La lettera a Proba, come dice chiaramente il titolo, è una lettera e non un trattato sulla preghiera; la costruzione del testo è legata ad un fatto occasionale e perciò non contiene una riflessione sistematica. Tuttavia quello che poteva essere un limite si rivela una ricchezza; emergono, infatti, delle dimensioni che sono essenziali per ogni situazione di vita e per ogni tipo di preghiera. Si potrebbero così riassumere: La ricerca della vita beata; La centralità del desiderio; La preghiera ha bisogno di 'regole'. Nella lettera a Proba ci sono anche utilissime indicazioni circa i modi e i tempi della preghiera.
La vita interiore oggi è ancora possibile? Siamo capaci di abitare noi stessi o stiamo diventando un “non luogo” a noi stessi? L’attuale ipertrofia della comunicazione crea un uomo senza spazio interiore. Siamo sopraffatti da troppa informazione; il mondo ci è offerto istantaneamente, ma siamo incapaci di contemplarlo. La società dei consumi ha abolito la durata, si disimpara a indugiare, ad attardarsi.
La vita interiore ha a che fare con la costruzione quotidiana delle nostre vite, che altrimenti rischiano di scorrere via senza consapevolezza e lucidità. È una dimensione che apre una via, sollecita la ricerca, riguarda quella conoscenza di sé che ha una ricaduta nel rapporto con l’altro. La vita interiore richiede capacità di fare silenzio, di abitare la solitudine. La nascita all’interiorità è nascita alla libertà.
Il cristianesimo non è innanzitutto dottrina, morale, esecuzione di riti, ma incontro con la persona concreta e reale che è stato l’uomo Gesù Cristo, incontro che riempie di gioia il cuore e la vita del discepolo. Nell’Evangelii gaudium, “La gioia del Vangelo”, papa Francesco auspica per la chiesa una “conversione pastorale” che significa: “uscire”, per andare verso gli altri, raggiungerli là dove sono, senza giudicare le loro qualità di fede o morali; non voler stare al centro o al di sopra degli altri, ma chinarsi umilmente ai loro piedi per lavarli, averne cura, servirli.
Il documento mette a fuoco il cammino che la comunità cristiana deve fare per incontrare con coraggio la società di oggi, e ha chiaramente i tratti di una provocazione: vuole scuotere e generare un mutamento del vivere della chiesa e dei cristiani in mezzo all’umanità.
Il Novecento è stato il secolo di Auschwitz e della violenza. Le guerre hanno contato milioni di morti, e l’umanità si è rivelata in grado di distruggere il pianeta che la ospita. Eppure nel secolo scorso la sicurezza non era quell’ossessione che oggi offusca lo sguardo. Ci siamo risvegliati dall’illusione del progresso e delle sue magnifiche sorti, scoprendoci aridi di pensiero e privi di futuro. In un presente pieno di insidie, l’incertezza si tramuta in paura, e la paura in aggressività.
Per dare una nuova possibilità all’umanesimo occorre fare i conti con le grandi tragedie del Novecento. E nell’elaborazione del passato trovare le ragioni di un cambio di paradigma, capace di far propria la cultura del limite e la forza della nonviolenza. Occorre trasformare l’idea di sicurezza: non difesa dagli altri, ma cura dello stare assieme.
Qual è il contributo del lago di Tiberiade al messaggio evangelico? Forse è Gesù che attraverso il lago vuole dire qualcosa di particolare ai suoi discepoli di ieri e di oggi? Si può dire che il lago ha una “vocazione” e il Vangelo la raccoglie?
Le pagine di questo breve saggio cercano una risposta a queste domande.
Il lago di Galilea, metafora reale della vita dell’uomo, dall’alba al tramonto, sia che appartenga alla riva ebraica, che a quella pagana, è “geografia del quotidiano”. Luogo, di fame e malattia, di tempeste e di paura, di solitudine e di limite, anticipa la Pasqua, dove Gesù, risorgendo dai morti, viene incontro ad ogni discepolo “camminando sulle acque”.
La "Relatio de mirabilibus orietalium Tatarorum" è la narrazione del viaggio in Asia di Odorico da Pordenone scritta nel 1330.
È una delle prime descrizioni dell’Estremo Oriente medievale.
