Questa Vita di Maria è il libro più commovente e famoso tra quelli nati dal sodalizio tra la monaca stigmatizzata tedesca Anna Katharina Emmerick (1774-1824) e il poeta romantico Clemens Brentano (1778-1842). La Emmerick, figlia di poveri contadini, aveva fin da bambina visioni dettagliatissime della vita di Gesù, della Madonna e dei santi e negli ultimi sei anni della sua vita, quando — malatissima — era costretta permanentemente a letto, le raccontò a Brentano, che le trascrisse fedelmente e dopo la morte di lei le strutturò programmando vari volumi. La Vita di Maria inizia raccontando la storia dei progenitori della Vergine, molti dei quali erano esseni, un gruppo religioso che nutriva in maniera particolarmente intensa la speranza della nascita del Messia, e ne descrive poi la nascita prodigiosa e l'educazione al tempio; narra con grande dovizia di particolari la vita di Giuseppe e della sua famiglia, il suo matrimonio con Maria, la nascita di Gesù e i primi anni di vita del Redentore, sino alla persecuzione di Erode, la fuga in Egitto e il ritorno a Nazareth, avvenuto quando Gesù aveva otto anni. Nell'ultima parte del libro sono narrati gli ultimi anni di vita di Maria a Efeso, dove Giovanni l'aveva portata qualche tempo dopo la crocifissione, la sua morte in quella città, l'assunzione al cielo e l'inizio della predicazione degli apostoli. I testi di Anna Katharina Emmerick, che hanno tutti l'imprimatur, ampliano e arricchiscono senza alcuna contraddizione le scarne notizie della Sacra Scrittura, inducendo il lettore a sentire più vicini i personaggi evangelici colti nella loro umanità e quotidianità oltre che nella loro divinità, e a meditare quindi più profondamente sui grandi misteri della nostra fede.
Che succede? Oscar è un leone maestoso dal riccio potente con un grosso problema: l'ansia che lo divora, soprattutto quando deve parlare davanti agli altri animali. Mal di pancia, nodi alla gola, batticuore... Oscar non sa come fare per affrontare il suo ruolo di re della foresta. Finché un giorno incontra un lemure con la passione per la lettura.
Età di lettura: da 5 anni.
Chi è Maria, davvero, nei Vangeli? Questo libro accompagna il lettore in un itinerario spirituale e teologico che, seguendo i testi evangelici, ripercorre l'intera vicenda di Maria: dall'Annunciazione alla Risurrezione. Attraverso una lettura attenta della Scrittura, arricchita da riferimenti biblici, patristici ed esegetici, l'autore offre una meditazione profonda sulla fede, sull'obbedienza e sul silenzio della Madre di Gesù. Maria emerge come donna libera, credente radicale, compagna di cammino dell'umanità e Madre sempre presente nella storia della salvezza. Prefazione di Massimo Vedova.
Viviamo in tempi nervosi: si corre, si sbuffa, si pretende, si risponde male. La maleducazione fa spettadolo, la prepotenza alza la voce, e parole semplici come grazie", "prego", "scusa" sembrano quasi finite fuori catalogo. Eppure funzionano ancora benissimo. Il libro non è un trattato di buone maniere, nè una predica nostalgica. E' un viaggio leggero e concreto nella vita di tutti i giorni - in famiglia, al lavoro, nel traffico, sui social, nei conflitti, nelle giornate storte - dove la gentilezza smette di essere teoria e torna a essere pratica. Con ironia, esempi e uno sguardo attento all'umano, Diego Goso racconta una vertità semplice: la gentilezza non è zucchero e non è debolezza. E' misura, è intelligenza, è stile. Perchè essere sgarbati è facile. Essere gentili, invece, è da persone che hanno capito come stare al mondo.
Una delle più complete biografie pubblicate sino ad oggi. L'autore ricostruisce con grande accuratezza il percorso umano, spirituale e pastorale di Robert Francis Prevost, offrendo un ritratto completo di Papa Leone prima e dopo il Conclave. Attraverso un'analisi approfondita di omelie, interventi pubblici, interviste, messaggi sui social media e testimonianze dirette di quanti lo hanno conosciuto come allievo, missionario, vescovo, cardinale e guida spirituale, l'autore compone un quadro ricco e documentato, capace di restituire la complessità della sua figura. Ne emerge un papa figlio di sant'Agostino, teologo rigoroso e missionario. Prefazione di Antonio Staglianò.
