Un libretto allegro e colorato per i più piccini, per scoprire insieme a loro le prime parole e le più belle storie della Bibbia. Età di lettura: da 4 anni.
La storia e gli scritti di Etty Hillesum sono un piccolo tesoro che nel buio fitto dell'Olocausto rischiarano il volto dell'uomo deturpato dal mistero tremendo del male. Questo testo vuole essere una breve introduzione a questa straordinaria figura. Una maniera semplice per invitare alla lettura e alla scoperta di questa piccola grande donna.
In questo secondo volume del suo PerCorso, don Giussani mostra il passaggio dal senso religioso in generale all'avvenimento di Gesù Cristo, cioè all'esperienza religiosa cristiana. Dopo un'introduzione in cui si riepilogano gli aspetti salienti della riflessione sul senso religioso, l'autore aiuta a rendersi conto di come l'uomo in tutti i tempi, fin dalle sue origini remote, abbia sentito la necessità di mettersi in rapporto con il mistero ultimo, mediante tentativi che hanno fatto nascere le varie religioni. L'impossibilità a raggiungere chiarezza e sicurezza ha fatto sentire all'uomo l'urgenza o la necessità di un aiuto offerto dallo stesso mistero, cioè di una rivelazione. Ma tutte le affermazioni in tal senso nelle diverse storie spirituali dei popoli sono state come "superate" da un fatto eccezionale: in un certo momento storico un uomo, Gesù di Nazareth, non solo ha rivelato il mistero di Dio, ma ha identificato se stesso con il divino. Come questo avvenimento abbia iniziato a imporsi all'attenzione degli uomini; come abbia creato una chiara convinzione; in che modo abbia comunicato il mistero della sua persona; come abbia confermato il suo svelarsi con una concezione nuova e perfetta della vita umana; tutto ciò è il contenuto di questo volume.
Il volume raccoglie i 50 messaggi Pontifici per la Giornata Mondiale di preghiera per le Vocazioni; è corredato da un'Introduzione teologica, schede di lettura, indici tematici, e si offre come una ricca antologia sulla vocazione e sulla pastorale per le vocazioni. Ogni anno, nella quarta domenica di Pasqua - domenica del Buon Pastore - le comunità cristiane si trovano spiritualmente unite per implorare da Dio il dono di sante vocationi. Da 50 anni, da Paolo VI (che ha istituito la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni) a Giovanni Paolo II e a Benedetto XVI, un Messaggio pontificio indica nuove vie di pastorale vocazionale, e ricorda a tutti il dovere della preghiera per le vocazioni.
Questo libro non è un elenco di "ricette" da consultare per risolvere questa o quella difficoltà pratica a cui si può andare incontro nel proprio ruolo di educatori. Ciò che l'autore offre è una panoramica dei problemi nuovi che si pongono nell'attuale contesto culturale e di cui spesso non si è chiaramente consapevoli, additando alcune prospettive di fondo alternative alla prassi educativa vigente per affrontarli adeguatamente. Un'opera nata dalla convinzione che non ha senso, in educazione, chiudersi al nuovo sottovalutandolo o, peggio ancora, demonizzandolo.
Per tutti coloro che desiderano parlare di Maria in modo semplice, popolare e soprattutto evangelico". "
Questo breve saggio vuol offrire una breve analisi della figura di papa Francesco nel suo primo mese di pontificato. Ciò che lo distingue dagli scritti che stanno accompagnando il "cammino" del vescovo di Roma è il fatto che l'Autore non concede nulla alla cronaca e all'aneddotica, pur rivelatrici di una visione e di uno stile pastorale, ma cerca di andare al cuore della spiritualità di papa Francesco e di cogliere i segni profondi del suo nuovo modo di portare la "buona notizia" del Vangelo.
"Tutto ci sembra un colpo d'ala. Una "carezza" che Dio ha voluto dare non solo alla Chiesa, ma all'umanità ferita. Alla scuola di Francesco, diciamo la nostra lode". Riflessioni da Assisi, la città del Poverello, di cui il Papa ha assunto il nome.
In breve
Una trattazione del tema centrale della teologia cristiana, l’escatologia, nella sua versione cattolica costantemente confrontata con la teologia evangelica, in dialogo con il pensiero ebraico e la filosofia contemporanea. Un libro su «la fine di tutte le cose» (Kant), nella sua dimensione individuale e universale.
Descrizione
«Ai tuoi fedeli, o Signore, la vita non è tolta, ma trasformata» (Prefazio I dei defunti): così la liturgia cattolica rievoca quel mistero della “trasformazione” (mysterium transformationis), profeticamente intravisto dall’apostolo Paolo (1 Cor 15,51).
Il presente studio si apre affrontando innanzitutto alcune questioni preliminari: la filosofia dell’ospitalità, il rapporto fra astrofisica contemporanea e riflessione teologica, la tensione fra apocalittica ed escatologia, le conseguenze dell’Illuminismo e della tragedia di Auschwitz sull’escatologia cristiana. In un secondo passaggio, configurando una sorta di escatologia fondamentale, l’autore affronta il tema del rapporto fra tempo ed eternità. Lo fa analizzando svariate posizioni filosofiche che influiscono – o potrebbero influire – su questo nodo concettuale di straordinaria importanza.
La parte centrale del saggio individua tre dimensioni decisive dell’oggetto di studio: Wohlmuth si concentra anzitutto sul linguaggio escatologico, precisamente dal punto di vista della sua qualità poetica ed estetica (escato-estetica); poi sulla dimensione logica e la rilevanza veritativa dell’escatologia (escato-logica); infine sulla questione dell’agire ultimamente responsabile di fronte alla morte, dell’agire verificato escatologicamente (escato-prassi).
L’ultima parte è dedicata a tematiche particolari: il morire e la risurrezione, l’alternativa fra inferno e paradiso come stati escatologici, la beatitudine eterna e la speranza nel compimento. Tali questioni sono affrontate nell’ottica della compenetrazione – o meglio del superamento – di escatologia individuale ed escatologia generale. Una volta ripreso il dibattito fra Ratzinger e Lohfink sulla “risurrezione nella morte” (una teoria escatologica che non ha pari nella storia recente della teologia), Wohlmuth approfondisce quell’approccio paradigmatico: ripensando sia la formula paolina che parla di “trasformazione” radicale, ossia di nuova creazione, sia il rapporto fra anima e corpo.
L’intero sviluppo del testo è contraddistinto da un confronto serrato con filosofi contemporanei come Heidegger e Husserl, ma soprattutto da un dialogo stimolante con pensatori ebraici come Buber, Rosenzweig, Benjamin, Adorno, Levinas, Scholem e Derrida.
Ricorrendo a tutta una serie di esempi concreti, il libro chiarisce i diversi aspetti della dignità umana, considerandola nella sua dimensione filosofica, teologica, culturale, giuridica. E insegna che soltanto se si riesce a pensare in grande a proposito della persona umana, la sua dignità non corre rischi di sorta.
Descrizione
“Dignità umana”, dignità di ogni singola persona umana, è un concetto che chiama in causa ideali e motivazioni ultime.
In nome della dignità si combattono guerre e ci si proclama pacifisti, si vuole proteggere la vita naturale e prestare aiuto a morire, si nega la vita non ancora nata o la si dichiara intangibile.
Al termine di argomentazioni etiche sta quasi sempre il rimando alla dignità dell’essere umano.
Questo libro cerca di chiarire, attraverso esempi concreti, i diversi aspetti della “dignità”, considerata nella sua dimensione filosofica, teologica, culturale, giuridica.
In sintesi: solo se si riesce a pensare in grande a proposito della persona umana, la sua dignità non corre rischi.
L'Opus Dei è la prima e finora unica prelatura personale della Chiesa cattolica. Ma che cosa sono, esattamente, le prelature personali previste dal Concilio Vaticano II? Questo studio ne traccia il nitido profilo teologico e canonico, attingendo anche all'esperienza pastorale dell'Opus Dei, fondata da san Josemaría Escrivá nel 1928. L'innovativa interpretazione dell'autore si basa sul rapporto tra il sacerdozio comune dei fedeli laici e il sacerdozio ordinato dei chierici, che innerva la struttura della Chiesa stessa.