Fino a che punto è lecito operare per educare, o formare, la coscienza morale? È possibile realizzare tale processo formativo nel contesto attuale? Quale impatto – ma anche quali opportunità – presenta la sensibilità post-moderna sulla formazione della coscienza nostra e delle giovani generazioni? Quale idea di coscienza deve avere chi si occupa di educazione e in che misura gli è consentito agire entro questo fondamentale e personalissimo processo formativo? Le riflessioni di quattro docenti dello Studio teologico interdiocesano offrono a un pubblico più ampio la possibilità di avviare un dialogo interdisciplinare su questo tema.
Viene qui offerta una riflessione teologica sulla conoscenza di Dio, che fattori storici, culturali, sociali, economici e filosofici hanno influenzato nelle diverse civiltà? Il problema del Trascendente ha una forza propria, che la ragione può? Solo recuperare sul piano concettuale, psichico, ma mai esserne la causa; oppure può deformarlo, ma mai cancellarlo totalmente dalla vita umana e dalla sua storia.
Un testo sulla magnanimità. E' un ideale che ha le sue radici nella fiducia nell'uomo e nella sua intrinseca grandezza. E' la virtù dell'agire. E' la forma suprema della speranza umana. La magnanimità è una virtù capace di dare senso a una vita intera, trasformandola, dandole nuovo significato e guidandola verso la maturazione della personalità. E' la prima virtù che identifica un leader.
I contributi offerti in quest'opera sono frutto della collaborazione di alcuni esperti dell'Università Salesiana e dello Scalabrini International Migration Institute e di una felice cooperazione tra i missionari salesiani e scalabriniani nell'ambito del bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco. L'opera diventa così l'occasione di coagulare il pensiero e l'azione attorno a tematiche molto care alle due Famiglie religiose come la mobilità umana in un mondo globalizzato e il ruolo dei giovani nella società e nella Chiesa.
"Lo sguardo contemplativo riesce a scoprire, al di là delle apparenze esterne, valori che sono permanenti, autenticamente umani, veramente spirituali e, addirittura, divini. La contemplazione è un'attenzione amorosa, semplice e permanente delle spirito verso le cose divine, grazie alle quali si rinnova l'amore al bene e la gioia per la percezione della bellezza."
In questa lettura della storia dei nostri giorni, il libro sembra porsi come un "oltre" e "altro", cui essere attenti per rileggere il mistero fondamentale della nostra esperienza di fede (la Trinità) e il tempo e lo spazio ove il mistero si concretizza abbracciando l'uomo nella sua interezza (la creazione).
Il volume raccoglie gli Atti del Convegno di Studio promosso dalla Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale di Milano nel febbraio 2015.
Le neuroscienze, la genetica, la bioingegneria… dischiudono nuove possibilità tecniche che lambiscono il confine di ciò che è umano, prospettando una ridefinizione dei suoi confini e della sua responsabilità. Da qui l'interrogativo radicale: ma che cosa fa dell'uomo un uomo? E dunque: chi (e come) vogliamo essere?
La sofferenza appartiene a quelle esperienze fondamentali che definiscono la qualità della condizione umana. Indagando sulle diverse obiezioni poste dal soffrire, quest'opera raccoglie i frutti di una figura contemporanea ancora inesplorata, quella del Beato Luigi Novarese (1914-1984). Con le sue intuizioni pastorali e con l'opera da lui fondata (Centro Volontari della Sofferenza) egli ha percorso l'itinerario centrale nella riflessione antropologica e teologica, approfondendo la questione del soffrire che appare, nell'attuale riflessione teologica, tanto urgente quanto complessa. Si tratta della inscindibile relazione esistente nella persona sofferente tra la sua vita di fede ed il suo agire morale.
In questo momento "genere" è divenuta parola pericolosa, attorno alla quale si agitano diversi conflitti. Queste pagine si addentrano nel discorso allo scopo di fare chiarezza là dove la polemica impedisce la lucidità, mostrando da dove proviene questa categoria, a quali domande intende rispondere, quali intenzioni essa racchiuda e, soprattutto, che cosa accade quando la si adopera nelle diverse discipline o contesti. Si scopre così che i pensieri "di genere" non possono essere facilmente scambiati per un invito a dimenticarsi dei corpi, e che sono portatori di una domanda essenziale: quali modelli di maschilità e di femminilità abitano la nostra cultura?
Dall'illuminismo alla manualistica, dalla scuola di Tubinga a Rosmini, dal contributo orientale ed evangelico alla riflessione contemporanea. Per delineare lo sviluppo teologico nell'arco di tre secoli, tra il XVIII e il XX, questo volume si colloca tra due eminenti figure: Vitus Pichler, che sintetizza idealmente gli inizi dell'apologetica e la teologia fino al Vaticano II, ed Henri de Lubac, intorno a cui si raccolgono le linee del rinnovamento promosse dal Concilio. In una prospettiva unitaria e globale, che evidenzia anche il contributo dei teologi italiani, gli autori sono collocati e studiati nel loro contesto storico ed ecclesiale al fine di facilitare la comprensione degli sviluppi che hanno investito il pensiero teologico.
Il male e il suo mistero indagati in prospettiva multidisciplinare.