Sono sempre più numerose le coppie che scelgono di convivere; quando poi alcune di loro cercano il matrimonio religioso, pongono seri problemi a quanti hanno il compito di guidare i corsi prematrimoniali.
Anche a loro però va annunciato il Vangelo come vera scuola d’amore, ma lo possono capire e ascoltare solo se si parte dal loro mondo e dal loro vissuto, con animo sereno e libero da pregiudizi. Questo percorso di catechesi non vuole dunque colpevolizzare, ma aiutare a comprendere che Dio, già dall’inizio del loro amore, li chiama a entrare in quella benedizione che è la Sua stessa vita, riservata a chi, avendo conosciuto l’amore, vuole a sua volta amare come ama Dio.
L'autore
Don Vittorio Fortini, nato nel 1942 a Corpo Reno (Cento di Ferrara), è stato ordinato sacerdote nel 1967 dal cardinale Giacomo Lercaro. Negli anni di servizio come vicario parrocchiale (14 anni in tre parrocchie) si è dedicato prevalentemente ai giovani, poi alle famiglie nei 25
anni come parroco in due diverse parrocchie. Ha insegnato religione nelle scuole statali medie inferiori per 20 anni a Casalecchio di Reno. La specializzazione nell’ambito della pastorale familiare, oltre all’esperienza maturata sul campo, si avvale anche della costante partecipazione agli incontri di «Religione e Psicologia» organizzati a Bologna dalla Dott.
ssa G. Mazza e ai corsi estivi a Fano, organizzati dal Pontificio Istituto per la Famiglia di Roma.
La salvezza viene a volte in maniera inaspettata, in situazioni complesse sa trovare strade semplici e non troppo programmabili, si insinua nelle istituzioni e nei contesti di oggi ed entra in ogni casa che sappia accogliere davvero. Ci sono dei luoghi che sembrano impenetrabili, perduti, rovinati per sempre, inaccessibili
al Vangelo: abbiate fiducia, andate incontro al mondo contemporaneo, ha bisogno di voi e vi aspetta. Il figlio dell’uomo è venuto a cercare e salvare ciò che era perduto, non c’è niente di perduto che non possa essere salvato. Dunque con il coraggio e la fiducia di Gesù attraversate la città, non abbiate paura di essere i santi del nuovo millennio.
L'autore
Carlo Maria Martini (15 febbraio 1927 – 31 agosto 2012), gesuita e biblista, è stato vescovo di Milano dal 1979 al 2002. Unanimemente considerato voce tra le più ascoltate e seguite da cattolici e laici, nel 2002, dimessosi da ogni incarico, decide di ritirarsi a Gerusalemme per riprendere gli amati studi biblici, ma anche dall’antica capitale delle religioni ha fatto sentire con forza la sua voce. Ritornato in Italia per ragioni di salute, anche nella malattia non rinunciò mai a scuotere le coscienze con lucidità e intelligenza. Uomo del dialogo tra le religioni, autore di libri apprezzati in tutto il mondo, la sua cultura e i suoi studi non furono mai un pretesto per allontanarsi dal mondo ma gli permisero anzi di parlare alle folle e attirare moltissimi giovani. Protagonista della storia
della Chiesa e d’Italia, fu a lui che le Brigate Rosse consegnarono l’arsenale in segno di resa nel 1984. Alla sua morte oltre 150mila persone gli hanno reso omaggio in due giorni alla camera ardente allestita nel Duomo di Milano. Con Edizioni San Paolo nel 2012 ha pubblicato: Famiglie in esilio. Ferite, ritrovate, riconciliate; Incontro al Signore risorto. Il cuore dello spirito cristiano; Credo la vita eterna; Vi porto nel cuore.
Dario Vitali spiega la formula del Credo: «Aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà». Affronta così le questioni dell’esito finale della vita del singolo e del mondo intero a partire dagli interrogativi degli uomini di oggi. La fede cristiana senza il rimando alla vita eterna è incomprensibile e irrilevante e questo libro si offre come portale d’ingresso a un mistero che non può mai essere esaurito. Il desiderio
è quello di mostrare la bellezza del mistero che ci attende, insondabile nella sua profondità, ma che, proprio per questo, spinge il nostro sguardo – quello interiore – oltre questa storia, sulla vita in Dio che non può essere dimostrata, ma solo e sempre creduta.
