La parabola evangelica dell'amministratore infedele (Lc 16,1-9) è una delle meno note presso il vasto pubblico e ha costituito, nel corso dei secoli, un vero e proprio rompicapo esegetico per i commentatori tardoantichi e medievali. Collocata all'interno della sezione riservata al retto uso delle ricchezze (Lc 16, 1-31), la sua struttura è in verità abbastanza semplice, e articolata in cinque sequenze narrative.
Il testo fa parte dell'innovativa collana "I Padri della Chiesa - Temi biblici", che si pone l'obiettivo di far conoscere l'interpretazione dei Padri della Chiesa sugli episodi o le figure più significativi dell'Antico e del Nuovo Testamento. La collana vede la collaborazione di Edizioni Nerbini con Edizioni Paoline, casa editrice tradizionalmente molto attenta alle pubblicazioni scientifiche di interesse patristico.
Nelle interpretazioni dei primi secoli, la comunità cristiana, quando ricorre all'episodio di Abramo alle querce di Mamre, è principalmente interessata al problema dell'identità di Cristo e al rapporto con le Scritture giudaiche; dopo la svolta costantiniana, la Chiesa cattolica ha ormai conseguito un ruolo considerevole anche nell'orientamento della vita sociale; in questo modo, alcuni scrittori, si appellano all'episodio di Abramo alle querce di Mamre per sollecitare l'accoglienza degli stranieri, in un contesto caratterizzato dalla paura per la pressione dei barbari sui confini imperiali. Il testo fa parte dell'innovativa collana "I Padri della Chiesa - Temi biblici", che si pone l'obiettivo di far conoscere l'interpretazione dei Padri della Chiesa sugli episodi o le figure più significativi dell'Antico e del Nuovo Testamento. La collana vede la collaborazione di Edizioni Nerbini con Edizioni Paoline, casa editrice tradizionalmente molto attenta alle pubblicazioni scientifiche di interese patristico.
Questo volume pubblica gli Atti della Giornata di Studi Ildegarda di Bingen, santa, mistica, scienziata, filosofa e artista, organizzata dall'Istituto Scienza e Fede dell'Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, in collaborazione con la Cattedra Marco Arosio di Alti Studi Medievali, tenuto a Roma lo scorso 21 marzo 2018. Ildegarda, la Sibilla del Reno, dottore della Chiesa, è qui studiata nel suo genio femminile non per correttezza "politica", ma per la freschezza del suo cantare il creato, buono dalla Bontà del Padre, lavato dal Sangue dell'Agnello e verdeggiante nello Spirito Santo. Il libro raccoglie saggi e contributi dei professori Marina Alfano, Francesco De Feo, Mario Gargantini, Flavia Grossi, Octavio Ortiz de Montellano, Carmelo Pandolfi, Marta Rodríguez, Cristina Siccardi, Francesco Tasini, Annalisa Terranova e Jesús Villagrasa.
L’arrotino è una figura mitica per l’autore, perché il suo noto richiamo/appello ad accorrere, ha una duplice valenza: quella di invocare l’arrivo delle donne, ritenute (almeno fino a un po’ di tempo fa) le uniche depositarie della gestione degli utensili di cucina; e – seconda – proporre le sue abilità e i suoi strumenti per consentire un’operazione essenziale: il taglio giusto. Quel richiamo forte e delicato allo stesso tempo, con voce decisa ma non invadente, parole ripetute e amplificate, lasciano intendere (per una mente normale?) qualcosa di più di coltelli affilati: è il taglio delle parole che contano, per chi, mese dopo mese da dieci anni, in una rubrica che si intitola proprio “Le parole che non ti ho detto”, prova a dare spessore ad un dialogo insistente tra un uomo e molte donne.
Tanti cristiani da sempre amano venerare e raffigurare Cristo da bambino. Questo libro è un’esplorazione nella storia del culto al Bambin Gesù.
Già ai tempi di san Girolamo la grotta di Betlemme era meta di venerazione e grandi artisti lo hanno raffigurato: da Mantegna a Guido Reni, da Zurbarán a Dalí. San Francesco si emozionava nell’evocarlo; Erasmo di Rotterdam gli dedicò un poema e sant’Alfonso Maria de’ Liguori gli compose ninne nanne. Santa Teresa di Lisieux volle chiamarsi «di Gesù Bambino»; Edith Stein lo sentiva vicino nel campo di sterminio; Padre Pio se lo vide apparire. San Josemaría Escrivá gli diceva: «Mi piace vederti piccolino, indifeso, per illudermi che tu abbia bisogno di me». E san Giovanni Paolo II: «Asciuga, Bambino Gesù, le lacrime dei fanciulli».
Incentrato sul quartiere Pendino di Napoli, questo studio vuole fare luce sull'esistenza di un'area che porta inscritte nell'architettura del paesaggio le stratificazioni del tempo, dalla sua prima urbanizzazione - avvenuta in epoca angioina - sino ad arrivare all'attuale fase di crisi, economica e sociale. L'intento è di restituire la storia del quartiere attraverso la memoria orale, affidando la narrazione alla voce delle persone che lo abitano e lo hanno abitato.
Gli angeli - lo dice il nome - sono «messaggeri» tra Dio e gli uomini. Costituiscono una presenza viva, quotidiana cui rivolgersi per le grandi domande e per le piccole preoccupazioni di tutti i giorni. L'interesse crescente per gli angeli assume oggi svariate dimensioni, dalla «classica» (e imprescindibile) tradizione cristiana alle mescolanze più o meno sincretistiche con nuove forme di religiosità. Ma chi sono, in realtà, questi esseri luminosi? Qual è il loro rapporto con Dio e con l'uomo? Esiste davvero l'angelo custode? Come interagiscono con la nostra vita e come possiamo, a nostra volta, entrare in contatto con delle creature puramente spirituali? L'autore, che al tema ha già dedicato numerosi studi e pubblicazioni, risponde a queste e altre domande in un testo di semplice lettura e grande profondità. La trattazione è arricchita, nella seconda parte, dalle storie concrete di 35 fra santi e altre donne e uomini straordinari che hanno goduto di un rapporto privilegiato con il mondo angelico.