Ebbe un immediato successo in tutta Europa visti i numerosissimi manoscritti conservati in latino, italiano, francese, tedesco, castigliano e gallese.
Nel 2016 Annalisa Marchisio ha curato la prima edizione critica del testo latino della "Relatio", basandosi sull’analisi dell’intera tradizione manoscritta e la ricostruzione della complessa storia del testo.
Quella che presentiamo è la prima la prima traduzione in lingua italiana tratta da questa edizione critica.
Una ricerca storica sulla nascita di Humanae vitae – l’ultima enciclica di papa Paolo VI emanata il 25 luglio del 1968 – realizzata attraverso l’esame dei documenti presenti nell’Archivio della Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede e nell’Archivio Segreto Vaticano. L’Autore ha ricostruito i modi e la lunga preparazione del documento magisteriale grazie alla lungimiranza di papa Francesco che ha concesso, in via del tutto straordinaria, l’accesso ai fondi archivistici relativi a Humanae vitae, facendo così eccezione alla norma legislativa che prevede l’apertura degli Archivi della Santa Sede agli studiosi solo dopo settanta anni.
Si dice “Scherza coi fanti e lascia stare i santi”. Invece i santi non disdegnano l’umorismo, perché l’ironia è una componente essenziale della vita cristiana: signifca avere uno sguardo schietto su di sé, non prendersi troppo sul serio e riconoscere – con amabile bonarietà – i limiti propri e degli altri. Questo libro presenta una
raccolta di storie, aneddoti e testimonianze (dai Padri del deserto a
€ 00,00 Francesco d’Assisi, da Filippo Neri a Padre Pio, da Madre Teresa
a Giovanni Paolo II) in cui emerge la capacità di sdrammatizzare e risolvere i problemi. Sempre con un sorriso.
Andiamo alla messa ogni domenica o ogni giorno; siamo presenti, compiamo segni e pronunciamo parole. Ci siamo mai chiesti il significato di quello che compiamo?
È quello che ci propone l’autrice di questo sussidio, di piacevole lettura e nello stesso tempo ben documentato, con riferimento ai testi normativi dell’Ordinamento Generale del Messale Romano.
La prospettiva è catechetica: attraverso una serie di schede si ripercorre i vari momenti della celebrazione eucaristica, rispondendo alle esigenze di chi vuole celebrare l’eucaristia con sempre maggiore consapevolezza e partecipazione.
Uno strumento prezioso per chi è chiamato, nella catechesi o nell’animazione liturgica, ad aiutare altri a compiere lo stesso cammino. Lo sviluppo segue la celebrazione eucaristica nei suoi diversi tempi e riti e offre suggerimenti o interrogativi utili al gruppo liturgico che vuole svolgere il suo servizio ecclesiale nel migliore dei modi.
Sono intervenuti ad Amatrice e a Rigopiano, e prestano la loro attività ovunque sia necessario l’impiego di personale specializzato per soccorrere le vittime di crolli dovuti a sismi, esplosioni o dissesti idrogeologici: sono gli Usar, un’unità speciale dei Vigili del Fuoco, dotati di attrezzature dalla tecnologia particolarmente avanzata, grazie alle quali localizzano persone intrappolate sotto le macerie e forniscono i primi soccorsi.
Il libro racconta l’esperienza di quattro di loro, per i quali salvare vite umane è lavoro quotidiano. Il loro impegno presuppone coraggio, laboriosità, solidarietà, generosità, qualità che trasformano una vita ordinaria in «qualcosa di grande».
Il libro si snoda su un percorso mariano che prevede dodici soste mensili. Accompagnati dalla Sacra Scrittura, dal Magistero, dai santi e dai beati (tra i quali san Luigi Maria Grignion de Montfort e il beato Giacomo Alberione) e da autori recenti, l’Autore invita il lettore a contemplare Maria in tutta la sua bellezza, prendendo spunto dalle festività mariane del mese.
Un piccolo seme che, gettato nei solchi della storia quotidiana, può fecondare il nostro oggi proprio attraverso una profonda spiritualità mariana. Camminare mano nella mano con la Madre di Dio ci aiuta a conoscere il Vangelo e la speranza cristiana