Alle parole pronunciate negli ultimi istanti della vita, un uomo affida il senso della propria esistenza. Così è per le parole che Gesù ha pronunciato «dalla croce», sintesi reale della sua storia e della sua missione. Esse esprimono la sua passione per l'uomo, il suo libero donarsi per strapparci dal dominio del male e della morte e introdurci alla vita stessa di Dio. Dalla croce, luogo di supplizio, dove apparentemente trionfa il mistero del male, giunge a noi un annuncio di redenzione, un "Exultet" che vuole attirarci a un Dio «che non teme né si preoccupa della propria debolezza, che ci invita a non vergognarci neanche delle nostre mancanze», ad ascoltare un Dio che «si consegna a noi e ci insegna così a consegnarci a lui», a lasciarci afferrare e penetrare dal Suo «ho sete» di te, dal Suo grande amore «fino alla fine». Attraverso queste meditazioni, l'Autore ci accompagna a scoprire quanto sia smisurato e desiderabile il dono di Dio e ci invita amorosamente a contemplare la Vita per divenire assetati di vita.
Giorgio Bassani è stato uno degli scrittori più importanti per la letteratura italiana contemporanea e in occasione del centenario dalla nascita, in un anno ricco di celebrazioni internazionali, questo libro raccoglie il racconto intimo, onesto e ricchissimo di Paola Bassani, la figlia primogenita. In dialogo con Massimo Raffaelli, docente e critico letterario, Paola Bassani, storica dell'arte e Presidente della Fondazione Bassani, compone con schiettezza, calore ed emozione, un ritratto sfaccettato e inedito di un padre tanto amato e tanto imponente. Dal racconto delle vicissitudini famigliari alle passioni sportive, dall'amore per lo studio e l'insegnamento ai rapporti preziosi con gli amici di una vita (Pasolini, Dessì Levi, Gnudi etc), dalle storie d'amore controverse all'impegno civile e politico, questo libro ripercorre i momenti fondamentali nel percorso dell'autore dei "Finzi Contini", intrecciando costantemente vita e letteratura, romanzo e realtà, grazie anche a un apparato iconografico con fotografie inedite e lettere autografe.
Il volume raccoglie il carteggio, intercorso tra l'agosto del 1956 e il dicembre del 1975, tra Mariano Rumor (Vicenza, 1915-1990) e Giorgio La Pira (Pozzallo, 1904-Firenze, 1977), protagonisti di primo piano, per oltre un cinquantennio, della vita politica italiana: l'uno, deputato veneto all'Assemblea Costituente, ministro di Stato di vari dicasteri (Agricoltura, Interni, Esteri), parlamentare europeo, presidente dell'Unione europea dei democratici cristiani (Uedc) e poi dell'Unione mondiale dei democratici cristiani (Umdc), nonché presidente del Consiglio dei ministri in cinque governi della Repubblica; l'altro: giurista, docente di diritto romano, anch'egli deputato alla Costituente, per tre mandati sindaco di Firenze e presidente della Federazione mondiale delle città unite (Fmcu). La conoscenza di queste fonti, sino a oggi inedite, consente non soltanto di sondare il loro rapporto ma di gettare nuova luce su alcuni snodi cruciali della storia della Democrazia cristiana e, più in generale, dell'evoluzione della democrazia italiana. Introduzione della curatrice.
