Che il mondo sia destinato a finire è comune convinzione dell’umanità: dato inquietante, ma anche pieno di fascino che stimola la fantasia. In tale contesto, i “profeti della fine” seminano il loro fanatismo apocalittico, soprattutto attraverso la via del web. Ciò è facilitato dal fatto che le nostre città sono un luogo di incontro di tante culture, antiche e nuove, che spesso generano elementi di crisi e attirano l’attenzione dei messaggeri di sventura. È necessario fare chiarezza intorno a questo tema con lucidità e senza suscitare falsi timori. E questo è lo scopo del presente volumetto offerto al lettore avvertendolo del fatto che l’autore si muove nell’orizzonte della fede cristiana e quindi nella prospettiva della speranza per l’intera creazione.
Gli angeli sono nostri amici, protettori, difensori e custodi, intercedono per noi presso il Padre celeste, portano a Dio le nostre preghiere. Ci aprono la strada per andare al Signore. La Bibbia - sia nell'Antico come nel Nuovo Testamento - ci parla spesso di questi esseri spirituali, messaggeri tra Dio e gli uomini. I più conosciuti, di cui sappiamo anche il nome, sono: Michele, Gabriele, Raffaele, che chiamiamo Arcangeli, e l'Angelo custode di cui non sappiamo il nome, perché ognuno ha il suo angelo personale e quindi il nome glielo possiamo dare noi come a un amico, che chiamiamo con il nome che meglio esprime il suo particolare rapporto con noi. In questo libretto, dopo una introduzione tratta da brani di papa Francesco, sono raccolte numerose preghiere agli angeli, agli arcangeli e all'angelo custode, provenienti dalla tradizione o da autori più o meno famosi, e adatte per momenti ed esigenze diverse. Ci sono anche poche e brevissime riflessioni che possono aiutarci a conoscere meglio questi nostri amici per amarli e rivolgerci a loro con fiducia.
In questa «particolare» agenda sono raccolti, per ogni giorno dell'anno, testi dei Padri del deserto, scritti tra il 300 e il 500, rileggendoli alla luce dell'oggi. I Padri del deserto, infatti, analizzavano con molta cura i propri pensieri e poiché le dinamiche fondamentali del cuore umano continuano a essere le stesse di quelle dei monaci del lontano passato, troviamo che in essi è racchiusa una ricca esperienza, come ci confermano molti psicologi e oggi. Per ogni giorno dell'anno vi è un detto o fatto di un Padre del deserto e quindi la riflessione per l'oggi di Anselm Grün
Mamma cerca casa e, si sa, la ricerca è tutt'altro che facile. Soprattutto perché lei non vorrebbe una casa qualunque, in un posto qualunque, con vicini qualunque. Mamma sogna e nel suo sogno, fatto con i piedi per terra, tutta la famiglia inizia a credere che ci siano utopie che possono diventare realtà. Già... perché questa casa è una casa aperta a tutti, in una città capace di accogliere tutti i popoli, con porte che si aprono su piazze nelle quali la gente si incontra, si stima, si rispetta pur nelle diversità di cultura, lingua e religione. Una storia intensa, poetica ed essenziale. Una storia in cui parola e illustrazione coniugano l'utopia e la realtà. Un testo dedicato a chi pur non trovando... continua a cercare! Età di lettura: da 7 anni.
Il racconto è una favola moderna che prende spunto dallo Spirito del Natale e dalla sua «magia» per accompagnare i giovani lettori a riflettere sul tempo, sul dono, sull'attenzione agli altri. È una favola non confessionale che fa leva su quell'accoglienza universale della festa del Natale, richiamandone pur sempre i suoi più genuini e profondi valori. Per questo il testo potrebbe essere una valida proposta per chi, non cristiano, volesse fare un dono significativo e «natalizio». Età di lettura: da 7 anni.
Il volume, attraverso i commenti alle letture della domenica, delle Solennità e di alcuni momenti-forti dell'anno liturgico, accompagna come valido sostegno il cammino di fede del credente; cammino ritmato dalle tappe liturgiche dell'Anno A. Lo stile semplice e discorsivo, ma incisivo e provocatorio, di don Alberto Vitali - unito alla profondità con cui accosta la Scrittura e la legge - accompagna nel cuore della Parola, aiutando il lettore a comprenderla e ad accoglierla nella propria vita come lo specchio su cui ci si deve riflettere se vogliamo dirci cristiani. Particolarmente utile per uso personale di ogni credente, è altresì adatto per sacerdoti che vogliano ricevere spunti per l'omelia o per i gruppi liturgici che vogliano approfondire la Parola per preparare monizioni.
"Le mie prime parole con la Bibbia", grazie a colori e a immagini accattivanti, è uno strumento per insegnare ai più piccoli alcune parole che trovano spunto nelle storie della Bibbia. È perfetto da leggere con i bambini e offre l'opportunità, indicando i disegni, di iniziare a raccontare storie tratte dall'Antico e Nuovo Testamento. Età di lettura: da 4 anni.
