La "maternità surrogata", detta anche "gestazione per altri" o "utero in affitto" è al centro dell’attuale dibattito internazionale. All’indomani dell’approvazione della legge sulla maternità surrogata come "reato universale", si offre al lettore un’occasione di riflessione sulla natura di questa pratica sotto il profilo medico, giuridico, antropologico e sociale e sulle implicazioni e le criticità bioetiche e biogiuridiche. Con l’ausilio di esperti, si indaga su come la maternità surrogata faccia sorgere in modo diverso le domande fondamentali e originarie: cosa significa essere madre? Cosa significa essere figli? Cosa significa avere figli ed essere genitori? Qual è il significato della famiglia? Quando la dignità umana di tutti i soggetti coinvolti è pienamente rispettata?
Pubblicato per la prima volta da Electa nel 1986, il volume è un riferimento imprescindibile per chiunque cerchi un approccio ai mosaici della Basilica di San Marco che ne esplori non tanto gli aspetti formali e il rilievo storico-politico, quanto piuttosto le risonanze bibliche e il messaggio propriamente teologico. Quella "parola divina" scritta non su libro ma su miriadi di tessere musive, quella "Bibbia gloriosa", così come John Ruskin chiamava i mosaici, che certo è cresciuta coniugandosi con le vicende e i progetti degli uomini, si sviluppa in un discorso iconografico e testuale complesso e profondo, in cui nulla è casuale e ogni figura, gesto, colore, si aprono all'occhio di chi li indaghi anche con questa attenzione, a possibilità di comprensione sempre più sottili e imprevedibili. In tale prospettiva gli autori hanno riletto, con la Bibbia fra le mani, il racconto marciano dell'Antico e del Nuovo Testamento, facendo corrispondere capitoli, pericopi e versetti del libro sacro con le diverse scene musive e con le loro didascalie, con la successione e la disposizione degli episodi. Ne emerge il racconto in forme e colori di una grande storia di amore e di salvezza iniziata con la creazione, attraversata dalle vicende dei progenitori, dei patriarchi e dei profeti e, nella pienezza dei tempi, culminata negli eventi centrali dell'incarnazione, della passione e della resurrezione di Gesù per prolungarsi oltre nel tempo della Chiesa sino al ritorno del Cristo glorioso. Il libro viene ora ripubblicato, arricchito con nuove immagini dei mosaici restaurati, una introduzione alla nuova edizione e un aggiornamento delle note bibliografiche.
Sul finire del sec. XVI l’abbadessa Orsola Formicini scrive nel Libro de l’antiquità de San Cosmato la storia del monastero: la nascita come fondazione benedettina maschile (sec. X o forse anche VII), la cessione alle Sorelle povere inviate da s. Chiara (sec. XIII), l’adozione dell’Osservanza e il farsi carico della sua diffusione (sec. XV), l’accoglimento delle disposizioni controriformistiche. La mole di materiali che l’autrice ricava da documenti medievali, tradizioni orali e testimonianze dirette (preziose quelle sul Sacco di Roma), non soltanto arricchiscono la storia del monachesimo romano, sia benedettino sia della prima comunità clariana insediatasi a Roma, ma illustrano anche diversi aspetti della vita culturale della città tra XVI e XVII secolo. E se nell’ordine cronologico e nella disposione tematica dei materiali il Libro rimane fedele alla tradizione memorialistica monastica, il suo notevole stile narrativo lo rende interessante anche per i non addetti ai lavori.
Con parole semplici e soluzioni sorprendenti e creative, ma molto concrete, su temi fondamentali quali la casa, il lavoro, le migrazioni, la pace, la povertà, l’inclusione sociale, la schiavitù, l’ambiente e il territorio, l’autore indica come la politica possa e debba fare molto di più per favorire una vita piena ed inclusiva per tutti, con un metodo non violento e che valorizza l’ambiente.