Il volume raccoglie i risultati di un intenso lavoro di ricerca condotto all'interno di archivi italiani e stranieri del Novecento. È un libro sulla poesia di Caproni ed è un libro su altri scrittori, artisti e intellettuali testimoni dell'eredità culturale di uno dei protagonisti della poesia europea del Novecento. Altri protagonisti non solo italiani poiché sin da giovanissimo Caproni ebbe a che fare con contesti che superavano i confini nazionali. Da un lato grandi voci della poesia italiana: Mario Luzi, Vittorio Sereni, ma anche Libero Bigiaretti, Mario Mafai, Diego Valeri, Margherita Guidacci il cui dialogo con il poeta livornese viene scoperto o riletto alla luce delle carte ritrovate. Dall'altro scrittori e intellettuali europei che, anche grazie all'esperienza di traduzione compiuta da Caproni, hanno giocato un ruolo decisivo nella definizione di grandi temi della poesia moderna: Pierre J. Jouve, Antonio Machado, Federico G. Lorca, René Char, Maurice Blanchot. È nella biblioteca privata del poeta, e non solo qui, che l'autrice individua una serie di letture compiute nel tempo e spesso incentrate sulla figura della Bestia. Libri letti, riletti, dedicati, annotati, mostrano come uno dei motivi dominanti dell'ultimo Caproni (e della riflessione sul linguaggio in genere) affondi le sue radici in un passato lontano; perché fin dal 1935 Giorgio Caproni la Bestia l'aveva scoperta, tenuta d'occhio, studiata attraverso la voce e i libri degli altri.
Un volume dedicato alla figura e all’opera di Sua Eccellenza mons. Giorgio Corbellini, la cui prefazione è scritta da Sua Eminenza il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato di Sua Santità.
Servi inutiles sumus: era il motto episcopale scelto da Sua Eccellenza Mons. Giorgio Corbellini, tornato alla Casa del Padre il 13 novembre 2019. E Servi inutiles sumus è il titolo di questa pubblicazione che vuole ricordare il compianto presule e la sua attività pastorale e giuridica posta al servizio del Papa e della Sede Apostolica. All’insegna dell’umiltà, della modestia, condite da un gradevole senso dello humor, si è svolto il lungo servizio prestato alla Santa Sede, dal 1° ottobre 1985 fino alla morte. Egli avvertiva dentro di sé l’importanza e la responsabilità di lavorare direttamente al servizio del Successore di Pietro e di potergli offrire il suo contributo per il buon andamento e il miglioramento di tutta la struttura giuridico-amministrativa della Santa Sede. Tracce di questo servizio alla Chiesa le troviamo nelle pagine di questo volume, in cui vengono raccolti saggi e contributi di esimi specialisti e valenti giuristi. La pubblicazione è attraversata più o meno espressamente dalla presenza del Vescovo Corbellini. Vi è il suo influsso o, almeno, la sua incrollabile convinzione che tutto serve per l’edificazione del Regno di Dio. Egli, infatti, amava la giustizia da ricercare non solo con i mezzi messi a disposizione delle scienze umane, ma anche con la preghiera. A questo proposito, molti lo ricordano mentre passeggiava per il Vaticano recitando il Rosario o sostando in preghiera davanti al Tabernacolo. Questa sua capacità di unire fede e scienza, conoscenza e semplicità, umiltà e competenza rimarrà impressa nella memoria di quanti lo hanno conosciuto e frequentato. (Dalla Prefazione del Card. Pietro Parolin)
Le riflessioni proposte in questo libro rispondono in fondo a una sola domanda: «Cosa ne abbiamo fatto, cosa ne stiamo facendo dei nostri giorni?». Non delle giornate ideali, quelle di cui ci ricordiamo la data anche una vita dopo; le giornate del quotidiano, quelle uguali, segnate dall'alzarsi e dal coricarsi, dal lavoro e dal cibo, da pensieri e parole, incontri e scontri, un po' di quiete, perfino qualche momento di gioco. Mescolando riflessioni ispirate dalla Bibbia a spunti tratti dalla vita quotidiana di un prete metropolitano, don Caldirola ci invita a coltivare la sapienza del cuore, intrisa di stupore e gratitudine verso un Dio che si rivela (anche) nelle piccole cose.