Con l'incarnazione di Dio la nostra vita diventa più divina e più umana. Capire cosa questo significhi è stata la sfida di tutta una vita, per mons. Kamphaus, oggi vescovo emerito di Limburg (Germania). Ed ecco ora che i suoi spunti di riflessione ci accompagnano giorno dopo giorno attraverso il periodo natalizio, dalla prima domenica di Avvento fino alla festa del Battesimo del Signore. Ricco di riferimenti biblici e di suggerimenti per la vita di fede, il libro valorizza dinamiche umane come l'attesa e la speranza, il gioco di tenebre e luce, il dono e la responsabilità di un figlio che viene alla luce... Ma Kamphaus rivolge un'attenzione particolare alle donne e agli uomini di cui si parla nei vangeli della nascita e dell'infanzia di Gesù. Tutti i personaggi del Natale hanno fatto un'esperienza personale del Dio che viene nel mondo, che è qui in mezzo a noi e che continua a venire: e il loro vissuto si fa ispirazione, promessa e invito per i nostri giorni, oggi.
La storia di John Henry Newman, una figura complessa e schiva, la cui vita è stata un’incessante battaglia per la verità. Da stimato pastore anglicano, intraprese un percorso spirituale e intellettuale lacerante, approdando infine al «porto» del Cattolicesimo. Newman ci offre un insegnamento di urgenza straordinaria per la società contemporanea: non si deve aver paura della verità, ma avere il coraggio di professarla. Il suo viaggio di conversione (avvenuto nel 1845) fu intenso e tormentato. La sua profonda umanità e la sua instancabile ricerca sono magnificamente riassunte nella preghiera "Guidami, Luce gentile". Newman, santo e dottore della Chiesa, è un esempio di "santità del quotidiano" e di lealtà incrollabile. Questa è un’opera essenziale per comprendere un gigante della fede e del pensiero.
Instabile nei governi, resistente nella storia: il racconto di una Repubblica che ha imparato a cambiare e rinascere. La storia della Repubblica italiana è un lungo e difficile cammino verso il radicamento della democrazia. Un percorso non lineare, segnato da conflitti, tensioni e tentativi di destabilizzazione, ma anche sorretto da una straordinaria vitalità politica e civile che ha saputo difendere e consolidare le istituzioni nate dal 1946. In questo senso il libro individua i fili rossi che ne hanno segnato l'evoluzione e riconosce nei decenni repubblicani i frutti duraturi di un processo democratico che, pur tra contraddizioni e distorsioni, ha resistito agli estremismi e si è rigenerato nel tempo. Tuttavia, fin dai primi anni, la politica italiana si è confrontata con una fragilità strutturale: l'instabilità dei governi. Come ricordava Calamandrei in Assemblea costituente, l'assetto multipartitico del Paese rendeva inevitabile la logica delle coalizioni, con tutti i limiti e le tensioni che ne derivano. A ottant'anni dalla Costituzione, questo nodo del sistema resta aperto e attuale, interrogando ancora oggi il futuro della nostra democrazia.
Come sempre, domina nel mondo la dialettica degli opposti: a fronte di una sempre più incisiva logica del consumo, che identifica la felicità con il possesso di beni materiali, prende forma il desiderio, oggi largamente diffuso, di esperienze spirituali. Si avverte la necessità di andare alle origini della tradizione filosofica occidentale per riscoprire fonti antiche di spiritualità. Se nel recente passato oggetto di ricerca sono state correnti filosofiche come lo stoicismo e l’epicureismo, è venuto il momento di riportare l’attenzione sul pensiero di Socrate. I dialoghi socratici scritti da Platone rivelano un’interpretazione densa delle pratiche spirituali perché, mentre le sottraggono a una declinazione individualistica, di un soggetto ripiegato su di sé, disegnano mappe per orientarsi nell’incertezza della vita, per comprendere l’esperienza umana e agire su di essa.