L'autore
Dario Vitali, nato a Edolo il 29 agosto 1956, è presbitero della diocesi di Velletri-Segni; ha conseguito i titoli accademici in teologia sotto la guida di Zoltan Alszeghy. Per lunghi anni
ha unito al ministero pastorale come parroco di San Giovanni Battista in Velletri l’insegnamento negli Istituti di Scienze Religiose di Latina e Velletri e presso l’Istituto Teologico Leoniano di Anagni (Fr). Attualmente è professore ordinario di Ecclesiologia alla Pontificia Università Gregoriana e professore invitato presso l’Istituto Teologico Leoniano di Anagni. Delle sue opere
si possono ricordare: Sensus fidelium. Una funzione di intelligenza della fede, Brescia 1993; in collaborazione con F. Lambiasi, Lo Spirito santo, mistero e presenza. Per una sintesi
di pneumatologia, Bologna 2005; Chiara di Montefalco. Un pellegrinaggio della memoria, Lecceto 2008; Lumen Gentium. Storia, commento, recezione, Roma 2012; Popolo di Dio, Assisi 2013. Collabora con diverse riviste quali Gregorianum, Rassegna di Teologia, Rivista del Clero Italiano, Presbyteri.
I santi sono modelli a cui dobbiamo guardare, sono voci da ascoltare, guide da seguire. Il loro esempio ci accompagni sempre e dovunque. La loro luce illumini il nostro cammino di viandanti sulle vie del mondo in cerca di pace e di giustizia.
Le 30 biografie di questo volume ci mostrano come la strada che loro hanno percorso è aperta a tutti. Basta volerlo.
L'autore
Mario Giusti è stato un celebre autore per ragazzi del secolo scorso. Tra i suoi maggiori successi Lo scacciapensieri, Mondo bambino e 30 santi + 1.
Una mini-raccolta di saggi scelti di Karl Rahner su fede, razionalità ed emozione. Si tratta di contributi che il celeberrimo teologo di Friburgo ha offerto tra il 1972 e il 1975. Li riproponiamo, dopo molti anni dalla loro prima apparizione in lingua italiana, in tutta la loro ricchezza e profondità.
Non ha pretese apologetiche il Rahner di queste pagine. Il suo interesse principale non è dimostrare perché si debba credere, ma suggerirne in un certo senso il come. Si crede con tutti se stessi: razionalità, emozione, slancio esistenziale e razionalità. Le migliori pagine di Rahner, per tutti.
Una piccola raccolta di saggi che recano l’autorevole firma di Karl Rahner. Li riproponiamo, molti anni dopo la loro prima apparizione in lingua italiana, per richiamarne la persistente attualità e la straordinaria fecondità spirituale. Il Rahner di queste pagine ci fa dono di una luminosa riflessione sulle virtù legate alla vita cristiana e all’annunzio della novità evangelica. Una lettura di straordinaria ricchezza spirituale. Pagine meravigliose, finalmente accessibili a tutti.
I santi “dell’impossibile” sono quelli cui la tradizione popolare si è abituata a rivolgersi nei momenti più difficili della vita di ciascuno. Tra essi, due spiccano soprattutto: santa Rita da Cascia e sant’Antonio da Padova. Entrambi sono divenuti, nel tempo, i punti di riferimento per una devozione che, evangelicamente, ha imparato a “bussare”, certa che le “verrà aperto” (cf. Mt 7,7). Ma i santi delle cause impossibili, nella storia cristiana, sono molti: da san Giuseppe a sant’Anna; da santa Chiara ai vari santi medici, attenti ai bisogni corporali. Un posto particolarissimo viene, poi (inevitabilmente) tenuto dalla Vergine Maria, in particolare attraverso la devozione della Medaglia Miracolosa.
Pregare per le cause disperate è tipico dell’orazione cristiana: un Dio attendo all’uomo, ne è infatti il centro, e i santi sono coloro che alla comune fede in
un Dio salvatore partecipano e, della speranza, mostrano la strada.
L’uomo credente non è solo colui che ascolta la parola di Dio e le obbedisce, ma anche colui che sente, vede, percepisce, tocca quella stessa Parola. Nel cristianesimo, religione del Dio fatto uomo, l’uomo non è obbedienza senza essere emozione, non è conoscenza senza essere passione, non è ascolto senza essere contatto, non è parola senza essere spazio e tempo, gesto e azione, immagine e suono, musica, danza, arte. Il volume intende proporre alcuni orientamenti significativi per riconoscere quell’esperienza estetica che attraversa l’arte e confrontarli con quell’esperienza religiosa che appartiene al rito.