Giorgio Ambrosoli fu per cinque anni commissario liquidatore alla banca privata del bancarottiere e mafioso Michele Sindona; venne ucciso a Milano da un killer la notte tra l'11 e il 12 luglio 1979. A trent'anni di distanza il figlio Umberto ne racconta la storia. Sullo sfondo, l'Italia in quel drammatico periodo. Nell'indagare gli snodi di un sistema politico-finanziario corrotto e letale, Ambrosoli agiva in una situazione di isolamento, difficoltà e rischio di cui era ben consapevole. Aveva scritto alla moglie: "Pagherò a caro prezzo l'incarico: lo sapevo prima di accettarlo e quindi non mi lamento affatto perché per me è stata un'occasione unica di fare qualcosa per il paese [...] Qualunque cosa succeda, comunque, tu sai cosa devi fare e sono certo saprai fare benissimo". Il racconto illumina il carattere esemplare delle scelte di Giorgio Ambrosoli, la sua coerenza agli ideali di libertà e responsabilità e, insieme, sottolinea il valore positivo di una storia ancora straordinariamente attuale. Da questo libro la Rai ha tratto il film Tv "Qualunque cosa succeda". Seconda edizione, con una nuova introduzione dell'autore e una postfazione di Anna Maria Tarantola, presidente Rai e già vicedirettore generale di Banca d'Italia. Prefazione di Carlo Azeglio Ciampi.
Contributi di: Nino Borsellino, Rossana Caira Lumetti, Giuseppe A. Camerino, Sergio Cristaldi, Giuseppe Dalla Torre, Gabriella Di Paola Dollorenzo, Enrico Elli, Lia Fava Guzzetta, Emerico Giachery, Georges Güntert, Giuseppe Ignesti, Giuseppe Izzi, Nicolina Jorio, François Livi, Maria Luisi, Enrico Malato, Irène Jeanine Mamczarz, Paolo Martino, Franco Musarra, Deirdre O'Grady, Francesca Petrocchi, Paolo Procaccioli, Angelo Pupino, Eugenio Ragni, Concetta Ranieri, Gianvito Resta, Riccardo Scrivano, Giuseppe Talamo, Anna Vergelli.
Un'indagine, quasi poliziesca, sulle tracce di un gruppo ereticale che l'Inquisizione ha tentato di cancellare dalla storia. Nell'Italia del Cinquecento, lacerata dal dissenso protestante, un monaco benedettino, Giorgio Rioli detto Giorgio Siculo, annunciò rivelazioni straordinarie. Potenti e umili, religiosi e laici lo seguirono affascinati. Giorgio Siculo consigliava ai protestanti dispersi per l'Italia di adattarsi all'ortodossia cattolica, ma ai seguaci più stretti confidava una dottrina segreta, che gli era stata comunicata - affermava - direttamente da Cristo, e che si opponeva in maniera radicale sia al protestantesimo sia al cattolicesimo. Denunciato dai protestanti all'Inquisizione romana, Giorgio Siculo venne processato a Ferrara nel 1551 come eretico, condannato e impiccato. La persecuzione dei suoi seguaci e la distruzione dei suoi scritti si protrassero ostinatamente per decenni. Delle idee di Giorgio Siculo non doveva rimanere traccia alcuna. Con una lunga ricerca, punteggiata da scoperte imprevedibili, Adriano Prosperi è riuscito a sconfiggere questa sistematica volontà di cancellazione. Attraverso il tragico destino di Giorgio Siculo affiora un capitolo sconosciuto della storia religiosa italiana ed europea.