Il numero 4/2026 di Limes s’intitola "Lo scisma d’Occidente", e analizza la crisi dei rapporti transatlantici calandoli nel contesto della guerra israelo-americana contro l’Iran. Al centro dell’analisi, tuttavia, non vi è solo il futuro della Nato, ma anche quello dei rapporti tra papato e impero americano, le cui criticità sono emerse plasticamente con gli attacchi di Trump a Leone XIV. Il volume è diviso in tre parti. Nella prima - dal titolo Vivere senza essere Nato - l’analisi è centrata sulla crisi dell’alleanza atlantica, sui motivi che stanno portando l’America a svuotarla di senso senza chiuderla ufficialmente e sul modo in cui altre potenze, Cina in primis, sperano di profittarne. Particolare attenzione è dedicata poi al modo in cui i paesi europei stanno affrontando questa svolta, senza dubbio epocale ma non sempre vissuta con l’urgenza strategica che meriterebbe. Nella seconda parte - Imperatore contro papa - lo scisma d’Occidente viene indagato nella sua dimensione georeligiosa: la tensione tra Trump e Prevost, infatti, nasce sullo sfondo di diverse idee di religione e di America dei due americani più importanti al mondo. Al di là delle singole questioni, però, ciò che gli articoli di questa sezione mostrano è la sempre maggiore distanza culturale - dunque geopolitica - tra le due sponde dell’Atlantico, che prende le forme di un rinnovato scontro tra papato e impero. Nella terza e ultima parte - intitolata L’Iran funesto - il volume fa il punto sulla guerra contro l’Iran. Nonostante la tregua, infatti, americani e israeliani non paiono essere in grado di raggiungere i loro obiettivi, mentre la posizione di Teheran pare consolidarsi. Intanto, un Israele sempre più diviso va alla disperata ricerca di zone di sicurezza in Libano, Siria e Cisgiordania, condannandosi a una guerra perpetua. Da segnalare, in questa sezione, la traduzione di un inedito di Edward Said intitolato L’essenza del terrorista, in cui l’autore di Orientalismo recensisce criticamente un libro di Binyamin Netanyahu, all’epoca (1987) ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite.
Pronunciate a Parigi nel 1273, le Collationes in Hexaëmeron di Bonaventura si collocano in un contesto universitario in cui le nuove ermeneutiche aristoteliche avevano depennato l’esemplarismo dall’orizzonte filosofico, marcando, in tal modo, un’irrimediabile dicotomia tra Dio e il mondo, molto pericolosa pure sul piano dottrinale. A fronte di un tale rifiuto, Bonaventura riafferma con forza la centralità dell’esemplarismo mediante il quale si può rileggere, e interpretare in modo corretto, il rapporto tra la Trinità e la creazione, tra la Trinità e il decursus mundi, tra la Trinità e le varie gerarchie. Benché il mistero del Dio trino e uno sia presentato con differenti strumenti teologici che vanno dalle processioni intradivine alla circumincessione, l’esemplarismo permane quel filo rosso che rende ragione del rispecchiarsi del mistero di Dio in ognuna di queste realtà, siano esse la creazione, la storia o i vari ordinamenti gerarchici, diventando così quel legame imprescindibile che congiunge la Trinità con il mondo.
Presenza e influenza di Paolo nel cristianesimo dei primordi vanno oltre l’orizzonte delle sette lettere autentiche che l’apostolo scrisse ai primi gruppi cristiani. Paolo fu venerato e ferocemente osteggiato in un numero ancora maggiore di lettere scritte a suo nome, e in narrazioni diffuse su di lui e contro di lui, che vennero incluse nel nostro Nuovo Testamento e, molto più spesso, custodite e trasmesse al di fuori di questo. Richard Pervo delinea un quadro illuminante e in tutto esaustivo dell’eredità di Paolo e dei vari modi in cui tra le prime chiese egli venne ricordato, onorato o anche vilipeso. Il primo volume del suo saggio è dedicato alla costruzione della sua figura come apostolo e come libro: il primo libro cristiano!