Il libro, prendendo spunto dagli insegnamenti che l'autore ha offerto nel 2025 durante il corso di formazione monastica che l'ordine cistercense ogni anno tiene ai giovani monaci e monache del mondo intero, cistercensi e benedettini, prende in esame il rapporto tra Dio e l'uomo. l'autore, conosciuto e apprezzato per la sua capacità di affrontare ogni tema in modo concreto, attinge dalla inesauribile ricchezza della tradizione monastica per inoltrarsi nel mistero del rapporto tra dio e l'uomo. Il mistero dell'esistenza umana, il significato della vita, l'amore di Dio e quello dell'uomo nei confronti di Dio, l'inevitabile attrazione e fascino che suscita la persona di Gesù, il perdono, questi e altri temi sono affrontati da mauro lepori con un linguaggio semplice e non astratto. Il libro è adatto sia per i religiosi che per i laici che intendono prendere seriamente in considerazione la domanda "chi è l'uomo e perché te ne curi?"
Un saggio attuale e profondo che unisce filosofia, teologia e analisi sociale. Angelo S. Angeloni esplora il pensiero di papa Leone XIV sull’intelligenza artificiale e la continuità con la dottrina sociale della chiesa, dal "rerum novarum" al mondo digitale. Un testo di grande interesse per studiosi, credenti e lettori attenti al rapporto tra etica, tecnologia e spiritualità contemporanea.
Con le guerre in Ucraina e a Gaza sono emerse con forza le lacerazioni che attraversano il campo progressista. Una parte della sinistra sembra aver smarrito il cuore dell’internazionalismo, sacrificando la difesa dei princìpi di giustizia e libertà sull’altare di schemi ideologici rigidi e rassicuranti che finiscono per oscurare la realtà e produrre posizioni ambigue. Questo volume di MicroMega nasce dall’esigenza di rimettere al centro i soggetti concreti delle lotte, le persone prima dei blocchi geopolitici, i diritti prima delle appartenenze di campo. Da Kyïv a Gaza, da Caracas a Teheran. Con contributi di: Francesco Brusa, Roberto Della Seta, Federico Bonadonna, Siyavash Shahabi, Roberto Mordacci, Marina Simakova, Adrian Ivakhiv, Oleksandr Kyselov, Fabio Bartoli, Vladyslav Starodubtsev, Włodek Goldkorn, Bruno Montesano, Issam Nassar, Hamed Abdel-Samad, Cinzia Sciuto, Emma C. Gainsforth, Samuel Farber, Paolo Flores d’Arcais, Gustavo Zagrebelsky.
Questo libro interroga la poesia nel suo punto più esposto: là dove la lingua non basta più, ma non può tacere. Ne nasce una scrittura che attraversa la guerra non tanto come evento, bensí come condizione del corpo, della memoria. Dalla Siria all'Afghanistan, dalla Palestina ai campi profughi, ciò che emerge non è una cronaca, ma un'etica dello sguardo: le voci delle vittime che parlano in queste pagine non chiedono rappresentazione né compassione, chiedono esattezza. Ogni parola è chiamata a misurarsi con ciò che resta quando la casa è perduta, il nome incrinato, il volto reso invisibile. E la memoria non è nostalgia né archivio, ma forza che obbliga a resistere. La poesia diventa allora soglia: il luogo in cui il dolore non viene spiegato, ma custodito; non redento, ma assunto come responsabilità. E scrivere significa non mentire, fare spazio all'altro, accettando che la ferita sia parte della forma. Francesca Mannocchi intreccia voci e testimonianze raccolte dalle guerre di cui è stata testimone, e affida alla poesia un compito necessario e scomodo: tenere aperta la domanda sull'umano, quando indifferenza o facili semplificazioni tendono a ignorarla. Qui la poesia non consola, non assolve, ma chiede al lettore di fare un passo avanti, di prendere posizione, di sostenere lo sguardo dell'altro. Perché ciò che ferisce è ciò che ci mantiene desti.