Giorgio Bocca: il ruvido, aspro decano dei giornalisti italiani, uno dei pochi che può ancora raccontarci il fascismo, i venti mesi di guerra di Liberazione, il sangue dello scontro fratricida e l'alba del 25 aprile 1945. E poi la ricostruzione, il boom visto dalle redazioni dei giornali più prestigiosi del paese, la scoperta della provincia, la doccia fredda del riflusso, gli anni di piombo e l'era del craxismo, fino alle incertezze di un presente così lontano dai sogni e dalle illusioni della Resistenza di rifondare un paese civile e democratico. Nel libro un intervista di 144 pagine. Nel DVD: "La neve e il fuoco" un'ora di intervista a Giorgio Bocca, che ripercorre la propria storia umana e professionale. In un'unica appassionata cronaca dell'essere italiano e insieme antitaliano, Bocca rievoca l'infanzia e l'adolescenza a Cuneo durante il Ventennio, il salto da Torino a Milano, la passione viscerale e intellettuale per la professione di giornalista, i grandi incontri, i viaggi da cronista al Sud, ma anche il suo rapporto con il lavoro e con il denaro, la fragilità della vecchiaia, il momento dei bilanci, in un intreccio continuo e necessario fra storia personale e storia del paese.
Descrizione dell'opera
L'enciclica di Benedetto XVI Caritas in veritate - la più ampia in assoluto tra le encicliche sociali - certamente rappresenterà a lungo un punto di riferimento essenziale sia per gli studiosi di dottrina sociale sia per quanti si assumeranno il compito di tradurla, svilupparla, riprenderla in vista dell'auspicato «nuovo corso» della civiltà nella stagione della globalizzazione, dell'impetuoso sviluppo della tecnica, della difficile ricerca della pace e della giustizia fra i popoli.
A motivo della complessità dei temi affrontati, il documento può risultare non a tutti di facile lettura. Vi si intrecciano riflessioni propriamente teologiche, analisi economiche, implicazioni di ordine politico, soprattutto di politica internazionale e non mancano cenni a questioni scottanti come la promozione della pace e la salvaguardia del creato. Le riflessioni di Campanini, che precedono il testo dell'enciclica, rappresentano una «guida», in vista della comprensione dei punti nodali del documento e una sollecitazione a una lettura personale e approfondita.
Sommario
Introduzione. 1. Caritas in veritate: la conclusione di un «trittico». 2. Un «nuovo statuto» della dottrina sociale della Chiesa? 3. La «questione antropologica». 4. Potenzialità e rischi della globalizzazione. 5. Le nuove frontiere dell'economia. 6. Il problema ecologico. 7. Aiuti allo sviluppo e giustizia internazionale. Conclusione: la «riabilitazione» della politica. Caritas in veritate.
Note sul curatore
Giorgio Campanini, già professore di storia delle dottrine politiche all'Università di Parma, ha successivamente svolto una serie di corsi presso la Pontificia università lateranense e la Facoltà teologica di Lugano. È considerato fra i più qualificati studiosi del pensiero politico cattolico dell'Ottocento e del Novecento. Ha approfondito in particolare le tematiche etiche e il rapporto fra pensiero cristiano e modernità. È socio, dalla fondazione, dell'Associazione teologica italiana per lo studio della morale (ATISM) e collabora a varie riviste, tra cui la Rivista di teologia morale del Centro editoriale dehoniano. Delle sue pubblicazioni ricordiamo A. Rosmini e il problema dello Stato (1983) e, fra le più recenti, Politica e società in A. Rosmini (1997), La convivialità familiare (1999), Il pensiero politico di L. Sturzo (2001) e La fatica del cammello. Il cristiano fra ricchezza e povertà (2002). Per le EDB ha pubblicato: Il cristiano fedele alla terra. Contributi ad una «teologia del mondo» (1984), Personalismo e democrazia (1987), Don Primo Mazzolari fra religione e politica (1989), Il sacramento antico. Matrimonio e famiglia come "luogo teologico" (22000), Il laico nella Chiesa e nel mondo (1999, II ed. aggiornata e ampliata 2004), Le parole dell'etica. Il senso della vita quotidiana (2002), Dossetti politico (2004), Antonio Rosmini fra politica ed ecclesiologia (2006) e La dottrina sociale della Chiesa: le acquisizioni e le nuove sfide (22009); e ha curato: G. Fregni, L'amore di Dio nella casa degli uomini. Scritti di spiritualità familiare (2009).