Nel 381, minato nel fisico e nello spirito, Gregorio Nazianzeno fa ritorno nella natia Cappadocia, lasciando la cattedra episcopale di Costantinopoli. Qualche tempo dopo affida l'acre risentimento per la sconfitta patita ai versi rivolti A se stesso qui raccolti, tradotti e commentati. La sua scrittura, modernissima per alcuni tratti, si frange di continuo, giustapponendo i piani temporali del passato, del presente e del destino ultimo dell'uomo, e alterna nostalgici flashback autobiografici, aspre invettive contro il clero contemporaneo, bollato come ignorante e corrotto, e grida di supplica a Cristo. Traspare da queste poesie l'inquietum cor del personaggio, sempre sospeso tra l'amaro pessimismo della ragione e le certezze luminose della fede, tra le esigenze di una vita sobriamente contemplativa e le urgenze di una Chiesa militante e impegnata. Un messaggio remoto, ma di singolare attualità.
Scrivere oggi di «cammini» e «pellegrinaggi» è rischioso: la bibliografia è ormai a dir poco sterminata (non c'è libreria che non abbia uno scaffale dedicato) e poi tra siti, blog attivi, riviste specializzate, serate a tema, ecc. c'è di tutto e di più. Da un punto di vista "confessionale", inoltre, il tema è stato da sempre visto come «pellegrinaggio» in senso stretto (e costretto) e sviscerato in tutti i modi. Moltissimi ormai «camminano», e ognuno s'è fatto la propria esperienza e ha maturato le proprie idee in proposito. Perché allora dedicare una monografia al tema? Perché paradossalmente manca del tutto una riflessione proprio in quello che ci coinvolge e ci compete: l'approfondimento teologico e spirituale (con annessi pastorali). In tal senso il fascicolo parte assumendo la categoria esodale per un nuovo discorso su Dio, un'adeguata teologia e quindi una pertinente antropologia ed ecclesiologia. Per dirla brutalmente: Dio non è un motore immobile. Ma cosa ci dice di lui il fatto che egli è "in movimento" (Deus viator)? Qual è in tal senso l'esperienza di Gesù? I cristiani, poi, dovrebbero essere «quelli della via» (At 9,2) e la chiesa (popolo in cammino) una comunità «in uscita» tra andare e stare... Insomma, se camminare rende liberi, rende anche più religiosi, più credenti, più cristiani, più fratelli, più umani...
Padre Marie-Dominique Molinié, grande amico di santa Teresa, proponeva a tutti coloro che volessero approfondire il proprio cammino di fede e giungere alla determinazione di seguire veramente la volontà di Dio, di fare un ritiro personale di dodici giorni leggendo "Storia di un'anima", un capitolo al giorno. Dodici giorni per gli undici capitoli di "Storia di un'anima": il dodicesimo giorno infatti si è chiamati a suggellare il ritiro con un duplice dono di se stessi: la lettura dell'Offerta all'Amore Misericordioso, preceduta dalla lettura dell'Atto di Consacrazione a Maria di san Luigi Maria Grignion de Montfort.
«Otto storie di persone decise a salvare il mondo. Un passo alla volta un giorno dopo l'altro. Per fare la differenza. Vite speciali di persone normali. Care amiche e cari amici che tenete tra le mani questo libro, vorrei raccontarvi perché ho deciso di scriverlo e come poi, all'improvviso, l'avvento tragico della pandemia ne abbia condizionato e arricchito il senso. Tutto è iniziato due anni fa, quando Greta Thunberg ha sensibilizzato il mondo intero riguardo allo scempio ambientale e al conseguente cambiamento climatico in corso. Dal nulla, la sua azione ha acquisito una potenza tale da coinvolgere anche i potenti del globo, travolti dalle critiche per la loro miopia generazionale. Una bella storia, certo, ma anche il trampolino per porgersi due domande obbligate: quanto, nella vita concreta, il desiderio di arginare la devastazione terrestre si traduce in comportamenti virtuosi? E chi è davvero disposto, al di là dei nobili pensieri e delle belle parole, a battersi in nome di questa sfida? Interrogativi urgenti prima dell'era Covid-19 e ancora di più oggi che è stato chiarito il legame tra la mancanza di rispetto della natura e la diffusione di nuovi virus. Come dunque sconfiggere il senso di fragilità che ha colpito le nostre vite, respirare un nuovo ottimismo e ispirarsi a comportamenti in armonia con l'ambiente? Le risposte che ho trovato sono racchiuse nelle storie speciali di persone normali. Non le mirabolanti imprese di supereroi dai poteri magici, ma l'impegno di giovani e meno giovani che con grinta hanno agito e agiscono in difesa del pianeta. Otto capitoli con protagonisti distanti tra loro per età, formazione e attitudini. Ma comunque uniti dalla consapevolezza che - volendo - tutti possono fare la differenza. Una grande differenza. Per questo il libro si intitola "La Terra siamo noi": perché spero che, letta l'ultima pagina, e condivisa l'ultima emozione di questi ragazzi e adulti inarrestabili, vi venga voglia di ispirarvi al loro impegno. Condividendo, oltre le incertezze attuali, il piacere di aiutare l'ambiente e noi stessi.» (Riccardo Bocca)