Giorgio bonaccorso è monaco benedettino e docente presso l’Istituto di Liturgia Pastorale di Santa Giustina (Padova). Studioso delle radici profonde del rito, approfondisce e commenta testi di antropologia, teologia, filosofia e letteratura. Tra i suoi libri ricordiamo: Il rito e l’Altro. La liturgia come tempo, linguaggio e azione (20122); La liturgia e la fede. La teologia e l’antropologia del rito (2010); Il corpo di Dio. Vita e senso della vita (2006); Il tempo come segno: vigilanza, testimonianza, silenzio (2004).
Quanto le guerre e gli odi nazionalistici possono creare una profonda tana d’odio nel cuore delle persone? Quanto possono cambiare, anche a distanza
di anni, i progetti e le esistenze di chi ne è stato vittima? Giuseppe Vergnani, che un tempo si chiamava Jusuf Samirovic, è un giovane medico adottato da una coppia italiana, dopo essere sopravvissuto alle atrocità delle guerre che portarono alla divisione nella ex Iugoslavia. La sua crescita e la consapevolezza umana, di persona profondamente ferita, passano attraverso la riscoperta delle proprie radici, divenuta, a un certo punto della sua vita, necessaria. Per ritrovare pienamente se stesso, Peppe torna
sui luoghi in cui ha visto, bambino, i genitori massacrati da un odio assurdo quanto violento. La riscoperta di sé e il bisogno di fare verità sugli assassini, lo trascinerà dentro un vortice di passioni in cui amore, odio, tenerezza e vendetta si daranno appuntamento in un unico e fatale luogo. Un romanzo forte, etico, dalle cupe tinte shakespeariane e con un finale che è un inno alla speranza e alla memoria.
L'autore
Giovanni D’Alessandro nasce a Ravenna da famiglia abruzzese nel 1955. Laureato in Legge, vive e lavora a Pescara. Conoscitore profondo della letteratura anglosassone e appassionato d’arte, esordisce nel 1996 con il romanzo Se un Dio pietoso (Donzelli Editore) caso letterario, finalista ai premi Viareggio e Palazzo al Bosco, vincitore dei premi Penne-Mosca e Convegni Maria Cristina, tradotto in diverse lingue straniere. Nel 2004 pubblica I fuochi dei Kelt (Mondadori) con cui vince il premio Scanno, e nel 2006 La puttana del tedesco (Rizzoli) insignito del premio Fenice Europa 2007. Con le Edizioni San Paolo è apparso il suo primo libro di racconti, Il guardiano dei giardini del cielo (2008), premio Maiella, e Sulle rovine di noi (2009).
Un itinerario teologico-catechetico già sperimentato dall'autrice, che introduce il lettore attraverso la Sacra Scrittura, la narrazione di storie vere e suggerimenti pratici di preghiera a sperimentare il potere sanante dello sguardo sulle relazioni d'amore. Il punto di partenza è il principio, lo sguardo benedicente di Dio sull'uomo. Da qui, tutta la storia della salvezza è letta come un intreccio di sguardi tra Dio e l'uomo, intreccio alla luce del quale sono interpretati e sanati gli amori fondamentali della persona: a Dio, a sé, ai genitori, ai figli, al/alla fidanzato/a, al coniuge.
La Vita di san Sergio di Radonez costituisce un documento importante per identificare le radici non solo del monachesimo e della spiritualità orientali, ma anche della stessa identità culturale della Russia cristiana; ne è testimonianza il vivo amore del popolo russo per la singolare figura di san Sergio, passato indenne e finanche rafforzato durante il travagliato XX secolo.
Epifanio il Saggio, scrivendo la Vita del proprio maestro, ricompose materiale eterogeneo e attinse a fonti agiografiche diverse, certamente orientali e probabilmente – questa è l’ipotesi del curatore – anche occidentali, ravvisabili nella presenza di elementi affini alla tradizione legata alla vita di san Benedetto.
Il complesso intreccio di fonti, tuttavia, non riduce la percezione di una biografia vivace e decisamente ancorata nella vita reale del santo, raccontata dalla nascita fino alla morte.