Dopo un excursus storico circa l’esercizio della potestà giudiziale da parte dei laici, la tesi cerca di analizzare il rapido fenomeno dell’apertura ai fedeli laici degli uffici nei tribunali ecclesiastici, specialmente quello di giudice, dal Concilio Vaticano II fino al motu proprio Mitis Iudex Dominus Iesus di papa Francesco (2015). La legislazione canonica rispecchia una certa ecclesiologia e risponde altresì alle necessità pratiche della Chiesa, cercando sempre un sano equilibro tra gli estremi. La tesi mostra, mediante il contributo di diversi autori, come lo sviluppo di tale normativa va infatti di pari passo con l’attuazione del Vaticano II, specialmente attraverso le categorie di popolo di Dio e Christifidelis, corresponsabilità nella missione e comunione gerarchica, munus e potestas. L’interpretazione condotta della normativa canonica, soprattutto della prassi della Segnatura Apostolica e della giurisprudenza della Rota Romana, nonché del magistero post-conciliare, tenta di dare risposta ad alcuni interrogativi circa l’esercizio della potestà giudiziale da parte dei fedeli laici, rintracciando il senso e i limiti di tale presenza insieme a quella dei chierici, nei tribunali della Chiesa.
Questa pubblicazione raccoglie testi diversi ma tra loro coerenti, nati attorno al VI centenario del Santuario di Monte Berico e a una domanda cruciale: che cosa significa oggi "riforma" della Chiesa, se la sinodalità è la forma matura del Concilio Vaticano II? Ne risulta un piccolo itinerario unitario: dalla memoria di Monte Berico come "figura" di discernimento comunitario, alla proposta di una Chiesa più sinodale e missionaria, fino alla preghiera, perché la riforma non resti un tema, ma diventi conversione concreta e stile quotidiano.
L'idea di che cosa sia la scienza ha attraversato un lungo processo di trasformazione dall'antichità fino a tempi più recenti, e resta tuttora oggetto di controversie. Il libro illustra le tappe fondamentali del dibattito filosofico sulla scienza, dall'epoca classica alle principali proposte teoriche contemporanee. Dai modelli cosmologici dell'antichità all'idea di teoria assiomatica, dal concetto di causa a quello di probabilità, dalla sperimentazione controllata al tema delle rivoluzioni scientifiche, le questioni affrontate hanno una storia illustre, e non hanno mai perso la loro importanza. Che cos'è una teoria scientifica? Che genere di conoscenza può offrirci? Che ruolo hanno i dati e gli esperimenti nelle scienze? Perché le scienze cambiano nel tempo? Un libro rigoroso ma non specialistico, utile a spiegare infine a tutti e tutte «che cos'è la scienza».
Nel settembre 2021, Ilich Ramírez Sánchez - detto Carlos lo Sciacallo, uno dei terroristi internazionali più ricercati durante la Guerra fredda - è condannato all’ergastolo. Sembra essere la parola fine per la sua avventura criminale ma resta un dubbio: è stato lui il capo della rete globale del terrore manovrata dal Cremlino? Lo Sciacallo, infatti, è un giovane venezuelano che si trasferisce a Mosca nel 1968, viene espulso dall’università e crea un proprio gruppo terroristico, passando dalla militanza nel Fronte popolare per la liberazione della Palestina alla precoce adesione al jihadismo negli anni Settanta. Si dice che sia stato dietro a numerosi attentati in Europa, ma anche un killer inafferrabile capace di vendersi al miglior offerente. Di certo c’è che è stato in grado di costruire una propria rete di collaboratori e fiancheggiatori che gli ha permesso di sfuggire alle polizie di mezzo mondo e di compiere l’attacco terroristico forse più clamoroso di sempre: nel dicembre del 1975 rapì undici ministri del petrolio presso la sede dell’OPEC a Vienna, che poi dietro riscatto recapitò ai loro Paesi d’origine. In Italia si è a lungo vagheggiato sulla presenza di suoi uomini a Bologna nei giorni dell’attentato alla stazione del 1980, dove morirono 85 persone. Ma come è stato possibile che durante la Guerra fredda quest’uomo poliedrico e poliglotta, camaleontico e avventuriero, sia stato in grado di mettere in discussione l’ordine internazionale? Di quali appoggi ha potuto godere e cosa ci racconta del conflitto tra le superpotenze?