Lo studio è dedicato all'opera di Emmanuel Lévinas e, in particolare, a un tema che il filosofo francese volutamente non esplicita a livello terminologico, anzi lo esclude, in quanto ritenuto troppo svilito e non più rispondente al suo vero significato. Si tratta del tema dell'amore, inteso come amore per l'altro o per il prossimo, che egli riconduce all'orizzonte della responsabilità.
È questo il nome severo dell'amore, che dà accesso all'unicità, che apre - per così dire - la porta al/del soggetto. Nelle parole volto, responsabilità, dono, ospitalità, bontà e testimonianza - scaturite dal dialogo-confronto con filosofi e autori contemporanei - risuona non soltanto il significato umano e infinito della parola amore ma anche il grande valore che essa ha in Lévinas, tanto da divenire strategica per la lettura e l'interpretazione dell'insieme del pensiero levinasiano.
Sommario
Note redazionali e abbreviazioni. Prefazione (B. Salvarani). Introduzione. I. EMMANUEL LÉVINAS FILOSOFO E TALMUDISTA. 1. L'incontro con la filosofia di Edmund Husserl e di Martin Heidegger. 2. L'uscita dall'«essere». 3. Dall'«esistenza» all'«esistente». 4. Il Tempo e l'Altro. 5. L'ebraismo: una religione da adulti. II. IL PROBLEMA ETICO. 1. Eros e fecondità. 2. Il volto e l'esteriorità: l'etica in Totalità e infinito. 3. Prossimità e sostituzione: l'etica in Altrimenti che essere. 4. Il bene e l'Infinito. III. L'«AMORE» VERSO L'ALTRO. 1. Autori in dialogo con Emmanuel Lévinas. 2. Zygmunt Bauman e Daniel Sibony. IV. OLTRE LÉVINAS, CON LÉVINAS. 1. L'etica e la giustizia. 2. L'amore difficile. Conclusione. Ringraziamenti. Postfazione. Da Heidegger a Shushanì (G.D. Cova). Bibliografia. Indici.
Note sull'autore
PIER LUIGI CABRI, sacerdote dehoniano, laureato in filosofia, ha compiuto gli studi di teologia a Reggio Emilia e a Bologna dove ha conseguito il dottorato presso la Facoltà Teologica dell'Emilia Romagna (FTER). Lavora alle Edizioni Dehoniane Bologna, dove da anni segue in particolare il comparto EDB scuola. Insegna teologia fondamentale all'ISSR C. Ferrini di Modena e fa parte del Dipartimento di teologia dell'evangelizzazione della FTER. Ha pubblicato La lettura infinita. Interpretazioni talmudiche di Emmanuel Lévinas (Roma 1993).
Il titolo di questo volume, che riprende quello del libro pubblicato nel 1964, intende sottolineare l’ambiguità della parola «religione», che al singolare rappresenta l’apertura costitutiva dell’uomo al mistero della vita, mentre al plurale indica le diverse tradizioni religiose.
Il filo conduttore degli scritti riuniti nel volume è l’invito che l’autore rivolge alle religioni a compiere uno sforzo comune (cosa che molti rappresentanti contemporanei delle tradizioni religiose stanno tentando di fare) per scoprire uno dei compiti fondamentali e permanenti della religione - e della laicità, intesa come secolarità sacra: aiutare l’uomo a raggiungere la sua pienezza.
Il volume include nella prima sezione, oltre al libro menzionato, vari articoli che approfondiscono il concetto di religione da varie angolature e sviluppano alcuni aspetti più universali della religiosità intesa come dimensione umana. La seconda sezione tratta delle religioni comparate e della filosofia delle religioni nell’incontro, mentre la terza abbraccia argomenti più specifici, fra i quali articoli che riguardano il corpo e la medicina, in quanto la religione «religa» non solo l’uomo a Dio, ma anche lo spirito al corpo.
Perché le persone caste possiedono un particolare fascino e una singolare forza di attrazione?
La bellezza della castità deriva dall'amore interpersonale che ne è all'origine. Essa infatti, rendendo trasparente il cuore, manifesta non solo la persona che la vive, ma anche il mistero della presenza interiore di Dio, frutto della carità. Perché affascina la bellezza? Perché essa ci permette di riconoscere questa presenza. Il lettore è invitato ad un percorso suggestivo in cui l'autrice fa risuonare una sinfonia utilizzando ed interpretando la musica di un maestro geniale, come Tommaso d'Aquino, che aveva saputo far tesoro della grande tradizione di pensiero che lo precedeva.
