Este estudio es una amplia monografía sobre la jurisdicción cuasi episcopal ejercida durante siglos por la abadesa del Monasterio de Las Huelgas, en Burgos. Su autor, Josemaría Escrivá, canonizado por la Iglesia Católica en 2002, es bien conocido en el ámbito de la espiritualidad, pero menos en el científico e investigador. Este volumen añade a su texto original un comentario crítico-histórico, en el marco de la edición crítica de sus obras completas.
Edición preparada por: María Blanco es catedrática de Derecho Eclesiástico del Estado en la Universidad de Navarra. Autora, entre otras publicaciones, de cinco monografías de contenido histórico-jurídico y de numerosos artículos, es miembro del Comité científico de varias revistas y Académica Correspondiente de la Real Academia de Jurisprudencia y Legislación. Y María del Mar Martín es profesora titular de Derecho Eclesiástico del Estado en la Universidad de Almería. Ha publicado numerosos trabajos de Derecho Canónico, Estatal y Comparado.
«Sul diaconato femminile, mi sembra utile una commissione che chiarisca bene questa cosa, soprattutto riguardo ai primi tempi della Chiesa». È bastata questa frase di papa Francesco – pronunciata il 12 maggio 2016 durante l’incontro con le rappresentanti dell’Unione Internazionale delle Superiore Generali – per riaprire una questione già affrontata più volte in passato, soprattutto in chiave di «rivendicazione femminile». Come contributo al dibattito in corso nasce questo agile saggio, in cui don Albanesi fa il punto sulla storia e la teologia del diaconato e ricostruisce anche la vicenda per molti versi oscura delle «diaconesse» nel primo millennio cristiano. E non teme di prendere posizione sull’oggi, con un «sì» deciso al diaconato femminile, visto come l’occasione per configurare in modo nuovo e convincente un ministero rinato con il Vaticano II e dall’identità ancora incerta. La vera posta in gioco non è infatti il riconoscimento anche ecclesiastico del ruolo fondamentale delle donne, quanto il riportare nel cuore stesso della missione della Chiesa il servizio della carità. Don Vinicio lo dice da esperto canonista, ma anche e soprattutto da «prete di strada» che ha dedicato la sua vita al servizio degli ultimi.
Silence, l’ultimo film di Martin Scorsese, tratto dall’omonimo romanzo del giapponese Shusaku Endo, è «uno dei pochi per cui vale ancora la pena di andare al cinema», scrive Antonio Monda nella prefazione a questo ebook. E per coloro che vogliono accostarsi a un film straordinario, e anche «comprendere nell’intimo l’itinerario spirituale e artistico di Martin Scorsese», continua Monda, «ritengo sia indispensabile leggere questa ampia intervista concessa ad Antonio Spadaro, direttore della Civiltà Cattolica».
L'autore analizza la storia di frate Francesco come scrittore di sé, esamina la peculiarità del suo stile e invita il lettore ad avvalersi della scrittura autobiografica con la guida spirituale di Francesco (Prefazione di Paolo Floretta).
Via crucis con un brano biblico e una meditazione tratta dai "Sermoni" di sant'Antonio, dottore della chiesa.
Sei frati francescani, minori conventuali, si confrontano «ad alta voce» su alcune virtù care a san Francesco d'Assisi.
Come pensare teologicamente la città? Utopie urbane...
Il cammino nella fede cristiana è una conversione che interessa il cuore e l'anima di ogni cristiano, e in questo movimento di crescita, la preghiera è il fondamento perché si possa crescere e rimanere saldi alla Parola di Dio. Pregare nello Spirito Santo è iniziare un volo dell'anima nell'Amore del Padre e del Figlio. Abbiamo ricevuto i doni dello Spirito Santo nel Battesimo, ma molto spesso...troppo spesso li abbiamo accantonati in un cassetto, dimenticando, che basta una semplice invocazione "Vieni Spirito Santo!" e lo Spirito accorre come una mamma al grido del suo bambino! Il volume offre una raccolta di preghiere inedite sullo Spirito Santo composte dall'autrice, attiva nel movimento del Rinnovamento nello Spirito Santo.
...ma l’ottimo pranzetto di quel giorno, come molte cose terrene, è presto terminato. Vogliamo allora provare anche stavolta a parlare un po’ di alcune Divine Verità che, al contrario, non hanno termine, che non tramontano né tramonteranno mai...
