Sei teologi rispondono alla richiesta di papa Francesco esaminando il secondo capitolo della Lumen gentium a partire della «scelta missionaria capace di trasformare ogni cosa» (Evangelii gaudium, n. 27).
Il loro contributo si presenta come complemento alle diverse proposte che hanno esaminato essenzialmente l'aspetto pratico e giuridico della riforma missionaria, della decentralizzazione e della sinodalità.
Esso vuole offrire una riflessione teologica che possa accompagnare misure concrete di riforma, sostenere la pazienza di chi vuole risultati immediati e mantenere i cuori aperti alla novità del Vangelo, il quale sempre ci sorprende. Gli scritti sono a firma di: Giovanni Tangorra; Philip Goyret; Pilar Río; Sandra Mazzolini; Aimable Musoni,sdb; Miguel de Salis. La Prefazione è a firma di Marcello Semeraro, Vescovo di Albano.
L'insieme di norme che sovrintendono al governo dell'informatica (vale a dire i principi e le regole che l'ordinamento dedica alla disciplina dei fenomeni informatici e telematici) ha conosciuto uno sviluppo accelerato, di pari passo con il rapido imporsi della Società dell'informazione e con la sua incessante evoluzione. Il diritto dell'informatica costituisce così oggi un corpus normativo di rilevante entità e complessità, che va assumendo via via sempre più importanza. In questo dinamico contesto, il presente volume introduce ai principali temi del diritto dell'informatica, quali il governo di Internet, il documento informatico e le firme elettroniche, il contratto telematico e il commercio elettronico, la tutela della privacy e la disciplina delle misure di sicurezza, il diritto d'autore nella società dell'informazione e la protezione giuridica dei cc.dd. beni informatici. Il volume propone un'agile e aggiornata disamina degli argomenti trattati ed è corredato da riferimenti bibliografici su ciascun tema, oltre che da un indice analitico.
Pandemia! Rischio contagi, quarantena, limitazioni nella circola- zione... e improvvisamente tutto cambia! Ci ritroviamo a vive- re in uno stesso luogo, spesso ristretto, con le stesse persone e senza poter “cambiare aria”.
Nessuno aveva mai provato un’esperienza simile... o forse qualcuno l’ha già provata e potrebbe dare suggerimenti utili.
I monaci da oltre 1500 anni sanno come vivere con positività in spazi delimitati.
Parte da qui, Anselm Grün per far emergere quelle indicazio- ni concrete che possono aiutare davvero tutti: famiglie, single, coinquilini, conviventi... Ma aiutare a fare cosa? A superare con- flitti, evitare discussioni, usare bene il tempo, creare spazi di libertà e scoprire comuni obiettivi e riti. Quello che Anselm Grün propone è un libro importante non solo per questo tem- po di “isolamento forzato” e quarantena, ma per ogni situazione di crisi.
Dalla presentazione: “Questo è un umile omaggio alla figura di Mons. Ennio Francia, Canonico di San Pietro, promotore e animatore dal 1940 al 1995 di un vasto movimento di artisti romani e italiani, frequentatori della “Messa degli Artisti” da lui iniziata a celebrare ogni anno dal 1940. Nei suoi assidui incontri fu preziosa guida spirituale di innumerevoli scultori, pittori, musicisti e attori che divennero suoi amici. Favorì l’avvicinamento del Vaticano all’Arte Moderna e Contemporanea e alimentò un fermento artistico che fu stimolo vitale di nuove creazioni nel mondo dell’arte”...
Le 16 opere sono degli artisti: Enzo Carnebianca, Georges de Canino, Albert Friscia, Aldo Gentilini, Lorenzo (Micheli) Gigotti, Emilio Greco, János Hajnal, Giuseppe Mazzullo, Sante Monachesi, Carlo Quattrucci, Sergio Selva, Gino Severini, Ikuyo Toba, Riccardo Tommasi Ferroni, Saverio Ungheri, Raoul Vistoli
AUTORI
Mons. Dario Rezza, Canonico di San Pietro in Vaticano, teologo filosofo scrittore e poeta.
Marta Spigarelli, Architetto specializzata in Usi Civici e Demanio Collettivo e in materia di Arte Moderna e Contemporanea
Il profilo bibliografico documentale e le testimonianze non lasciano ombre sul ruolo straordinario e decisivo che Pio XII ebbe durante la seconda guerra mondiale per la salvezza di tantissimi ebrei, perseguitati e delle minoranze discriminate da nazisti a Roma e in tutta Europa. Questo libro brillante dell’autore ed editore Giustino Perilli è una sintesi strutturata, molto ben documentata, della verità sulla vicenda Pio XII / nazisti / ebrei / seconda guerra mondiale.