La santità di Sergio emerge, infatti, attraverso diversi elementi: l’iniziale desiderio per la vita eremitica progressivamente evoluto verso la costituzione di una realtà cenobitica; il coinvolgimento in vicende politiche e l’interesse per la realtà sociale contemporanea; la profonda spiritualità e il percorso mistico, accompagnato da eventi miracolosi.
L’introduzione intende precisare la redazione della Vita, prima mettendone in luce le fonti e gli ambiti di circolazione del materiale agiografico ad essa connesso, poi individuando i tratti del monachesimo orientale,in cui essa è fortemente radicata. Infine, traccia una dettagliata analisi degli elementi propri della santità di Sergio, lasciandoli emergere dal racconto della spiritualità e della mistica del monaco: un temperamento deciso ma mite, poco propenso all’assunzione di ruoli di governo, anche all’interno dello stesso universo ecclesiastico e monastico, una pratica radicale della povertà monastica, una predilezione per la vita eremitica.
Tre appendici arricchiscono il quadro storico tracciato nell’introduzione: culto e iconografia di san Sergio; monasteri fondati da san Sergio; personaggi legati alla biografia di san Sergio.
L'autore
Epifanio il saggio, monaco russo, discepolo di san Sergio. All’inizio del XV secolo, fu lui a mettere mano all’eterogeneo materiale agiografico relativo al maestro, componendo un Encomio e la Vita, giunta a noi attraverso successivi rimaneggiamenti.
Il curatore
Adalberto Piovano, monaco benedettino, priore del monastero della ss. Trinità a Dumenza (VA), ha compiuto gli studi teologici all’Abbazia di Praglia, specializzandosi poi all’Istituto Orientale di Roma e ottenendo la licenza in Scienze Ecclesiastiche Orientali. Ha pubblicato numerosi contributi sul monachesimo
e sulla spiritualità russa, e ha curato circa 300 voci su santi russi nei due volumi Bibliotheca Sanctorum Orientalium, Roma (Città Nuova). Attualmente insegna Liturgia delle Chiese d’Oriente all’Istituto di Liturgia Pastorale Santa Giustina a Padova. Per la collana Letture cristiane del secondo millennio ha già pubblicato Monachesimo e mondo. Testimonianze di santità laica nella tradizione spirituale russa (2010).
L’idea ispiratrice del libro è quella di prendere in esame alcuni dei casi più frequenti su cui i formatori vengono interpellati da insegnanti, catechisti, animatori, genitori, allenatori: i cosiddetti casi educativi difficili.
Gli autori si sono impegnati nella stesura di questo testo analizzando specifiche problematiche e proponendo uno sguardo creativo per identificare strategie e possibili percorsi, per riuscire a fronteggiare in modo creativo e adeguato le sfide educative.
Il libro propone infatti dieci casistiche particolari, introdotte da un racconto che le contestualizza. Si tratta di situazioni che meritano non una semplice risposta o soluzione take-away, in quanto di fronte alla complessità delle relazioni umane è difficile dare formule e ricette pronte, esatte e sempre efficaci.
Il libro propone possibili soluzioni creative, accanto agli interventi non creativi, routinari che invece possono rivelarsi sbagliati, perché hanno il solo effetto di incancrenire i rapporti. In questo modo il lettore può immedesimarsi e valutare meglio il proprio operato.
Autori
Giulio Carpi, pedagogista, presidente e fondatore di CREAtiv. Ricercatore specializzato sui temi della didattica, della metodologia e dell’innovazione, si occupa di formazione in ambito educativo, universitario e aziendale. Coordinatore dei Progetti Europei per lo sviluppo e sperimentazione del Creative Learning Method (CLM), è esperto
di comunicazione efficace, gestione risorse umane e creatività. daniele Castellari, insegnante, collabora con diverse riviste e alcune università italiane, attore e regista teatrale. Si occupa di laboratori formativi di teatro e di espressione autentica. Esperto di tematiche relative alla comunicazione interpersonale e alla creatività, è autore di numerosi testi sulla narrazione. Membro dell’équipe di CREAtiv che lavora in Progetti Europei per lo sviluppo e la sperimentazione del Creative Learning Method (CLM).
Fabrizio Carletti è ricercatore e formatore in Creativ e collabora da tempo con la rivista Catechisti parrocchiali.