Italiano per romeni è un manuale di grammatica che offre una descrizione chiara e articolata di tutte le principali strutture della lingua italiana attraverso tabelle, esempi e continui raffronti fra l'italiano e il romeno. Il testo, adatto allo studio individuale o in aula, si rivolge sia a chi affronta per la prima volta lo studio della lingua italiana (livello elementare) sia a chi possiede già una solida base (livello intermedio) ed è alla ricerca di uno strumento di consultazione rapido ed efficace. Il volume è costituito da: 41 unità, ciascuna dedicata a un singolo argomento e corredata di una sezione grammaticale e una sezione di esercizi; 9 appendici che approfondiscono argomenti già presentati (l'articolo determinativo, i verbi essere e avere, i verbi regolari, le preposizioni di e a) o illustrano, sotto forma di schemi o di tabelle, alcuni degli aspetti più complessi della lingua italiana (il plurale dei nomi e degli aggettivi composti, i nomi alterati, la formazione delle parole, i principali verbi irregolari, la reggenza dei verbi più comuni); le soluzioni di tutti gli esercizi.
1248 pagine; 120.000 lemmi, accezioni e locuzioni; traslitterazione accentata dei lemmi russi; binomi traduttivi e fraseologismi; contestualizzazione dei lemmi e dei costrutti "difficili"; appendici: nomi geografici, sigle e abbreviazioni; numerali nomi propri.
Era triste, quel giorno, Massimiliano Calabrò, cronista di nera. Gli occhi, di un celeste talmente acceso da risultare irriverenti, erano come persi e, al fondo, rammaricati. Perché descrivere la morte di quella donna, non più giovane eppure bellissima, gli occhi di un giallo colore delle foglie autunnali, meravigliati, quasi la coltellata in mezzo al petto l'avesse colta di sorpresa, aveva messo a dura prova la sua abitudine all'orrore di cronista di nera che sempre arrivava, per primo, o per tempo, dove un delitto o un fatto di grave violenza s'erano verificati.
Cartoline dall’anima racconti
di Giovanna Renzini
Illustrazioni di Alessandra Bagnoli.
C’è chi viaggia in Paesi lontani, per soddisfare il bisogno di conoscere luoghi nuovi, nuove persone, altri costumi e modi di vivere. E c’è chi viaggia dentro se stesso, alla scoperta della propria anima, delle sue insenature, rischiando di cadere nei burroni, ma provando anche il brivido delle risalite. In entrambi i casi il viaggio non ha mai fine, perché non basta una vita per conoscere tutti i luoghi del mondo o tutte le sfaccettature della propria personalità.
Cartoline dall’anima è un percorso alla ricerca di valori, sentimenti, emozioni che sono in ciascuno di noi ma che spesso si ha paura a far emergere, quasi fossero diventati fuori luogo in una società che predilige l’apparenza alla sostanza.
In questa raccolta di racconti, i protagonisti hanno scelto la solidarietà, l’amore, la stima di sé, il recupero di una dimensione umana, in contrapposizione all’egoismo, al successo ad ogni costo, al ritmo vorticoso che travolge lasciando il più delle volte un senso di vuoto.
punti forti
Racconti, scritti in maniera avvincente e coinvolgente, che parlano al cuore.
Ottimo libro da regalare a Natale, visto i valori e sentimenti proposti nei singoli racconti.
L’Autrice, promettente e brillante «penna», è stata più volte segnalata in premi letterari.
destinatari
Vasto pubblico.
autrice
Giovanna Renzini, nata a Foligno (Pg) è giornalista professionista e lavora all’Ufficio stampa della Provincia di Pesaro e Urbino. Laureata in Scienze Politiche all’Università di Perugia, ha collaborato con Il Corriere dell’Umbria, La Nazione, Il Resto del Carlino. Nel 2003 è stata segnalata dalla giuria del premio letterario «Giorgio La Pira» per il racconto Sono una candela; nel 2006 è risultata tra i finalisti del premio letterario «Metauro in rete» di Urbania. Sul versante dell’editoria per l’infanzia, ha pubblicato Il mal di schiena di Babbo Natale (EdiGiò, 2007) e La Befana... senza calze (Neftasia editore, 2008).
illustratrice
Alessandra Bagnoli, nata a Milano, dove vive e lavora, è diplomata in Pittura all’Accademia di Brera. Collabora da diversi anni come illustratrice per varie case editrici.
Liturgia nella postmoderni è uno studio nuovo in quanto pone in dialogo filosofia e scienza della comunicazione sociale con la liturgia. Analizza quali sono le potenzialità dell'azione liturgica nella sensibilità a noi contemporanea.
La domanda centrale suona così: qual è la possibile corrispondenza tra ciò che l'esistenza nella condizione presente (postmoderna e neomoderna) chiede e ciò che i sacramenti in un certo senso possono offrire.
È il tema del soggetto celebrante nella situazione postmoderna e deuteromoderna.
