Dopo i precedenti lavori di ricerca storica attorno ai testi del Concilio Vaticano II - le 4 Costituzioni, 3 Decreti, Presbyterorum Ordinis, Unitatis Redintegratio e Christus Dominus, e le Dichiarazioni Dignitatis Humanae e Nostra aetate - viene pubblicata la Sinossi del Decreto sull'attività missionaria della Chiesa, promulgato il 7 dicembre 1965. Lo scopo principale di questo volume è quello di coordinare la documentazione del Concilio sul Decreto Ad gentes e individuare con rapidità ed efficacia il vero senso e la portata del significato di ognuna delle pericopi del testo conciliare. A questo scopo vengono presentate al lettore - in quattro colonne di testi paralleli - le successive redazioni che furono oggetto dello studio dei Padri conciliari fino alla promulgazione del testo. Si offre così, in una visione unitaria e totale, il processo di depurazione e perfezionamento del testo, nonché le ragioni che motivarono le singole variazioni. Le note della Commissione in calce e i riferimenti ai documenti tramite i numeri di protocollo raccolti nell'Appendix nei quali i Padri motivarono i cambiamenti richiesti, fanno di questo libro uno strumento di elevato valore per l'approfondimento del testo e del significato del Magistero. La comprensione profonda dei documenti del Vaticano II rappresenta una sfida importante per tutti gli studiosi che si avvicinano a questi testi.
La presente Introduzione fornisce un inquadramento epistemologico, ecclesiologico, storico-critico alla scienza costituzionale canonica. Un accurato e aggiornato esame del problema concettuale, dei fondamenti ecclesiologici e del panorama scientifico sembra infatti la premessa d'obbligo per cogliere la specificità e innovatività del metodo costituzionale e per apprezzare le potenzialità di questo ramo scientifico. La struttura del testo è abbastanza semplice e lineare. Si compone di tre parti (I. La questione costituzionale, II. I fondamenti ecclesiologici del diritto costituzionale canonico; III. L'orizzonte storico-scientifico del sapere costituzionale) e nove capitoli (tre per ciascuna parte). L'ideale "triangolo epistemologico" che fa da cornice alla costituzione della Chiesa si costruisce sulla base dell'auto-comprensione del mysterium Ecclesiae e sull'esplorazione dei due versanti: quello concettuale-razionale e quello storico-critico. Il problema epistemologico costituisce il cuore e l'elemento unificante di tutta la trattazione. Il volume intende quindi dotare gli studenti di un supporto didattico ampio e argomentato e avviare una riflessione sull'attualità e il futuro della scienza costituzionale canonica con quanti manifestassero interesse al tema. L'obiettivo prioritario del corso d'altronde consiste nell'educare a pensare e nel maturare competenze e capacità critiche circa l'assetto primario e fondamentale del popolo di Dio.
Questo tratta di Etica sociale, o applicata, si pone l'obiettivo di individuare le implicazioni della vita buona, o felice, nell'insieme delle varie relazioni umane che costituiscono il tessuto della vita quotidiana, ovvero le reazioni famigliari, sociali, professionali e politiche.
Al fine di superare le carenze e i limiti dell'etica classica su questi temi, l'autore attinge spesso alla riflessione della filosofia personalistica che trae le sue radici nella filosofia kantiana ed è rappresentata da filosofi come Solovev, Guardini, J. de Finance, K. Wojtyla, Spaemann, Taylor, ecc.
L'urgente bisogno di dialogo e di senso dell'uomo moderno spiega il crescente e molteplice interesse per i libri sapienziali (Proverbi, Giobbe, Qohelet, Siracide e Sapienza) un tempo "cenerentola" degli studi biblici, ritenuti letteratura inferiore. La sapienza biblica è "un'offerta di senso" all'esistenza dell'uomo, alla sua storia e al mondo in cui vive, un'offerta fatta soprattutto attraverso il dialogo. La sapienza biblica, ben lungi dall'essere erudizione, è dunque indagine e comprensione profonda e "saporosa" dell'esistenza.
Il volume raccoglie alcune testimonianze di famiglie cattoliche come contributo al prossimo Sinodo sulla famiglia di ottobre 2015.
La confezione si compone di un libretto e di un dvd. Nel libretto la religiosa guida il lettore alla comprensione di ogni segno e presenza nell’affresco Leonardesco a partire dal ricorrere simbolico dei numeri tre e quattro: tre è il numero della Trinità mentre quattro è il numero dell’uomo.
