Il nuovo libro della teologa biblista Annamaria Corallo si rivolge a quanti avvertono l’urgenza di scoprire un cristianesimo liberante in un contesto contemporaneo caratterizzato da incertezze e trasformazioni profonde. La metafora della "bussola transteista" utilizzata dall’autrice consente in modo originale di orientarsi secondo i quattro punti cardinali: Credo (Nord), Culto (Sud), Codice (Est) e Compimento (Ovest), con l’ago rappresentato dalla Consapevolezza, che guida il cammino spirituale e umano. Il transteismo, molto vicino al post-teismo, nasce come superamento creativo del teismo tradizionale, mantenendo la ricchezza della tradizione cristiana cattolica ma rinnovandone le categorie per renderle più comprensibili e umanizzanti nel mondo attuale. La metafora della bussola è scelta per indicare un modello di orientamento dinamico, che non sostituisce il cammino ma ne indica le condizioni di possibilità, con l’ago che rappresenta la Consapevolezza personale e libera. Prefazione di Elisa Belotti.
In un tempo in cui la Chiesa è chiamata a ripensare sé stessa in chiave sinodale, questo volume propone una lettura innovativa e profonda della sinodalità, a partire dal cuore pulsante della vita ecclesiale: la liturgia. Attraverso il contributo di teologi, anche di diverse tradizioni cristiane, si esplora come l'evento liturgico possa essere luogo generativo di comunione, partecipazione e missione. Questa ricerca a più voci si apre con l'autorevole discorso di Sua Santità Bartolomeo I, patriarca ecumenico di Costantinopoli, il cui magistero richiama con forza il legame inscindibile tra eucaristia, unità e sinodalità. Ne seguono riflessioni teologiche e prospettive interdisciplinari che mettono in luce la centralità della liturgia nella vita della Chiesa e nel dialogo ecumenico. L'intento di questo libro è una proposta originale per riscoprire nell'evento liturgico la sorgente viva di una Chiesa in dialogo e disposta a lasciarsi trasformare dall'azione dello Spirito Santo e non da logiche sociopolitiche. Giuliana Albano è docente di Arte sacra e condirettrice della Scuola di Alta Formazione in Arte e Teologia presso la Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale (Napoli) sez. San Luigi, dove ricopre anche il ruolo di Segretario generale. Nicola Salato, OFMcap, è professore straordinario di Ecclesiologia e Mariologia presso la Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale (Napoli) sez. San Luigi, dove dirige il Settore di specializzazione in Teologia dogmatica.
Dice il libro della Sapienza: «Davvero stolti per natura tutti gli uomini che vivevano nell'ignoranza di Dio, e dai beni visibili non riconobbero colui che è, non riconobbero l'artefice, pur considerandone le opere… Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature per analogia si conosce l'autore» (Sap 13, 1.5). E san Francesco, nel Cantico delle creature: «Laudato sii, o mio Signore, per tutte le creature; specialmente per messer Frate Sole, il quale porta il giorno che ci illumina. Ed esso è bello e raggiante con grande splendore: di te, Altissimo, porta significazione». Insomma: possiamo conoscere il Creatore contemplando le Sue creature. Quindi, anche il nostro cane, con i suoi istinti e i suoi atteggiamenti, può indurci a meditazioni teologiche. Tuttavia, nel mondo moderno la contemplazione non solo non è più di moda; non è nemmeno agevole, considerato il caos nel quale conduciamo le nostre esistenze. In questo agile libretto, ecco le meditazioni teologiche che il cane ha suscitato nello psicoterapeuta Roberto Marchesini; perché possano aiutare i lettori a elevare la propria vita contemplando le creature. Anche quelle più umili e quotidiane.
Lourdes favorisce l'incontro con il mistero, secondo l'antica aspirazione dell'uomo di mettersi in comunione con il divino, di entrare in contatto con il soprannaturale. Scritte con «lo stupore del cronista», queste pagine offrono una sorta di «manuale di istruzioni» alla scoperta dei misteri di Lourdes, per aiutarci non solo a vedere, ma ad entrare nel mistero del miracolo. Quel mistero che scuote e ci interroga sulla nostra relazione con Dio. «Filippo ha usato nella sua vita tutta la sua perizia professionale e la sua grande esperienza in televisione per raccontare Lourdes, per mostrarla quale essa è. E poi - come giornalista - si è divertito negli anni a incrociare storie, a mescolare generazioni e a interrogare emozioni, sguardi e esperienze. Queste pagine non sono la divulgazione di misteriosi segreti, sono pagine di diario di un uomo ricco di umanità che vuole provare ad affacciarsi insieme ai lettori non sul "segreto" ma sul vissuto di uomini e donne che hanno fatto esperienza di un avvenimento straordinario: una guarigione miracolosa. In qualche modo completa, da par suo, il lavoro che i miei predecessori ed io abbiamo condotto sulle stesse storie di persone. Noi alla ricerca meticolosa della verità clinica e medica. Filippo Anastasi alla ricerca della verità dell'esperienza umana e spirituale». Prefazione di mons. Luigi Bressan, introduzione di mons. Santo Marcianò, postfazione di Alessandro De Franciscis.
