È possibile descrivere con parole umane Dio? Le prime comunità cristiane sapevano bene che l'Altissimo è ineffabile, Gesù però si era proclamato figlio del Padre, e dunque Dio-connoi. Dopo un complesso processo culturale e teologico, i primi Concili ecumenici (Nicea nel 325, Efeso nel 431, Calcedonia nel 451) proclamarono Cristo "veramente Dio e veramente uomo". Ma questa verità, proclamata dai cristiani per duemila anni, viene messa oggi in radicale questione. Luigi Sandri, pur affermando che molti aspetti della fede - dal peccato originale a Maria vergine-madre, dall'eternità dell'inferno al sacerdozio - siano da rivisitare criticamente, ribadisce però la validità dei primi Concili e ritiene che, depurata da schemi oggi improponibili, la religione che tenta di dire Dio con parole umane è l'unica possibile su questa terra. L'alternativa è negare Gesù. Prefazione di Cristina Simonelli.
Prima o poi, tutti ci chiediamo cosa ci sia dopo questa vita. E' una domanda naturale, che nasce dagli affetti, dal dolore per chi non c'è più, dai momenti in cui il cuore cerca un perché più grande. Questo libro prova a rispondere senza formule difficili, ma attraverso indizi semplici e profondi: racconti, esperienze, riflessioni che parlano sia alla ragione che alla fede. La prima parte osserva e ragiona. La seconda apre lo sguardo alla speranza attraverso la fede. In un tempo frenetico e smemorato, pensare all'aldilà non ci allontana dalla vita: ce la restituisce più ricca, più intensa, più vera. Perché la morte non è un tramonto, ma un'aurora e ci aiuta ad amare di più la vita di adesso.
Biografia di uno dei monaci martiri di Tibhirine, in Algeria, uccisi durante la guerra civile degli anni Novanta e beatificati nel 2018. La vicenda di fratel Luc viene inquadrata nell'esperienza dei monaci di Tibhirine, universalmente divenuti noti nel 1996 a causa della loro uccisione da parte di terroristi islamici. La figura di fratel Luc sembra il personaggio di un romanzo d'avventura: medico, membro nella Resistenza e internato dai nazisti durante la seconda guerra mondiale, monaco in Algeria, martire. Un libro avvincente.
Un libro strenna per i più piccoli: la storia del Natale raccontata da Maria Loretta Giraldo in forma di filastrocca con le suggestive illustrazioni di Nicoletta Bertelle. Età di lettura: da 5 anni.
Con la celebrazione della domenica di Passione ha inizio la Settimana santa, la grande settimana, come ci testimonia la tradizione cristiana, una sequenza di giorni che ci introduce in modo progressivo e diretto alla celebrazione della Pasqua di Risurrezione. Questa domenica è così densa di contenuti teologici, spirituali e pastorali, che non passa inosservata neppure agli occhi dei cristiani meno ferventi e degli osservatori esterni o simpatizzanti della fede cristiana. L'obiettivo di queste pagine è quello di introdurre ai tesori della liturgia che caratterizza questo giorno, mettendone in luce i principali aspetti pastorali e offrendo spunti di riflessione per una celebrazione partecipata a questo mistero.
Il testo prende in esame i giorni che vanno dalla memoria dell'ingresso di Gesù a Gerusalemme alla Messa In Cena Domini, soffermandosi innanzitutto sui testi biblici e sulla liturgia delle Ore che li caratterizzano, e successivamente su alcune pratiche che segnano questi giorni di Lunedì, Martedì e Mercoledì santo delle comunità con l'intento di offrire alcune vie di approfondimento.