A new season in bioethical reflections is at hand. We are witnessing extraordinary developments in life sciences and in the new "converging technologies" (genetics, information technology, nanotechnologies and neurosciences), which open up unprecedented possibilities for interventions on living matter. The human body is exposed to practices that risk reducing it to the status of any neutral biological subject, as if it were an entity independent of the person rather than its basis in space and in history. This approach, veined with Gnostic contempt, risks obfuscating the symbolic scope of the body and its essential role in the advancement of a meaningful world.
On the other hand, globalization is profoundly transforming the context in which bioethical questions are posed.
Cultures find themselves coexisting in closer relations as a direct result of the growth in the movement of peoples and the intensification in communications. There is a growing public awareness that environmental phenomena and peoples' lives are increasingly interconnected. There is also a better understanding that inequalities and imbalances in the conditions of life in society and in the different parts of the planet are not due to random factors, but are the effects of choices that neglect justice and the legitimate needs of all the Earth’s populations, present and future.
There are many examples of problems related to clinical practice and biomedical research in which these interconnections are apparent. To cite only some which have the most immediate bioethical impact: the definition and compliance with the rules of scientific research that are the same for everyone and equally respectful of the dignity and rights of people; the principle of the prohibition of the commercial exploitation of the human body or its parts on the international market; the prohibition of interventions on the genome that introduce modifications destined to be inherited by descendants; the fight against the threat of bio-terrorism.
The classical topics of bioethics have therefore taken on a far wider scope. Then again, the number of themes dealt with has also expanded: food safety, inequalities in access to care and in the distribution of the results of scientific research, environmental factors on health.
Quale funzione culturale ha svolto la critica cinematografica negli anni d'oro della produzione e del consumo di film in Italia? Quali sono stati i luoghi principali da cui si è saputo costruire un discorso critico capace di muoversi dentro il più ampio dibattito culturale nazionale? Quali forme ha saputo prendere questo discorso e quali comunità di lettori è riuscito a raccogliere? Il volume delinea una mappatura geografica e ideologica delle riviste di settore, studia la pervasività dei temi cinematografici nei periodici di ambito letterario, teatrale, artistico, nei quotidiani e in alcuni rotocalchi, si interroga sull'autorevolezza e sul potere della figura del critico e sui processi di istituzionalizzazione della pratica critica, individua l'importante ruolo delle donne, studia la funzione delle immagini e il confronto con la sempre più complessa idea di cultura popolare. Mette a fuoco, attraverso traiettorie di ricerca ad ampio raggio, le azioni che hanno contribuito a formare una cultura cinematografica nel nostro paese.
Il racconto evangelico in cui una donna lava i piedi di Gesù con le lacrime e li asciuga con i suoi cappelli ha fatto tanta carriera nell'ambiente della predicazione antica in lingua siriaca. Tanti padri hanno predicato sul brano lucano (Luca 7), spesso mescolando gli elementi presi dagli altri evangelisti. In questo volumetto presentiamo un'omelia in versi di Giacomo di Sarug, Padre della Chiesa di Siria, su questo tema. Le lacrime, il perdono, le tentazioni - nella loro esposizione troviamo un po' di tutto. Anche i profumi, perché dove c'è amore, i profumi si rinnovano.
"Tutta la materia trae origine e vita solo in virtù di una forza...Dobbiamo presupporre che dietro a questa forza esista una Mente cosciente e intelligente. Quella Mente è la matrice di tutta la materia". (Max Planck, 1944). Ogni cosa nell'Universo, dalla nostra abbondanza materiale al successo nelle relazioni, dalla pace nel mondo alla guarigione del nostro corpo, è parte di un campo intelligente di energia che unisce le cose: la Matrix Divina. Recenti scoperte affermano che la Matrix Divina funziona in modo simile a un computer cosmico cosciente, in grado di utilizzare le nostre emozioni e credenze per creare la Realtà. Le tecniche che descrivono questo processo sono parte del Grande Segreto, che si è perduto ormai 1700 anni fa e che Gregg Braden riporta alla luce in questo libro. Non siamo limitati dalle leggi della fisica, così come oggi le conosciamo, né dalle leggi della biologia. Il DNA della vita è un codice che può essere trasformato.
Brand movie, product placement, trailer, transmedialità, le sigarette di Tarantino e gli spot di Wenders e Fellini, e ancora i fashion film, l'automobile di James Bond e il caffè di Nino Manfredi. Sono tanti e noti i legami fra la pubblicità e il cinema. Attori che diventano testimonial, marchi che fanno capolino fra le inquadrature fino a caratterizzare un luogo o un personaggio, richiami reciproci, storytelling e strategie di marketing multimediali. Dopo un'attenta verifica epistemologica e semiotica che intende fissare alcuni punti fermi categoriali in una casistica filmica contraddistinta da poche regole e tante eccezioni, il volume indaga l'intricato universo dei rimandi, delle citazioni, degli innesti che fin dall'origine animano questo rapporto. Una particolare attenzione è riservata alla pubblicità e alla sua capacità di "parassitare" il fenomeno cinematografico, ma anche di farne parte, di essere insieme elemento interno e testualità esterna e autonoma.