Raccogliendo alcune tra le frasi più belle sul Natale - selezionate tra importante autori classici e contemporanei -, il libretto vuole esprimere un augurio significativo ed elegante per la festa più sentita dell'anno.
La Legenda Aurea, testo agiografico composto da Jacopo da Varagine nella seconda metà del XIII secolo, è un caposaldo della letteratura cristiana, al quale si sono riferiti molti artisti, soprattutto del Medioevo e del Rinascimento, per illustrare la storia sacra. Basti ricordare Giotto per la Cappella degli Scrovegni o Piero della Francesca per le Storie della vera croce. L'opera presenta circa centocinquanta biografie di santi, intercalate da capitoli dedicati alle principali feste della tradizione cristiana. Questo volume raccoglie i testi che hanno particolare relazione con il Natale - La natività di Maria, La nascita del Battista, L'Annunciazione, La natività di Gesù, l'Epifania, I Santi Innocenti -, corredati di immagini tratte dal patrimonio artistico medioevale e rinascimentale. La lettura di questi testi ci trasporta in una dimensione in cui la vicenda storica, nella semplicità dei dettagli, nella varietà delle divagazioni nel tempo e nello spazio, è interpretata in chiave escatologica, cioè inserita nel piano salvifico che Dio ha predisposto dall'eternità e per l'eternità.
15 aprile 2019: a Parigi brucia Notre-Dame. Poche ore e visibilità si fa solidarietà concreta e tangibile. Qualche giorno dopo un altro incendio: in un campo profughi viene ritrovato il corpo di un lavoratore migrante clandestino. Nessuna notizia, nessuna solidarietà. È in questo contrasto, di cui l'autore ha sentito tutta la drammaticità, che va cercata la genesi di questo testo. Tutela del patrimonio storico e tutela «dei diritti inviolabili dell'uomo lì dove svolge la sua personalità» - la città appunto - non possono contrapporsi. Devono integrarsi. La città può essere il luogo in cui scrivere il futuro delle generazioni. Le sue architetture, le sue periferie o centri storici, i suoi sviluppi possono segnare efficaci e concrete vie per costruire una società capace di vivere ed educare ai nostri valori costituzionali.
Il tema della missione della Chiesa - missione vista come connaturale al suo esserci - desta oggi un forte interesse sul piano sia teologico, sia magisteriale, sia pastorale. Non è detto tuttavia che al parlare di missione corrisponda sempre una ripensamento della stessa, che permetta di uscire realmente da vecchi schemi e assuma fino in fondo la necessità di rileggere la missione ecclesiale dentro un contesto, come quello occidentale, profondamente e visibilmente mutato. Il presente studio di Roberto Repole intende assumere questa sfida offrendo la proposta di un nuovo paradigma, quello del dono. Appare così come la Chiesa viva di un dono, quello divino, e come ciò che essa realmente trasmette non sia altro che il dono di cui vive, il quale può essere mantenuto solo in quanto donato da altri: nell'unica forma possibile, quella del dono appunto, che è autentico solo a determinate condizioni. Si tratta di un paradigma adatto ad evitare una delle accuse che esplicitamente ed implicitamente viene fatta oggi ad ogni proposta di missione, di rappresentare cioè sempre e comunque una forma di violenza - senza cadere, per questo, in una riduzione della missione a dialogo in assenza di verità. Si tratta altresì di un paradigma capace di farsi carico di alcune delle sfide attuali più incalzanti: la fine della cristianità, la secolarizzazione, il pluralismo religioso e gli effetti di una globalizzazione in cui la logica economicista rischia di permeare tutto.
Dell'abuso sessuale sui minori - crimine scandaloso, fra i più odiosi che si possano commettere - si parla oggi apertamente nelle nostre società: e già aver tolto il velo dell'ipocrisia è una dato positivo. Sappiamo poi che il rischio di abuso esiste ovunque vi siano dei bambini, e in primo luogo in famiglia: sicché la posta in gioco è enorme. Se le conseguenze di abusi sessuali perpetrati ai danni di un minore sono oggi abbastanza note e si sa come farvi fronte al meglio, non altrettanto si può dire del modo di "trattare" e di "recuperare" gli autori di aggressioni sessuali. Ecco allora l'obiettivo di quest'opera: capire il percorso mentale degli autori di abusi sessuali - siano essi preti, educatori, padri di famiglia -, ma anche conoscere le terapie di cui è stata testata l'efficacia. L'autore, Stéphane Joulain, adotta un approccio olistico e non tralascia né le valutazioni morali dell'abuso né la necessità di farsi carico della dimensione spirituale della vita degli autori di abuso, quando si tratta di religiosi o di persone credenti. Il tutto, però, naturalmente, mettendo sempre la vittima al centro dell'attenzione. Prevenzione degli abusi: un tema scottante, trattato in base a esperienze e competenze maturate dall'autore a livello internazionale. «Quest'opera contribuirà a sviluppare ciò che di meglio abbiamo da offrire nella lotta contro gli abusi sessuali. Per il bene di tutti e, in primo luogo, dei più vulnerabili: i bambini».