La vita di Gesù scritta con passione e con l'entusiasmo coinvolgente del credente. Perché Gesù è l'atteso delle genti? Perché nasce in una situazione di totale povertà? Quali sono i tratti di Dio che si percepiscono osservando Gesù all'opera? Con il suo consueto stile dialogante e con un linguaggio tanto nuovo quanto semplice e diretto, il Card. Comastri, in questo prezioso volume, ci fa capire innanzitutto, alla luce delle profezie bibliche, perché Gesù è il Messia atteso da Israele. Ci conduce poi a Betlemme, momento decisivo della fede eroica di Maria e di Giuseppe, per raccontarci la nascita di un "Bambino" che spacca la storia e introduce novità impensabili. Si sofferma sull'insegnamento di Gesù, che ha avuto l'effetto di una bomba, perché mai nessuno aveva parlato di Dio come lui. Ci introduce nel Cenacolo per capire il significato dell'Eucaristia e ci fa scrutare tutti i gesti che Gesù ha compiuto nell'ultima sera trascorsa su questa terra. Infine, dopo che Gesù è risorto, con i discepoli missionari, ci fa levare lo sguardo in alto, nell'attesa del ritorno del Signore. Le immagini che accompagnano il testo sono come delle "soste" per fissare meglio nel cuore alcuni momenti della vita di Gesù. Un libro per riordinare le proprie conoscenze sulla vicenda di Cristo e per non essere più increduli, ma credenti.
Care Teologhe e cari Teologi, stimati colleghi e e college, nelle nostre aule e nei nostri studi, non possiamo eludere una domanda che precede e, in un certo senso, fonda ogni nostro sforzo: per chi a che pro la teologia parla ancora, o parla di nuovo, nello spazio pubblico? Oggi stiamo assistendo a un attivo e per molti versi compiuto smantellamento della memoria cristiana. In tale scenario, il pericolo più grande per la teologia è quello di diventare un' archeologia, affascinante ma irrilevante, di un mondo scomparso, o peggio, una riserva per iniziati che parlano una lingua ormai incomprensibile al di fuori delle mura delle nostre accademie e comunità. Questa Lettera propone di affrontare la scristianizzazione non come una minaccia da cui difendersi, ma come il luogo teologico a partire dal quale ripensare la nostra disciplina. Si tratta di accettare il deserto non come una maledizione, ma come un'opportunità kairologica per ritrovare, in una forma forse più povera e essenziale, il nucleo kerigmatico e sapienziale della fede.
La teologia come scienza, per la sua vocazione a coniugare il rigore critico con l'apertura al dialogo, può e deve farsi carico di questa sfida.
Antonio Staglianò, ordinato presbitero nel 1984, è dottore in Teologia fondamentale (Pontificia Università Gregoriana, 1986). Ha seguito corsi di specializzazione in Germania e si è laureato in Filosofia (Università della Calabria, 1995). Ha svolto numerosi ministeri e incarichi a livello parrocchiale, diocesano e nazionale. Nel 2009 Benedetto XVI lo ha nominato vescovo di Noto. Nel 2022 Francesco lo ha scelto come presidente della Pontificia Academia di Teologia. È autore di numerosi saggi che spaziano dalla teologia scientifica, in dialogo con tutti saperi critici, all'attualità pastorale ed ecclesiale.
Articolate riflessioni sulla felicità a partire dalla Scrittura. Facendo parlare, in brevi riflessioni tutte incentrate su un brano biblico diverso, tratto sia dall’Antico che dal Nuovo Testamento, l’autore interpella il lettore sul tema spesso dimenticato dalla predicazione cristiana: l’autentica felicità promessa da Dio all’uomo. Unendo competenze bibliche alla tradizione tomistica più autentica e attingendo alla sua esperienza di guida spirituale, l’autore offre un affresco di grande fascino che può interessare credenti e non credenti.
Come vivere da cristiani nell’era digitale? Suona così la domanda da cui prende avvio Giovanni Ancona in questa sua rassegna sintetica delle dinamiche, delle opportunità e delle sfide poste dalla cultura digitale. A fronte delle nuove questioni etiche e antropologiche che quotidianamente vengono sollevate da più parti intorno alla tecnologia e al futuro degli esseri umani, quest’opera vuole far prendere coscienza della rivoluzione in atto per delineare in maniera rinnovata e critica, ma con un approccio positivo, il nostro vivere umano e cristiano. Dall’infosfera all’intelligenza artificiale fino al post- e al trans-umanesimo, il libro offre una riflessione teologica che sottolinea i compiti etici ed educativi che queste realtà impongono, ipotizzando infine un modo concreto con cui affrontare questo cambiamento culturale, per abitarlo da cristiani in modo critico.