Soli e disperati, ma instancabilmente sorridenti. Violenti a parole, ma nei fatti disposti a combattere solo contro la cellulite. Capaci di slanci ma immobilizzati da media che ci istillano desideri impossibili e paure irrazionali. Occupati a inseguire le nostre ansie, dimentichiamo di curare le nostre anime e quando ci guardiamo attorno spesso il panorama umano del nostro tempo appare desolante. Persone trasformate in cose tra le cose, sotto un cielo ingombro di satelliti - l’orgoglio delle nostre scoperte scientifiche e tecnologiche - ma vuoto di senso. Un mondo tanto godereccio quanto incapace di vera felicità: perché non siamo più in grado di cogliere l’unicità della nostra vita come dono, come costruzione di un progetto che può migliorarci e migliorare il piccolo spicchio di mondo intorno a noi. C’è un rimedio a questo processo di sfacelo? Sì: fare silenzio, per ascoltare e osservare, per contemplare e meditare. Coltivare l’originalità dello sguardo e la meraviglia del cuore. Allenare la capacità di immaginare la bellezza, di riconoscerla e riprodurla, di condividerla. In queste pagine, Susanna Tamaro analizza la modernità con acume entomologico, senza fare sconti ai nostri vizi, alle nostre pigrizie, alle nostre colpevoli rimozioni. Ma offre, al contempo, un prezioso percorso sapienziale che porta al rinnovamento del cuore, alla comprensione dell’autentica libertà. Allora vedremo al di là del velo delle paure e degli egoismi da cui ci siamo lasciati condizionare, scoprendo come la felicità che cerchiamo affannosamente stia dentro di noi. E finalmente potremo afferrarla.
Quando alcuni pianeti si muovono in un modo che si ripete circa ogni cinque secoli, significa che si sta riformando la tripla congiunzione di Marte, Giove e Saturno. In questo evento astrale, come confermato da antichi manoscritti tramandati negli anni da profeti, filosofi e studiosi, grazie all’enorme energia sprigionata dalle masse planetarie si forma un fenomeno unico. Noi lo conosciamo come «stella cometa»: una luminosità bianchissima. La stessa che in una notte dell’anno Zero si proietta davanti a una donna, prossima a partorire in una grotta di Betlemme. E Maria sente come un invito a far nascere suo figlio, mentre la vibrazione sonora dei tre pianeti le ispira una melodia di gioia. Ma in quella Palestina antica percorsa dalla violenza e dalle trame politiche, lei e suo marito Giuseppe sono immediatamente costretti a fuggire verso l’Egitto per scampare ai sicari di re Erode. Inseguiti dal comandante Titus e dai suoi mercenari, cercano rifugio nelle comunità essene, aiutati dall’ombra protettiva dell’arcangelo Gabriele, visibile solo al Bambino e agli animali. Quando finalmente il pericolo cessa e la Sacra Famiglia trova stabilità e pace, sarà solo l’inizio: perché ora per Gesù, adolescente, come per suo cugino Giovanni, è arrivato il momento di cominciare la propria predicazione. Attraverso paesaggi desertici e monasteri isolati, tra fughe mozzafiato e momenti di rivelazione divina, questo romanzo narra una vicenda epica e commovente dai tratti di favola vera: l’amore più grande mai raccontato, quello tra Maria e Giuseppe, e la formazione spirituale del giovane Gesù. La storia dei due ragazzi, Gesù e Giovanni, con il loro carisma, la loro saggezza e l’insegnamento dei maestri esseni, proprio come una stella potrà ispirare e guidare tante persone che oggi non hanno modelli così luminosi con i quali identificarsi.
Che cosa pensavano i Romani dell'architettura? Quali edifici hanno costruito e con quali intenzioni? Come era rappresentata l'architettura nei testi e nelle immagini? Janet DeLaine parte dagli scritti di Vitruvio per offrire una nuova visione dell'architettura romana incentrata sulle relazioni fra committenti, architetti e costruttori. Le forme degli edifici religiosi, civili e privati sono messe in relazione ai diversi contesti in cui essi furono realizzati, mostrando come le differenti culture, i fattori climatici e geologici, le condizioni sociali, politiche ed economiche abbiano plasmato gli stili architettonici nelle regioni dell'Europa e del Mediterraneo che ricadevano sotto l'influenza di Roma. Il significato simbolico dell'architettura, allo stesso tempo commemorazione e dimostrazione di potere, emerge chiaramente: l'edilizia poteva essere un veicolo per esprimere l'identità romana nei vari territori dell'impero.
Perché, mentre si preparava a imbarcarsi per la guerra, Crasso avrebbe fatto meglio ad ascoltare il grido di un venditore di fichi? E perché le donne romane erano tenute a baciare sulla bocca tutti i loro parenti maschi la prima volta che li incontravano nell'arco della giornata? Perché intorno alla casa in cui era nato un bambino si aggiravano nella notte tre figure armate di scopa, pestello e scure? Sono alcune delle domande cui rispondono le storie bizzarre raccolte in questo libro: una galleria vertiginosa di situazioni e personaggi, di regole e consuetudini, di miti e credenze, nella quale ogni racconto è arricchito da illustrazioni originali che lo commentano con leggerezza e sapiente ironia. Per scoprire come anche un mondo che crediamo di conoscere da sempre possa presentarsi ai nostri occhi in una luce nuova, spesso sorprendente, diversa da quella in cui siamo abituati a vederlo, ma in ogni caso non meno affascinante.
"Comunità" è oggi un termine al centro di un vivace dibattito internazionale diffuso, come ricorda Bauman. Nella sua storia e nell'uso, partecipa di prospettive esclusive e inclusive, di chiusure difensive e di aperture al mondo dell'altro, prospettive che meritano di essere studiate in ottica contestuale e secondo una visione di lungo periodo, capace di fornire nuove consapevolezze circa tale complessità a chi vive nel nostro mondo globalizzato e digitale. L'insieme dei significati che ruota intorno alla parola "comunità" evoca quello dei diritti e della cittadinanza, nel rapporto tra individuo e società, tra condizionamento e reciproco soccorso, e ci mostra tutte le difficoltà del comunicare e dell'educare, questioni da sempre interconnesse, ieri come oggi. Partendo da una riflessione del costituzionalista Giorgio Grasso, alcuni esponenti del mondo del diritto e della pedagogia si confrontano, grazie a una disamina di studi ed esperienze, sui diversi modi di intendere questo termine e sui rischi di un suo utilizzo che chiuda l'orizzonte del dialogo invece di aprire nuove possibilità di comune umanità e di reciproco rispetto.
Nel nostro immaginario, il medioevo nordico è spesso identificato con i vichinghi, le cui incursioni hanno segnato profondamente la storia europea. Ma nel millennio medievale la Scandinavia fu interessata anche da altre trasformazioni epocali, come la conversione al cristianesimo e l'introduzione della scrittura, l'esplorazione del Nord Atlantico e la nascita delle monarchie di Danimarca, Norvegia e Svezia, la costituzione dell'Unione di Kalmar e l'avvento della Riforma protestante. Partendo dai più recenti orientamenti storiografici e metodologici, il volume ripercorre i principali sviluppi politici, religiosi, culturali ed economici verificatisi in Scandinavia fra la tarda antichità e gli inizi del Cinquecento, con un'attenzione particolare alle vicende della minoranza etnica dei Sámi e ai rapporti che si instaurarono tra il Nord e il resto d'Europa.
All'indomani dell'Unità d'Italia, le missioni metodiste inglese e americana rivolsero al Mezzogiorno un'attenzione particolare, fondando chiese e promuovendo iniziative sociali e culturali. Fin dalle prime fasi dell'evangelizzazione, questa presenza - radicatasi anche in alcune aree interne - si accompagnò a una riflessione sulla specifica situazione sociale, culturale e religiosa del Sud, contribuendo ad arricchire il grande dibattito sulla "questione meridionale". Il volume si inserisce in questa prospettiva offrendo una lettura storica che intreccia dinamiche religiose e processi politici, sociali e culturali e mettendo in luce il ruolo delle Chiese metodiste nel contesto meridionale e mediterraneo. In dialogo con le più recenti acquisizioni storiografiche, l'indagine mostra come il metodismo non sia stato soltanto un'esperienza religiosa, ma anche un laboratorio di idee e pratiche sociali capace di interagire con i mutamenti dell'Italia postunitaria.
L’economia civile è oggi una prospettiva culturale, teorica e imprenditoriale. Partendo da una rilettura storica della tradizione economica italiana e meridiana, offre categorie, domande, provocazioni per una umanizzazione del capitalismo e della società civile. A circa trent’anni da quando essa riscoprì le opere di Genovesi e della sua scuola, il libro è ora una presentazione compatta e innovativa delle radici e dei pilastri di questa tradizione, con una particolare attenzione alle sfide più rilevanti del nostro tempo, nel quale è in corso un profondo cambiamento d’epoca.