Tutti i santi hanno avuto l’audacia di credere nel mistero inaudito della Provvidenza: questa fede era la sorgente della serenità che essi custodivano nel momento della prova. Oggi questo mistero è assai contestato. Molti cristiani pensano che sarebbe ora di cambiare il nostro modo di parlare e di leggere gli avvenimenti, soprattutto dopo Auschwitz. Tuttavia, l’insegnamento della chiesa in proposito non è mutato. Questo libro ne tratteggia le basi rifacendosi alla Bibbia, alla posizione del magistero, espressa in particolare nel Catechismo della Chiesa Cattolica, e agli infiniti esempi lasciatici dai santi di ogni epoca.
Autore
PIERRE DESCOUVEMONT, sacerdote della diocesi di Cambrai, è dottore in teologia, anima ritiri spirituali e conduce una scuola di preghiera. È stato consigliere nazionale delle «Équipes Notre-Dame» dal 1991 al 1998 e ha pubblicato numerose opere di spiritualità.
L’opera, nata con intenti pastorali, è tesa a conoscere e a far conoscere, attraverso lo scandaglio dell’opera e le notizie biografiche, l’uomo Pirandello per scrutarne l’intimità del suo animo e per misurarne il portato spirituale e religioso. L’obiettivo della ricerca è proprio di «dedurre» dall’opera di Pirandello «il particolare modo» che ha avuto «di considerare il mondo e la vita». Scoprire, soprattutto, le inevitabili implicazioni religiose di questa sua particolare concezione del mondo e della vita alla luce della fede cristiana.
Un appassionato e sinergico confronto tra due autori, Antonio Rosmini e Karol Wojtyla, che a distanza di anni l'uno dall'altro, perseguirono lo stesso obiettivo comune, la ricerca della Verità, intesa nel suo duplice risvolto naturale e soprannaturale, cioè l'amore per l'uomo e per il suo Creatore. Rosmini offre una profonda riflessione sulla carità intellettuale, uno dei temi più sensibili della sua filosofia; Giovanni Paolo II propone invece un vito costante alla nuova evangelizzazione, punto chiave del suo magistero. Questo studio costituisce un ausilio particolarmente indicato per gli studenti di Teologia e Filosofia, ma anche per chiunque voglia approfondire il pensiero di queste due figure di primaria importanza nella storia della chiesa.
Un tema arduo e travagliato quello della potenza di Dio, tanto confessato dalla fede quanto contestato dalla ragione, esaminato lungo mille anni di riflessione teologica.
Oggi più che mai abbiamo bisogno di ripensare l'incontro con l'altro, con il diverso. Il pensiero e la pratica dialogica deve fare i conti con la paura e il rifiuto che vediamo così diffusi nelle nostre città. C'è, cioè, un'emergenza sociale e insieme culturale che va servita, capita, interpretata. Ma, in linea con la vocazione del gruppo che ha proposto tale tema, c'è un'emergenza ecclesiale. Le chiese sono ancora timide quando non chiuse su questi temi. Che pure sono temi "costitutivi" per le comunità ecclesiali: "mai senza l'altro" dice la Bibbia.
Fede, speranza e carità, rivelano la trama essenziale del dinamismo che anima la tensione dell'uomo a Dio, quando tale dinamismo si realizza come autentica apertura della mente e del cuore, come amore che spera e crede secondo l'intenzione dello Spirito santo. Tornando a riflettere sul significato della "santa triade", questo libro intende offrire un piccolo contributo alla ricerca di una rinnovata intelligenza della dimensione teologale dell'esistenza cristiana. Nelle sue pagine, impegnate a sviluppare una panoramica sulle più rilevanti interpretazioni della vita di grazia maturate con la storia della teologia, viene infine proposta una sintesi a carattere sistematico, basata sull'accostamento dell'esperienza del discepolo a quella del suo Signore e Maestro.
I saggi contenuti in questo volume, tutti opera di docenti universitari, sono frutto di un lavoro di ricerca che ha impegnato i soggetti aderenti al Coordinamento delle Associazioni Teologiche Italiane (CATI). Il loro intento è quello di offrire uno sguardo complessivo sulle tappe dello sviluppo storico e delle impostazioni metodologiche che hanno caratterizzato le scienze teologiche in Italia dal Concilio Vaticano II ad oggi, e di individuare le prospettive per il futuro lavoro teologico.
Il XX secolo ha visto le chiese cristiane in un certo affanno per quanto riguarda il loro rapporto con la società: l’allontanamento delle grandi masse operaie dalla pratica religiosa, l’ateismo comunista al potere in ampie regioni del globo, la radicale secolarizzazione occidentale, l’emergere, anche in contesti tradizionalmente cristiani, del pluralismo religioso. Il pensiero teologico ha reagito a tali sfide con grande vivacità, facendo del Novecento uno dei secoli più ricchi dell’intera storia del pensiero cristiano. Il volume ripercorre i principali snodi della riflessione teologica recente, guidando il lettore, anche profano, in un’avventura intellettuale che proprio la nostra cultura, ampiamente scristianizzata, merita di conoscere.