politica degli Stati Uniti di Trump e del movimento MAGA, in cui il rapporto tra religione e politica è ridefinito in una direzione diversa, se non per certi versi opposta, rispetto alla visione espressa dal magistero della Chiesa cattolica. La lezione di Agostino di fronte alla crisi dell'Impero Romano diventa per Leone XIV un modello per affrontare le tensioni interne alla Chiesa, in un mondo dove è ritornata la guerra come mezzo per la risoluzione dei conflitti tra le nazioni. A queste sfide inedite che il pontificato di Leone XIV si trova ad affrontare, e che investono l'unità della Chiesa e la pace nel mondo, si aggiunge quella rappresentata dall'intelligenza artificiale, al centro della enciclica Magnifica Humanitas, ampiamente commentata in queste pagine.
Santa Ildegarda ha svolto un ruolo fondamentale nella medicina medievale. Le intuizioni della badessa di Bingen sulle proprietà di alimenti e bevande, comparate con le attuali conoscenze scientifiche, evidenziano la grande modernità e ampiezza di vedute di questa mistica eccezionale. Le visioni ildegardiane, rivelando la viriditas, forza vitale di piante, alimenti e cristalli, pongono l'accento sulla natura curativa del cibo, sulla giusta misura e sull'armonia tra uomo e natura. Gli Autori, che hanno al loro attivo molte opere sulla medicina ildegardiana, presentano le considerazioni della santa badessa di Bingen circa il potere curativo delle bevande, da lei analizzato anche in rapporto a orario e composizione dei pasti, stagione, condizioni di salute individuali e salubrità delle fonti. Dall'acqua al latte, dalla birra al vino, dalle tisane ai vini medicati, di ogni bevanda, erba o spezie riportano, oltre ai consigli di Ildegarda, notizie storiche, componenti nutrizionali, attuali indicazioni, effetti collaterali e controindicazioni, fornendo un quadro sintetico ma completo delle osservazioni di questa donna straordinaria, definita da San Giovanni Paolo II «luce del suo popolo e del suo tempо».
Fu al funerale che si rivelò la grandezza di Antoni Gaudí: le strade di Barcellona si riempirono di gente, di canti e di silenzio. Nato il 25 giugno 1852 nel Camp de Tarragona, da artigiani del rame, imparò a unire mente e mani. Trovò la sua vocazione nella Sagrada Família. Viveva tra gli operai, condividendone la povertà e la fede. Per lui l'architettura era carità e lode. Chiamato famigliarmente, ma anche per scherno, «l'architetto di Dio», morì il 10 giugno 1926 investito da un tram mentre si recava come tutti i giorni dal suo padre spirituale. Gaudí vivo è una biografia del grande architetto catalano che segna una via nuova: non spiega tutte le sue opere - pur presenti -, ma cerca di comprendere la mentalità che lo animava e il modo in cui le realizzava. Il punto di partenza sono i gesti quotidiani: come parlava con gli operai, accoglieva i visitatori, correggeva un modello, chiedeva un'elemosina, osservava una pianta, pregava, camminava verso il cantiere. Da questi atti emerge un'intelligenza radicata nella realtà, nutrita da fede, lavoro manuale, osservazione e da una vita quasi monastica. Attraverso le testimonianze di chi lo conobbe, Chiara Curti restituisce un Gaudí vicino e vivo: non il genio isolato, ma un uomo che costruiva in relazione con persone, materia e Dio. La sua preoccupazione non era terminare le opere, ma indagare l'uomo e il suo destino. Il volume celebra i cento anni della morte di Gaudí, nel segno della Beatificazione, con una Prefazione dell'astrofisico Marco Bersanelli e la Postfazione di Jordi Faulí, architetto direttore della Sagrada Família.
Il 41° volume della prestigiosa collana “Catechesi in immagini”, curata da mons. Raffaello Martinelli, si configura come un sussidio dottrinale e pastorale approfondito, volto a illustrare come la fecondità sia parte essenziale del Sacramento del Matrimonio e non un’aggiunta opzionale. Attraverso un linguaggio chiaro e il supporto costante di riferimenti al Magistero (in particolare l’enciclica Humanae Vitae e l’esortazione Familiaris Consortio), l’autore guida il lettore alla scoperta di un amore che, per sua natura, tende a generare vita in molteplici forme: biologica, interpersonale, spirituale e comunitaria.