Il volume tocca le questioni del soggetto celebrante, di etica e liturgia, della ritualità nelle nuove religioni, della parola sacrificio travisata nel linguaggio comune, dell'assemblea liturgica e democrazia confrontandosi con diversi pensatori e correnti di pensiero del tempo presente.
Nella seconda parte guarda alla liturgia come al grande comunicatore di Cristo e della Chiesa nel mondo.
Lo fa con la competenza di chi pratica entrambi gli ambiti, liturgico e mediale. Intende aiutare a comunicare il mistero della salvezza con ottimismo e speranza cristiana.
Individualismo ed egoismo sono i mali dell'epoca. Ma sappiamo davvero cos'è una comunità? Non basta essere con gli altri, né condividere con loro idee, scopi e interessi. L'egoismo delle comunità (anche religiose) è ancora più devastante di quello degli individui. La comunità è esposta a un duplice rischio: di sovrapporre il proprio protagonismo alla testimonianza per la verità e l'accoglienza; e di rimanere indecisa tra la condanna e la complicità nei confronti della città degli uomini. Testimoniare è lo stesso che esistere. Gli elementi tipici della comunità assomigliano tuttavia ai grani dispersi di una collana strappata: non si riconoscono più, e generano equivoci e fraintendimenti. Bisogna al contrario riannodare il filo che lega insieme la testimonianza e l'accoglienza, i luoghi e la democrazia, l'autorità e la partecipazione, la presenza, la speranza e la profezia.
Il volume raccoglie gli Atti del Seminario specialistico in Teologia sacramentaria organizzato dall'Istituto Teologico di Ancona nel 2010.
Centocinque interviste a uomini e donne del mondo dello spettacolo, cultura, religione e sport alla scoperta del senso della vita e delle cose che contano: storie intense, soprattutto confessioni inaspettate. Prefazione di Antonio Preziosi
Una tra le opere più significative dell'antica letteratura monastica, scritte poco dopo la metà del VI secolo da Cirillo, monaco palestinese, le "Storie monastiche" offrono una sintesi esemplare unendo il tradizionale interesse biografico per le figure degli "anziani" alla descrizione del ruolo monastico nella chiesa e nella società del tempo.
Motori di ricerca, smartphone, applicazioni, social network: le recenti tecnologie digitali sono entrate prepotentemente nella nostra vita quotidiana. Ma non solo come strumenti esterni, da usare per semplificare la comunicazione e il rapporto con il mondo: esse piuttosto disegnano uno spazio antropologico nuovo che sta cambiando il nostro modo di pensare, di conoscere la realtà e di intrattenere le relazioni umane. A questo punto, la domanda che Antonio Spadaro si pone e ci pone è: la rivoluzione digitale tocca in qualche modo la fede? Non si deve forse cominciare a riflettere su come il cristianesimo deve pensarsi e dirsi in questo nuovo paesaggio umano? Forse, egli risponde, è giunto il momento di considerare la possibilità di una ‘cyberteologia’, intesa come intelligenza della fede (intellectus fidei) al tempo della rete. Non si tratta però, semplicemente, di cercare nella rete nuovi strumenti per l’evangelizzazione o di intraprendere una riflessione sociologica sulla religiosità in internet. Si tratta piuttosto – e qui sta la pionieristica novità di Spadaro – di trovare i punti di contatto e di feconda interazione tra la rete e il pensiero cristiano. La logica della rete, con le sue potenti metafore, offre spunti inediti alla nostra capacità di parlare di comunione, di dono, di trascendenza. E, dal canto suo, il pensiero teologico può aiutare l’uomo in rete a trovare nuovi sentieri nel suo cammino verso Dio. È un territorio ancora inesplorato, nel quale Spadaro entra con indiscusso background teologico e grande competenza tecnica, ma soprattutto con spirito di fiducia nella capacità del cristianesimo e della Chiesa di essere presenti là dove l’uomo sviluppa la sua capacità di conoscenza e relazione. La rete è un contesto in cui la fede è chiamata a esprimersi non per una mera ‘volontà di presenza’, ma per una connaturalità del cristianesimo con la vita degli uomini. La sfida, dunque, non è come ‘usare’ bene la rete, ma come ‘vivere’ bene al tempo della rete.
Antonio Spadaro, gesuita, è direttore della rivista «La Civiltà Cattolica» e docente presso la Pontificia Università Gregoriana, dove ha conseguito il dottorato in Teologia. È Consultore del Pontificio Consiglio della Cultura e del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali. Autore di molti volumi sulla cultura contemporanea, ha già dedicato a internet i saggi: Connessioni. Nuove forme della cultura al tempo di Internet (2006) e Web 2.0. Reti di relazione (2010). Con Vita e Pensiero ha pubblicato Svolta di respiro. Spiritualità della vita contemporanea (2010). Molto attivo in rete, nel 1998 ha fondato uno dei primi siti italiani di scritture creative, Bombacarta.it. Dal gennaio 2011 è autore del blog Cyberteologia.it (premio WeCa 2012).