APPROFONDITA RIFLESSIONE SULLA CONOSCENZA DA PUNTO DI VISTA DELLA VERITA. L'opera, attraverso la tratta zione sistematica dei fondamenti della logica della verita, intende dimostrare il primato del significato logico" del termine "verita", riconducendolo al suo luogo proprio, che e`il pensiero. Si analizzano le condizioni nelle quali e`possibile che il pensiero sia vero, distinguendo tra esperienza, inferenza e fede e stabilendo la connessione logica tra queste forme di conoscenza. La conclusione e`che ogni tipo di conoscenza dev'essere ricondott a, ai fini dell'accertamento della sua verita, ai dati dell'esperienza, che precedono il processo induttivo e deduttivo e l'atto di fede in una tes "
Il deserto nella città è un percorso di preghiera e di meditazione sulle scritture da svolgersi nell’arco di una settimana, nell’intenzione di ricreare anche nella vita frenetica della città quel “deserto” dei Padri che non è da intendere come luogo della lontananza dagli uomini, ma come occasione per la riscoperta e il riavvicinamento a Dio. Il testo forse più intenso di Carlo Carretto, nato proprio nel momento in cui aveva deciso di smettere di scrivere libri. Nel corso di un viaggio a Hong Kong, di fronte alle immense città della Cina popolare, il monaco di Spello cede all’insistenza di un giovane che gli domanda “Fratel Carlo, aiutami a pregare nella mia città”. Nasce così Il deserto nella città, presto diventato un classico della meditazione nello stile dei Piccoli Fratelli. Si può fare il “deserto” anche nella città: ricavarsi una nicchia di silenzio e di solitudine, nella frenesia della nostra vita quotidiana, in cui pregare e mettersi all’ascolto di Dio. Deserto non significa assenza di uomini, ma presenza di Dio.
Carlo Carretto è nato nel 1910 e morto nel 1988. Nel 1954 è entrato nella congregazione dei Piccoli Fratelli di Gesù e per 10 anni è vissuto nel Sahara. Rientrato in Italia nel 1964, si è ritirato in un eremo a Spello, vicino ad Assisi, dove fino alla morte ha animato un centro di spiritualità. Tra le sue opere: Lettere dal deserto (La Scuola), Ciò che conta è amare (Ave), Al di là delle cose (Cittadella), Il Dio che viene (Città Nuova), Padre mio mi abbandono a te (Città Nuova), Beata te che hai creduto (San Paolo).
La Sindone è stata oggetto di culto negli ultimi settecento anni o quasi. La sua storia precedente è, però, molto dubbia e controversa: le ipotesi di storici e scienziati circa la sua provenienza e l'autenticità si sono intrecciate negli ultimi decenni, non sempre in modo convincente. Per inquadrare il problema è necessario partire da lontano, ossia dal culto delle immagini e delle reliquie cristiche, centrale nell'età medievale a Bisanzio e in Occidente. Soltanto questo consentirà di riportare il dibattito sulla Sindone alla dimensione storica cui appartiene, oltre ogni pregiudizio, soprattutto quello che contrappone scienziati e credenti nel ritenere "autentica" o meno la reliquia. Fede e scienza non sono contrapposte: stanno, molto semplicemente, su piani differenti. La fede non ha bisogno di riprove scientifiche, la scienza ha a sua volta come scopo lo studio sistematico e razionale della natura. "Sindonisti e antisindonisti continuino pure a studiare, magari in spirito di concordia e di collaborazione, la reliquia di Torino - scrivono gli autori - nell'intento di provarne o di negarne quanto meno l'identità: ma non perdano di vista il nucleo essenziale del problema, cioè che i motivi della loro rispettiva attenzione rispetto a essa sono inconciliabili non in quanto opposti, bensì in quanto estranei. Continuare nella contesa è un dialogo tra sordi obiettivamente piuttosto patetico".
Una vita straordinaria collegata, nel suo martirio mistico costellato da stupende apparizioni di Gesù e Maria, agli eventi di Fatima e delle Tre Fontane. Profetizzò il nome del futuro papa Pacelli (Pio XII). Già da bambina giocava con un compagno assai speciale, il piccolo Gesù! Più avanti si sarebbe offerta vittima d'amore per i sacerdoti... Diffuse l'Ora Mariana, bomba atomica dell'amore secondo la Madonna. In questo libro non mancate di leggere il misterioso sogno che fece Bruno Cornacchiola, il veggente delle Tre Fontane, sul papa che siederà al posto di Dio!
Un libro che propone un serio lavoro scientifico con utili aggiornamenti terapeutici. Si basa su una terapia incentrata su Gesù giudicata come l'unica in rapporto alla maggior parte delle ben note terapie contemporanee. L'autore é uno dei più noti medici-chirurghi viventi per la scoperta del "Medico-elettronico", un sistema brevettato per porre diagnosi cliniche con l'ausulio di un computer.