La figura di Gesù, quasi lasciato solo dagli Apostoli, abbandona le braccia aperte sulla mensa in un gesto che rimanda alla crocifissione e con quell’abbandono alla volontà del Padre provoca il moltiplicarsi del pane sulla tavola, Leonardo sovrappone all’evento della cena quello della moltiplicazione del Pane per significare la perpetuità e l’universalità di questo banchetto.
Anche la fisiognomica dei volti degli Apostoli è studiata nei minimi particolari, Leonardo ha studiato le caratteristiche di ogni Apostolo interpretandole come riassuntive dell’intera umanità.
Nel DVD scorrendo le immagini del grande affresco si ascoltano le spiegazioni e le interpretazioni della religiosa studiosa dell’arte e profonda conoscitrice dell’opera leonardesca.
L'attesa enciclica di papa Francesco sul tema del Creato e dell'ambiente.
L'attesa enciclica di papa Francesco sul tema del Creato e dell'ambiente.
Nelle Scritture il pasto più semplice è già un grande atto umano, segno di cortesia (cf. Gen 1S.1-5; Le 24,29) o di riconoscenza (cf, Mt 9,11): segno di gioia per l'arrivo di un parente (cf. Tb 7,9) o per il ritorno di un figlio scapestrato (cf. Le 15,22-32), oppure motivo di ringraziamento a Dio salvatore (cf. At 16,34). È arcinoto come anche i culti dell'Oriente antico comportassero banchetti sacri di carattere misterico, in cui si riteneva che mangiare parte delle vittime assicurasse un'assimilazione delle potenze divine a cui erano dedicate.
Ogni atto religioso solenne esigeva, secondo le Scritture, un pasto sacrificale (cf, 1Sam 1,4-18; 9,12s.), per confermare un'alleanza (cf. Gn 26,26-31; 31,53s.), per celebrare la Pasqua (cf. Es 12-13), ecc. Gesù non si sottrae al mangiare e al bere: lo si incontra a tavola non sempre con gente raccomandabile (cf. Lc 10,38-42), è presente al banchetto nuziale di Cana (cf. Gv. 2,1-11), accoglie l'invito a pranzo del fariseo (cf. Lc 7,36-50).
È così spesso a tavola da essere definire con l'appellativo dispregiativo: «È un mangione e un beone» (Mt 11,19). Ma la realtà più elevata di cui il banchetto è un segno, di cui l'Eucaristia è preludio, è la gioia del Regno di Dio.
Tutti coloro che hanno risposto all'invito del re prenderanno posto al suo banchetto (cl: Lc 22,30), per bere il ,alno nuovo (cf. Mt 26,29) con Abramo, Isacco e Giacobbe. Allora il padrone «passera a servirli. (Lc 12,37).
Tutto minaccia di seppellire l'Uomo: l'ingorgo delle cose, la frenesia, la comunicazione digitale... È tempo di fermare la più perniciosa desertificazione della terra! Ecco: per ricordare la prima urgenza d'oggi sono nate queste pagine.
Un invito a riflettere sul tema del nostro destino eterno, a riconoscere in esso una speranza che non delude, una promessa di vita sconfinata che nasce dalla parola di Dio. A partire dai testi del magistero della chiesa e dagli scritti di santi antichi e moderni, gli autori suggeriscono meditazioni sul paradiso smascherando i paradisi artificiali da cui l'uomo di oggi dipende. Meditando sul cielo, l'uomo non si stacca dalla realtà, bensì impara ad attraversarla dotandola di senso, a discernere, ad affrontare fiduciosamente la sofferenza, a vivere operosamente già nel presente.
"Laudato si', mi' Signore", cantava san Francesco d'Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l'esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia: "Laudato si', mi' Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba". Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell'uso irresponsabile e dell'abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. La violenza che c'è nel cuore umano ferito dal peccato si manifesta anche nei sintomi di malattia che avvertiamo nel suolo, nell'acqua, nell'aria e negli esseri viventi. Per questo, fra i poveri più abbandonati e maltrattati, c'è la nostra oppressa e devastata terra, che "geme e soffre le doglie del parto" (Rm 8,22). Dimentichiamo che noi stessi siamo terra (cfr Gen 2,7). Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora.