La Parola che risana ci accompagna a vivere l'Anno Liturgico, facendoci illuminare dalla ricchezza delle Scritture e dalla sapienza dei Padri della Chiesa. Attraverso profonde e attuali riflessioni, i testi della Scrittura ci vengono incontro come un balsamo, aiutandoci a riscoprire il valore risanante e sempre sconvolgente della Parola di Dio.
Il corpo della letteratura noto come midrash è generalmente diviso in midrash aggadico (narrativo) e halakhico (legale). Le raccolte che contengono principalmente storie, parabole e omelie sono classificate come midrash aggadah, mentre le raccolte incentrate principalmente sullo sviluppo della legge sono chiamate midrash halakhah. I maggiori volumi di midrash aggadah sono spesso indicati collettivamente come Midrash Rabbah. Questo gruppo di testi comprende dieci raccolte compilate nel corso di otto o più secoli. Ogni volume commenta uno dei cinque libri della Torah (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio) o delle cinque Megillot (Cantico dei Cantici, Rut, Lamentazioni, Qoèlet ed Ester). Shir ha-Shirim Rabbah è un midrash del settimo secolo sul Cantico dei Cantici compilato in terra d'Israele. L'opera interpreta il Cantico dei Cantici in maniera allegorica, supponendo che la relazione tra gli amanti descritta nel libro biblico sia una metafora del rapporto di Dio (lo sposo) con Israele (la sposa). Fuggi, amato mio, simile a gazzella o a cerbiatto sopra i monti dei balsami! Gli anziani dell'Assemblea di Israele diranno allora: «Mio Diletto, Padrone del mondo, fuggi da questa terra impura e poni la tua Šekinah nel più alto dei cieli, ma quando ti rivolgeremo le nostre preghiere, sii simile al daino che dorme con un occhio aperto e l'altro chiuso, o come un cerbiatto che, fuggendo, guarda dietro di sé. Così ci terrai in considerazione e guarderai la nostra tribolazione e la nostra afflizione dall'alto dei cieli fino al momento in cui vorrai liberarci e condurci sulle montagne di Gerusalemme dove i sacerdoti ti offriranno l'incenso degli aromi (Targum di Ct 8,14).
Personaggio cruciale e misterioso al contempo, uomo di intelligenza, forza e volontà fuori dal comune, Saulo di Tarso, meglio conosciuto come Paolo, fu colui che raccolse l'irripetibile magistero di Gesù di Nazareth e lo canonizzò, forgiando il Cristianesimo per come lo conosciamo oggi. Fine mediatore da un lato, ma decisionista politico dall'altro, Paolo seppe traghettare un'esperienza spirituale in un'istituzione storica giunta più o meno immutata fino ai nostri giorni, assurgendo così a figura fondamentale di tutto il mondo cristiano. In questo suo nuovo libro, al contempo saggio e narrazione, quindi sicuramente ascrivibile al genere della narrative non fiction, Corrado Augias ci offre una cronaca meravigliosamente raccontata: con la sua capacità di ricostruire e analizzare la Storia e la sua attitudine divulgativa, Augias ripercorre la vicenda di Paolo, nei momenti topici della sua vita pubblica e religiosa che ce lo hanno fatto conoscere come l'uomo che "inventò il Cristianesimo".
Anche dopo una frettolosa visita al condominio del Pentateuco, sorgono immediate alcune domande: perché gli antenati d'Israele sono tre e non uno solo, e perché l'antenato d'Israele non è un antenato eponimo? Perché tutte le istituzioni fondamentali d'Israele sono legate al deserto e non al suo territorio nazionale? Perché il personaggio principale delle tradizioni fondanti, Mosè, non è un re e non fonda una dinastia? Insomma, il lettore che intraprende l'avventura di leggere il Pentateuco si trova davanti a una serie di camere chiuse, con un mazzo di chiavi in mano ma senza sapere quale di queste apre quale porta. Frutto maturo dello studio e dell'insegnamento protrattisi per oltre quarant'anni, l'opera di Jean Louis Ska permette di individuare le chiavi più adeguate ad aprire quello scrigno che contiene le più preziose tradizioni dell'antico Israele. Aiuta inoltre i lettori a orientarsi nella foresta - in alcuni casi la giungla - delle pubblicazioni sul Pentateuco, distinguendo i tentativi più validi e più proficui. Infine, alimenta il gusto della lettura, della ricerca e, forse ancora più importante, il desiderio di porre domande sempre più pertinenti a un testo antico, ma sempre giovane.
Variazioni sulla Settimana Santa
La Settimana Santa è il cuore del mistero cristiano, il tempo in cui la Parola si fa carne e l'umano e il divino si incontrano, fino a fondersi. È il punto in cui il Vangelo chiede di essere vissuto, oltre che spiegato. In questo libro sorprendente e fuori dagli schemi, l'autore ripercorre l'ultima settimana di Gesù sulla terra, dalla domenica delle Palme alla crocifissione fino alla risurrezione, commentando i passi delle Scritture che accompagnano alla Pasqua tra teologia narrativa, esegesi biblica, storia personale e testimonianze di vita vera. Il racconto evangelico non resta mai sullo sfondo di una devozione astratta: diventa esperienza vissuta, memoria personale, attraversamento della storia. Gabriele Vecchione ha una scrittura essenziale, evocativa e talvolta dura, ancorata al presente, capace di accendere lampi nella mente di chi legge. Quello che ci trasmettono i Vangeli non è una favola antica: è lo specchio di ciò che siamo, della realtà che ci circonda, del modo in cui scegliamo di vivere e dei rapporti che intessiamo. Giorno dopo giorno, in queste pagine, la Settimana Santa diventa rivelazione di qualcosa di più grande, di un oltre in cui sperare: non solo memoria liturgica, ma chiave per comprendere l'inizio, la fine e il dopo di ogni esistenza umana. Un libro densissimo di vita vera, di storie sanguinanti di realtà che regalano realtà ulteriore alla bellezza, già molto reale, della Parola di Dio.
Gesù è l’Emmanuele, il "Dio-con-noi": questo grande annuncio attraversa come un filo rosso l’intero Vangelo secondo Matteo, dalla nascita del Messia (1,23) fino alla promessa finale del Risorto (28,20). Nove studiosi italiani - otto esegeti e un esperto d’arte -si cimentano qui con il primo vangelo per offrirne una lettura unitaria e accessibile, guidata proprio dal tema dell’Emmanuele. Come una presenza carsica che affiora costantemente nel racconto, il mistero di Dio-con-noi illumina ogni aspetto della narrazione matteana: dai racconti dell’infanzia ai miracoli, dalle citazioni dell’Antico Testamento ai grandi discorsi, dal tema della vita comunitaria fino alla passione e risurrezione. Il volume accompagna il lettore in un percorso affascinante, che rivela come l’evangelista Matteo presenti Gesù mediante l’intera trama narrativa, intrecciando egli stesso «cose nuove e cose antiche». Completa il libro una suggestiva rassegna di opere d’arte che hanno interpretato, nei secoli, il mistero dell’Emmanuele. Nato dalla collaborazione di studiosi uniti da passione e competenza, questo libro offre al grande pubblico una chiave di lettura originale e coinvolgente per accostarsi al più noto dei vangeli, scoprendo in ogni pagina il volto di Colui che è venuto per rimanere sempre con noi.
Chi sta frequentando gli studi di teologia o di scienze religiose (e anche uno studente universitario dell’area umanistica) si rende conto di leggere i libri antichi in traduzione: non ha un rapporto diretto col testo originale, ma solo con una sua interpretazione. Le pagine che seguono intendono far scoprire tutto il processo che va dal testo antico alla traduzione che si sta leggendo. Laureato in lettere classiche e dottore in scienze bibliche con una tesi sulla versione siriaca di Esdra-Neemia, ha pubblicato diversi commentari, sia scientifici sia divulgativi, sui Libri Storici: Esdra-Neemia (1999 e 2010), 1-2 Cronache (San Paolo 2013), 1-2 Re (2002 e 2008), 1-2 Maccabei (2004 e 2018), 1-2 Samuele (2021). Ha svolto diverse ricerche filologiche che hanno rimesso in discussione molti luoghi comuni: l’etimologia di missa (2000), la storia della cioccolata nella morale cattolica (2009 e 2014), la politica nella Bibbia (2020), la "mela" di Eva (San Paolo, 2022). L’Autore aiuta a collocare in una prospettiva più ampia la conoscenza delle lingue antiche. Cerca di fornire quelle competenze linguistiche e metalinguistiche (cioè di riflessione sullo stesso fatto linguistico) che servono allo studio delle discipline teologiche, dove si incontrano anche parole latine, greche ed ebraiche. Se la teo-logia è un discorso (in greco, lògos) su Dio (in greco, theòs), allora la filologia (l’amore per il discorso) ne è la disciplina propedeutica. Se per sventura questo libretto finisse in mano a un esperto delle lingue qui presentate egli vi troverebbe molte lacune, imprecisioni, semplificazioni. Forse preferirebbe che si inizi con uno studio duro della lingua, pensando che chi ben comincia sia a metà dell’opera. Ma è anche probabile che resti solo a metà.
L'autore, ripercorrendo in modo integrale il Vangelo di Luca, attiva una sorta di dialogo intimo con i Vangeli. Un dialogo in cui anche il lettore è invitato a operare constanti esercizi di cambiamento della propria idea di Dio, per farsi sorprendere da quella di Luca. Il testo narra di Gesù, dei suoi gesti e delle sue parole, dei suoi amici e delle sue amiche, con un'attenzione particolare all'economia: l'oikonomia della salvezza si intreccia spesso con l'economia degli interessi umani. Il Vangelo di Luca parla anche a noi, credenti di ogni epoca, perché desidera rafforzare la fede: l'evangelista stesso ci parla come un discepolo di Cristo, è dentro la buona novella che ci trasmette.
Saggio che raccoglie le offese rivolte a Gesù riportate nei quattro Vangeli. Ogni accusa infamante rivela, sub contraria specie, qualcosa di vero su Gesù. L'autore si addentra in campi inesplorati per ritrarre un Gesù dal "basso". (Prefazione di Antonio Pitta).
I quattro Vangeli in un'edizione tascabile pensata per le famiglie. Come detto da Papa Francesco: "A essere famiglia si impara ogni giorno. Così ha fatto la Santa Famiglia di Nàzaret!" e il Vangelo è un alleato prezioso nel cammino di ogni giorno.
La figura in questione è quella del re Ezechia, esaltato dalla Bibbia come un sovrano esemplare, al punto tale che «dopo di lui non vi fu uno come lui tra tutti i re di Giuda, né tra quelli che lo precedettero» (2 Re 18,5 ), avendo tra l'altro l'onore di entrare nella genealogia di Gesù secondo il Vangelo di Matteo (1,9-10). Posto tra un padre, Acaz, e un figlio, Manasse, bollati negativamente dalla Bibbia, egli si trova a vivere e a operare in un contesto molto delicato per il regno di Giuda, con l'irrompere della potenza assira. In quel momento essa era all'apice della sua espansione militare e commerciale verso l'area occidentale, ove era situato anche il modesto regno di Giuda.
Sinteticamente Andrea Valori compara le due relazioni, la prima del capitolo 18 da lui studiata e l'altra del capitolo 19 di taglio più teologico, sottolineando i due modelli ermeneutici. Da un lato, la salvezza è ottenuta attraverso la via ordinaria del tributo all'Assiria, frutto della riforma religiosa dai risvolti economici, ed è letta secondo il binomio "rettitudine – compromesso/sottomissione". D'altro lato, la via straordinaria miracolosa è scandita dal binomio “rettitudine – preghiera fiduciale". Alla base permane la rappresentazione di un sovrano moralmente retto, religiosamente fedele, ma anche diplomaticamente abile, capace di salvaguardare la sua nazione.
L'accurata ricerca esegetica di Andrea Valori su una circoscritta pagina biblica può, travalicare l'orizzonte accademico in cui essa è sorta e a cui è finalizzata e diventare un modello di analisi testuale e un'attestazione di vicende religiose, politiche e sociali che possono ripetersi nel futuro della storia, sia pure senza determinismi. In questa luce può essere accolta la battuta di Jorge Luis Borges nel suo scritto "La sfera di Pascal" nella raccolta Altre inquisizioni (1960): «La storia universale forse è la storia di alcune metafore con diverse intonazioni».
Dalla presentazione di S. Em.za Gianfranco Card. Ravasi