Pier Giorgio Frassati (Torino 1901-1925) è uno dei santi giovani più conosciuti e amati nel mondo: in tutti i continenti ci sono persone e gruppi che si sentono ispirati dalla sua testimonianza cristiana a camminare nella fede e a rendere la propria vita piena di senso e di bellezza. Nell'arco di una vita breve ma intensamente vigilante e operosa, egli orientò la sua esistenza alla ricerca di valori autentici. Studente in Ingegneria mineraria, sportivo esuberante, appassionato soprattutto di montagna, iscritto a molte associazioni del suo tempo attive in ambito sociale, politico e spirituale, partecipava con passione alla vita della Chiesa e alle vicende della società del suo tempo. Vedeva negli altri il volto di Dio e si apriva al prossimo con parole di conforto e di aiuto, con l'amicizia comprensiva e disponibile e con il dono di sé offerto nell'umiltà. La sua personalità continua oggi ad affascinare, animare ed entusiasmare, comunicando, soprattutto ai giovani, che vivere da cristiani è possibile ed è bello. «Tu mi domandi se sono allegro; e come non potrei esserlo? Finché la Fede mi darà forza sempre allegro! Ogni cattolico non può non essere allegro: la tristezza deve essere bandita dagli animi cattolici; il dolore non è la tristezza, che è una malattia peggiore di ogni altra.» (Pier Giorgio Frassati). Prefazioni di Stefano Jacomuzzi e Roberto Repole.
Nel Novecento la Chiesa cattolica ha affidato al Concilio Vaticano II il compito di «definire in modo nuovo la relazione tra fede e scienze moderne» (Benedetto XVI, Discorso alla Curia Romana, 22 dicembre 2005). Riconoscendo il «grandioso» progresso delle «scienze naturali e umane» (Gaudium et spes, n. 54) il Concilio ha espresso aperture significative alla psichiatria, alla psicologia e alla sociologia. È stata una svolta antropologica i cui effetti hanno interessato il pensiero della Chiesa nel suo insieme: sia le discipline speculative, come la teologia e l’antropologia cristiana, sia quelle pratiche, come il diritto e in particolare il diritto canonico matrimoniale. Prima ancora che nella legislazione, la fisionomia giuridica dell’antropologia conciliare si è delineata nella giurisprudenza canonica, dove i giudici ecclesiastici hanno rielaborato in chiave interdisciplinare e in funzione giuridica i principi antropologici del Vaticano II. Nel suo sforzo interpretativo, la giurisprudenza rotale ha dovuto selezionare i propri riferimenti alle scienze moderne. La giustizia della Chiesa ha accettato e utilizzato molte discipline e dottrine scientifiche. Altre, invece, sono state considerate scienze ‘proibite’. Il libro di Gabriele Fattori prova a rileggere la svolta antropologica conciliare alla luce delle sue applicazioni giurisprudenziali. Un ampio Repertorio giurisprudenziale ricostruisce la bibliografia scientifica e giuridico-interdisciplinare della Rota Romana nel post-Concilio. Attraverso le opere a carattere scientifico e gli Autori citati nelle sentenze rotali la ricerca risale alle scienze e alle correnti scientifiche in uso nella giurisprudenza canonica postconciliare dimostrando come la svolta scientifica conciliare sia stata coniugata nel tempo con i tradizionali riferimenti teologici, antropologici e giuridici del diritto canonico.
Gabriele Fattori è Professore a contratto presso l’Università degli Studi di Genova dove insegna Diritto e religioni nei Paesi del Mediterraneo. Per la collana «Sinodi e concili dell’Italia post-unitaria» ha curato (Roma 2006) l’edizione critica de «I concili provinciali di Cagliari (1886), Benevento (1895) e Milano (1906)». Ha pubblicato il volume Scienze della psiche e matrimonio canonico. Le norme delle allocuzioni pontificie alla Rota Romana (Siena 2009).
La politica non è solo l'attività dei politici di professione: è anche e soprattutto ciò che gli uomini e le donne hanno fatto, fanno e faranno per organizzare le loro vite nella «polis» ovvero nel sistema politico nazionale e internazionale. Perciò nella politica c'è del bello; un bello che riguarda la discussione continua su regole, istituzioni, idee e ideologie come pure sui comportamenti e sui protagonisti. Un dialogo in divenire seguito da soluzioni sempre diverse a sfide e problemi; un bello sempre mutevole che qui l'autore mostra in modo suggestivo, sistematico ma non pedante, spaziando fra tematiche come il liberalismo, l'italianità, il corporativismo, l'etica e molto altro. Sguardi, analisi critiche e idee di un decano della scienza politica.
Fatti veri nelle nostre città