Maria Rita Mazzanti
Alla scoperta del Fuoco Magico
seconda edizione
Un viaggio per ragazzi e per quanti lo sono ancora nel cuore, verso terre e cieli nuovi, alla scoperta della cosa più importante del mondo. A guidarci sono dei pelosetti, insieme ad altre simpatiche creature, che tanta gioia riescono a regalarci perché capaci solo di amare. Li ritroveremo in Cielo? San Giovanni Paolo II disse: “La Genesi ci mostra Dio che soffia sull’uomo il suo alito di vita. C’è dunque un soffio, uno spirito che assomiglia al soffio e allo Spirito di Dio. Non solo l’uomo ma anche gli animali hanno un soffio Divino”.
Note sull'autore
Maria Rita Mazzanti è nata a Recanati, dove vive, dopo un periodo trascorso in Toscana. Per le Edizioni Segno ha pubblicato “Un giorno a Loreto – Storie, misteri e ricette della tradizione” e il romanzo “Artemide”.
The Catholic Church is on the verge of a transition of great consequence.
As Catholic theologian, historian, and papal biographer George Weigel notes, the next pope will probably have been a teenager or a very young man during the Second Vatican Council (1962–1965); he may even have been a child during those years. Thus the next pope will not have been shaped by the experience of the Council and the immediate debates over its meaning and reception like Pope John Paul II, Pope Benedict XVI, and Pope Francis. The next pope, Weigel writes, "will be a transitional figure in a different way than his immediate predecessors. So it seems appropriate to ponder now what the Church has learned during the pontificates of these three conciliar popes—and to suggest what the next pope might take from that learning."
Drawing on his personal discussions with John Paul II, Benedict XVI, and Francis, as well as his decades of experience with Catholics from every continent, George Weigel examines the major challenges confronting the Catholic Church and its 1.3 billion believers in the twenty-first century: challenges the next pontificate must address as the Church enters new, uncharted territory. To what is the Holy Spirit calling this Church-in-transition? What are the qualities needed in the man who will lead the Church from the Chair of Saint Peter?
Taking lessons from the pontificates of John Paul II, Benedict XVI, and Francis, George Weigel proposes what the Catholic leaders of the future, especially the next pope, must do to remain faithful to the Holy Spirit's summons to renewed evangelical witness, intensified missionary fervor, and Christ-centered reform in the wake of grave institutional failures, mission confusion, counter-witness, and the secularist challenge to biblical faith.
Il cammino della Gioventù Francescana d'Italia si propone quest'anno di liberare l'interiorità dei ragazzi, illuminandoli con la Parola, per essere credibili testimoni di fede. Questo volume traccia un percorso che, a partire dall'esperienza di San Francesco, affronta temi importanti del vissuto giovanile.
La diffusione dei media digitali e sociali e la loro pervasività di impatto sulla vita delle persone ha favorito un processo di normalizzazione della Media Education: da attenzione di nicchia, essa è diventata preoccupazione diffusa. Lo scotto da pagare è la semplificazione, la messa a punto di soluzioni poco rispettose della complessità dei fenomeni, la proliferazione di instant book, checklist e decaloghi più vicini alle logiche del marketing che alle esigenze dell'educazione. Il libro muove da questa situazione per descrivere un itinerario in tre tappe. La prima è la ricostruzione della storia della Media Literacy e della Media Education negli ultimi vent'anni. La seconda consiste in un'ampia descrizione, nella prospettiva dell'educazione ai media, della società informazionale. La terza, sostenuta dall'analisi di metasintesi di una selezione di articoli internazionali, prova a indicare i contorni di una nuova Literacy individuandone lo specifico nelle tre dimensioni della critica, dell'etica e dell'estetica.