In un mondo dominato da ritmi frenetici e da bisogni spesso fraintesi o disordinatamente appagati, accogliamo l'invito a un ritorno all'essenziale: l'incontro profondo con Gesù, unico vero nutrimento dell'anima. Attraverso una lettura spirituale e antropologica del Vangeli, accompagnata dalla piramide dei bisogni di Maslow, l'autore ci guida a riconoscere in Cristo Colui che spezza il pane e versa il vino per ogni fame e ogni sete. I bisogni umani si rivelano così non solo impulsi da soddisfare, ma segni che rimandano a un Altro, aperture al mistero. Un cammino di autenticità e di senso, alla luce della Parola.
Tra i teologi che nel XX secolo hanno sostenuto con maggiore scienza e ardore t titolo di Maria Mediatrice e quello, ad esso strettamente connesso, di Corredentrice, spicca il padre gesuita José María Bover Oliver. Il suo sintetico libro che presentiamo con il titolo di Maria Mediatrice è una chiara espressione della sua cultura teologica, filosofica e biblica e della sua profonda pietà personale. In queste pagine l'autore dimostra, con argomenti irrefutabili, come la Mediazione universale di Maria sia conseguenza necessaria della sua dignità e del suo ufficio di Madre di Dio, del Redentore e dell'intera Famiglia del Padre Celeste.
Padre José María Bover oliver nacque a Vinaroz (Castellón de la Plana), in Spagna, il 15 luglio 1877. Studiò alla Pontificia Università Gregoriana di Roma e, dal 1912 al 1953, insegnò Sacra Scrittura nella Facoltà teologica del Collegio Máximo di Barcelona. Fu cofondatore, nel 1940, dell'AFEBE (Asociación para el fomento de los estudios biblicos en España) e della Sociedad Mariológica Española.
Nel 1941 Pio XII lo nominò membro della commissione scientifica incaricata di preparare la definizione dogmatica dell'Assunzione della Vergine Maria e consultore della Pontificia Commissione Biblica. Dopo una vita religiosa esemplare, padre José Bover morí santamente a Sant Cugat del Vallès. I suoi numerosi studi sulla Mediazione e sulla Corredenzione di Maria approfonditi nei Padri della Chiesa, nella Sacra Scrittura, e nella liturgia gli procurarono fama internazionale e gli valsero l'appellativo di "patriarca dei mariologi spagnoli".
Il primo messaggio di Papa Leone XIV in occasione del- la IX Giornata Mondiale dei Poveri che sarà celebrata domenica 16 novembre 2025. Il testo contiene un com- mento a firma di mons. Rino Fisichella, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, Sezione per le Que- stioni Fondamentali dell’Evangelizzazione nel Mondo.
Robert Francis Prevost nasce il 14 settembre 1955 a Chicago, negli Stati Uniti. Nel 1977 entra nel noviziato dell’Ordine di Sant’Agostino (O.S.A.) e il 29 agosto 1981 emette i voti solenni. Il 19 giugno 1982 è ordinato sacer- dote a Roma. In seguito per diversi anni è missionario in Perù. Nel 2001 viene eletto Priore Generale dell’Ordine di Sant’Agostino. Nel 2014 Francesco lo nomina vescovo della Diocesi peruviana di Chiclayo. Nel 2023 Papa Ber- goglio lo sceglie come Prefetto del Dicastero per i Vesco- vi e Presidente della Pontificia Commissione per l’Ameri- ca Latina. Lo stesso anno viene creato cardinale. È eletto Papa l’8 maggio 2025. Sceglie il nome di Leone XIV.
Pregare il Rosario in Terra Santa è come attraversare il Vangelo con il cuore: ogni mistero si illumina del luogo in cui è accaduto, ogni parola risuona tra le pietre che ne hanno custodito il silenzio. In queste pagine, la contemplazione mariana si intreccia con la Parola di Dio, la sapienza dei Padri della Chiesa e la bellezza dei luoghi santi, in un cammino che unisce preghiera, storia e grazia. Il lettore è invitato a lasciarsi guidare in un pellegrinaggio interiore, in cui ogni Ave Maria diventa passo, ogni mistero luce, ogni foto memoria viva della presenza di Cristo. Completa il volume una Via Crucis meditata, per sostare con fede ai piedi della Croce e riscoprire, nella passione di Gesù, la speranza che rinnova il mondo. Prefazione di Pierbattista Pizzaballa.
Gli Exultet rappresentano un capitolo della storia dell'arte medioevale di straordinaria importanza ancorché poco conosciuto. In questo senso il libro rappresenta una scoperta. Di una vasta produzione fra l'XI e il XIV secolo sono sopravvissuti solo una ventina di esemplari, conservati per lo più in musei diocesani locali. Non esiste una pubblicazione destinata al grande pubblico che descriva questi particolari codici offrendo una panoramica pressoché completa. Il volume descrive con ricchezza di documentazione sia le immagini miniate, sia le diverse versioni degli spartiti musicali, sia lo svolgimento dei riti pasquali, permettendo al lettore di cogliere pienamente la ricchezza figurativa, musicale e liturgica dei codici.
Un commento delle messe feriali per il Tempo ordinario, Anno pari, settimana 12-22.