Il Giovedì santo è la porta d'ingresso del Triduo pasquale. L'ultima Cena, che si celebra in questo giorno, è inseparabile dalla passione e dalla risurrezione del Signore. Essa, infatti, anticipa, implica ed esprime gli eventi fondatori: il pane è spezzato, come spezzato sarà il corpo, il vino è versato, come versato sarà il sangue. Nel pane spezzato e nel vino versato s'inscrive tutto il mistero della morte vivificante del Signore: il rito della Cena si fa narrazione dell'amore di Dio crocifisso, gestualità segreta eppure rivelatrice, disegno di quella forma, quella del pasto, che plasmerà per sempre il volto della Chiesa. Il testo si compone di due parti: nella prima, le celebrazioni del Giovedì santo vengono rilette alla luce dei testi liturgici e magisteriali, così da suggerire al lettore le principali chiavi interpretative offerte dalla riforma liturgica conciliare; nella seconda parte viene offerta una lettura liturgico-sapienziale del Giovedì santo attraverso una spiegazione dei riti (tempi, luoghi, gesti, oggetti).
Religioso francescano cappuccino, docente emerito di esegesi del Nuovo Testamento, autore notissimo, conduttore a Radio Maria, direttore spirituale e predicatore per numerosi istituti religiosi femminili, in questo ultimo libro P. Ubaldo coglie la centralità del messaggio cristiano nella vita del credente: la semplicità della fede, una vita autentica. È il ritorno al semplice, tanto auspicato anche da papa Francesco. Un testo profondo e molto scorrevole, dalla penna brillante di P. Ubaldo un libro davvero per tutti coloro che vogliono camminare verso Gesù con lo sguardo di bambini.
Nella nostra vita spirituale spesso ignoriamo quali siano le strategie più concrete per seguire Gesù. Sappiamo ciò a cui dobbiamo aspirare, ma quasi mai ci viene detto come agire nella vita quotidiana. In pratica: come lasciare che l'amore di Dio sia più forte delle nostre fragilità? Come pregare? Come lasciarsi accompagnare? Come arrivare ad amare come Gesù ci ama? Il percorso qui proposto si articola in tre passaggi: esplorare il proprio mondo interiore; prendere coscienza dell'amore incondizionato di Dio e delle resistenze che spesso vi opponiamo; lasciarsi trasformare e liberare dall'amore. Si tratta quindi di una pedagogia per la libertà, in parte ispirata alla spiritualità di sant'Ignazio di Loyola.
El libro ofrece un estudio histórico-canónico de las fuentes e iter redaccional de los cánones 1065 y 1066 del Código de 1917, que tratan del llamado matrimonio cum indignis (los que notoriamente abandonaron la fe, miembros de asociaciones condenadas, censurados y pecadores públicos). El estudio se completa con el análisis de tres pronunciamientos de la Santa Sede sobre la admisión al matrimonio de los que ignoran la doctrina cristiana (1918), de los miembros de sectas ateístas (1934) y de los comunistas (1949), llegando así hasta los umbrales del Concilio Vaticano II. Ante la situación pastoral de los que se acercan a las bodas con escasa fe personal, se busca una especie de verificación, a la luz de las fuentes, de la afirmación de la Exhortación apostólica Familiaris consortio de que establecer criterios de admisión al matrimonio que tengan en cuenta el grado de fe de los futuros contrayentes está en contradicción con la tradición eclesial. Se aporta la documentación inédita sobre la Codificación de 1917 y dos interpretaciones auténticas (de 1918 y 1934) encontrada en el Archivo Secreto Vaticano, el Archivo del Pontificio Consejo para los Textos Legislativos y el Archivo Histórico de la Pontificia Universidad Gregoriana. Al final se realiza una síntesis conclusiva con algunas propuestas. El libro proporciona a la luz de las fuentes una contribución a la reflexión sobre la relación entre la fe y el matrimonio, pues los cánones correspondientes del vigente Código de 1983 reproducen sustancialmente los estudiados del Código de 1917.
“Quando sentiamo raffreddare il fervore nel cuore, dobbiamo subito fare una novena allo Spirito Santo per chiedere l’amore e la fede. Una volta fatta siamo pieni di desideri buoni: essi sono il soffio dello Spirito Santo che è passato sulla nostra anima e ha rinnovato tutto, come il vento che fonde le nevi e riconduce la primavera”.
Santo Curato d’Ars