«L'esperienza della preghiera - scrive l'autrice all'inizio di questo libro - appartiene al mistero della persona, nella sua unicità, in relazione con un Dio personale. Per questo la preghiera, quella vissuta, non si può né descrivere né spiegare. È un'esperienza che nella sua profondità radicale rimane inesprimibile. Mi è quindi possibile soltanto cercare di darne qualche indizio, rischiando di complicare con le parole ciò che è estremamente semplice nella sua realtà».
Il libro ripercorre il Pontificato di Giovanni Paolo II attraverso le foto e le frasi più belle e rappresentative del suo Magistero petrino.
Questa Cristologia deriva dal corso tenuto da Dietrich Bonhoeffer, allora giovane docente di teologia sistematica, nell'anno in cui Hitler venne nominato cancelliere del Reich (1933). Quel corso rappresentò il vertice massimo della sua attività accademica all'Università di Berlino. Essendo andato perduto il manoscritto originale, il testo - qui nella rigorosa edizione critica - è stato stabilito sulla base degli appunti presi dagli svariati uditori del corso. Il filo conduttore di questa Cristologia è «Cristo come centro». In questo principio sono tenuti insieme l'ascolto, pieno di gratitudine, della cristologia del cristianesimo antico e della Riforma, la revisione critica di posizioni della teologia contemporanea, ma anche l'appassionata ricerca del Signore che si fa incontro alla sua comunità nella Parola e nel Sacramento. La "teologia dal basso" trova già qui il primo avvio. E già qui tende al titolo cristologico più semplice che si possa pensare - e che più tardi Bonhoeffer stesso enuncerà: Cristo come «l'Uomo per gli altri». «La Cristologia di Bonhoeffer, ricostruita da Eberhard Bethge sulla base di appunti presi quasi sotto dettatura, ci si presenta come un testo ricchissimo, a volte troppo denso rispetto alle questioni che solleva. In questo modo ci restituisce però la profondità di quelle lezioni che - poderoso sforzo di sistematizzazione delle questioni più urgenti nel dibattito filosofico e teologico dell'epoca - impressionarono gli uditori e che, a detta dello stesso Bonhoeffer, gli costarono più fatica di qualsiasi altro corso universitario» (Dalla Introduzione di Alberto Conci).
Tutti quanti vorremmo celebrare bene e fare esperienza di liturgie belle, sentite. Ma qual è il procedimento migliore da seguire? Questo libro offre una via percorribile per rafforzare la nostra fede, edificare la comunità cristiana e puntare in direzione di celebrazioni liturgiche radicate tanto nella nostra natura di esseri rituali quanto nel vangelo di Cristo. Riti corretti ci spiega perché una buona liturgia è importante, ci insegna come riconoscerla e come valutarla rispetto a una visione più ampia della fede cristiana. Thomas O'Loughlin - appassionato osservatore del culto, ma anche della vita - individua dieci princìpi cui ispirarsi per una celebrazione efficace: la liturgia deve essere vera, aperta, gioiosa, inclusiva, radicata nella comunità e atta a favorirne la partecipazione, basata sulla creazione, fedele al modello dell'incarnazione; deve altresì prestare attenzione agli emarginati ed evitare qualsiasi confusione. Le celebrazioni ben riuscite rafforzano la vita di fede, mentre le cattive celebrazioni la indeboliscono: ecco perché questa griglia di princìpi, concisa, senza aridi tecnicismi, promette di portare nuova linfa ad ogni comunità che celebra il suo Signore. Una guida all'"arte di celebrare" che ha molto da offrire sia alla riflessione personale (per sacerdoti, diaconi, ministri) sia alla riflessione condivisa (nei gruppi liturgici).
Il desiderio di essere umile! Ecco che cosa tormenta Benoît Standaert fin da quando era giovanissimo: un'autentica passione, se così si può dire, per l'umiltà. A partire dall'agosto 2007 questo monaco benedettino, divenuto eremita, ha raccolto le sue esperienze e le sue riflessioni nelle pagine di un quaderno per approfondire la sua ricerca interiore. Sulle orme dei padri del deserto e di mistici fiamminghi come Ruysbroeck, ma anche al seguito del trappista belga André Louf, questo monaco di oggi ricorda che il segreto della fede, della gioia cristiana, ha solo un nome: l'umiltà. È con l'umiltà che si diventa poveri di cuore, ed è con l'umiltà che il vangelo vincerà tutte le resistenze, a cominciare dalle nostre!