Il volume approfondisce alcuni temi che sono diventati cruciali nel dibattito sul giornalismo contemporaneo con l'avvento del web. L'utilizzo sempre più pervasivo della rete, e soprattutto la diffusione di dispositivi che consentono a tutti di filmare e poi riportare in tempo reale fatti un tempo trattati esclusivamente dai giornalisti, rende necessario riflettere tanto sugli eventi, quanto sui mutamenti mediali che si stanno verificando. Affrontando sia il versante teorico, che si fonda sull'attuale letteratura in sociologia dei media, sia il coté relativo alla realtà della professione e agli strumenti del mestiere, il volume propone l'analisi di chi il giornalismo lo studia teoricamente e lo vive quotidianamente sul campo. Prefazione di Pier Cesare Rivoltella.
Dai confronti quotidiani con la sanità, con il mondo dell'economia e del lavoro, del volontariato, della scuola, dall'ascolto e dallo scambio di opinioni con i cittadini è nata l'idea di questo libro, che vuole testimoniare come una realtà ha affrontato la pandemia globale: quali soluzioni, quali risposte, quale tipo di resilienza è stata messa in campo per continuare a essere comunità e non cedere alla rassegnazione, alla paura e alla solitudine e porre le basi di un futuro condiviso. Il libro è composto da una serie di dialoghi tra Luca Vecchi con personalità dei vari settori della vita sociale e politica del paese. Tra i quali il prof. Romano Prodi per l'economia, don Giuseppe Dossetti per Chiesa, volontariato e terzo settore, Maurizio Landini (segretario nazionale CIGIL) per il Lavoro, Stefano Bonacini (presidente della Regione Emilia-Romagna) per la politica, Fausto Nicolini (direttore generale Ausl RE) per la sanità e diversi altri personaggi per il mondo della scuola, i giovani e gli anziani.
Nasce a Busseto nel 1686, Buonafede Vitali, ma da lì parte e visita mezzo mondo, dall'Inghilterra alla Lapponia. Giovane istruito, si arruola nel Reggimento dei Dragoni come chirurgo militate, viene ferito in battaglia, lascia l'incarico e, con il soprannome dei senza nome, l'Anonimo, inizia a confezionare farmaci e a viaggiare, compiendo ricerche ed esercitando sulle pubbliche piazze l'onorato mestiere di medico saltimbanco. Buonafede è un commediante nato. Ha la medicina nel cervello, la chirurgia nelle mani, il teatro nel sangue e per attirare le folle, prima e dopo l'offerta dei suoi miracolosi medicinali, recita e fa recitare commedie. Questo gli procurerà notorietà e apprezzamento, ma anche l'ostilità e l'invidia di tanti colleghi. Eppure della sua arte si fidano i popolani e i potenti e le sue preparazioni, prescrizioni e operazioni non sono poi molto diverse da quelle praticate dai suoi contemporanei. Tuttavia una cosa c'è che distingue Vitali dalla medicina dell'epoca. Per la prima volta i suoi preparati a buon mercato rendono democraticamente accessibile a tutti ciò che è sempre stato monopolio di pochi: la cura.
Margarita, la hija de un matrimonio ya maduro de la Perugia italiana, conoce a Paolo Mancini, con quien contrae matrimonio siendo todavía una adolescente. Paolo es un violento pendenciero por quien Margarita siente un amor tan profundo que es capaz de cambiar el carácter de su marido y que se olvide de las peleas y ataques a los habitantes de la región. sus dos hijos gemelos son recibidos como una bendición de Dios a un matrimonio que empieza a vivir felíz. Pero los enemigos de Paolo no olvidan y un día lo asesinan a las afueras del pueblo. Rita, consciente de que sus propios hijos vengarán la muerte de Paolo, tarde o temprano, pide a Dios que ambos encuentren la muerte antes de convertirse en asesinos. Su plegaria se cumple y los gemelos mueren de una extraña enfermedad poco después. Rita, desolada por la realidad de la gravísima pérdida, decide ingresar en un convento, pero la madre superiora no acepta su petición al ver que a Rita la mueven, principalmente, una pena y un dolor que la llevan al borde la muerte...hasta que Rita escucha la voz del mismísimo Dios
Negli anni in cui Vasco De Gama con le sue imprese contribuiva a scrivere la storia dell'Occidente e del mondo intero, il grand'ammiraglio cinese Zheng He fu costretto ad ammainare le vele di seta rossa della sua immensa flotta. Il Celeste Impero preferì alle avventure nei mari il saldo dominio della terraferma. Oggi la Cina ha recuperato un ruolo di primo piano nell'economia globale e stravolgendo gli equilibri della finanza internazionale. Quali sono i meccanismi che hanno portato la Cina a controllare una larga quota del debito pubblico statunitense? Che cosa ha scatenato il boom dei prezzi delle materie prime? Esiste un rapporto tra petrolio e democrazia? La risposta a questi interrogativi sta nell'interdipendenza tra i fenomeni politici ed economici che l'autore porta alla luce, indagando le ragioni storiche e culturali di un Occidente da secoli abituato a dettare i ritmi dell'economia mondiale e ora smarrito di fronte al ritorno dell'Ammiraglio. Nonostante la Guerra Fredda sia finita da tempo, il mondo continua a reggersi sul fragile equilibrio della mutua distruzione assicurata: alle navi e ai missili si sono sostituite le obbligazioni, nuove armi con cui le grandi potenze si contendono il controllo dell'economia globale.
È un luogo comune dire che la medicina è una scienza. Così non è. La medicina non è una scienza, è una pratica basata su scienze - la fisica, la chimica, la biologia, l'ecologia, l'economia - che differisce dalle altre tecniche perché il suo oggetto è un soggetto: l'uomo. L'autore ricostruisce storicamente il patrimonio scientifico di cui la medicina oggi dispone e considera tale patrimonio come il mezzo necessario per conseguire il fine dell'essere medico, cioè un uomo che cura i suoi simili con competenza e disponibilità.
Un libro, il primo di Giorgio Bocca, scritto nel 1945, che a distanza di più di cinquant'anni ha il fascino della testimonianza diretta e di una vicenda storica esemplare. La Resistenza ha un significato storico e politico spesso sottoposto a revisioni e rivisitazioni, ma l'importanza di quel significato è da sottolineare non solo per il suo valore politico, ma anche per quello morale. I giovani delle formazioni partigiane protagonisti di questo libro non avevano idea di comunismo, erano cresciuti nell'autarchia fascista, senza aver mai vissuto esperienze politiche. Eppure ebbero il coraggio di schierarsi, di praticare una loro spontanea tensione morale, di formarsi nella lotta, riscattando agli occhi del mondo la dignità del popolo italiano.
Questo libro di Agamben è dedicato ai problemi del metodo e diviso in tre parti, corrispondenti ad altrettante riflessioni su tre spetti specifici: a) il concetto di paradigma; b) la teoria delle segnature; e) la relazione fra storia e archeologia. Spunto per queste considerazioni è l'indagine sul metodo di uno studioso come Michel Foucault, sul quale Agamben dichiara di aver avuto occasione, negli ultimi anni, di apprendere molto.