Il comune è una delle peculiarità della storia italiana del basso medioevo: allo stesso tempo è un laboratorio di ricerca e analisi documentaria vivissimo e un tema fortunato nel dibattito storiografico, anche perché la conoscenza approfondita di questo importante capitolo di storia offre l'occasione per riflettere sulla natura delle istituzioni e del potere pubblico anche al di là dello specifico ambito cronologico bassomedievale. Questo volume, frutto della collaborazione di un gruppo di specialisti di diversa estrazione, vuole andare oltre la mera narrazione di storia politica e offrire un punto di vista metodologicamente aggiornato, in particolare per gli studenti che si affacciano agli studi di storia comunale. La scelta di fondo del libro è quella di rinunciare agli schematismi delle ricostruzioni più tradizionali, ponendo il punto d'osservazione sulle pratiche che definivano la vita delle istituzioni nelle città dell'Italia centro-settentrionale tra XII e XIV secolo, con una speciale attenzione per il Duecento.
Il «capro espiatorio» è un fenomeno universale, presente in tutte le società sin dall'antichità. Stefano Tomelleri esamina il meccanismo persecutorio a partire da un'intervista con il suo maestro René Girard, tracciandone lo sviluppo nelle forme contemporanee. Dal suo uso politico per acquisire un ampio consenso, come nel caso di Donald Trump, alle sue fenomenologie grottesche della moda trash, il capro espiatorio sprigiona forze sociali che non rispondono unicamente alle moderne spiegazioni logiche del comportamento. L'elemento emotivo e incontrollabile è molto evidente, ricordandoci come, anche nell'evoluto occidente, la convivenza pacifica, la democrazia e la libertà non siano mai garantite. Rispondendo direttamente alla richiesta di promuovere società pacifiche e solidali, Il capro espiatorio dovrebbe diventare una lettura essenziale per tutti gli esperti di scienze politiche e sociali, nonché per gli educatori professionali e gli assistenti sociali, in formazione e in pratica. Sarà inoltre una risorsa preziosa per tutti i professionisti impegnati nel lavoro di gruppo e per gli operatori della formazione.
Ci sono esperienze di vita che per la loro singolare unicità, per la loro dolorosissima drammaticità, per la loro edificante luce di fede, speranza e carità, lasciano un segno indelebile in chi vi viene in contatto: la storia straordinaria raccontata nel libro è sicuramente una di quelle; sono presentati i tre simpatici fratellini Rosaria, Giastin e Cosimo Gravina, accomunati da una terribile rarissima malattia e da un'esistenza breve ma intensa, gioiosa, realizzata, colma della presenza di Dio. Grazie ai ricordi e alle testimonianze dirette dei loro eccezionali genitori e delle persone che li hanno conosciuti, si ripercorrono fatti ed episodi che strapperanno al lettore sorrisi e lacrime, insieme ad un sincero sentimento di gratitudine per il loro passaggio-dono fra noi.
Dice l'Eterno Spirito: "Io ero quando nulla era ed Io sarò quando rimarrà unicamente il Cielo. Io sono l'ispiratore della creazione dell'uomo al quale fu donato il mondo per sua delizia, il mondo in cui, dagli oceani alle stelle, dalle vette alpine agli steli, è il mio sigillo. Io sarò che porro sulle labbra dell'ultimo uomo la suprema invocazione: "Vieni, Signore Gesù".