Sempre più di rado oggi si ha la fortuna di conoscere una persona limpida e coraggiosa, nel senso di rinvenire in quello che dice e in quello che fa una perfetta corrispondenza con ciò che sente, pensa, crede; non è cosa di poco conto in un'epoca in cui l'uomo sembra essere affetto da una strana forma di sdoppiamento della personalità, per cui dice quello che non sente, non pensa, non crede. La fonte di questo devastante fenomeno deriva dal perseguire interessi e fini che nulla o poco hanno a che fare con la ricerca della verità e molto invece con l'inganno e la falsità - gli ipocriti "invocano il Signore con le labbra ma con il cuore lontano" (Papa Francesco). Giovanni Paolo II amava ripetere che "la Verità rende liberi" perché essa mette a servizio di un bene superiore l'intelligenza, la sensibilità, il carisma, la conoscenza dell'uomo. Non si può mentire affermando quello in cui si crede; non si può mentire perseguendo un bene che non ci appartiene. Oggi è tragicamente attuale il dramma di Marlowe, perché molti sono i Faust della politica, della cultura, dell'arte, della religione. Gli effetti di tale dramma del XXI secolo sono devastanti sia per chi è intriso di cultura relativista, sia per chi cerca la verità nella vita e in tutto ciò che felicemente o drammaticamente impatta il cuore e l'intelligenza. In queste pagine il cardinal Miiller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, dà uno splendido esempio di "cristiano credibile" (Benedetto XVI), di come un uomo può testimoniare con chiarezza e coraggio la propria fede, il proprio pensiero, i propri sentimenti, non censurando ciò che pensa sui temi più importanti che riguardano la Chiesa, la Società, il Mondo.
In questo volume dell'Opera omnia di Giovanni Moioli, il quarto, vengono pubblicati sedici contributi - relazioni, articoli e voci di dizionari - da lui dedicati a temi centrali nella sua esperienza e nella sua riflessione: la preghiera, la mistica e la liturgia. I testi, scritti tra il 1961 e il 1984, documentano come l'interesse per queste tematiche abbia caratterizzato il suo percorso teologico per quasi venticinque anni. Un quarto di secolo di grande rilievo per la teologia e per la vita della Chiesa: è il periodo che precede, accompagnae segue il Concilio Vaticano II. Nella riflessione di Moioli emerge progressivamente un rapporto sempre più stretto tra la comprensione della preghiera e il quadro complessivo della teologia cristiana: la cristologia, la teologia, l'antropologia e, forse, tutti i trattati teologici. Sino al punto che sembra legittimo porre due questioni: quale contributo può offrire la teologia della preghiera alla comprensione della singolarità di Gesù, dell'esperienza dell'uomo e del suo rapporto con Dio? Quale collocazione deve avere la teologia della preghiera nella presentazione della fede cristiana? Sullo sfondo, si intravedono le questioni relative all'unità della teologia, alla definizione dell'identità e dei rapporti tra le singole discipline teologiche, alle ricadute che tutto questo può avere sulla formazione del cristiano.
L'università nasce tra l'XI e il XII secolo nel seno della Christianitas, grazie anche all'iniziativa delle autorità ecclesiastiche dell'epoca. Già molti secoli prima erano presenti istituti d'insegnamento superiore e centri di aggregazione intellettuale nella Chiesa. In età antica, essi nacquero da scuole catechetiche, come ad esempio quella di Alessandria d'Egitto; oppure per iniziativa dei singoli, come nel caso del Vivarium di Cassiodoro. Nell'alto Medioevo questa funzione d'insegnamento fu svolta dai monasteri, in un ambiente feudale e rurale, generalmente poco alfabetizzato. La ripresa economica, politica e culturale del secolo XI, nonché la rinascita delle città, favorì il sorgere delle prime università, che nei secoli successivi si diffusero in vari centri d'Europa: Oxford, Coimbra, Salamanca, Parigi, Lovanio, Tubinga, Bologna, Praga, Cracovia, Pecs, ecc. Con la scoperta e la colonizzazione del nuovo mondo, le università si diffusero anche nel continente americano, a iniziare da Lima e Città del Messico. In tutti questi centri si sviluppò un'intensa, vivace e interessante vita accademica da cui nacquero scuole di pensiero, spesso in contrasto tra loro ma sempre portatrici di nuove idee e di fecondi sviluppi culturali. Fino al XVII secolo la teologia fu sempre un elemento centrale degli studi universitari. Le correnti illuministiche del Settecento, la Rivoluzione francese e le politiche culturali degli stati liberali dell'Ottocento emarginarono - se non espulsero - la teologia e lo stesso cristianesimo dalle aule universitarie. La reazione della Chiesa fu la fondazione di università cattoliche nei secoli XIX e XX. Il Concilio Vaticano II aprì un nuovo scenario di dialogo tra fede e cultura. Questo testo raccoglie gli Atti del Convegno "L'insegnamento superiore nella storia della Chiesa: scuole, maestri e metodi", organizzato dal Dipartimento di Storia della Chiesa della Facoltà di Teologia della Pontificia Università della Santa Croce, il 9-10 marzo 2016. I vari contributi presentati ripercorrono questo itinerario, nel quale l'incontro tra il cristianesimo e la cultura è stato foriero di sviluppo intellettuale, culturale, politico e sociale.